il 118 in sicilia

il 118 in sicilia
In Sicilia il Servizio Urgenza Emergenza Sanitario "S.U.E.S. 118", attivato in maniera sperimentale e provvisoria l' 11 Agosto 1997, è dotato di quattro Centrali Operative interprovinciali presso le provincedi Palermo, Catania, Caltanissetta e Messina. Ogni C.O. è provvista di una rete telefonica sanitaria dedicata solo alla emergenza (118) e indipendente da quella ordinaria, con venti linee dhe afferiscono a cinque posti di operatori; dispone inoltre di una rete privata virtuale dedicata (RPV) che le collega fra loro, con tutti i pronto soccorso e con tutti i reparti dell'area critica degli ospedali dell'Isola (Rianimazioni, Unità coronariche, Neurochirurgie, etc.); ognuna di esse è fornita inoltre di un sistema di registrazione automatico di tutte le telefonate che vi afferiscono. Le Centrali Operative, ciascuna per il proprio bacino, sono raggiungibili dall'utenza componendo il numero telefonico unico e gratuito 1-1-8.

lunedì 30 novembre 2009

Servizio 118, " No a guerra tra poveri",
Giarratana risponde a Monterosso

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di Angelo Schembari   
Giovedì 26 Novembre 2009 - 20:04
Giarratana – Sul servizio del 118 a Monterosso interviene l’amministrazione di Giarratana con una nota : “ Condividiamo pienamente la protesta del capogruppo MPA al consiglio comunale di Monterosso Almo, Paolo Buscema, in merito al servizio 118 ma vogliamo sottolineare che non è facendo la guerra ai poveri che si può risolvere il problema di un disservizio che ha radici molto più a monte.
Noi di Giarratana abbiamo protestato duramente e , continueremo a farlo se dovesse essere necessario, ma sicuramente non lo abbiamo fatto e non lo faremo a discapito di altri Comuni, come quello di Monterosso Almo, che sappiamo essere disagiati come il nostro.

Il dito non va puntato verso il Comune di Giarratana la cui amministrazione si è battuta per garantire ai cittadini un servizio di primaria importanza ma verso quella parte della politica che, come dice Paolo Buscema, compie scelte illogiche e scellerate.”

RINALDI (PD): “PRESTO RIATTIVATA LA POSTAZIONE DEL 118 AD UCRIA”

27/11/2009 - “La direzione operativa della Sise deve restare a Messina perché non si può consentire che 98 impiegati e le loro famiglie subiscano gli effetti una decisione che non ha nulla a che vedere con il miglioramento del servizio”. Lo ha detto Franco Rinaldi, vice capogruppo
del PD all’Ars, al termine della riunione congiunta della V Commissione (Cultura, Formazione e Lavoro) e della VI (Servizi Sociali e Sanitari), alla quale hanno partecipato anche il Presidente del Consiglio d’ Amministrazione della S.I.S.E., Alessandro Ridolfi e Dino Alagna, dirigente dell’Assessorato alla Sanità.
“Ridolfi – ha proseguito Rinaldi – ha comunicato che, per il momento, la direzione operativa resterà a Messina. Ho sollecitato un incontro, che dovrebbe tenersi a Messina nei prossimi giorni, tra i vertici della Sise e della Croce Rossa e il Direttore dell’Asp di Messina, Salvatore Giuffrida, per fare chiarezza su una vicenda in cui non sono coinvolti soltanto gli impiegati della Sise, ma l’intera città, che rischia di essere defraudata per l’ennesina volta. Ho proposto inoltre, per abbattere i costi che pare siano all’orgine del possibile trasferimento, di spostare gli uffici dei locali dell’ex ospedale ‘Margherita’ o presso la sede della Confraternita di Sant’Angelo dei Rossi’, in parte inutilizzata”.
“Dopo aver ribadito – conclude Rinaldi – i disagi della popolazione di Ucria per la chiusura del 118, ho avuto rassicurazioni, anche dal Dott. Alagna che, anche in considerazione dell’approssimarsi della stagione invernale, la postazione potrebbe essere riattivata presto”.

giovedì 26 novembre 2009

Gli operatori del 118 trasferiti altrove,

ULTIME NOTIZIE

- Centro commerciale naturale a Giarratana venerdì conferenza stampa al Comune - Gruppo Consiliare del Pd domani in conferenza stampa alla Provincia - I concorrenti di "Reality car" con le mani in pasta nella prova del cuoco - Acate: le allegre note, per passione, degli allievi del maestro Baglio - Scicli, le deleghe assessoriali sono pronte ma restano nel cassetto del Sindaco - "Il disavanzo del Comune è falso" Digiacomo scrive alla Regione - Pozzallo,Salvatore Iozzia è il nuovo coordinatore del Pdl Sicilia - Gratis allo stadio se hai meno di 18 anni a Vittoria inizativa della società e degli ultras - Minardo sollecita la conclusione dell'iter per la riapertura dell'areoporto di Comiso - La Caritas diocesana dice la sua sulla questione dei rifugiati politici - Per la Moticea c’è l’Atletico Catania Frasca: “Il mercato cambierà la squadra” - A Palazzo Grimaldi la mostra di pittura e fotografia “Kaleidoscope” - Primo successo la Pvt under 18 battuto in tre set il Santa Croce - Il Kiwanis di Scicli celebra la giornata internazionale per i diritti dell'Infanzia - Al via l'8^ edizione di "ComisoNaso" i migliori specialisti a confronto Home > Attualità > Gli operatori del 118 trasferiti altrove, Monterosso funziona a singhiozzo Monterosso - Denuncia di Paolo Buscema

Gli operatori del 118 trasferiti altrove,

Monterosso funziona a singhiozzo

di Angelo Schembari

Giovedì 26 Novembre 2009 - 10:16

La postazione del 118 a MonterossoMonterosso - Da questa mattina la postazione del 118 di Monterosso non funziona è questa la denuncia di Paolo Buscema capogruppo Mpa in consiglio comunale.

“Gli operatori – afferma Buscema –hanno ricevuto l’ordine di andare provvisoriamente a Giarratana, lasciando nei fatti priva di personale la postazione del 118.

Una decisione che il gruppo autonomista ritiene illogica e scellerata. La scelta dei funzionari regionali non tiene conto dei disagi provocati dalla marginalità geografica del paese.

Invito l’ass. Russo – ribadisce Buscema - a circondarsi di funzionari che conoscono bene il territorio per evitare che la sua riforma della sanità più che al servizio dei cittadini sia a favore di qualche politico”
Intanto sempre in mattinata è dovuta intervenire per un’emergenza un’ambulanza proveniente da un altro paese, mentre quella del 118 è rimasta ferma nella sua postazione di Monterosso, visto che mancava il personale in quanto trasferito a Giarratana.
Qualcuno per descrivere la situazione cita un vecchio detto “ Viesti a Diu e spuogni a Maria” nel senso che viste le proteste di Giarratana per i continui disservizi del 118 di queste settimane si è cercato di metterle a tacere spostando il personale da Monterosso.

Pur essendo d’accordo con il piano di rientro dell’assessore alla sanità, un settore che in Sicilia annovera tanti sprechi tra cui la gestione del 118 più volte bacchettata dalla Corte dei Conti , sembra davvero illogico che, se tagli devono esserci, debba subirli Monterosso il paese della provincia più lontano dal più vicino presidio ospedaliero che dista 30 km, per raggiungere il quale bisogna percorrere strade piene di curve ed interessate da condizioni meteo critiche per buona parte dell’anno.
http://www.ilgiornalediragusa.it/attualita/11343-gli-operatori-trasferiti-a-giarratana-la-postazione-di-monterosso-funziona-a-singhiozzo.html

La C.I.Pe. sulla gestione della pandemia influenzale

La C.I.Pe. sulla gestione della pandemia influenzale


Secondo la CIPe è stato oramai raggiunto il picco epidemico. Chiesto al viceministro Fazio di rivedere la strategia che prevede la vaccinazione ai bimbi sani ad epidemia conclusa.



Roma. «La C.I.Pe., Confederazione Italiana Pediatri, stigmatizza le parole del Vice Ministro Fazio che di recente ha incolpato i Pediatri di disinformazione sull'uso del vaccino Focetria, dimenticando che è stata la scelta di adottare anche per i bambini un vaccino con adiuvante a dividere il fronte pediatrico indebolendo il messaggio sull'utilità del vaccino».

«Chiede di contro che ai Pediatri di famiglia sia riconosciuto il giusto merito di avere sopportato da soli il peso di una pandemia influenzale che ha interessato per la stragrande maggioranza i bambini».

