il 118 in sicilia

il 118 in sicilia
In Sicilia il Servizio Urgenza Emergenza Sanitario "S.U.E.S. 118", attivato in maniera sperimentale e provvisoria l' 11 Agosto 1997, è dotato di quattro Centrali Operative interprovinciali presso le provincedi Palermo, Catania, Caltanissetta e Messina. Ogni C.O. è provvista di una rete telefonica sanitaria dedicata solo alla emergenza (118) e indipendente da quella ordinaria, con venti linee dhe afferiscono a cinque posti di operatori; dispone inoltre di una rete privata virtuale dedicata (RPV) che le collega fra loro, con tutti i pronto soccorso e con tutti i reparti dell'area critica degli ospedali dell'Isola (Rianimazioni, Unità coronariche, Neurochirurgie, etc.); ognuna di esse è fornita inoltre di un sistema di registrazione automatico di tutte le telefonate che vi afferiscono. Le Centrali Operative, ciascuna per il proprio bacino, sono raggiungibili dall'utenza componendo il numero telefonico unico e gratuito 1-1-8.

venerdì 30 dicembre 2011

Sicilia/Sanita': nuovi mezzi per il 118. Russo, soccorsi piu' tempestivi


29 Dicembre 2011 - 15:03

(ASCA) - Palermo, 29 dic - Sono state presentate oggi all'assessore regionale siciliano per la Salute Massimo Russo le nuove auto mediche, che a partire dal primo gennaio integreranno il parco mezzi del servizio di emergenza urgenza gestito dalla societa' Seus. Le auto mediche avranno a bordo un equipaggio composto da un autista soccorritore, un medico dell'emergenza urgenza e un infermiere specializzato nel primo soccorso. Il loro compito, come previsto dalle linee guida gia' emanate dall'assessorato lo scorso anno, sara' principalmente quello di integrare il lavoro delle ambulanze di tipo MSB (quelle senza personale sanitario a bordo), garantendo sul posto l'immediata stabilizzazione delle condizioni di salute del paziente e favorendone dunque il trasporto protetto al presidio ospedaliero competente.

''L'ampliamento dei mezzi a disposizione - ha sottolineato Russo - e' garanzia di un miglioramento del servizio di emergenza urgenza. Stiamo programmando il rinnovo delle attrezzature ed e' gia' stata bandita una nuova gara per l'acquisto di 192 nuove autoambulanze. In questo modo continueremo a migliorare l'efficienza e la tempestivita' dei soccorsi''.

Le prime tre auto mediche sono state consegnate alla centrale operativa del 118 di Palermo - Trapani, altre tre saranno a disposizione della centrale operativa di Catania - Siracusa - Ragusa entro la fine di gennaio. A regime, le auto mediche in tutta la Sicilia saranno 14.

''Per l'acquisto delle nuove auto mediche - ha spiegato Giorgio Vinciguerra, direttore generale della Seus - ci siamo avvalsi della piattaforma telematica Consip, che ci ha consentito di ottenere mezzi di assoluta qualita' garantendo al tempo stesso forti risparmi. Quando avremo a disposizione tutte le nuove 14 auto mediche il servizio del 118 sara' ancora piu' competitivo nella erogazione dei servizi di emergenza urgenza''.

Queste le principali caratteristiche tecniche dei nuovi mezzi: modello Subaru Forester 4 x 4, 5 porte; allestimento:monitor defibrillatore semiautomatico e manuale, ventilatore polmonare portatile, monitor multiparametrico, barella spinale, sistema di immobilizzazione (ragno), radio per comunicazione VHF, presa esterna 220 V, collari cervicali e telo porta paziente.

ags/gc

giovedì 29 dicembre 2011

La dottoressa faceva le analisi in casa

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La Repubblica
Ed. del 29.12.2011 - Palermo - pag. VII
Alessandra Ziniti
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Denunciata dai Nas: il "laboratorio" abusivo era in un magazzino di Baida
PALERMO - Analisi in subappalto. Pap test, provette di sangue, ampolle di urina dirottate da un laboratorio autorizzato di via Tasca Lanza ad una sorta di magazzino fatiscente con attrezzature accatastate e sostanze chimiche e resti smaltiti come capita a Baida. Lì lavorava, e a pieno ritmo una dottoressa andata in pensione dall’ospedale Civico da poco più di un anno che, con l’ausilio della figlia biologa, aveva messo su un vero e proprio laboratorio di analisi cliniche del tutto abusivo e sprovvisto di ogni garanzia. Lì, incredibilmente e forse in parte anche inconsapevolmente, sono finiti i reperti di circa cinquemila pazienti che adesso, sulla scorta della documentazione ritrovata, i carabinieri del Nas stanno cercando di contattare invitandoli a ripetere le analisi i cui esiti, consegnati o ancora da consegnare, sono da ritenersi assolutamente non attendibili.
Una vicenda incredibile quella sulla quale stanno facendo luce i carabinieri del Nas che hanno agito inseguito ad un dettagliatissimo esposto che sembra redatto da qualcuno che con i laboratori di analisi ha una certa dimestichezza.
E ieri mattina, dopo un’indagine-lampo coordinata dal procuratore aggiunto Leonardo Agueci e dal sostituto Maurizio Agnello, i carabinieri hanno apposto i sigilli al laboratorio nel quale hanno trovato di tutto e in condizioni igieniche da brivido. Enorme il giro d’affari che le due donne erano riuscite a procurarsi.
Migliaia le analisi clinico citologiche, tra cui pap- test, su campioni prelevati a pazienti in cura da ginecologi, del tutto ignare, che ricevevano esiti non rispondenti agli standard procedurali previsti. Gli investigatori hanno accertato tra l’altro che gli esami destinati ai medici, corredati dell’esito diagnostico e dei relativi vetrini avvolti in carta di giornale, venivano raccolti in sacchetti della spesa. Presso il laboratorio abusivo sono stati scoperti, inoltre, un timbro dell’Ordine nazionale dei biologi, fatture non intestate, richieste di esami citologici da parte di medici c relativi vetrini ancora da esaminare.
Il valore delle attrezzature, comunque non a norma, sequestrate nel laboratorio ammonta a circa 500 mila euro. Le migliaia di pazienti vittime del raggiro, in via di identificazione con l’ausilio dei medici prescrittori, saranno invitate a ripetere gli esami in un laboratorio accreditato, vista l’inattendibilità degli esami precedentemente svolti.
Le indagini puntano adesso sul laboratorio che, con tutta probabilità, affidava alle due donne le analisi. Alla struttura regolarmente autorizzata si rivolgevano infatti sia i singoli pazienti sia i medici prescrittori dell’esame probabilmente del tutto inconsapevoli che i reperti venivano poi smistati a Balda e affidati a mani e mezzi privi di ogni requisito.
L’indagine dunque promette di allargarsi a macchia d’olio. Dopo l’esame della consistente mole di ricette e diagnosi, i carabinieri saranno in grado di capire se ed eventualmente quali altri laboratori subappaltassero le analisi o se a procurare lavoro alla donna fossero medici di strutture pubbliche. La dottoressa in pensione è stata denunciata per esercizio abusivo della professione e per la mancanza delle autorizzazioni e dei requisiti strutturali.

