il 118 in sicilia

il 118 in sicilia
In Sicilia il Servizio Urgenza Emergenza Sanitario "S.U.E.S. 118", attivato in maniera sperimentale e provvisoria l' 11 Agosto 1997, è dotato di quattro Centrali Operative interprovinciali presso le provincedi Palermo, Catania, Caltanissetta e Messina. Ogni C.O. è provvista di una rete telefonica sanitaria dedicata solo alla emergenza (118) e indipendente da quella ordinaria, con venti linee dhe afferiscono a cinque posti di operatori; dispone inoltre di una rete privata virtuale dedicata (RPV) che le collega fra loro, con tutti i pronto soccorso e con tutti i reparti dell'area critica degli ospedali dell'Isola (Rianimazioni, Unità coronariche, Neurochirurgie, etc.); ognuna di esse è fornita inoltre di un sistema di registrazione automatico di tutte le telefonate che vi afferiscono. Le Centrali Operative, ciascuna per il proprio bacino, sono raggiungibili dall'utenza componendo il numero telefonico unico e gratuito 1-1-8.

mercoledì 30 marzo 2011

In sala parto, ma da ginecologi privati. Per dieci di loro chiesta l'interdizione

Giornale di Sicilia - 30.03.2011
Ed. del 30.03.2011 - Palermo - pag. 20
Riccardo Arena

I medici avrebbero operato a Villa Serena, ma erano incompatibili perché dipendenti del servizio pubblico

La Procura: la loro presenza non rilevata nei registri di sala operatoria. La difesa: non fecero alcun intervento. ma assistettero le pazienti che avevano seguito durante le gravidanze.

Erano in sala parto ma la loro presenza non veniva annotata nei registri operatori di Villa Serena: per la Procura si trattò di una serie di falsi effettuati allo scopo di consentire a sette ginecologi di effettuare attività privata al di fuori delle regole. E’ per questo che il pm Amelia Luise, coordinata dal procuratore aggiunto Leonardo Agueci, ha chiesto la sospensione per due mesi di dieci medici, tre di Villa Serena e sette che lavorano in convenzione come medici di famiglia, oppure nelle Guardie mediche o presso altre strutture pubbliche, e che sarebbero stati dunque «incompatibili».
I sanitari sono stati tutti interrogati, così come prevede la legge, dal Gip Riccardo Ricciardi, che tra oggi e i prossimi giorni deciderà se accogliere la richiesta di applicazione della «misura interdittiva». Gli indagati si sono difesi sostenendo di essere stati presenti, ma senza fare alcunché: erano lì solo per dare conforto alle loro clienti, seguite per l'intero periodo della gravidanza e non lasciate con altri medici proprio nel momento del parto.
La richiesta dell’accusa riguarda innanzitutto tre medici interni di Villa Serena: Maurizio Firaux e Salvatore Porrello, entrambi di 48 anni, e Giovanna Accardo, di 50. Ci sono poi sanitari «esterni»: Alfredo Fascella e Orazio Rizzo, entrambi di 51 anni; Vincenza Macera, di 60; Maria. GiovannaAvanti,di54;Vincenzo Mascellino,45anni; MicheIe Marino, di 56; e Renato De Gregorio, di 62 anni. Sono medici generici convenzionati con il Servizio sanitario o che lavorano presso distretti sanitari dell'ex Asl 6, oggi azienda sanitaria provinciale. De Gregorio è l'unico che ha una situazione particolare: si trova infatti in carcere per scontare una condanna con l'accusa di violenza sessuale nei confronti di una paziente; era stato processato pure in «Hiram» anche per avere tentato di ritardare l'esecuzione della pena, ed è stato assolto, assieme a tutti gli altri imputati. Maria Giovanna Avanti è la sorella del presidente della Provincia, Giovanni Avanti: è «medico di continuità assistenziale» nel distretto sanitario 9 di Misilmeri. Orazio Rizzo è ginecologo presso il Consultorio dello stesso paese. Gli indagati sono difesi dagli avvocati Ninni Reina, Rosalba Di Gregorio, Raffaele Bonsignore, Salvatore Gentile Alletto, Mario Salina.
Secondo la ricostruzione dell'accusa i fatti avvennero tra i131 dicembre 2007 e il 19 novembre del 2008. La prova del falso, cioè della piena partecipazione all' attività
di assistenza alle partorienti, è stata ricostruita grazie agli incroci di alcuni dati: le testimonianze delle donne e dei parenti e i pagamenti effettuati dopo i parti in favore dei medici.
La difesa ha replicato sostenendo che quegli onorari erano legati più che altro a una serie di prestazioni sanitarie, erogate nel tempo e pagate cumulativamente. Le testimonianze delle pazienti. poi, sempre secondo i legali, varrebbero poco, perché le donne erano sedate, in tutto o in parte, o con la visuale coperta e non sarebbero state in grado di dire chi operò e chi no. Ora la parola va al giudice.