«Desidera pubblicamente ringraziare tutti i Pediatri di famiglia italiani per la professionalità e la disponibilità dimostrata in occasione dell'esplodere dell'influenza da virus H1N1, sia nell'assistenza sia per il lavoro di counseling ai genitori sulla reale diffusione e pericolosità del virus e se, e quando, praticare la vaccinazione».

«Sottolinea l'inappropriatezza di una informazione che, anche in questi giorni, conta i morti ad ogni telegiornale in orario protetto e crea vere e proprie crisi di paura nei bambini e stati di ansia nelle famiglie«.

«Ribadisce l'importanza del sistema Pediatria di Famiglia nel rispondere alle esigenze di salute dei bambini italiani, sistema che non può essere minimizzato nè ridicolizzato come avvenuto in alcune trasmissioni televisive».

«La C.I.Pe. inoltre, in considerazione del fatto che il picco epidemico è stato oramai raggiunto in ogni Regione, nel ribadire la necessità di porre a compimento la vaccinazione dei soggetti a rischio, chiede all' On. Vice Ministro di rivedere la strategia che prevede la vaccinazione universale dei bambini sani ad epidemia finita».

22.11.2009, C.I.Pe.

http://www.medpress.it/news/articolo.php?id=476

Influenza, primi dubbi sul vaccino. In Canada ritirata una «partita».

Giornale di Sicilia - 25.11.2009


Ed. del 25.11.2009 - pag. 11

n.d.
SALUTE. L'Iss tranquillizza gli utenti: «In Italia la situazione è tranquilla e quindi è bene procedere con le vaccinazioni».

Influenza, primi dubbi sul vaccino. In Canada ritirata una «partita».

Registrati numerosi casi di allergia, ma la causa forse è in un «lotto» prodotto male

Registrate in Canada diverse reazioni allergiche a un tipo di vaccino contro l'inftuenza A. L'allarme è stato lanciato dall'Organizazione mondiale della sanità.



GINEVRA. In Canada è stato registrato un insolito numero di gravi reazioni allergiche a un tipo di vaccino contro l'influenza A. Lo ha reso noto l'Organizzazione Mondiale della Sanità. Le autorità canadesi, ha spiegato il portavoce Thomas Abraham, «stanno compiendo le corrette ricerche» e «hanno richiamato un lotto di vaccini della GlaxoSmithklìne».

«Dobbiamo capire cosa sia accaduto in Canada», ha aggiunto Abraham, precisando però che l'Oms insiste nel raccomandare l'immunizzazione contro il virus A/H1N1.

«È un problema relativo ad un lotto e non ad un problema del vaccino antipandemico in sè» affermano alla Società internazionale perla ricerca sulle malattie infettive (Isid). Le reazioni allergiche (complessivamente 6, contro le 2 previste considerando le dimensioni del lotto) sono avvenute nella provincia di Manitoba e riguardano un lotto di vaccino prodotto in Canada in uno stabilimento nel Quebec. In nessun'altra provincia canadese, fornita dalla stessa fabbrica di vaccino, si sono osservati eventi simili e, dalle informazioni fornite dalle autorità sanitarie canadesi, risulta che dei 6,6 mìlionidi persone vaccinate finora in Canada, 36 hanno avuto reazioni avverse. Nel frattempo l'azienda produttrice ha ritirato i vaccini appartenenti al lotto (circa 170.000 dosi) per motivi precauzionali e per verificare eventuali problemi nel lotto.

Nei giorni scorsi, l'Oms aveva reso noto che per la gran parte dei 30 decessi registrati dopo la gigantesca vaccinazione in corso era stato finora escluso un collegamento diretto con i vaccini. Secondo l'Oms, che citava dati derivati da 16 Paesi, i decessi sono stati una frazione infinitesimale dei 65 milioni di dosi di vaccino finora somministrate; e ogni 100 casi di reazione collaterale, 5 sono stati così gravi da provocare la morte. In generale le reazioni avverse verificatesi per il vaccino antipandemica «sono reazioni avverse che si possono verificare con qualsiasi vaccino, e comunque le segnalazioni fatte sono nella media e si tratta anche di situazioni molto leggere e lievi». Lo ha precisato il presidente dell'Istituto superiore di sanità (Iss) Enrico Garaci, a margine del 4/o Forum RiskManagement in Sanità apertosi ieri ad Arezzo. «Le reazioni avverse cioè - ha affermato Garaci - possono essere presenti ma vengono monitorate e sono nella media della normalità». Quanto all'evolversi della pandemiadi influenza A in Italia, «la situazione è tranquilla e bisogna proseguire - ha sottolineato il presidente Iss sulla via delle vaccinazioni».

Inoltre, «le situazioni di mutazione del virus H1N1 - ha avvertito Garaci - possono avvenire e ciò è nella fisiologia della stessa evoluzione del virus. Comunque - ha concluso - si tratta di mutazioni che non incidono sull'efficacia del vaccino e che rappresentano casi isolati».

25.11.2009 n.d.
http://www.medpress.it/rass_stampa/rstampa.php?id=2787

TAVOLA ROTONDA AL ROTARY.

Giornale di Sicilia - 25.11.2009


Ed. del 25.11.2009 - pag. 12

LANS
TAVOLA ROTONDA AL ROTARY. Russo: «Non è vero che ci saranno meno posti letto per i pazienti: saranno sfruttati meglio».

L'assessore: la riforma è contro gli sprechi, le prestazioni restano

PALERMO. La riforma sanitaria in Sicilia, figlia degli sprechi del passato e di una crisi economica e finanziaria che esiste, spiegata e illustrata a trecentosessanta gradi. Una tavola rotonda, quella organizzata dal Rotary Club Palermo Ovest al Palace Hotel di Mondello, che ha visto l'assessore regionale alla Sanità Massimo Russo toccare tutti i punti caldi del piano di rientro sanitario: dall'accorpamento delle grandi aziende ospedaliere al problema dei posti letto, dai livelli minimi di assistenza ai laboratori di analisi, dalle strutture pubbliche a quelle private, passando per la nomina dei manager da parte della politica e la riqualificazione di un sistema.

Tante le domande rivolte dai presenti (circa 280) all'assessore, nel corso del dibattito moderato dal condirettore del Giornale di Sicilia Giovanni Pepi, che ha visto la partecipazione in qualità di relatrice della dottoressa Barbara Cittadihi, presidente regionale dell'Aiop (Associazione italiana ospedalità privata) e dei presidenti dei vari circoli del Rotary, a partire da VincenzoCallari (presidente Rotary Club Palermo Ovest, promotore dell'iniziativa), Fortunato Arena (presidente Rotary Club Palermo Parco della Madonie), Cristina Morrocchi (presidente RotaryClub Palermo Est), Alessandro Algozini (presidente Rotary Club Palermo Centro), Domenico Ferrara (presidente Rotary Club di Corleone) e Giuseppe Giaconia di Migaido (presidente RotaryClub Palermo baia dei Fenici).

«La salute non ha prezzo ma ha un costo - ha dichiarato Russo -. Il piano di riforma sanitaria non andrà a intaccare le prestazioni rivolte al cittadino, garantite dai livelli di assistenza essenziali, ma andrà a strutturare e snellire un sistema fatto di sprechi passati, accorpando per esempio le varie strutture ospedaliere, che spesso erano troppe in uno stesso territorio. Siamo per una sanità d'eccellenza. E non è vero che ci saranno meno posti letto per i pazienti: il 30% è sfruttato impropriamente, adesso non lo sarà più. Sanità pubblica e privata sullo stesso piano, in maniera funzionale - continua - per risanare un deficit di 900 milioni di euro e già in questo primo anno i frutti si sono visti, con lo Stato che ci ha fatto i complimenti per il lavoro fatto».

25.11.2009 LANS

http://www.medpress.it/rass_stampa/rstampa.php?id=2788

Dicevano: è influenza. Ed è morto

La Repubblica - 26.11.2009


Ed. del 26.11.2009 - Palermo - pag. XIV

Romina Marceca

I familiari del giovane di 28 anni denunciano i medici dell'Ingrassia.

Dicevano: è influenza. Ed è morto

Un giorno in osservazione, poi lo hanno rimandato a casa. "Vogliamo la verità!.