Troppi medici malati. Il pronto soccorso è in piena emergenza

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Giornale di Sicilia
Ed. del 29.12.2011 - pag. 15
SG
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OSPEDALE SANT'ELIA. Tra influenza e infortuni vari la situazione s'è fatta insostenibile

CALTANISSETTA - Di emergenza in emergenza al pronto soccorso. A falcidiare l’importantissimo presidio sono le malattie di stagione (influenza) e qualche infortunio, «eventi» che hanno quasi dimezzato il numero di medici in servizio. Per fronteggiare la situazione si sta facendo ricorso ai medici dei punti territoriali (di assistenza e di emergenza) il cui apporto si sta rivelando fondamentale per garantire la continuità del servizio in un pronto soccorso perennemente e quotidianamente assediato dalle urgenze. A dar manforte il Ppi (punto di primo intervento) istituito sempre all’interno del pronto soccorso dove vengono «dirottati» i codici bianchi e verdi. La carenza di personale obbliga i medici (compreso il direttore Aulo Di Grande) a turni massacranti se si pensa che in un giorno, mediamente, il pronto soccorso garantisce un centinaio di prestazioni. Al Sant’Elia, dopo la smobilitazione del vicino ospedale di San Cataldo, converge l’utenza di un vastissimo comprensorio (non solo del nisseno ma anche di parte dell’agrigentino e dell’ennese) e questo comporta inevitabilmente tempi d’attesa lunghi dove la precedenza viene stabilita dai codici d’ingresso. I medici si destreggiano come possono, ma dall’inizio di dicembre i buchi d’organico scaturiti dalle malattie o da infortuni vari ha fatto scattare l’emergenza nel presidio. Qualche boccata d’ossigeno potrebbe arrivare dai concorsi, ormai in dirittura, banditi dall’azienda guidata dal manager Paolo Cantaro. I rinforzi (forse sei) potrebbero arrivare a metà gennaio.

Sanita': Sicilia, tre nuove auto mediche per servizio 118

Palermo, 28 dic. - (Adnkronos) - Entreranno in funzione dal primo gennaio 2012 le prime tre nuove auto mediche che la Seus, la societa' consortile della Regione che si occupa del servizio di emergenza urgenza 118, utilizzera' per rafforzare il parco mezzi a disposizione della citta' di Palermo.
I tre mezzi, che dispongono di moderne attrezzature, saranno presentati all'assessore regionale per la Salute, Massimo Russo, domani alle 11, davanti alla sede dell'assessorato in piazza Ottavio Ziino, 24.
http://www.liberoquotidiano.it/news/900492/Sanita--Sicilia-tre-nuove-auto-mediche-per-servizio-118.html

domenica 25 dicembre 2011

Inaugurato l'impianto notturno dell'elipista e il pronto soccorso


 
La rassegna stampa di MEDPress.it
Giornale di Sicilia
Ed. del 23.12.2011 - Messina - pag. 25
Carmelo Ferro
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Presenti tra gli altri il vescovo della Diocesi di Patti, Ignazio Zambito, e il sindaco, Mauro Aquino

A questo punto, sale l'importanza del "Barone Romeo", che accresce il suo punto di rifermento in tutto il territorio sanitario.
PATTI - Il commissario straordinario dell’Asp 5, Francesco Poli, ha inaugurato l’attivazione dell’impianto notturno dell’elipista e il pronto soccorso. Presente il vescovo della Diocesi di Patti, IgnazioZambito, il sindaco, Mauro Aquino, il presidente della sesta commissione sanità regionale, Pippo Laccoto, e il direttore sanitario dell’ospedale “Barone Romeo”, Remo Addamo.
Il pronto è stato dotato di ammodernamento tecnologico. «In pratica - spiega il direttore sanitario Addamo - sarà fornita ai pazienti una migliore assistenza, dato che ci saranno più sale di accoglienza per i pazienti che arrivano. Per quanto riguarda l’elipista - conclude Addamo – inutile sottolineare che il funzionamento continuo, permette di poter intervenire immediatamente nel prestare sia i primi soccorsi anche nelle ore notturne che trasportarli presso centro specializzati, in modo da avere più possibilità per salvare vite umane». Che con l’apertura di queste nuove strutture, il “Barone Romeo”, accresce il suo punto di rifermento, lo si evince anche dalle dichiarazioni del presidente Pippo Laccoto.
«Sotto questa ottica, proprio nei mesi scorsi, su proposta della commissione che presiedo, la Regione ha dato il via al finanziamento di tre milioni e quattro centomila euro per l’istallazione della radioterapia. Inoltre sono ottimista, anche per quanto riguarda la risonanza magnetica, dato che è stata inserita nella richiesta di finanziamento».
Chiaramente soddisfatto anche il sindaco Mauro Aquino. «Inutile negarlo, con queste due inaugurazioni, il nosocomio pattese diventa sempre più punto di riferimento del sistema sanitario provinciale. A nome di tutta la città, ringrazio tutti i vertici dell’Asp che nel tempo hanno contribuito a far diventare realtà il tutto».