Coda al pronto soccorso: forzano l'ingresso

La Repubblica - 29.03.2011
Ed. del 29.03.2011 - Palermo - pag. VIII
Claudia Brunetto


''La ragazza aveva un 'emorragia cerebrale e volevano farle fare la fila"
HANNO forzato l'ingresso del pronto soccorso di Villa Sofia con una barella, per costringere i medici a visitare Aurora, una ragazzina di 13 anni che aveva il braccio e la gamba destra paralizzati e non riusciva più a parlare. Soltanto a quel punto sono partiti i primi accertamenti che hanno evidenziato un'emorragia celebrale in corso e hanno portato a tutti gli esami del caso, andati avanti fino all’alba del giorno dopo.
Tutto comincia giovedì scorso, intorno alle 20,30, quando la madre della ragazzina arriva al pronto soccorso di Villa Sofia con la figlia che non si regge sulle gambe e non muove più il braccio destro.
Al grido di aiuto della madre, gli addetti al primo intervento rispondono che è necessario fare il turno per il triage, il sistema di smistamento che assegna a ogni paziente un codice di colore diverso a seconda dell'urgenza del caso. «Eravamo disperali – dice lo zio Emilio Corrao, che in passato ha lavorato come guardia giurata al pronto soccorso del Buccheri La Ferla - la bambina peggiorava ogni secondo di più e invece, secondo loro, dovevamo attendere 50 persone prima di noi solo per conoscere i tempi di intervento. Anche la persona più tranquilla del mondo esploderebbe. Abbiamo sollevato di peso la bambina - racconta lo zio - l'abbiamo messa su una barella e siamo entrati con la forza. A un medico che era in corridoio abbiamo chiesto aiuto fra urla e lacrime. Solo a quel punto si sono accorti che la situazione era davvero grave. Altro che aspettare il triage: c'era un’emorragia in corso.
Domani mattina Aurora, che è ricoverata nel reparto di Neurologia, dovrà affrontare un delicato intervento chirurgico a cranio aperto. Per lei è partita su face book la solidarietà di amici e parenti con il gruppo “Auri, ti vogliamo bene”. «Chiedo – insiste Emilio Corrao - un confronto serio con l'assessore alla Sanità Massimo Russo. Vorrei dirgli come un pronto soccorso può essere messo nelle condizioni di funzionare al meglio. Facciano le guardie mediche lì dentro, così ogni vera emergenza sarebbe gestita in tempi rapidi con l’intervento di sanitari che non devono stare dietro un vetro, ma essere subito in grado di appurare la gravità di un caso e intervenire. Se non avessimo usato la forza e invece ci fossimo messi in coda per il triage, non so cosa sarebbe accaduto a mia nipote. Adesso preghiamo perché l'intervento vada bene e che la ragazzina possa ricominciare a muoversi».
La direzione generale dell’azienda Ospedali riuniti Vilila Sofia-Cervello, non accetta di essere messa sotto accusa. «Il triage va fatto - è la replica - e nessuno può saltarlo. E soltanto grazie al triage che si può assegnare il codice al paziente e dunque assegnare e individuare l'urgenza. Anche nel caso in questione non abbiamo sottovalutato un’urgenza, ma soltanto seguito la prassi».

Sanità: le prenotazioni, un incubo

Quotidiano di Sicilia - 29.03.2011
Ed. del 29.03.2011 - pag. 10
Liliana Rosano

I Cup di Uvorno, Bologna e Roma rispondono al l° squillo, si attende un'ora chiamando ai Cup delle Asp siciliane