«I medici gli hanno prescritto gli antidolorifici e gli hanno detto: «Hai l'influenza, sono solo dolori intercostali, puoi andare a casa». Noi adesso chiediamo la verità sulla morte di mio figlio perché a nessun altro capiti la tragedia che ha distrutto la mia famiglia». Parla Enrico Reforgiato, il padre di Emilio, il ragazzo di 28 anni morto lunedì sera, quattro giorni dopo essere stato ricoverato all'ospedale Ingrassia per alcuni dolori alla spalla, al braccio sinistro e al torace. I medici lo hanno tenuto in osservazione un giorno, poi lo hanno rimandato a casa scrivendo sul referto: influenza.

Ieri la famiglia ha deciso di sporgere denuncia contro i medici del nosocomio che hanno avuto in cura il ragazzo, all'indomani dell'inchiesta aperta dalla Procura. Al momento il fascicolo è contro ignoti, l'autopsia sarà eseguita entro la settimana. Il direttore sanitario dell'Ingrassia, Serafino Garda, ha chiesto una relazione al primario del pronto soccorso.

Emilio Reforgiato era istruttore della palestra Perfect club da un mese, ma il suo sogno era diventare vigile del fuoco e aveva già superato la prima prova. «Poi - racconta il padre - era rimasto infortunato a un piede e aveva rimandato la prova fisica».

«Mi rimetterò presto e faremo bella figura»,aveva detto Emilio al genitore. «La settimana scorsa sono arrivati quei dolori e allora aveva deciso di andare in ospedale. I miei figli sono cresciuti secondo regole molto sane, sia per l'alimentazione, sia per il benessere fisico».Il 18 novembre il ricovero, la sera dopo Emilio era già a casa. Ma quei dolori continuavano.

Lunedì sera la tragedia. «Era stata una bella serata in famiglia. Guardavo Emilio e Pasquale, l'altro mio figlio, e pensavo quanto era bello stare tutti insieme - racconta Enrico Reforgiato- Ad un certo punto Emilio mi ha guardato negli occhi e mi ha detto: «Papà sto male, aiutami». Poi è caduto sulle mie gambe privo di sensi». La corsa in ospedale non è servita a nulla, Emilio è arrivato cadavere. «Siamo senza forze, senza parole conclude Reforgiato - Emilio era bello, felice e pieno di gioia di vivere. In nome della sua vita spezzata chiedo la verità».

26.11.2009 Romina Marceca
http://www.medpress.it/rass_stampa/rstampa.php?id=2789

LA PANDEMIA L’alta diffusione del virus prevista per dicembre ha anticipato i tempi nel nostro Paese.

La Sicilia - 26.11.2009


Ed. del 26.11.2009 - I Fatti - pag. 9

n.d.

LA PANDEMIA L’alta diffusione del virus prevista per dicembre ha anticipato i tempi nel nostro Paese.

Influenza, picco forse alle spalle ma...

Guardia alta. Non escluse nuove ondate. Priorità continuare la campagna vaccinale anche per il rischio mutazione.

Verifica. L’indicazione sull’andamento dell’infezione viene da un forum sulla Sanità.


AREZZO. Il tanto temuto picco pandemico per i casi di influenza A in Italia, atteso e previsto per il mese di dicembre, in realtà ha anticipato i tempi sulla tabella di marcia: il primo picco si è infatti già registrato intorno alla metà di novembre, con oltre 100mila nuovi casi al giorno. E la «buona notizia» è che ora «la grossa ondata è probabile che sia in fase di attenuazione». Ad indicare l’andamento della pandemia è stato oggi, dal 4/o Forum Risk Management in Sanità in corso ad Arezzo, il viceministro della Salute Ferruccio Fazio.

Un andamento, dunque, che sembrerebbe indicare un rallentamento della pandemia, ma questo, avverte Fazio e confermano gli esperti dell’Istituto superiore di sanità, non vuol dire che il peggio sia passato: il rischio di nuove ondate pandemiche infatti resta; così come non bisogna abbassare la guardia, ha ammonito il viceministro, a fronte della possibilità, sempre concreta, che il virus H1N1 dell’influenza A possa subire ulteriori, e magari più pericolose, mutazioni. Per questo, la priorità indicata da Fazio è quella di continuare con la campagna vaccinale.

ONDATA FORSE IN ATTENUAZIONE. Fazio ha affermato che la «grossa ondata di casi di influenza A è probabile che sia in fase di attenuazione, ma il punto - ha avvertito - è non interrompere l’attenzione per evitare che eventuali mutazioni più gravi del virus possano, un domani, portare a un alto sviluppo nel nostro Paese». Finora, ha sottolineato il viceministro, in Italia sono state «pochi milioni le persone colpite», ma «ci potrà essere un picco come più picchi dei casi».

PRIMO PICCO A METÀ NOVEMBRE.Il primo picco dei casi di influenza A nel nostro Paese, ha annunciato da Arezzo l’epidemiologo dell’Istituto superiore di sanità Giovanni Rezza, «si è registrato intorno a metà novembre con più di 100mila casi al giorno». Dopo questo primo picco, ha aggiunto, «è sembrata esserci una certa tendenza al declino ma con forti differenze tra le regioni».

ITALIANI NON IMMUNIZZATI. Ma come si spiega l’arrivo anticipato del picco pandemico rispetto alle iniziali previsioni? La ragione, ha chiarito Rezza, è che il virus H1N1 «si è messo a correre molto velocemente soprattutto nei bambini più piccoli ed il numero dei casi è cresciuto molto rapidamente perchè noi non avevamo avuto ondate precedenti, come in Usa e Gran Bretagna, che avevano in qualche modo immunizzato una certa quota di popolazione».

NON ESCLUSE NUOVE ONDATE. Passato il primo picco, ha detto Rezza, «non vuol dire però che il peggio sia passato, anche perchè i casi sono ancora molti, e non possiamo escludere la possibilità di nuove ondate pandemiche».

26.11.2009 n.d.
http://www.medpress.it/rass_stampa/rstampa.php?id=2790

martedì 24 novembre 2009

La Repubblica - 24.11.2009


Ed. del 24.11.2009 - Palermo - pag. IV

Sonia Papuzza

Il professor Francesco Vitale esclude che la tragedia si possa ricondurre alla somministrazione della dose

L'esperto: "Tranquilli, nessun rischio nel siero c'è solo una proteina innocua"

VACCINO sì,vaccino no. Dopo la morte della donna di Agrigento che si era appena fatta iniettare il siero, i dubbi sul da farsi, già forti fra medici e gente comune, crescono e rischiano di sfociare in psicosi. Ma è possibile che la morte della donna sia stata causata dal vaccino? Lo esclude con decisione Francesco Vitale, docente di Igiene e Medicina preventiva nonché coordinatore siciliano della rete Influnet: «Pur non avendo esaminato il caso in questione - dice - devo escludere che il decesso sia collegato al vaccino».

Come fa a esserne così sicuro?

«Nel vaccino non c'è il virus per intero. Viene immesso nel siero soltanto l'antigene dell'emaglutinina, una proteina del virus che da sola è del tutto innocua perché dal punto di vista biologico è inerte. La sua unica funzione è quella di attivare il sistema immunitario. In pratica, non si inietta il virus vero e proprio ma un suo elemento esterno che provoca la reazione del sistema, senza la pericolosità del virus».

La donna agrigentina è arrivata in ospedale con l'influenza A. Il vaccino può non avere avuto effetto, essere stato cioè inutile?

«La signora è stata sfortunata. Evidentemente aveva già contratto il virus prima di vaccinarsi. Quandol'influenza A si è manifestata, ha coinvolto anche l'apparato respiratorio. Il fatto è che la risposta immunitaria determinata dal vaccino arriva dopo circa sette o dieci giorni da quando viene inoculato. E protegge dai contagi che arrivano dopo quella data. Ma se il virus è già nel corpo prima della somministrazione del siero, non c'è molto da fare». Il vaccino può aggravare la manifestazione del virus? «No, è escluso. Ripeto, è solo una sub-unità, un antigene esterno».

Quali sono le controindicazioni del vaccino?

«Oltre a eventuali arrossamenti e bruciori, può provocare una reazione febbrile che però non è causata dall'agente infettivo: è di tipo specifico, dovuta a uno qualsiasi dei componenti del prodotto. Come in qualsiasi altro caso di vaccino».