venerdì 23 dicembre 2011

Sanità, stabilizzati 2.324 precari. Slittano i contratti dei regionali

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Giornale di Sicilia
Ed. del 22.12.2011 - pag. 11
Riccardo Vescovo
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Intesa tra l'assessore Russo e i sindacati: assunzione con declassamento per 1.500

Beneficiari soprattutto nell'Asp di Palermo, dove operano circa 740 Lsu, ad Agrigento dove sarebbero in tutto 200 e a Ragusa, dove sfiorerebbero quota 300.
PALERMO Entro il prossimo anno partiranno le procedure per stabilizzare 2.324 Lsu impiegati presso le strutture sanitarie dell’Isola. Si tratta di lavoratori socialmente utili precari anche da più di vent’anni. Ma l’assunzione non sarà indolore per circa 1.500 di loro, fino ad oggi inquadrati nelle categorie C e D. Accetteranno il declassamento alle categorie A e B, che costerà loro un centinaio di euro al mese, pur di ottenere il tanto agognato posto fisso evitando il più difficile percorso delle procedure concorsuali con riserva dei posti. Per fare un esempio, in molti passeranno dal ruolo di assistente amministrativo a quello di ausiliario o operatore tecnico, con una variazione dello stipendio da 1.200 euro a 1.000 euro circa. L’accordo è stato siglato ieri dall’assessore regionale per la Salute, Massimo Russo assieme ai sindacati Cgil, Cisl, Uil, Fials, Usae, Nursing Up. Questa platea di precari l’anno scorso ha ottenuto una proroga di cinque anni ai contratti.
Dunque anche se non tutti, già nel 2012, potranno essere assunti, ci sarà comunque tempo fino al 2015. Tutto dipenderà dall’individuazione dei posti disponibili nelle piante organiche. Le maggiori criticità si trovano nell’Asp di Palermo, dove operano circa 740 Lsu, ad Agrigento dove sarebbero in tutto 200 e poi a Ragusa, dove addirittura sfiorerebbero quota 300. «Bisognerà agire sul ridisegno delle piante organiche per una collocazione quanto più idonea possibile» ha spiegato la Uil Fpl. E la Funzione pubblica Cisl ha evidenziato come "i processi di reclutamento saranno attivati inderogabilmente entro il 2012». Soddisfatto l’assessore Russo, che ha sottolineato che «non ci sarà alcun costo aggiuntivo per le casse regionali».
Nei prossimi giorni i rappresentanti sindacali si confronteranno con i dirigenti delle singole aziende sanitarie (e anche dell’istituto zooprofilattico sperimentale) per individuare i posti disponibili fin da subito nelle rispettive dotazioni organiche, in modo da bandire le procedure di selezione. Non saranno veri e propri concorsi ma, come previsto dalla legge, gli Lsu dovranno superare una sorta di selezione tramite titoli e prova pratica di idoneità.
La graduatoria comunque terrà conto prima di tutto dell’anzianità di servizio, poi della maggiore età e infine del carico familiare. Il personale Lsu potrà fare istanza di assunzione anche per altre aziende sanitarie ricadenti nello stesso bacino, ed è previsto che si attinga dalle graduatorie anche nei casi in cui i posti di categoria A e B si renderanno disponibili in un secondo tempo.
Tutto rinviato invece ad oggi per quanto riguarda i precari della Regione. La discussione sull’esercizio provvisorio, che contiene le proroghe ai contratti e lo stop alla legge 104, è slittata a causa dello scontro sulla formazione professionale. I sindacati e diversi esponenti politici chiedono 60 milioni di euro al governo per garantire gli stipendi ai lavoratori del settore per i primi tre mesi del prossimo anno. Ma il governo regionale non ritiene questa somma necessaria sostenendo che non ci sarà alcuna emergenza. «Senza lo stanziamento di queste somme, che garantiscano gli stipendi, non può essere affrontata alcuna ulteriore discussione» ha tuonato Rudy Maira, capogruppo del Pid. E «certezze per il mondo della formazione professionale» sono state chieste anche da Giacomo Di Benedetto e Giuseppe Digiacomo, deputati regionali del Pd.

Sanità più cara per 500 mila siciliani. Torna il ticket su esami, visite e farmaci

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Giornale di Sicilia
Ed. del 22.12.2011 - pag. 10
Giacinto Pipitone
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Al termine di una giornata di scontri, l'Assemblea ha approvato l'articolato della legge che riscrive le regole per l'esenzione dal pagamento