L'assessore Massimo Russo assicura: "Dal 2012 un unico Cup regionale"
PALERMO - Una vera e propria odissea. Un temo a lotto. E poi soprattutto tanta ma tanta pazienza. E una vera e propria sfida quotidiana quella che i cittadini siciliani sono costretti ad affrontare quando vogliono prenotare una visita specialistica o ambulatoriale presso i Cup, i centri unici di prenotazione, messi a disposizione dalle nove Asp (Aziende sanitarie provinciali) siciliane su tutto il territorio dell'Isola.
I Cup si avvalgono sia di sportelli presso gli ambulatori e i presidi ospedalieri, dove i cittadini possono recarsi fisicamente e prenotare la visita, sia del numero verde o numero Cup che invece consente la prenotazione da casa. In entrambi i casi, poco cambia: code interminabili agli sportelli e ore e ore, se non giorni dI attesa, per chi invece decide di chiamare da casa attraverso il numero verde. Linee intasate, operatori sempre impegnati, rendono difficile la prenotazione al telefono, spingendo poi i cittadini a rinunciarvi.
Noi del Quotidiano di Sicilia, abbiamo provato a fare un viaggio virtuale attraverso i siti web delle nove Aziende sanitarie provinciali siciliane e abbiamo sperimentato anche il funzionamento dei numeri verdi o Cup laddove esistono nelle pagine delle singole aziende. In entrambi i casi, i risultati sono stati deludenti e stressanti sotto il profilo della pazienza.

CUP IN BUONA EVIDENZA IN HOMEPAGE
Solo tre aziende su nove (Catania, Messina e Enna) hanno il numero verde (che riportiamo nella tabella in basso) in buona evidenza in home page. Per il resto, due non hanno il sito aggiornato con il Cup (Caltanissetta e Agrigento). Nel sito Asp di Caltanissetta precisamente c'è scritto che il Cup è in fase di attivazione. Il sito dell' Asp di Trapani non è accessibile tramite Internet explorer, ma occorre avere il programma di navigazione Firefox, in ogni caso c'è in home page il richiamo al Cup ma se si clicca sopra non si apre la pagina con il numero. A Palermo non c'e né un link sul Cup né il numero verde in home page. Nella pagina del sito dell' azienda ospedaliera ai Ragusa, un minuscolo richiamo al Cup porta il cittadino in un'altra pagina dove è possibile trovare informazioni e numero. Ma tutto questo non è di facile ed immediata intuizione per chi non è un internauta. Negli altri casi invece, le aziende si sono attrezzate mettendo in evidenza il Cup o numero verde in home page, permettendo ai cittadini, quanto meno, ai conoscere il numero.

ESTENUANTI ATTESE AL TELEFONO PER PRENOTARE UNA PRESTAZIONE
La scorsa settimana abbiamo provato a telefonare ai cinque numeri di telefono presenti sui siti internet delle Asp e segnalati come Cupo Ebbene attese per più di un'ora per parlare con l'operatore e tra questi un numero non era verde, cioè gratuito, a Il' Asp di Ragusa precisamente.

IMPOSSIBILE PRENOTARE VIA WEB
Totale assenza invece, nelle nove Asp siciliane, del servizio web che consente la prenotazione della visita specialistica o ambulatoriale on line, con un clic su internet, eliminando, in tal modo, a priori, il problema delle lunghe code e delle infinite attese telefoniche. Un servizio aggiornato e utile di cui si sono attrezzate molte aziende del Centro-Nord (vedi tabella con gli esempi dalle regioni Toscana, Emilia Romagna, Lombardia e Lazio) ma appunto inesistente nell'Isola. Da quando i Cup sono stati creati e disciplinati secondo le linee guida del Ministero della Salute dell'Ottobre 2009, l'obiettivo era quello di creare, attraverso questo sistema centralizzato e informatizzato, una maggiore e migliore efficienza nel sistema delle prenotazioni, monitorando la domanda e l'offerta e verificandone i tempi attraverso le liste d'attesa. Esistono numerose e variegate modalità di classificare i Sistemi Cup esistenti, considerando tanto l'ambito territoriale di riferimento, quanto l'insieme delle risorse sanitarie gestite. Sostanzialmente si parla di Cup aziendale: inteso come Sistema Cup specifico di una singola Azienda Sanitaria pubblica, indifferentemente che si tratti ai un'Ao, o di una ASL/AUSL, o altro.
Dalle linee guida nazionali sono contemplati anche 1 Cup Interaziendali: dove 1 soggetti o i sistemi autonomi che entrano in relazione sono più di uno e si accrescono ulteriormente le complessità organizzative, Non solo, le Linee Guida parlano anche di due possibili soluzioni che possono essere adottate: Cup unificato e Cup integrato che permettono di realizzare un sistema di prenotazione a valenza regionale. Il primo configura una situazione in cui diversi Cup aziendali, prevalentemente a valenza provinciale, confluiscono in un unico strumento valido per tutti in termini di funzionalità. Il secondo invece, configura una situazione in cui diversi CUP aziendali, a valenza provinciale o più ampia, si interfacciano con un modulo “orchestratore”.