24.11.2009 Sonia Papuzza

http://www.medpress.it/rass_stampa/rstampa.php?id=2784
La Repubblica - 24.11.2009


Ed. del 24.11.2009 - Palermo - pag. IV

Fabio Russello









Muore di influenza A dopo il vaccino

La talassemia, il diabete, una febbre altissima: giallo ad Agrigento

AGRIGENTO. Gisella, la donna di 45 anni morta domenica pomeriggio all'ospedale di Agrigento per le complicazionicausate dall'influenza A, aveva paura del virus. Temeva che l'H1N1 potesse aggravare le malattie che la affliggevano fin dalla nascita. Una paura che aveva esternato ad alcune delle amiche che periodicamente incontrava nel reparto di Ematologia dell'ospedale di Agrigento, dove andava per sottoporsi a un rito che tutti i talassemiei conoscono: la trasfusione di sangue. Durante quelle ore con l'ago conficcato nelle vene per permettere la "ricarica" di globuli rossi puliti, raccontava - non più di dieci giorni fa - della sua paura e soprattutto della sua intenzione di sottoporsi alla vaccinazione contro il virus. «Con tutti i malanni che ho - spiegava alle sue compagne del centro trasfusioni di Agrigento, quasi per esorcizzare il pericolo - mi manca solo l'influenza A».

Del resto la donna era un soggetto a rischio e ne era perfettamente consapevole: aveva la talassemia, il diabete, problemi alle ossa causati nell'infanzia proprio dall'anemia mediterranea che le rendevano difficile camminare. Anche le sue condizioni psicologiche non erano ottimali dopo le vicissitudini sentimentali che nel 2006 l'avevano portata alla separazione dal marito, un giovane rumeno conosciuto qualche anno prima. Con i problemi di salute, Gisella era abituata a convivere sin da bambina. Ecco perché la decisione, la scorsa settimana di vaccinarsi contro il virus A.

Si teneva costantemente informata sui rischi dell'influenza per i soggetti già alle prese con patologie croniche come le sue. Solo che probabilmente aveva avuto un'esitazione prima di rivolgersi al pronto soccorso, visto che quella maledetta febbre oltre i 40 gradi non accennava a scendere e che i problemi respiratori cominciavano ad aggravarsi.

Gisella era arrivata al pronto soccorso del San Giovanni di Dio - spiega il direttore sanitario, Antonello Seminerio - solo nella tarda mattinata di domenica, quando era già in condizioni di arresto cardiaco. Ad avvertire il "118" erano stati i vicini, che non vedendola da qualche giorno si erano preoccupati. Abitava in un appartamento in una frazione di Agrigento.

Ad aprire la porta sono stati i vigilidel fuoco: Gisella era immobilizzata sul suo letto. All'ospedale era giunta dopo almeno due giorni di febbre altissima, oltre i quaranta gradi. Le manovre rianimatorie messe in atto dai medici non hanno sortito alcun effetto, e Gisella è spirata nel primo pomeriggio di domenica.

Dal San Giovanni di Dio i medici frenano sulla relazione tra la morte e il virus: «Non vi sono dati oggettivi - dice Seminerio - che ci inducano a pensare che la causa del decesso sia l'influenza A. Va detto che la donna aveva gravissime patologie croniche. Quando è giunta qui, era molto grave: non abbiamo avuto neanche il tempo di sottoporla al tampone rinofaringeo». In assenza di esposti da parte dei familiari, la magistratura, che ha già ricevuto il rapporto stilato dagli agenti in servizio al posto di polizia, non ha ordinato esami necroscopici specifici. Ma per fugare ogni dubbio la direzione dell'ospedale ha insistito per l'autopsia. Il ministero della Salute, infatti, spinge perché la casistica sia la più precisa possibile.

Il caso ha fatto il giro della città, e la paura del contagio dilaga. Si tratta del sesto caso conclamato di influenza A in provincia di Agrigento, ma è il primo con esito mortale. Sgomento nel quartiere dove Gisella abitava e dove in tanti conoscevano molti aspetti della sua vita recente. segnata dalla malattia e dalle disavventure sentimentali che avevano minato la sua tenuta psicologica. Ma aveva tanta voglia di vivere, e per questo aveva deciso di vaccinarsi. Cercava di sfuggire a una minaccia che temeva e che alla fine l'ha condannata.
http://www.medpress.it/rass_stampa/rstampa.php?id=2783
Notizie - Frosinone


Sanità

Nuovo look per 9 postazioni del 118

SanitàIl risultato conseguito a seguito di un esposto presentato dalla Fials

Nell'ottobre 2008 la Fials, con un esposto presentato dal segretario provinciale Francesco D'Angelo, per il tramite del legale di fiducia dell'organizzazione sindacale, avvvocato Giuseppe Tomasso, aveva sollevato il problema della fatiscenza e della inadeguatezza alle esigenze lavorative del personale della maggior parte delle postazioni 118 dislocate sul territorio provinciale, invocando un intervento dei vigili del fuoco e del servizio Presal.

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A quell'esposto seguì una pesante multa con tanto di prescrizioni irrogata all'Ares e alla Asl. Data la delicatezza del problema ci fu un vertice anche in prefettura, presieduto dal prefetto Cesari, a cui parteciparono i sindaci dei comuni in cui si trovavano le postazioni 118 interessate dall'esposto dal momento che, uno dei principali problemi da risolvere, era l'individuazione di locali adeguati visto che l'Ares non aveva un proprio patrimonio immobiliare. Oggi al culmine della vicenda, dopo il fattivo impegno degli enti interessati, nove postazioni del 118 sono state (o sono in via di ultimazione i lavori la cui scadenza è stata fissata al 15 dicembre) ristrutturate, adeguate o rifatte ex novo. Un esempio di buona amministrazione che ha visto impegnati in prima linea, per la risoluzione delle problematiche evidenziate dalla Fials, Marinella D'Innocenzo, direttore generale dell'Ares 118, il commissario staordinario dell'Asl di Frosinone, Antonietta Costantini, Lauro Sciannamea, direttore della centrale operativa 118 di Frosinone, l'ingegnere Mauro Palmieri, responsabile patrimonio tecnico e immobiliare dell'Asl di Frosinone e l'ingegnere Furio Befani, responsabile tecnico dell'Ares 118. Tra le postazioni già completate vi sono quelle di Atina, Fiuggi e Isola del Liri, mentre tra quelle che saranno consegnate entro il 15 dicembre vi sono quelle di Ceccano, Ceprano, Alatri, Anagni, Ferentino e Veroli. «È stato fatto un grande sforzo ed un proficuo lavoro di collaborazione tra Ares e Asl» ci ha detto il direttore della centrale operativa 118 di Frosinone, Lauro Sciannamea. «È stato raggiunto in pochissimo tempo un risultato straordinario che consentirà al personale di avere postazioni moderne e funzionali a tutto vantaggio della qualità del servizio da offrire all'utenza. Un particolare plauso va rivolto ai tecnici, l'ing. Palmieri dell'Asl e l'ing. Befani dell'Ares, che hanno svolto un lavoro ottimo». «L'intervento - ci ha detto il commissario straordinario dell'Asl Antonietta Costantini - è stato pianificato a livello regionale con il commissario straordinario e il vice presidente della Regione. L'iter è stato molto veloce consentendo di ottenere un risultato immediato. Siamo soddisfatti per come si sono evoluti gli eventi, ma questo è solo un primo passo. La politica che stiamo seguendo è quella di adeguare e ammodernare tutte le strutture del territorio per venire incontro alle sempre più crescenti esigenze della popolazione». I lavori alle postazioni, eseguiti da un ditta di Reggio Emilia vincitrice del bando regionale di gara, sono stati realizzati con un finanziamento regionale di 630.000 euro.