Non varrà più il modello Isee, si passa alla dichiarazione dei redditi: è esente chi guadagna meno di 36 mila euro ma solo se ha meno di sei anni o più di 65.
PALERMO - Al termine di una lunga giornata di scontri,l’Ars ha di fatto approvato la legge che riscrive le regole per l’esenzione dal ticket sanitario. Le nuove norme impongono a 500 mila siciliani, fino a oggi esenti, di pagare per esami, prestazioni specialistiche e farmaci. Alla legge manca il voto finale, che dovrebbe arrivare oggi. Cambia dunque il sistema con cui viene certificala l’esenzione dal ticket. Fino a oggi in Sicilia è stato utilizzato il modello Isee, che tiene conto della situazione familiare e lavorativa: chiunque aveva un punteggio così determinato inferiore a 11mila, era totalmente esente. E così facendo, secondo i calcoli della Regione, a non pagare erano un milione e 650 mila siciliani.
Ora si passa invece alla semplice dichiarazione dei redditi: il tetto è fissato a 36.151 euro, chi sta sotto è esente ma solo se ha meno di sei anni o più di 65. Tutti gli altri pagano. La novità consiste, dunque, nel far pagare chi ha un’età compresa tra sette e 64 anni. In questo modo perderanno l’esenzione 500 mila siciliani. Restano valide le esenzioni legate a particolari patologie. Un successivo decreto dell’assessore Massimo Russo potrà introdurre nuove regole sul valore del ticket o su particolari categorie a cui garantire eccezionalmente l’esenzione.
La norma nasce dall’obbligo, imposto a Lombardo dallo Stato, di adeguare il sistema siciliano a quello delle altre regioni. Senza questa legge - ha ricordato Russo in aula - la Sicilia avrebbe perso fondi statali per una novantina di milioni. È questa la somma che corrisponde alle stime sul ticket che verseranno le fasce che hanno perso l’esenzione.
Si è placata anche la polemica, sollevata dal Pd con Pino Apprendi, sul mancato versamento nelle casse regionali del ticket incassato dai convenzionati. L’assessorato ha spiegato che ogni anno assegna a questa categoria un numero minimo di prestazioni che costituiscono il fabbisogno sanitario dei siciliani in questo settore: questo numero minimo vale circa 350 milioni. A inizio anno però la Regione assegna ai convenzionati un budget di circa 310 milioni, permettendo però di trattenere i 40 milioni frutto del pagamento del ticket da parte dei cittadini. In questa chiave, si tratta di una compensazione.
Il Pd, con Pino Apprendi e Lillo Speziale, ha tentato ieri il blitz sulla legge che riconosce le unioni omosessuali sostenuto anche dall’Mpa con Francesco Musotto. Si è arrivati a un passo dal voto ma poi ha prevalso l’ala trasversale che fa capo a Giovanni Ardizzone dell’Udc e Salvino Caputo del Pd e la norma è stata rinviata in commissione: ciò comporterà un rinvio di alcuni mesi. A favore della legge sulle unioni civili si era speso anche Fli. «Sono state inscenate rappresentazioni ridicole e portate avanti battaglie su argomenti pregiudiziali» ha delta A1essandroAricò, uno dei firmatari del disegno di legge durante una conferenza stampa promossa dal movimento giovanile Generazione Futuro.
Per Aricò «questo ddl non mette in discussione la sacralità della famiglia, chiede solo che si possa agire su questioni etiche a partire dal far visita al proprio compagno i n ospedale senza essere trattati come estranei».
L’Ars ha anche approvato tutti gli articoli delle legge sul contrasto alla violenza delle donne e di quella che aiuta gli oratori siciliani. Oggi il voto finale a tutto il pacchetto di norme, in concomitanza con l’approvazione dell’esercizio provvisorio.

Guardie mediche, arrivano i tagli. Alle Eolie dimezzati i medici

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Giornale di Sicilia
Ed. del 22.12.2011 - Messina - pag. 20
Bartolino Leone
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Camici bianchi in agitazione per la decisione comunicata dall'Asp 5: non sarà una ricetta a salvare la vita ai pazienti

Fino ad ora ognuna delle isole poteva contare su due sanitari: ora ce ne sarà solo uno
LIPARI - «Si tagliano i servizi all’ospedale civile di Lipari (mentre incredibilmente si completano i lavori per l’ampliamento della struttura con una spesa di quasi 10 milioni di euro: ma chi ci metteranno dentro?) e oggi è arrivato il fax nei presidi di tutte le isole dell’Arcipelago dove è stato annunciato che viene ridimensionato il servizio.
Dopo circa tre anni di presenza di due unità mediche fornite di apparecchi elettromedicali, adesso, viene ridotto il servizio. Con l’organico completo dei medici si potevano fornire notizie utili sulle condizioni clinico generiche del paziente (emocromo, enzimi cardiaci, attività coagulativa, esame urina ecc.). Con il progetto "Eolianet" con computer si poteva trasmettere e registrare i dati. Adesso il direttore generale dell’Asp 5 di Messina Francesco Poli con il provvedimento ha deciso che un medico può bastare per isola.
I medici però sono già in stato d’agitazione, così come anche gli abitanti delle isole minori che si sentono sempre più penalizzati. «Da premettere - dicono i sanitari - che fornivamo in due questo servizio. Da soli è ovvio non puoi e come «contentino» avevamo il raddoppio dei nostri turni eludendo però la nostra figura e il contratto. Noi siamo medici di continuità assistenziale ovvero sostituiamo il medico di base quando non c’è. Inoltre siamo soccorritori, trasportiamo pazienti in pista al 118, ecc. perché non puoi scrivere solo la ricetta che il paziente ha dimenticato». Dopo il ridimensionamento dell’ospedale di Lipari, la presenza di un solo medico soprattutto in alcune isole, dal 15 settembre al 15 giugno è inutile!».
«Da sola - racconta una guardia medica isolana - mi è successo di soccorrere un paziente ad una distanza di 10 chilometri e mancare almeno un’ora e qualcosa in casi non urgenti, ma in caso di emergenza sono mancata anche tre ore e ho visto arrivare carabinieri e gente con la solita frase «qui si può morire»! Ebbene, si informi la popolazione e quelli che vengono in vacanza nelle Eolie di andare come eremiti in terra sconosciuta e non aspettarsi ospedali, ambulanze. Potrà trovare un medico con mulo a soccorrerlo perché ancora “spinto” dal giuramento di Ippocrate!».
«Sia chiaro ed è ovvio – concludono i medici - che non potremo più da soli badare a stabilizzare e monitorizzare il paziente. In guardia non gli salverà la vita la ricetta o un medico solo, sempre che lo trovi!».

giovedì 22 dicembre 2011

JONIAMBIENTE: PROTESTA DEI NETTURBINI “COLPA DEL CONTENZIOSO”