Riattivare l’ambulanza del 118 in Ortigia Il consigliere Scarso si appella al prefetto

Il ripristino della postazione necessario per i residenti e i turisti


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Scritto da Redazione   
Martedì 29 Marzo 2011 - 23:15
Siracusa – L’ambulanza del risparmio. I costi della sanità siciliana sembrano dipendere in buona parte anche dal servizio della postazione di Ortigia la cui permanenza sta a cuore ai residenti dell’isola nonché ai numerosi turisti che d’ora in poi, com’è auspicabile, potrebbero arrivare in gran numero. Periodicamente, però, dall'assessorato regionale alla sanità arrivano circolari che ne decretano la sospensione fino a parlare di soppressoine. Decisioni che ovviamente suscitano le proteste degli abitanti di Ortigia. Andrò avanti da solo, afferma il consigliere della circoscrizione, Salvatore Scarso, che ha chiesto un incontro con il Prefetto da circa venti giorni. “Anche se nessuno dei numerosi deputati siracusani – afferma Scarso - pare interessato a risolvere questo grave problema, il sottoscritto da semplice consigliere di quartiere continuerà questa battaglia per difendere un diritto fondamentale.”

Prima la riduzione del presidio da 24 a 12 ore e adesso la chiusura della postazione in nome di un vantaggio economico nella gestione complessiva del servizio sanitario. “Cosa assurda – ribadisce il consigliere - perché il locale che la ospita è del Comune. L’ambulanza viene tenuta ferma per 12 ore in cui non soccorre nessuno, mentre il personale viene spostato in altre sedi o addirittura viene lasciato a casa: in nome di quale risparmio avete deciso di privare centinaia di anziani e di turisti del diritto ad un servizio efficiente e per loro indispensabile?”

Nell’approssimarsi della stagione estiva torna dunque d’attualità un annoso problema che riguarda il pronto intervento nell’isola che, secondo alcuni dati, effettuava fino a 1.500 interventi all’anno.
 

lunedì 28 marzo 2011

Sospeso da lavoro, si uccide a Catania


Provvedimento disciplinare in ambito inchiesta per furti

28 marzo, 13:48
CATANIA - Un operaio di un'impresa di pulizia di 50 anni, A. L., si e' suicidato lanciandosi da un balcone dell'azienda per cui lavorava, che e' al secondo piano di un palazzo nel lungomare Ognina di Catania.
 
Secondo una prima ipotesi investigativa, l'uomo si sarebbe tolto la vita dopo avere ricevuto un provvedimento di sospensione dal lavoro nell'ambito di un'inchiesta interna su dei furti in azienda. Soccorso da personale del 118 l'uomo e' stato trasportato all'ospedale Cannizzaro, ma era gia' morto.

L'operaio, che lavorava per la Pubbliservizi, una societa' che ha gestisce la pulizia di scuole e giardini per conto della Provincia regionale di Catania, si e' suicidato lanciandosi dalla tromba delle scale dove ha sede la ditta.
Al dipendente e ad altri due colleghi era stato notificato un provvedimento disciplinare da parte dell'azienda, nell'ambito di accertamenti relativi al furto di un automezzo avvenuto nei giorni scorsi; la sua posizione era ritenuta marginale. L'uomo, che in passato aveva lavorato per la Cesame, l'industria catanese che produceva sanitari poi fallita, era stato posto in mobilita' e successivamente assegnato alla Pubbliservizi.