Pietro Pagliarella

24/11/2009
http://iltempo.ilsole24ore.com/frosinone/cronaca_locale/frosinone/2009/11/24/1096781-nuovo_look_postazioni.shtml

lunedì 23 novembre 2009


La Sicilia - 22.11.2009
Ed. del 22.11.2009 - I Fatti - pag. 10
Antonio Fiasconaro

INFLUENZA A. La situazione nel Paese: ieri altre due vittime
«Anche in Italia mutazioni ma non sono rilevanti»
«Il rischio è il riassortimento con l’aviaria»
PALERMO. È guardia alta nel mondo e anche in Italia dopo l’annuncio da parte dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) che mutazioni del virus A/H1N1 dell’influenza A sono state rilevate in tre casi in Norvegia ed in alcuni altri casi sporadici in vari Paesi.
ALTRE DUE VITTIME IN ITALIA. Un uomo di 44 anni, risultato positivo al test dell’influenza, è morto nell’ospedale di Catanzaro, dove era stato ricoverato un mese fa nel reparto di malattie infettive. E all’ospedale San Martino di Genova è deceduto un uomo di 50 anni ricoverato giorni fa per le complicazioni seguite all’affezione influenzale di tipo A.
IN SICILIA. Arriveranno domani all’Istituto Zooprofilattico di Palermo altri 63.200 dosi di cui 30.251 destinate alla Sicilia Occidentale (15.624 Asp 6 Palermo, 5.724 Asp 1 Agrigento, 3.425 Asp 2 Caltanissetta e 5.478 Asp 9 Trapani), altre 32.949 per la Sicilia Orientale destinate all’ospedale Cannizzaro (13.595 Asp 3 Catania, 8.218 Asp 5 Messina, 5.036 Asp 7 Siracusa, 3.918 Asp 8 Ragusa, 2183 Asp 4 Enna). Con la quinta distribuzione sono saliti a 326.746 le dosi finora assegnate dal ministero della Salute alla Sicilia che, com’è noto, riceverà in totale entro la fine di dicembre 701.000 dosi. Così come annunciato dal viceministro della Salute, Ferruccio Fazio a Cefalù, giovedì scorso, quello che preoccupa è la mutazione del virus: «Se dovesse "sposarsi" con l’aviaria o con altri virus particolari che sono diffusi in ambito asiatico – ha detto Fazio – c’è davvero da preoccuparsi e soprattutto per le categorie dei soggetti più giovani. Ecco perché tra una decina di giorni provvederemo a dare il via libera in tutte le stazioni vaccinali del Paese alla vaccinazione di massa per i soggetti di età compresa tra i 6 mesi ed i 27 anni di età che non presentano patologie. Cioè soggetti sani». Intanto, sono migliorate anche se rimane la prognosi riservata le condizioni della mamma di Caltagirone ricoverata all’Ismett e sottoposta ad Ecmo (assistenza di ossigenazione extracorporea). Miglioramenti anche per la giovane donna Trapani e dell’uomo di Modica entrambi in terapia antivirale. Gravi invece, le condizioni dell’altra mamma, quella di Siracusa ancora in Ecmo e di Salvatore Cuzzocrea, medico messinese e figlio di Diego ex rettore della città dello Stretto.
«ANCHE DA NOI MUTAZIONI». Anche in Italia sono state rilevate alcune mutazioni del virus A/H1N1, ma non si tratta di mutazioni «rilevanti» in quanto non inficiano né l’efficacia del vaccino antipandemico disponibile né indicano una acquisita maggiore virulenza del virus. A spiegarlo è la responsabile del Centro nazionale influenza dell’Istituto superiore di sanità (Iss) e coordinatrice della rete dei laboratori Influnet, Isabella Donatelli. L’andamento del virus H1N1, ha detto, è in ogni caso sotto i riflettori della rete nazionale dei laboratori-sentinella Influnet (23 in tutta Italia), e se altri tipi di mutazioni dovessero verificarsi, sarebbero rilevate dai laboratori entro i tempi tecnici necessari per le analisi, ovvero 2-3 giorni.
SEMPRE VALIDI VACCINO E FARMACI. Si tratta di una mutazione «sporadica e spontanea», ha confermato oggi il direttore generale Prevenzione e sanità del ministero del Welfare, Fabrizio Oleari. «Abbiamo verificato con l’Oms - ha aggiunto - che anche il virus nella forma modificata mantiene sostanzialmente la sua sensibilità ai farmaci antivirali e il vaccino mantiene la sua efficacia».
REBUS AVIARIA. La mutazione del virus «non è necessariamente associata al fatto che il virus possa essere diventato più aggressivo o pericoloso », tant’è che essa è stata osservata sia in casi lievi che gravi. Dunque, per ora non ci sarebbero pericoli, ma la guardia resta «alta», ha confermato anche la virologa Ilaria Capua, dell’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie di Legnaro (Padova). Il monitoraggio, ha aggiunto, è «fondamentale, perché non si può escludere il verificarsi di nuove mutazioni del virus eventualmente più pericolose». Un altro rischio, ha inoltre sottolineato, è quello di un «riassortimento del virus A/H1N1 con il virus H5N1 dell’influenza aviaria, perché in questo caso si determinerebbe un nuovo virus con ogni probabilità molto aggressivo, data l’alta aggressività di H5N1».

Giornale di Sicilia - 22.11.2009
Ed. del 22.11.2009 - pag. 11
n.d.

LA PANDEMIA. Le trasformazioni emerse nella penisola scandinava, in USA e Cina finora restano «eventi e circoscritti geograficamente».
Influenza A, due morti in Liguria e Calabria. Gli esperti: virus mutato meno contagioso.
«La metamorfosi registrata in Norvegia non deve suscitare allarme. Nel nostro Paese non è ancora giunta».
Ambedue le vittime di ieri, un uomo di 44 anni di Vibo Valentia e un cinquantenne di Genova, soffrivano di altre gravi patologie.

ROMA. In Italia altri due morti per l'influenza A. Intanto gli esperti rassicurano: la mutazione del virus, verificatasi in tre pazienti in Norvegia, non lo rende più pericoloso. Un uomo di 44 anni originario di Vibo Valentia è stato trovato positivo al virus A/H1N1 ed è morto nella notte all'ospedale di Catanzaro. Era stato ricoverato un mese fa circa nel reparto di malattie infettive, ma poi le sue condizioni sono peggiorate al punto da rendere necessario il trasferimento nel reparto di rianimazione. Lì è morto la notte scorsa. In calabria sale così a quattro il numero delle vittime dell'influenza A, tra cui una bambina di 15 mesi.
All'ospedale San Martino di Genova è deceduto ieri mattina un uomo di 50 anni ricoverato giorni fa per le complicazioni seguite all'affezione influenzale di tipo A. Si tratta di Pasquale Savarese, di Savona. Era affetto da gravi problemi cardiaci precedenti all'influenza ed era dializzato. Era stato inizialmente ricoverato al San Paolo di Savona e successivamente trasferito al San Martino. Secondo i sanitari il paziente aveva reagito molto bene alla cure dal punto di vista respiratorio, ma la grave insufficienza cardiaca ne ha causato la morte.
In Italia il virus A/H1N1 non ha cambiato la sua carta d'identità. È rimasto stabile e «non ha registrato nessuna mutazione» come invece avvenuto in Norvegia e in altri Paesi. Ad assicurarlo è Gianni Rezza, direttore del Dipartimento malattie infettive dell'Istituto superiore di sanità, uno degli esperti in prima linea nella lotta italiana alla pandemia.
La metamorfosì registrata in Norvegia e quelle emerse in altri Paesi come Stati Uniti e Cina «sono sporadiche, si tratta per ora di eventi molto isolati e circoscritti geograficamente». Il virus mutato fotografato dai ricercatori norvegesi «risulta più aggressivo a livello polmonare, nel senso che - spiega Rezza - sembra causare polmoniti più gravi. Ma è meno contagioso - assicura - per questo non dovrebbe diventare il virus dominante. Comunque in Italia - ribadisce l'esperto - non si sono registrate mutazioni», Inoltre anche la nuova versione del virus registrata in Norvegia e resa nota dall'Organizzazione mondiale della sanità «non ha interessato proteine legate alla resistenza ai vaccini o agli antivirali. Ciò significa conclude l'esperto dell'Iss che non va ad intaccare l'efficacia» delle armi in campo per combattere la nuova influenza.

notizie locali


BRONTE: LETTERA – DENUNCIA A “LA SICILIA” DI UNA LAVORATRICE SFRUTTATA


Inserito il 22 novembre 2009 alle 21:28:00 da bronte1185. IT - Bronte 118

Lettera – denuncia di una lavoratrice sfruttata, su “La Sicilia” di oggi, a pagina 48, nella rubrica “Lo dico a La Sicilia”; uno sfogo amaro, e una testimonianza di quanto sia difficile oggi, trovare un lavoro e sopravvivere. L’amara realtà, vista da dietro le quinte, di aziende che sfruttano i lavoratori negando anche i diritti essenziali. Domani tutto sarà dimenticato, e come scritto, troveranno sempre dei lavoratori che per pochi euro lavoreranno tutto il giorno e magari derideranno quella povera lavoratrice che non ci sta, e che ha avuto il coraggio di alzare la testa. Noi siamo vicini a questa lavoratrice, sperando che la sua ribellione serva a dare delle condizioni migliori a tanti altri lavoratori.
SEGUE NEI DETTAGLI CON LA LETTERA