Sono 280 i lavoratori della Aimeri Ambienti che ieri mattina hanno effettuato un sit in di fronte ai locali dell’Aimeri Ambienti sia a Giarre che a Maletto, per protestare contro i ritardi di consegna dell’ultima busta paga e della tredicesima. Ritardi causati da un contenzioso nato tra l’Ato Joniambiente e l’Aimeri Ambiente e che sta pesando sui lavoratori della ditta incaricata al ritiro dei rifiuti. Con ieri sono infatti tre le giornate di protesta, con rallentamenti nella raccolta dei rifiuti. La Cgil di Catania, che ha organizzato la protesta, scrive in una nota “I lavoratori pagano il prezzo del contenzioso tra la Aimeri e la Joniambiente – spiegano il segretario provinciale Gaetano Agliozzo e i responsabili igiene ambientale del sindacato, Ignazio Arcidiacono e Alfio Leonardi – I sit in continueranno ogni mattina, sino a quando non riceveremo risposte esaustive che diano rassicurazioni sul pagamento degli stipendi”. Una situazione che sta mettendo seriamente in ginocchio le famiglie dei 280 dipendenti i quali dopo aver visto sfumare la tredicesima a quattro giorni dal Natale sono ancora senza stipendio. “La politica aziendale di Aimeri – afferma il direttore Alfio Agrifoglio – è certamente quella di salvaguardare i diritti dei lavoratori, ma è un obbligo imprescindibile di chi fa impresa assicurare che il bilancio della società non sia negativo.
Gli enormi crediti vantati dalla nostra società, ammontano a svariate decine di milioni di euro, hanno fatto lievitare in maniera esponenziale gli interessi richiesti dagli istituti di credito per le anticipazioni degli emolumenti e dei costi di gestione, gravando pesantemente sul rendimento operativo della nostra società. Appare quindi evidente – conclude Agrifoglio – che i motivi dell’attuale situazione di stallo sono esclusivamente di natura finanziaria, avendo assicurato con puntualità l’erogazione degli stipendi sin dal 2006 proprio per non fare ricadere sui lavoratori il difficile rapporto tra l’Aimeri e la società d’ambito. L’augurio personale è che si possa garantire la corresponsione dello stipendio di novembre”. L’Ato Joniambiente che ha richiesto al prefetto l’organizzazione di un’assemblea dichiara invece che la natura del mancato pagamento dello stipendio ai netturbini di Aimeri non è imputabile a cause finanziarie. Inoltre è stata comunicata la partenza del nuovo servizio di raccolta integrata nei dieci Comuni dell’Ato dove ancora non era stata attivata. Dopo Maletto, Bronte, Maniace e Randazzo, entro la prima metà di gennaio 2012 il nuovo Servizio prenderà il via anche nei Comuni di Giarre, Riposto, Mascali, Fiumefreddo di Sicilia, Calatabiano, Linguaglossa, Piedimonte Etneo, Castiglione di Sicilia, Milo, Sant’Alfio. “Mi auguro che il sistema diventi routine – ha detto il presidente dell’Ato Joniambiente, Francesco Rubbino – perché si tratta di un’innovazione realmente funzionale. Il 2012 sarà l’anno delle novità: per la prima volta, nelle case dei 14 Comuni dell’AtoJoniambiente, tutti i rifiuti saranno differenziati per dare vita a nuovi prodotti risparmiando in termini economici e rispettando il contesto circostante”
Maria Grazia Tomarchio fonte “La Sicilia” del 21-12-2011

PRIMA NEVICATA E DISAGI LUNGO LA SS 284, AUTO BLOCCATE DAL GHIACCIO SULLA CIRCONVALLAZIONE

Prima neve sul versante settentrionale dell’Etna per la gioia dei bambini che si augurano di poter trascorrere un "bianco Natale", ma anche primi disagi per gli automobilisti. La neve, attesa da giorni, è puntualmente arrivata lunedì sera intorno le 22, costringendo gli spazzaneve dell’Anas ad entrare in azione. Ma è stato ieri mattina che a Maletto e lungo la Ss 284 si sono registrati i maggiori problemi. A Maletto, alle 7, nonostante l’intervento dell’Anas, a sentire numerosi automobilisti, la carreggiata era una vera e propria lastra di ghiaccio che ha bloccato i conducenti meno esperti. Per un lungo tratto in contrada Barbotte e lungo la discesa che conduce a Bronte, la strada era percorribile solo con catene o con pneumatici da neve. Gli altri si sono dovuti arrangiare, prendendo dei rischi. Così la Polizia stradale di Randazzo ed i carabinieri di Maletto hanno dovuto fare gli straordinari per soccorrere i numerosi automobilisti rimasti di traverso al centro della carreggiata. Poi l’Anas ha messo in azione un nuovo spazzaneve e spargisale e si è avvalsa della collaborazione dello spazzaneve giunto a Randazzo dalla Ss 116 per Floresta e intorno alle 11 il transito sulla 284 è tornato sicuro. Anche gli operatori Anas hanno più volte percorso i tratti più pericolosi della strada, con l’intento di soccorrere gli automobilisti.
Parecchi i disagi anche all’interno dell’abitato di Maletto, dove sono caduti circa 8 centimetri di neve, con il sindaco Pippo De Luca che ci ha confermato di avere incaricato una squadra di operai per spargere a piedi sale lungo le strade e di aver chiesto l’aiuto dei vigili del fuoco per liberare la circonvallazione dal ghiaccio che aveva imprigionato numerosi automobilisti e pure un pullman, rimasto bloccato per parecchio tempo. «Intorno alle 9 - ci dice De Luca - abbiamo messo in funzione il piccolo spazzaneve della Provincia». La neve caduta a Maletto ha bloccato pure il servizio di ritiro della raccolta differenziata anche a Bronte, Maniace e Randazzo. La Aimeri Ambiente, infatti, proprio a Maletto ha allestito il centro di coordinamento per il nuovo servizio ed il deposito di camion e spazzatrici, che a causa delle strade ghiacciate non hanno potuto raggiungere le rispettive destinazioni. Disagi lievi a Randazzo e a Bronte, dove comunque l’Ufficio di Protezione civile ha provveduto a spargere sale sulla circonvallazione, nelle vie Messina e Selvaggi e sulla rampa che conduce all’ospedale per rendere più sicuro il transito delle ambulanze. Qualche disagio alle prime luci dell’alba è stato segnalato anche sulla Ss 120 a Rovitello, frazione di Castiglione, ma l’intervento dello spazzaneve ha presto riportato tutto alla normalità. A Maniace la neve è caduta in abbondanza nelle contrade più a monte, ovvero Semantile, Pizzo e Sant’Andrea, ma il sindaco, Salvatore Pinzone Vecchio non ha segnalato alcun problema alla viabilità.       
Fonte “La Sicilia” del 21-12-2011

Chiarimenti ABZ al 21 12 2011


mercoledì 21 dicembre 2011

Nota congiunta Fials-Confsal e Cobas di riscontro alla nota SEUS prot. 8661/U-PR/11 del 19/12/2011


lunedì 19 dicembre 2011

Clicca qui per visualizzare il comunicato ufficiale

Riscontrata la vostra ultima nota prot. N. 8661/U-PR/11 del 19/12/2011, che ancora una volta su presunti fissati impegni istituzionali, unilateralmente decide il rinvio del tavolo sindacale già convocato con vostra nota per il 20 Dicembre p.v., le scriventi ancora una volta rilevano la volontà di codesta Amministrazione a non volere trattare sugli argomenti da noi posti all’ordine del giorno circa l’attuazione del Piano Industriale, fortemente voluto dall’Assessore Regionale della Salute, nonché all’apertura del Tavolo negoziale per la Contrattazione Integrativa Aziendale al fine di equiparare gli Istituti del CCNL delle Case di Cura private (AIOP) agli istituti più favorevoli previsti dal CCNL della Sanità Pubblica.