Norma Ars salva il Pronto soccorso

La Sicilia - 27.03.2011
Ed. del 27.03.2011 - Ragusa - pag. 38
Antonello Lauretta


COMISO - Spiragli positivi per il mantenimento del pronto soccorso dell'Ospedale Regina Margherita e non solo. La sesta Commissione parlamentare dell'Ars (Servizi sociali e sanitari), di cui è componente il deputato regionale Giuseppe Digiacomo, ha emesso il parere vincolante al Piano Sanitario Regionale 2010-2013. Al comma 3 è stato votato all'unanimità, e con parere favorevole dell'assessore alla Sanità Massimo Russo, l'emendamento proposto dallo stesso Digiacomo che recita: «Negli stabilimenti ospedalieri con reparti di chirurgia vengono mantenuti i presidi di emergenza-urgenza (pronto soccorso, PTE, PPI ed altre strutture organizzative) articolari in relazione alle esigenze distrettuali».
Tradotto in termini espliciti, ciò vuoi dire che il pronto soccorso di Comiso, ma anche dell'Ospedale Busacca di Scicli e il Pte di Scoglitti non chiudono, anzi la loro presenza si consolida per norma pur lasciando l'Azienda libera di apportare sistemi di interventi migliorativi rispetto alla massima salvaguardia della salute del cittadino. «Esprimo soddisfazione - dichiara Digiacomo - per l'importante risultato ottenuto, ma l'impegno continua poiché il progetto di rilancio della sanità iblea non si esaurisce solo nella rete dell'emergenza-urgenza, sebbene la sua rilevanza strategica risulta essere di enorme impatto emotivo e sociale».
«L'esplicazione normativa apportata - continua Digiacomo -è sufficiente a scongiurare la chiusura dei pronto soccorso a rischio di chiusura e degli stessi ospedali di Comiso e Scicli che tanto allarme hanno suscitato nell'opinione pubblica, pronta a mobilitarsi per la salvaguardia del diritto alla salute». Il pallino, a questo punto, ritorna al direttore generale dell'Asp 7 Ragusa, Ettore Gilotta che, nei giorni scorsi incontrando una delegazione composta dai capigruppo consiliari comisani, dal sindaco Giuseppe Alfano e dai deputati regionali Giuseppe Digiacomo e Roberto Ammatuna, aveva auspicato un intervento normativo dell' Ars.

L'Unione dei Comuni chiede di avere una ambulanza «medicaIfzzata»

La Sicilia - 28.03.2011
Ed. del 28.03.2011 - Agrigento - pag. 42
Enzo Minio

Montallegro

MONTALLEGRO - I quattro centri agrigentini, che fanno parte dell'Unione dei Comuni “Bovo Marina-Eraclea Minoa-Torre Salsa-Scala dei Turchi”, chiedono alla Regione Siciliana, di volere medicalizzare l'ambulanza dell'unità operativa "Alfa 17" che opera sul territorio delle quattro cittadine.
Il presidente dell'assemblea dell'Unione, Giovanni Cirillo, ha proposto all'assemblea un dettagliato documento con il quale si sollecita il presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo e l'assessore alla salute Massimo Russo di volere disporre la dotazione di un medico sull'ambulanza che si sposta periodicamente per le chiamate urgenti di soccorso sanitario, in maniera tempestiva, all'interno dei quattro comuni.
Viene evidenziato nella deliberazione dell'assemblea che a reclamare la medicalizzazione dell’ambulanza sono migliaia di utenti del territorio e che oggi i mezzi di soccorso escono ormai da tempo per le emergenze senza un medico a bordo, con evidente vuoto di assistenza durante il tragitto verso l'ospedale più vicino. Pare che sia già successo qualche volta che gli infermieri, non avendo il medico a bordo, in situazione di estrema gravità, hanno chiesto l'intervento dei sanitari per trasportare ad esempio un politraumatizzato.
Viene riferito agli amministratori dell'Unione dei Comuni del clima di tensione e della grave preoccupazione che serpeggia tra la popolazione che paventa il pericolo di vita per l'utente soccorso.
Per tale ragione è stato informato della situazione il prefetto di Agrigento Ferrandino in quanto il personale sanitario a bordo delle ambulanze sarebbe previsto dalla legge che ad oggi non viene applicata. Della vicenda saranno informate la sesta commissione Sanità dell'Assemblea regionale siciliana, il presidente della Provincia regionale di Agrigento Eugenio D'Orsi e il direttore generale dell’Asp di Agrigento.

Lettera Cgil medici a Sacconi su lavoro usurante guardia medica e 118

ADNKronos Salute - 28.03.2011
Ed. del 28.03.2011
n.d.