Oggi trovare un lavoro è abbastanza difficile e anche quando si ha la "fortuna" di trovarne uno anche temporaneo è sempre la stessa cosa, ti fanno lavorare per pochi spiccioli e in condizione di quasi schiavitù. Tutto ciò è la premessa per quanto sto per raccontare. Trovo lavoro in una azienda dolciaria di Bronte: mi offrono 20 euro per 8-9 ore di lavoro, mi considero fortunata e mi reco il primo giorno in azienda alle ore 5,45 del mattino. Lavoro per 8 ore senza poter scambiare una sola parola con la mia collega di lavoro perché proibito; dopo 5 ore, con una sorvegliante che mi dice continuamente di fare presto e mi sta con il fiato sul collo, posso riposarmi solo 10 minuti, ma non posso nemmeno sedermi, continuo incessantemente a lavorare fino a fine turno con altri 20 poveretti che si considerano fortunati per aver ottenuto un posto precario e in condizioni di vera schiavitù. Non accetto queste condizioni di lavoro e dico alla mia "sorvegliante" che non intendo più continuare in queste condizioni perché offendono la dignità umana. Mi dicono che posso andarmene tranquillamente, perché al mio posto troveranno quanti "schiavi" vorranno. Alla fine mi viene negato anche il diritto di incassare i miei 20 euro guadagnati con tanto sudore dopo 8 ore di lavoro. Se l'Italia è un Paese civile queste cose non possono e non devono succedere anche se noi siciliani ormai accettiamo anche la schiavitù di imprenditori senza scrupoli che si arricchiscono "succhiando" il sangue ai poveri lavoratori.
A. D. C. Tratto da “La Sicilia” del 22-11-2009

domenica 22 novembre 2009


La Sicilia - 20.11.2009
Ed. del 20.11.2009 - I Fatti - pag. 9
Antonio Fiasconaro

LA «PROMOZIONE». Il viceministro alla Salute ieri in visita all’ospedale di Cefalù
Fazio: «Ok la nuova Sanità in Sicilia a breve riceverà altri 317 milioni»
«Bene il piano di rientro, avanti conversioni e accorpamenti»
CEFALÙ. Arrivano i primi veri «galloni» alla Sanità siciliana. A consegnarli ufficialmente all’assessore Massimo Russo è stato il viceministro della Salute, Ferruccio Fazio, ieri in visita all’ospedale «San Raffaele-Giglio» di Cefalù. «Con il piano di rientro – ha detto Fazio – la Sicilia sta andando a gonfie vele. Bisogna proseguire su questa strada senza tirarsi indietro con la riconversione dei piccoli ospedali e l’accorpamento dei laboratori di analisi». «La Sicilia riceverà nelle prossime settimane 317 milioni di euro – ha aggiunto il viceministro facendo "gongolare" l’assessore Russo al suo fianco – che corrispondono a circa il 40% delle somme (circa 790 milioni di euro, ndr) che il ministero ha trattenuto negli anni precedenti per le inadempienze del sistema sanitario regionale. Con il piano di rientro la Sicilia sta ottenendo grandi risultati. In virtù di questi traguardi, tra cui il riordino del 118 e la riorganizzazione della rete ospedaliera, saranno erogate queste risorse che le spettano».
Altro tema affrontato da Fazio è quello della riconversione dei piccoli ospedali: «Vanno chiusi per quanto riguarda all’assistenza ai cronici e riconvertiti in residenze assistenziali e per lungo degenti. Non si scappa. Si tratta di un percorso che già le altre regioni d’Italia, come il Veneto, la Lombardia, l’Emilia Romagna e la Toscana hanno fatto negli Anni 70 e anche là ci sono state agitazioni cittadine e manifestazioni in piazza. Ma si sono ottenuti ottimi risultati in fatto di ottimizzazione e razionalizzazione delle risorse. La stessa cosa deve farla la Sicilia e puntare su grandi ospedali specializzati dove i cittadini devono arrivare già con la diagnosi fatta dalle strutture del territorio che devono per questo essere potenziate. Per fare capire questo – ha detto Fazio – se necessario farò il giro dei paesi e dei piccoli Comuni: spiegherò ai sindaci e ai cittadini che la riconversione dei piccoli ospedali non si tradurrà né in licenziamenti né in assistenza sanitaria carente».
Gli ha fatto da eco l’assessore Russo: «Non a caso sono state ridotte del 12% le prestazioni inappropriate. Ora ci vogliono le risorse per andare avanti. Fondi necessari da impiegare al meglio. Fondi assegnati anche per la prevenzione e lo screening alle strutture private convenzionate quali gli ambulatori specialistici ». E l’assegno da 317 milioni di euro la Regione lo sta per incassare.
Altra novità annunciata da Fazio è quella che la Sicilia si doterà del primo centro per il monitoraggio dei costi. «La Sicilia – ha detto – sarà la prima regione d’Italia ad attivare un sistema di controllo dei dati economici e sanitari. Il 26 novembre in conferenza Stato-Regioni si darà ufficialmente il via libera. Tramite questo sistema – ha aggiunto – saranno monitorate e controllate le spese e i costi di farmaci e macchinari sanitari». E poi non poteva non parlare dell’influenza A/H1N1. Ha annunciato che tra 10 giorni partirà la vaccinazione anche a favore dei bambini e dei ragazzi fino ai 27 anni che non presentano patologie. «Ridadisco – ha detto ancora Fazio – l’assoluta importanza di vaccinarsi. Ricordo che si tratta di una pandemia contro la quale bisogna immunizzare il maggior numero di soggetti, soprattutto bambini e giovani. Tutte le associazioni pediatriche nazionali, infatti, concordono sulla utilità del vaccino»

Giornale di Sicilia - 20.11.2009
Ed. del 20.11.2009 - pag. 5
Gia.Pi.

DENUNCIA DI ASSOBIOMEDICA. In media 224 giorni dalla consegna
«Forniture a ospedali, in Sicilia troppi ritardi nei pagamenti»
PALERMO. Ritardi nei pagamenti che arrivano mediamente a 224 giorni e un credito totale di 196 milioni. Assobiomedica ha fatto i conti e scoperto che le forniture di materiale ospedaliero in Sicilia vengono pagate ben oltre i 30 giorni prescritti dalle norme europee. Certo, nulla a che vedere con i 704 giorni di ritardo medio in Calabria. Ma nulla a che vedere anche con i 76 giorni che attendono gli imprenditori del Friuli o i 99 del Trentino.
Assobiomedica è l'associazione aderente a Confindustria che raggruppa le imprese fornitrici di strutture sanitarie sia a ospedali pubblici che privati: si occupa di prodotti chimici per le analisi, protesi e apparecchiature varie (Tac, Pet e tutti gli strumenti da sale operatorie). L'associazione guidata da Angelo Fracassi ha fatto uno screening dei ritardi nei pagamenti che inizia dal 1990, rilevando che 19 anni fa il ritardo minimo era di 344 giorni e quello massimo di 415. Il top è stato raggiunto nel '94, all'indomani della prima riforma nazionale della sanità (che ha introdotto le Asl): in Sicilia il ritardo nei pagamenti raggiunse allora i 514 giorni. Oggi, in presenza della seconda riforma della sanità (che ha sostituito le Asl con le Asp), Assobiomedica teme che la situazione peggiori: «Abbiamo già avviato un dialogo col governo regionale - spiega Fracassi - e prendiamo atto che la Sicilia sta tentando di introdurre modelli virtuosi. Ma chiediamo anche garanzie sul fatto che i crediti vengano pagati velocemente e senza subire intoppi nel processo che porterà le Asp ad ereditare i debiti delle Asl».
Una eventuale pioggia di decreti ingiuntivi, per un valore di 196 milioni, metterebbe in ginocchio la Regione e i conti della sanità in fase di sistemazione. Ma Assobiomedica ribadisce di aver avviato un dialogo con Lombardo e l'assessore Massimo Russo. E punta anche sull'approvazione a livello nazionale di una proposta che imporrebbe di spalmare tutti i debiti in cinque anni al tasso di interesse del 3% garantendo contestualemente per il futuro che ogni fornitura venga pagata in 90 giorni.
Ieri intanto l'assessore Russo ha diramato una circolare ai manager delle Asp in cui detta le regole per assegnare alle strutture private la premialità per il 2009 pari a circa il 5% del budget annuo che ammonta a 294 milioni. I requisiti necessari, identificati per ogni singola branca, riguardano l'impiego di tecnologie all'avanguardia, l'utilizzo di personale proporzionato all'attività svolta (in base a precisi parametri) e la presenza di certificazione di qualità.