Pare opportuno sottolineare che codesta Amministrazione opera con capitali totalmente pubblici, mentre applica il Contratto delle Case di Cura Private (Sic!) senza dare seguito agli accordi sottoscritti in sede assessoriale e condivisi dallo stesso Assessore Regionale della Salute.

Per quanto sopra le scriventi OO.SS. FIALS-CONFSAL e COBAS procederanno ex art. 28 Legge 300/70 per i comportamenti antisindacali tenuti fin qui da codesta Amministrazione ed indicono lo stato di agitazione del personale, invitando l’Assessore Regionale della Salute ed il Prefetto di Palermo ad un intervento autorevole per il raffreddamento del conflitto al fine di evitare l’azione di sciopero che siamo pronti ad indire subito dopo la festività del 06/01/2012 per far conoscere alla cittadinanza la grave crisi organizzativa in cui naviga la S.E.U.S. 118 della Regione Sicilia oltre ai costi che necessitano di un contenimento immediato.

Si resta in attesa di urgente convocazione delle parti visto lo stato di disagio che al momento investe i Lavoratori della S.E.U.S. 118 Siciliana.

"Ticket proporzionati a redditi e famiglie"

La Rassegna Stampa di MEDPress.it... La rassegna stampa di MEDPress.it
La Stampa
Ed. del 19.12.2011 - pag. 3
Paolo Russo
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Intervista

Il ministro della Salute Balduzzi: rivedremo tutto il sistema
Una rivoluzione dei ticket per far pagare di più farmaci, analisi e ricoveri inutili e reggere così l’urto della cura dimagrante da 8 miliardi in due anni alla quale sarà sottoposto il nostro servizio sanitario nazionale dal 2013. Per il ministro della Salute, Renato Balduzzi, la parola magica per far quadrare i conti è «appropriatezza». Che da qui a breve, concluso il confronto con le Regioni, potrebbe portare ad esempio a far pagare salata una Tac eseguita «impropriamente» per una semplice artrosi al ginocchio. Ma anche la mappa delle esenzioni sarà ridisegnata, con tetti di reddito articolati in funzione dei componenti della famiglia e applicati agli esenti per patologia. Per la liberalizzazione dei farmaci di fascia C, invece, sembra esclusa la via breve del decreto.
La liberalizzazione dei farmaci è stata un mezzo flop ma il premier ha detto che supererete le resistenze. Magari reintroducendo subito le norme nel decreto milleproroghe?
«Non c’è niente da prorogare e credo che il milleproroghe debba rimanere effettivamente tale. Sui farmaci serve una consultazione approfondita con tutte le categorie interessate ma è chiaro che quello del decreto salva Italia è solo l’avvio del discorso di liberalizzazione dei farmaci. Anche se abbiamo introdotto già ora norme importanti a tutela della sicurezza dei cittadini, innanzitutto prevedendo che anche fuori della farmacia sia sempre un farmacista a dispensare il farmaco».
Con le Regioni avete avviato il confronto per rinnovare il "Patto per la salute»: sul tappeto c’è il problema della insostenibilità economica di un sistema sanitario che dà quasi tutto gratis a tutti. 
«E’ chiaro che se le ombre della recessione fossero confermate dovremmo rivedere anche l’impianto del sistema, che a condizioni economiche costanti però può e deve essere preservato. Anche perché non dobbiamo dimenticare che il nostro è uno dei migliori servizi sanitari del mondo, anche in termini di economicità. La posizione per ora concordata al tavolo con le Regioni è che questo è un modello equo e sostenibile a patto che venga rispettato il criterio dell’appropriatezza delle prestazioni, perché non tutto quello che è disponibile è sempre utile».
Ossia?
«Ad esempio se ho bisogno di un ricovero urgente devo chiedermi se è sufficiente un day hospital piuttosto che rimanere in ospedale tre giorni. Bisogna trovare un equilibrio tra utilità ed economicità della prestazione sanitaria».
Questo vuol dire che è in arrivo un nuovo sistema di ticket sulle prestazioni inappropriate?
«Anche questo è al centro del confronto sul nuovo Patto per la salute. Ma la rimodulazione dei ticket deve avvenire sulla base di tre criteri: equità, trasparenza ed omogeneità, considerazione della composizione del nucleo familiare».
Con i nuovi ticket arriverà anche un nuovo sistema di esenzioni?
«Anche questo basato su quei tre criteri. Non è detto ad esempio che l’esenzione per patologia debba continuare a essere svincolata dal reddito. Stessa cosa per le esenzioni in base all’età. Bisognerà poi prevedere più fasce di reddito calcolate in base alla composizione del nucleo familiare, considerando non solo il numero di componenti ma anche la presenza di anziani o disabili. Semplificando: chi ha di più deve contribuire di più, chi ha meno deve pagare meno».
Altro pilastro che state rivedendo è quello dei Lea, i livelli essenziali di assistenza che lo Stato dovrebbe garantire a tutti. Ci sarà una cura dimagrante?
«L’ultima versione è composta da circa sei mila prestazioni. Applicando il criterio dell’appropriatezza e con un lavoro di cesello facciamo uscire quelle oramai obsolete, ma entrano nuove cure per le malattie rare, la tutela della disabilità e l’epidurale, che serve anche a contrastare l’inappropriatezza di molti parti cesarei».