Roma, 28 mar. (Adnkronos Salute) - Una lettera al ministro del Welfare Maurizio Sacconi - e per conoscenza al ministro della Salute Ferruccio Fazio - a tutela dei medici di guardia medica e 118 che rischiano di essere esclusi dai benefici previsti dal decreto legislativo sui lavori usuranti. A scriverla è la Fp Cgil medici. Il sindacato spiega: «Il decreto legislativo sui lavori usuranti, in via di approvazione, consente per la prima volta di raggiungere una regolamentazione organica dei benefici pensionistici anche per i dipendenti che svolgono il lavoro notturno in sanità, medici compresi. Ma considerando alla lettera i "dipendenti", il decreto rischia di vedere esclusi dai benefici i medici di guardia medica e di emergenza sanitaria 118, formalmente riconosciuti come medici convenzionati».
Nella lettera viene chiesto un incontro urgente per arrivare al formale riconoscimento, nell'ambito dell'applicazione dello specifico decreto legislativo, di attività usurante per il lavoro notturno svolto dai medici di guardia medica (continuità assistenziale) e del 118 (emergenza territoriale), trattandosi di un rapporto di lavoro del tutto assimilabile alla dipendenza.
«L'esclusione dei medici convenzionati di guardia medica e del 118 dai benefici che il decreto riconosce ai medici dipendenti che svolgono i turni notturni», sottolinea Nicola Preiti, coordinatore della medicina generale Fp Cgil medici, «sarebbe una grave iniquità, considerando che proprio il lavoro notturno rappresenta la loro attività prevalente. Come si fa - aggiunge - a non considerare usurante il lavoro dei 15 mila medici di guardia medica che si svolge per definizione di notte, peraltro in condizioni di sicurezza precarie e con notevoli rischi? E come è possibile - conclude Preiti - nell'ambito dei 5 mila medici di 118 riconoscere come usurante il lavoro notturno dei solo medici dipendenti escludendo quelli convenzionati che svolgono la stessa attività?».

domenica 27 marzo 2011

San Leone, ambulanza del 118 arriva in ritardo: muore anziana donna



Scritto da Redazione il 27 marzo 2011, alle 05:30 | archiviato in AgrigentoCronaca. Puoi seguire ogni risposta attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o un trackback a questo articolo
Morire perché l’ambulanza deve arrivare da Agrigento. E’ accaduto a una donna residente a San Leone. La richiesta di aiuto è arrivata al centralino del 118, ma in quel momento l’automezzo di soccorso più vicino si trovava ad Agrigento. Vittima della vicenda un’anziana da tempo ammalata residente nel quartiere balneare dove il servizio di ambulanza nella guardia medica di viale dei Giardini è assicurato solo di giorno: 12 ore su 24. L’episodio è destinato ad accendere nuove polemiche. I familiari della donna accusano il ritardo nel soccorso.

Ambulanze, la Seus paga 460 mila euro di arretrati

Giornale di Sicilia - 26.03.2011
Ed. del 26.03.2011 - pag. 15
n.d.

Nuovo contratto

PALERMO - Via libera dalla Seus al pagamento degli arretrati relativi al rinnovo contrattuale per oltre 3.260 tra autisti-soccorritori ed amministrativi del «118» in Sicilia. Si tratta in totale di circa 460 mila euro lordi, che saranno erogati in ossequio all'accordo sottoscritto nelle scorse settimane tra Regione, Aiop e sindacati.
L'ultimo rinnovo del contratto di lavoro - avvenuto nel biennio 2006-2007 a livello nazionale – è stato accolto in Sicilia nel mese di settembre del 2010: e proprio per il periodo che va fino a quest'ultima data ed inizia dal giorno dell'assunzione in Seus, (in genere circa due mesi, poiché la maggior parte delle entrate in servizio nella Seus è avvenuta a luglio 2010) i dipendenti della società consortile che gestisce il «118» in Sicilia riceveranno l'una tantum, cioè come da accordo l’80 per cento dell'importo dell'aumento contrattuale.
«La somma sarà liquidata in due tranche- sottolinea Giorgio Maria Vinciguerra, direttore generale della Seus -. La prima metà entro il 31 marzo e il restante 50 per cento entro il 31 dicembre 2011».
Aggiunge la direttrice amministrativa Germana Greco: «Abbiamo dato disposizione ai nostri uffici di accreditare la prima parte dell'una tantum nello stipendio di marzo»,