Giornale di Sicilia - 20.11.2009
Ed. del 20.11.2009 - pag. 7
Filippo Passantino

La nuova pandemia. Il ministro visita il San Raffaele di Cefalù: «Al via una campagna per i giovani sani sotto i 27 anni».
Fazio: «Il virus può cambiare, bisogna vaccinarsi»
Sulla sanità siciliana: «Il piano di rientro funziona».
CEFALÙ. «Le vaccinazioni contro il virus H1N1 dell'influenza A saranno estese nei prossimi 15 giorni anche ai soggetti sani di età compresa tra O e 27 anni». Una misura che sarà resa operativa giovedì prossimo dall'unità di crisi, ma che il viceministro alla Salute, Ferruccio Fazio, ha anticipato ieri durante una visita all'ospedale San Raffaele Giglio di Cefalù. «È assolutamente importante vaccinarsi», continua a ribadire Fazio, in un momento in cui, secondo il viceministro, il picco dell'influenza è prossimo, essendo stati già affetti dal virus circa 2 milioni e 300 soggetti. «Bisogna evitare che il virus H1N1 si trasformi, incontrando quello dell'aviaria, in un virus ancora più pericoloso - sostiene -. Per questo motivo è necessario immunizzare anche i più giovani, nei quali il virus si potrebbe ripresentare con varianti». Parole di elogio per l'Ismett da parte del viceministro, che difende la scelta di affidare in Sicilia l'uso dell'Ecmo, la macchina per il supporto cardiopolmonare, solo all'Istituto per i trapianti. «Era l'unico polo ospedaliero che aveva usato questo sistema in precedenza - afferma -. Se ce ne fosse bisogno ne abiliteremo altri».
La visita in una struttura ospedaliera che si candida ad essere uno dei poli di eccellenza della regione è occasione per fare anche il punto sulle condizioni della sanità siciliana, che, secondo Fazio, «sta per superare il piano di rientro». A dimostrarlo sono i 3I7 milioni di euro sbloccati dal Ministero, prima tranche di finanziamenti che erano stati accantonati per inadempienze amministrative. Si tratta solo del 35 per cento circa della cifra complessiva. Un dato che, secondo l'assessore alla Sanità, Massimo Russo, «conferma che si è superata l'ipotesi commissariamento», anzi ribadisce Fazio, «la Sicilia si trova in un punto più avanzato rispetto alle altre regioni in cui si paventa questa possibilità». L'obiettivo resta la costruzioni di reti nazionali i cui nodi siano grandi ospedali specialistici che garantiscano i ricoveri, mentre i piccoli ospedali dovrebbero essere riqualificati per altri servizi. La Sicilia, intanto, sarà la prima regione ad acquistare un sistema di monitoraggio in tempo reale della spesa sanitaria. Un primato dal prezzo di 29 milioni di euro.

La Repubblica - 21.11.2009
Ed. del 21.11.2009 - pag. 17
Mario Reggio

"Influenza A il virus è mutato", tre casi in Norvegia, è allarme
ROMA. Il virus dell'influenza A è mutato. L'annuncio è arrivato ieri dall'Organizzazione mondiale della Sanità. I tre casi sono stati segnalati dalle autorità sanitarie norvegesi. C'è di che preoccuparsi? «Si tratta di una mutazione che lascia inalterata l'efficacia degli antivirali e del vaccino», rassicura Gianni Rezza, direttore del Dipartimento di Epidemiologia dell'Istituto Superiore di Sanità. La mutazione potrebbe però spiegare come mai alcuni pazienti si ammalano in maniera particolarmente grave. La variazione rende infatti il virus capace di annidarsi più in profondità nei polmoni. Già in passato dei campioni mutati di H1N1 erano stati rintracciati dai laboratori di Cina e Stati Uniti. «Stiamo indagando, ma nulla per il momento suggerisce che queste mutazioni possano causare un'accelerazione dei contagi o un aumento dei decessi» rassicura un comunicato ufficiale dell'Oms.
In Gran Bretagna intanto si stanno approfondendo i casi di cinque persone con un'influenza A resistente ai farmaci antivirali. Tutti i pazienti vivono in Galles e si teme che si siano contagiati fra loro. Anche in questa circostanza non è escluso che un nuovo ceppo di H1N1 capace di sopravvivere al medicinale Tamiflu si stia diffondendo.
Intanto il bollettino quotidiano del Ministero della Salute, aggiornato alle 17 di ieri, parla di 68 decessi «accertati» e derivanti dall'intluenza A, di 167.680 persone vaccinate al 19 novembre, della consegna di altre 750 mila dosi di vaccino nell'ultima settimana che fanno salire il totale a 4 milioni. Il senatore del Pd, Ignazio Marino, ha chiesto al governo di verificare subito la situazione e di informare il Parlamento degli eventuali pericoli. Fabrizio Oleari, capo dipartimento per la prevenzione del ministero della Salute, spiega: «Il virus resta sensibile agli antivirali e l'efficacia dei vaccini, in particolare quello adottato in Italia, è del tutto mantenuta».
Intanto è risultata positiva al virus dell'influenza A H1N1 la bimba di 15 mesi morta due giorni fa all'ospedale Pugliese-Ciaccio di Catanzaro. E' il primo esito dell'autopsia eseguita ieri pomeriggio.
Il tampone faringeo, conferma una nota della direzione generale dell' azienda ospedaliera, è stato inviato al Laboratorio di riferimento di Cosenza che ha restituito il risultato positivo. Si tratterebbe del terzo caso registrato in Calabria. Ma per avere i risultati complessivi dell'autopsia il perito ha chiesto 60 giorni.
Fino ad ora il virus ha ucciso 6 mila 770 persone nel mondo, pari ad un aumento di 510 decessi rispetto ai dati della settimana scorsa. Il più alto numero di decessi continua ad essere registrato nel continente americano. In Italia il ministero del Welfare raccomanda fortemente la vaccinazione contro il virus A/H1N1 dell'influenza A alle donne incinte e il presidente della Società italiana di ginecologia e ostetricia, Giorgio Vittori, tranquillizza circa la sicurezza del vaccinO e invita le donne a vaccinarsi su «indicazione del proprio ginecologo».

La Repubblica - 21.11.2009
Ed. del 21.11.2009 - Palermo - pag. VI
Emanuele Lauria

Quasi rissa coi manifestanti, bufera su Russo
Tensione con i rappresentanti dei laboratori. L'Udc: "Mozione di sfiducia".
SARÀ stata la tensione, il suono fastidioso dei fischietti, qualche insulto di troppo dei manifestanti: Massimo Russo perde la pazienza e si avventa contro i rappresentanti dei laboratori d'analisi che l'aspettano in via Giotto, davanti all'ingresso secondario dell'assessorato all aSanità.
Uno scontro solo verbale, con l'ex pm ripreso dalle telecamere della Digos mentre, visibilmente alterato, inveisce contro il drappello di medici e biologi protagonisti della protesta, prima di essere portato via dalla scorta. Una signora in prima fila ha un malore e finisce in ospedale. I sindacati preannunciano una denuncia e chiedono al questore di sequestrare le immagini girate anche dalla telecamera esterna dell'assessorato.
Storia di una mattinata di tensione, che sfocia in un caso politico. Perché l'Udc chiede al governatore Lombardo «di riferire immediatamente in aula sulla ressa dell'assessorato» e, in una nota firmata dal capogruppo all'Ars Rudy Maira, dall'europarlamentare Antonello Antinoro, dai deputati regionali Dina, Lo Giudice e Salvatore Cascio, censura il comportamento di Russo: «Siamo esterrefatti. Un uomo di governo non può rimanere al suo posto se ritiene di imporre le proprie scelte con atteggiamenti da energumeno». Maira annuncia una mozione di censura nei confronti dell'assessore alla Sanità.
Salvino Caputo, esponente della corrente «lealista» del Pdl, ha invece presentato un'interrogazione parlamentare sui disordini di ieri mattina. Italia dei Valori, in una nota firmata da Fabio Giambrone e Ignazio Messina, dice che «i laboratori d'analisi sono i primi a essere penalizzati dal piano di rientro, mentre le cliniche private sono toccate marginalmente dal provvedimento, i cui effetti sono stati differiti al 2010».
I fatti, raccontati da Michela De Michele, la biologa finita in ospedale, sarebbero andati in questo modo: «Russo è arrivato con la scorta, ha evitato l'ingresso principale e ha puntato su quello secondario dove però era già radunato un centinaio di persone. E sceso dall'auto, è scattata la contestazione. Insulti? Certo, ce ne sono stati. Ma un uomo politico ha il dovere di mantenere la calma. E invece l'assessore si è avvicinato fino a dieci centimetri da noi e ci ha urlato di andare a lavorare, prima di essere trascinato via da una guardia del corpo. Io ho avuto un malore». Di lì la visita in ospedale e una diagnosi che parla di «palpitazioni in soggetto con stato ansioso». «Non siamo lsu ma professionisti che dopo 30 anni rischiano di chiudere i laboratori per diventare meri esecutori di prelievi. Siamo stati trattati come questuanti», dice la De Michele.
Russo parla di «strumentalizzazioni politiche»: «Sono stato pesantemente insultato, non c'è stato nessun contatto fisico. Evidentemente qualcuno ha suggerito agli analisti di non confrontarsi con l'assessorato e di alzare i toni della protesta. Come già successo un anno fa, c'è chi cerca di strumentalizzare la protesta per fini politici, cercando di difendere piccole rendite di posizione».
L'assessore cita le parole del vice ministro della Salute: «Fazio - dice - ha elogiato il nostro operato ribadendo che l'accorpamento delle piccole strutture è ormai inevitabile anche per offrire ai cittadini prestazioni ambulatoriali di qualità, più sicure e più economiche».
Mai sindacati restano sul piede di guerra. E non solo Afilab e Cipds,le sigle che rappresentano i laboratori d'analisi. Otto associazioni di medici e veterinari (fra cui Cgil, Cisl e Uil) hanno indetto per venerdì prossimo un'assemblea al Cervello. In un documento, i sindacati denunciano «una evidente ed intollerabile invadenza da parte delle lobbies della sanità privata, ai qualil'assessore alla Sanità e il direttore della Programmazione attribuiscono un ruolo non integrativo ma addirittura sostitutivo di alcuni servizi pubblici».