Defibrillatore nella scuola

La Rassegna Stampa di MEDPress.it... La rassegna stampa di MEDPress.it
La Sicilia
Ed. del 19.12.2011 - Caltanissetta - pag. 46
n.d.
Articolo letto 59 volte

Resuttano.La Croce Rossa lo consegna all'Istituto comprensivo per le eventuali emergenze nel paese
RESUTTANO - Consegnato nei giorni scorsi all’istituto comprensivo Giovanni XXIII di Resuttano, un defibrillatore per le emergenze. Il defibrillatore per le emergenze è il frutto di una raccolta popolare effettuata dalla Croce Rossa Italiana – Gruppo Volontari del Soccorso di Resuttano, nell’anno 2011. Il defibrillatore è stato consegnato al dirigente scolastico Vincenzo Nicastro da parte del Commissario provinciale della Croce Rossa Italiana di Caltanissetta, Nicolò Piave, della referente provinciale per le attività di disostruzione Claudia SoUami, del commissario del Gruppo volontari del soccorso di Resuttano Lina Nicoletti e del parroco padre Liborio Franzù; inoltre erano presenti il corpo docente e gli alunni dell’istituto.
Durante la cerimonia di consegna l’istruttore Claudia Sollami ha illustrato l’uso del defibrillatore a tutti i bambini della scuola elementare e medie (oltre un centinaio) spiegando l’importanza di tale strumento quale “Giocattolo salvavita” un giocattolo diverso, che deve essere usato sola dal personale qualificato, identificato nelle maestre delle scuola, che grazie ad un ulteriore finanziamento, garantito dal dirigente dell’istituto, sarà formato sia sulle manovre di disostruzione pediatrica ma anche sulla defibrillazione per adulti e per minori.
«Sono orgoglioso dal lavoro svolto dai volontari del soccorso di Resuttano - ha detto Nicolò Piave - che sono riusciti a coinvolgere l’intera cittadinanza in tale importantissimo progetto, oggi si è arrivati al primo traguardo, ora grazie alla collaborazione del dirigente scolastico, provvederemo alla formazione delle maestre e del personale ausiliario, spero che l’esperienza di Resuttano possa essere da esempio per tutte le piccole comunità del vallone nisseno, ove le difficoltà logistiche del territorio, impediscono un rapido intervento delle ambulanze del 118 (soprattutto a Resuttano, ave l’ambulanza è operativa solo di giorno) e, dopo l’arrivo del mezzo, vi sono lunghi tempi di percorrenza prima di arrivare al pronto soccorso».
Il progetto di rianimazione cardio-polmonare con l’ausilio del defibrillatore, prende spunto dal tempo che è necessario per l’arrivo dell’ambulanza, dopo una chiamata, sul luogo del soccorso, decisamente troppo lungo per avere una buona possibilità di sopravvivenza in caso di arresto cardiaco. Il messaggio che si vuole dare è proprio che non si deve attendere l’arrivo dell’ambulanza deln8, quindi del soccorritore professionista, ma occorre agire subito, perché chiunque, con poche e decisive manovre, può salvare una vita.
Piave aggiunge: «La disponibilità immediata di un defibrillatore permette, a chi è stato addestrato, di intervenire in modo efficace per tentare di ripristinare la normale attività cardiaca. Per quanto riguarda la diffusione delle manovre di rianimazione cardiopolmonare, le linee guida ufficiali della Federazione Internazionale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, prevedono l’insegnamento delle compressioni toraci che e delle ventilazioni di emergenza; nel caso in cui nella fase di addestramento siano insegnate le sole compressioni toraciche, gli allievi devono essere invitati a partecipare ad altri corsi per imparare anche ad eseguire le ventilazioni: tuttavia nei casi in cui il soccorso è effettuato da una persona non addestrata o è svolto su indicazioni telefoniche dalla Centrale operativa o in caso di difficoltà o rifiuto da parte del soccorritore ad effettuare le ventilazioni, l’indicazione delle linee guida è di effettuare le sole compressioni toraciche».

Fattura medica falsa: sanzione pesante per la detrazione

La Rassegna Stampa di MEDPress.it... La rassegna stampa di MEDPress.it
Sole 24Ore
Ed. del 20.12.2011 - pag. 39
Alessandro Galimbertl
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Scatta la dichiarazione fraudolenta

Per la Cassazione l'utilizzo dei documenti integra una fattispecie più grave della dichiarazione infedele
MILANO - Portare in detrazione come spese mediche fatture false, apparentemente emesse da cliniche private, integra il reato di «dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti» (l’articolo 2 del Dlgs 74/2000) e non invece la più blanda contestazione di «dichiarazione infedele» (articolo 4 dello stesso decreto). Lo ha stabilito la Corte di Cassazione (terza sezione penale, sentenza 4678s/11 depositata il 19 dicembre) annullando l’ordinanza del tribunale di Napoli che aveva a sua volta cancellato il sequestro preventivo per equivalente emesso dal Gip nei confronti di una contribuente “infedele”. La donna, stando alle indagini della procura della Repubblica, avrebbe infatti portato in detrazione Irpef del 19% una serie di asserite «spese mediche» giustificate con fatture false e documenti equipollenti risultati materialmente falsi.
Censurata dal Gip, che aveva congelato parte dei suoi beni per garantire la pretesa fiscale, la contribuente era stata provvisoriamente riabilitata dal tribunale di Napoli. Sulla base dell’assunto che l’articolo 2 (dichiarazione fraudolenta mediante uso di false fatture) «è configurabile solo nell’ipotesi di utilizzazione di fatture ideologicamente false, mentre l’ipotesi della documentazione materialmente falsa (come quella in questione, ndr) deve essere sussunta nella fattispecie di cui all’articolo 3 (. .. ) che punisce la dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici, ovvero in quella della dichiarazione infedele di cui all’articolo 4». Ma la Cassazione.
ha a sua volta censurato la riforma in sede di impugnazione del sequestro preventivo, richiamando due precedenti (9673/1l e 12284/2007), secondo cui la dichiarazione fiscale fraudolenta (articolo 2) è integrata da fatture false «non solo sotto il profilo ideologico, in riferimento alle operazioni ivi indicate, ma anche sotto il profilo materiale, perché apparentemente emesse da ditta in realtà inesistente». Questo perché, argomenta la Cassazione, «la distinzione tra falsità ideologica e falsità materiale introduce in materia tributaria una distinzione destinata a operare nel campo dei reati contro la fede pubblica, che non ha rilevanza ai fini della repressione delle violazioni fiscali, per le quali rileva invece il mezzo adoperato per commettere la frode ed il suo carattere più o meno subdolo, che incide sulla possibilità di un rapido e agevole accertamento». In sostanza, ciò che conta per la dichiarazione fraudolenta è la «apparente affidabilità della documentazione contabile corrispondente allo schema normativo, cui la legge collega determinate conseguenze in materia fiscale»: quanto più la fattura è idonea a ingannare il fisco, tanto più alta sarà la pericolosità sociale della condotta, e quindi la necessità di una risposta sanzionatoria adeguata. E inoltre, mentre l’articolo 3 (dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici) presuppone l’esistenza di «scritture contabili», confinando cioè la contestazione a chi è obbligato per legge a tenerle, l’articolo 4 (dichiarazione infedele) si occupa di comportamenti di «evidente minore offensività per l’amministrazione tributaria», e quindi prevede una soglia di non punibilità, inammissibile per un’insidia nascosta quale è l’esibizione di fatture mediche false.