sabato 26 marzo 2011

Giornale di Sicilia - 24.03.2011
Ed. del 24.03.2011 - pag. 3
Carmelo Nicolosi

Nel 2010 sono stati registrati 111 casi contro i 47 del 2008
Aumentano in Sicilia i malati di tubercolosi
ROMA - Aumentano i casi di tubercolosi in Sicilia. Nel 2008 erano 47 (38 polmonari e 9 extrapolmonari) nel 2010 sono saliti a 111. La più alta percentuale di casi è stata rilevata nel palermitano con 83 casi. Seguono, Catania (11 casi), Messina (7), Trapani (5), Ragusa (3), Enna O), Caltanissetta (1). Nessun caso è stato riscontrato ad Agrigento e Siracusa. I dati sono stati forniti ieri a Roma, alla presentazione del disegno di legge per la tubercolosi in occasione degli Stati Generali sulla malattia per la Giornata mondiale contro la tubercolosi che si celebra oggi. «Si tratta di una malattia che non può essere dimenticata e sulla quale l'azione politica deve essere rigorosa e urgente», sottolinea Ignazio Marino, firmatario del disegno di legge.
In Italia, la metà dei casi di tubercolosi è diagnosticata in persone immigrate «E i luoghi dove la trasmissione è più facile - aggiunge Marino - sono i dormitori per i senzatetto, le carceri, gli ospedali. Si tratta di una malattia legata per lo più alla precarietà, alla fragilità sociale, alla povertà».
A Roma si è parlato anche dell'emergenza sbarchi a Lampedusa. «È un'emergenza – è stato detto -non solo urnanitaria, ma anche sanitaria, alla quale occorre guardare con attenzione».
Per Antonino Mangiacavallo, coordinatore degli Stati Generali, tra le novità più significative del disegno di legge c'è la proposta di garantire il permesso di soggiorno e l'iscrizione al Servizio sanitario nazionale dei clandestini malati, per tutto il periodo delle cure. È stimato che per ogni caso di tubercolosi attiva vengono infettati, ogni anno, 10 soggetti esposti. E’ quindi necessario controllare i conviventi dei pazienti, i colleghi di lavoro e le persone con le quali il malato ha vissuto a stretto contatto prima della diagnosi di tubercolosi.

La Sanità promossa dalla Corte dei conti

La Sicilia - 25.03.2011
Ed. del 25.02.2011 - pag. 11
Antonio di Giovanni

In Sicilia deficit in calo del 51,73% in tre anni

PALERMO. Segnali di miglioramento significativi, con il deficit che diminuisce del 51,73% in tre anni passando dai 617 milioni del 2007 ai 298 milioni nel 2009. Nessuna «situazione di rischio inerente al conseguimento e mantenimento degli equilibri di bilancio, al rispetto delle regole contabili e finanziarie recate negli atti di indirizzo regionali ed all'osservanza del vincolo previsto in materia di indebitamento», fatta eccezione per l'Azienda sanitaria locale di Palermo. E' un giudizio sostanzialmente positivo quello che emerge dal la "Relazione di sintesi sulla situazione finanziaria degli enti del Servizio sanitario regionale per l’esercizio 2008» approvata dalla Sezione di controllo per la Regione Siciliana della Corte dei conti. Anche se il relatore Licia Centro non manca di evidenziare alcuni capitoli ancora aperti, come quello della spesa farmaceutica, ancora in leggera crescita nel 2008 e attestato sulla cifra di un miliardo e mezzo di euro.
Sotto i riflettori anche gli stati patrimoniali delle 20 tra Asl, Aziende ospedaliere (ormai ex) e Policlinici universitari «dai quali risultano perdite portate a nuovo per importi significativi». In aumento (+5,7%) le prestazioni intramoenia ma a macchia di leopardo: si va dal +57,6% dell'Ausl6 di Palermo al -44,7% dell'Azienda ospedali era Umberto I di Siracusa.
In crescita i costi di produzione, con i record negativi dell'Ausl di Caltanissetta (+61 %), Enna (+9,4%), Agrigento (+46,8%) e Palermo (+44,7%). Nel dettaglio l'incidenza maggiore riguarda il costo del personale che, pur diminuendo, raggiunge picchi del 73,2% (Azienda ospedaliera Piemonte di Messina) e 69,6% (Azienda Ospedaliere Vittorio Emanuele di Gela), con Ausl «virtuose» come quelle di Catania (14,5%) e Palermo (18,8%).
Cresce per quasi tutti il costo per l'acquisto di beni e servizi. «Nessun ente - si legge nella relazione - rispetta per il 2008 l'obbligo di riduzione della spesa previsto dall'articolo 24 delle legge regionale 8 febbraio 2007, n. 2 (-3% rispetto al 2005 )». In alcuni casi lo sforamento risulta particolarmente rilevante (+ 96,6% l'Ausl di Caltanissetta, +95,8 quella di Enna). In controtendenza l'Azienda ospedaliera di Sciacca, che fa segnare una riduzione del 3,3% rispetto al 2005. Quanto alla nuova procedura di gare in forma consorziata, la relazione ne segnala 91 bandite nel 2008. Crolla il ricorso alle consulenze esterne, che registrano un calo dell'82,86% tra il 2005 e il 2008 (- 25,52% solo tra il 2008 e il 2007). Diminuisce anche il debito della strutture sanitarie, che passa dai 4,925 miliardi di euro del 2007 ai '3,770 del 2008. Come pure il ricorso alle anticipazioni di tesoreria, diminuito del 23,8%.