Giornale di Sicilia - 21.11.2009
Ed. del 21.11.2009 - pag. 20
Gerardo Marrone

L'INTERVISTA. La presidente dell'Aiop: «Non ci spaventa il confronto con le strutture pubbliche».
La Cittadini: Pronto soccorso anche in case di cura private
«Il rischio clinico si può ridurre investendo massicciamente sulla formazione professionale». «Vogliamo tagliare le attività inappropriate che costano inutilmente alla Regione».
CATANIA. «Usciamo da una fase delicata, quella dell'emergenza e del Piano regionale di rientro. Le aziende private sanitarie hanno sposato la filosofia del Piano assicurando, peraltro, un contributo non indifferente in termini di tagli: ben 150 milioni di euro in tre anni. Ora, però, sollecitiamo programmazione, regole e controlli. E siamo pronti alla sfida della competizione».
Barbara Cittadini con il «suo» direttivo dell'Aiop siciliana, l'Associazione ospedalità privata di cui è presidente, è da ieri in terra d'Etna. A Viagrande, alle porte di Catania, l'Istituto oncologico del Mediterraneo - «una struttura d'eccellenza, come altre nell'Isola, che abbiamo scelto non a caso» - ospita ancora oggi il corso di aggiornamento su «Rischio clinico e sistema qualità, modelli organizzativi» alla presenza dei vertici Aiop al completo.

Case di cura e ospedali, privato e pubblico, vengono spesso rappresentati come antagonisti. È sempre così?
«Non abbiamo mai ragionato in termini di contrapposizione, possono anzi esservi sinergie virtuose a vantaggio della popolazione. Ci vengano dati standard qualitativi elevati, ma sia anche riconosciuta una dignità conquistata sul campo. Non ci spaventa il confronto, anzi chiediamo da tempo che venga autorizzata alle nostre strutture l'apertura di Pronto soccorso e Terapie intensive».
Lei, che è pure vicepresidente di Confindustria Sicilia, ha definito ormai superata la fase dell'emergenza nella Sanità isolana. E adesso, che stagione si apre?
«Facciamo nostri gli obiettivi ministeriali di riduzione dell'attività inappropriata e del rischio clinico. L'Associazione vuole stimolare e guidare gli imprenditori affinchè siano permeati di liceità tutti i comportamenti in azienda e si persegua il miglioramento continuo della qualità dei servizi erogati. Il che significa intervenire sull'aspetto organizzativo e gestionale, oltre che su quello sanitario».
A proposito di rischio clinico: che si può fare?
«Abbiamo assistito a tanti drammi, come il recente errore di trasfusione (il caso di presunta malasanità all'ospedale di Mussomeli costato la vita a un anziano nisseno, n.d.r.). Non è possibile azzerare il rischio, ma si può ridurre adottando tutte le procedure necessarie e soprattutto investendo sulla formazione professionale. Così come è necessario ridurre l'attività inappropriata che costa alla Regione e occupa inutilmente posti letto».

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Newsletter Speciale di ven 29 mag 2009

Il fumo nella storia
Attivo o passivo, il fumo occupa un posto eminente nella storia della medicina. Da dove proviene il vizio del fumo? [...]
Fumo e fumo passivo
Uno studio, pubblicato sulla rivista Neuropsychopharmacology, ha dimostrato che a rimetterci sono sempre i bambini, anche se non sono ancora venuti alla luce. Con il commento del Dott. Paolo Noschese [...]
Il fumo danneggia seriamente la salute e smettere garantisce numerosi benefici
Il fumo fa male alla salute ed e' causa di danni che vanno dal problema estetico al tumore: e' scritto anche su ogni pacchetto di sigarette. Con il commento del Prof. Vincenzo Lazzaro [...]
Stop al fumo
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Rimuovere i graffi dai cd in cinque minuti


Eccovi alcuni metodi casalinghi, mediante i quali dovreste essere in grado di rimuovere i graffi dalla superficie dei cd.Le superfici dei cd o dei dvd sono molto delicate. Infatti, basta una scorretta conservazione, ed ecco che la superficie di esso si striscia. Se avete sperimentato tutto quanto era nelle vostre conoscenze, ma non avete ancora risolto il problema, vi indichiamo altri metodi, mediante cui dovreste essere in grado di rimettere in sesto i vostri cd o dvd. Tuttavia, sia bene chiaro, quelle sotto riportate devono essere intese come "ultime spiagge", ossia soluzioni utilme al problema, cui ricorrere soltanto quando non c'è proprio più niente da fare. Di conseguenza, non ci assumiamo nessuna responsabilità nel caso in cui non riusciste a pervenire al risultato sperato. In sostanza, non vi assicuriamo che i vari metodi proposti possano effettivamente funzionare. Primo metodo – Il dentifricio Cosa vi serve: Un cd da pulire Dentifricio (possibilmente a pasta bianca e non colorata, senza granuli) Acqua di rubinetto Un batuffolo di cotone Un panno morbido Dieci minuti di tempo Sul mercato esistono dei costosissimi kit di riparazione, ma con questo metodo non servono. Prendiamo il supporto da pulire e mettiamoci sopra del dentifricio. Con un batuffolo di cotone leggermente inumidito (o con le mani, se preferite) spalmiamo per bene il dentifricio lungo tutta la superficie del cd, anche se ne è strisciata solo una piccola parte. Lasciamo agire il dentifricio per cinque minuti. Quindi prendiamo il cd e, sotto l’acqua corrente, togliamo con le mani ogni residuo di dentifricio. Quando abbiamo rimosso tutto il dentifricio, asciughiamo il supporto con un panno morbido e, voilà, la superficie ora è ben levigata! Ovviamente, devo ricordarvi che se la superficie presenta graffi profondi, questi potrebbero non venir via, neppure se lasciaste agire il dentifricio per giorni e giorni. Secondo metodo – La banana E' possibile rimuovere i graffi dai cd anche con questo frutto esotico, ma la procedura è un po’ più lunga. Cosa vi serve: Un cd da pulire Un pezzo di banana (con la sua buccia, da utilizzare in seguito) Un panno morbido Acqua di rubinetto Quindici minuti del vostro tempo Prendiamo il supporto da pulire e strofiniamoci sopra la polpa della banana con movimenti circolari. E' necessario strofinare tutta la superficie del cd. Lasciamo agire la polpa sul support per 5 minuti. Ripuliamo la superficie con la parte interna della buccia . Laviamo il supporto con acqua e asciughiamolo con un panno morbido.Anche per quanto riguarda questo metodo, è nostro dovere segnalare che i graffi molto profondi potrebbero non sparire, anche dopo giorni e giorni di duro lavoro.

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