Ticket ceduto ai privati? E' scontro fra Pd e Russo

La Rassegna Stampa di MEDPress.it... La rassegna stampa di MEDPress.it
Giornale di Sicilia
Ed. del 21.12.2011 - pag. 7
Gia.Pi.
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Sanità. Caso all'Ars

PALERMO - Va oggi all’esame dell’Ars la legge che modifica il regime di esenzione dal ticket sanitario, imponendo il pagamento a 500 mila siciliani fino a ora esenti. Ma sul testo è già scontro. Al punto che il Pd ieri ha attaccato con Pino Apprendi denunciando un tentativo dell’amministrazione di favorire i privati. Secondo Apprendi «i convenzionati del settore della diagnostica incassano regolarmente il ticket in base alle leggi già in vigore ma poi non lo versano alla Regione. In pratica, lo intascano loro».
Per il parlamentare del Pd «ciò dimostra che una corretta applicazione delle norme impedirebbe il ricorso a nuovi balzelli a carico dei cittadini». L’assessore Massimo Russo ha fatto sapere che si tratta di una operazione contabile: i convenzionati trattengono una quota o tutto il ticket corrispondente alle prestazioni in più offerte rispetto a quanto previsto a inizio anno. In quest’ottica sarebbe però un modo per aumentare il budget iniziale del settore. Russo ha spiegato che la modifica al regime di esenzione si rende necessaria perché lo Stato lo ha imposto e senza questa misura la Regione perderebbe una novantina di milioni: abolita la certificazione dell’esenzione tramite il modello Isee (che tiene conto di fattori familiari) si torna alla tradizionale dichiarazione di redditi.
L’Ars ieri ha approvato all’unanimità due leggine. La prima aumenta i contributi alle associazioni antiracket: da 100 mila a 400 mila euro. La seconda introduce nelle scuole l’insegnamento del linguaggio alfamediale: «Ai nostri ragazzi - spiegano Camillo Oddo e Baldo Gucciardi del Pd – verranno insegnati i “nuovi linguaggi”, da quello televisivo a quello dei computer, da quello del cinema a quello degli smartphone».

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Newsletter Speciale di ven 29 mag 2009

Il fumo nella storia
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Rimuovere i graffi dai cd in cinque minuti


Eccovi alcuni metodi casalinghi, mediante i quali dovreste essere in grado di rimuovere i graffi dalla superficie dei cd.Le superfici dei cd o dei dvd sono molto delicate. Infatti, basta una scorretta conservazione, ed ecco che la superficie di esso si striscia. Se avete sperimentato tutto quanto era nelle vostre conoscenze, ma non avete ancora risolto il problema, vi indichiamo altri metodi, mediante cui dovreste essere in grado di rimettere in sesto i vostri cd o dvd. Tuttavia, sia bene chiaro, quelle sotto riportate devono essere intese come "ultime spiagge", ossia soluzioni utilme al problema, cui ricorrere soltanto quando non c'è proprio più niente da fare. Di conseguenza, non ci assumiamo nessuna responsabilità nel caso in cui non riusciste a pervenire al risultato sperato. In sostanza, non vi assicuriamo che i vari metodi proposti possano effettivamente funzionare. Primo metodo – Il dentifricio Cosa vi serve: Un cd da pulire Dentifricio (possibilmente a pasta bianca e non colorata, senza granuli) Acqua di rubinetto Un batuffolo di cotone Un panno morbido Dieci minuti di tempo Sul mercato esistono dei costosissimi kit di riparazione, ma con questo metodo non servono. Prendiamo il supporto da pulire e mettiamoci sopra del dentifricio. Con un batuffolo di cotone leggermente inumidito (o con le mani, se preferite) spalmiamo per bene il dentifricio lungo tutta la superficie del cd, anche se ne è strisciata solo una piccola parte. Lasciamo agire il dentifricio per cinque minuti. Quindi prendiamo il cd e, sotto l’acqua corrente, togliamo con le mani ogni residuo di dentifricio. Quando abbiamo rimosso tutto il dentifricio, asciughiamo il supporto con un panno morbido e, voilà, la superficie ora è ben levigata! Ovviamente, devo ricordarvi che se la superficie presenta graffi profondi, questi potrebbero non venir via, neppure se lasciaste agire il dentifricio per giorni e giorni. Secondo metodo – La banana E' possibile rimuovere i graffi dai cd anche con questo frutto esotico, ma la procedura è un po’ più lunga. Cosa vi serve: Un cd da pulire Un pezzo di banana (con la sua buccia, da utilizzare in seguito) Un panno morbido Acqua di rubinetto Quindici minuti del vostro tempo Prendiamo il supporto da pulire e strofiniamoci sopra la polpa della banana con movimenti circolari. E' necessario strofinare tutta la superficie del cd. Lasciamo agire la polpa sul support per 5 minuti. Ripuliamo la superficie con la parte interna della buccia . Laviamo il supporto con acqua e asciughiamolo con un panno morbido.Anche per quanto riguarda questo metodo, è nostro dovere segnalare che i graffi molto profondi potrebbero non sparire, anche dopo giorni e giorni di duro lavoro.

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