AVVISO DEL 25/03/2011


Si comunica che è  consultabile sul portale aziendale (dopo aver effettuato l'accesso, cliccare sul link di sinistra in Menu Applicativi: "Bacheca/Consultazione" e selezionare poi l'Area: "Disposizioni/Direttore Amministrativo") la nuova disposizione sulle comunicazioni inerenti la malattia e la gestione delle visite fiscali.
Augurando a tutti Buon lavoro, porgo cordiali saluti.
Il Direttore Amministrativo
Dott.ssa Germana Greco

Per la collega Francesca


Il Presidente,
il Direttore Generale,
il Direttore Amministrativo,
e i colleghi tutti della S.E.U.S. Scpa sono vicini alla famiglia Urso per l'improvvisa e prematura perdita della cara Francesca.

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Newsletter Speciale di ven 29 mag 2009

Il fumo nella storia
Attivo o passivo, il fumo occupa un posto eminente nella storia della medicina. Da dove proviene il vizio del fumo? [...]
Fumo e fumo passivo
Uno studio, pubblicato sulla rivista Neuropsychopharmacology, ha dimostrato che a rimetterci sono sempre i bambini, anche se non sono ancora venuti alla luce. Con il commento del Dott. Paolo Noschese [...]
Il fumo danneggia seriamente la salute e smettere garantisce numerosi benefici
Il fumo fa male alla salute ed e' causa di danni che vanno dal problema estetico al tumore: e' scritto anche su ogni pacchetto di sigarette. Con il commento del Prof. Vincenzo Lazzaro [...]
Stop al fumo
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Rimuovere i graffi dai cd in cinque minuti


Eccovi alcuni metodi casalinghi, mediante i quali dovreste essere in grado di rimuovere i graffi dalla superficie dei cd.Le superfici dei cd o dei dvd sono molto delicate. Infatti, basta una scorretta conservazione, ed ecco che la superficie di esso si striscia. Se avete sperimentato tutto quanto era nelle vostre conoscenze, ma non avete ancora risolto il problema, vi indichiamo altri metodi, mediante cui dovreste essere in grado di rimettere in sesto i vostri cd o dvd. Tuttavia, sia bene chiaro, quelle sotto riportate devono essere intese come "ultime spiagge", ossia soluzioni utilme al problema, cui ricorrere soltanto quando non c'è proprio più niente da fare. Di conseguenza, non ci assumiamo nessuna responsabilità nel caso in cui non riusciste a pervenire al risultato sperato. In sostanza, non vi assicuriamo che i vari metodi proposti possano effettivamente funzionare. Primo metodo – Il dentifricio Cosa vi serve: Un cd da pulire Dentifricio (possibilmente a pasta bianca e non colorata, senza granuli) Acqua di rubinetto Un batuffolo di cotone Un panno morbido Dieci minuti di tempo Sul mercato esistono dei costosissimi kit di riparazione, ma con questo metodo non servono. Prendiamo il supporto da pulire e mettiamoci sopra del dentifricio. Con un batuffolo di cotone leggermente inumidito (o con le mani, se preferite) spalmiamo per bene il dentifricio lungo tutta la superficie del cd, anche se ne è strisciata solo una piccola parte. Lasciamo agire il dentifricio per cinque minuti. Quindi prendiamo il cd e, sotto l’acqua corrente, togliamo con le mani ogni residuo di dentifricio. Quando abbiamo rimosso tutto il dentifricio, asciughiamo il supporto con un panno morbido e, voilà, la superficie ora è ben levigata! Ovviamente, devo ricordarvi che se la superficie presenta graffi profondi, questi potrebbero non venir via, neppure se lasciaste agire il dentifricio per giorni e giorni. Secondo metodo – La banana E' possibile rimuovere i graffi dai cd anche con questo frutto esotico, ma la procedura è un po’ più lunga. Cosa vi serve: Un cd da pulire Un pezzo di banana (con la sua buccia, da utilizzare in seguito) Un panno morbido Acqua di rubinetto Quindici minuti del vostro tempo Prendiamo il supporto da pulire e strofiniamoci sopra la polpa della banana con movimenti circolari. E' necessario strofinare tutta la superficie del cd. Lasciamo agire la polpa sul support per 5 minuti. Ripuliamo la superficie con la parte interna della buccia . Laviamo il supporto con acqua e asciughiamolo con un panno morbido.Anche per quanto riguarda questo metodo, è nostro dovere segnalare che i graffi molto profondi potrebbero non sparire, anche dopo giorni e giorni di duro lavoro.

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