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ROMA - La Croce Rossa Italiana «ostaggio della Regione Sicilia». Lo denuncia il commissario straordinario della Cri Francesco Rocca riferendosi alla convenzione per il servizio 118 realizzato nell'isola. «Siamo ostaggi della Regione siciliana: per l'ennesima volta - afferma Rocca - ci stanno prendendo in giro. La seconda convenzione con la Sise per il servizio 118 è scaduta a fine maggio. Ci avevano garantito che sarebbe stata una convenzione improrogabile e che sarebbero stati fatti tutti i passaggi alla nuova società regionale che si occupa del servizio 118, invece niente è stato fatto. Avevamo messo in condizione l'assessore Russo di fare tutto il necessario, ci eravamo presi la responsabilità di non lasciare la Sicilia è i siciliani senza il 118, ma ora il danno economico è diventato enorme. La Regione siciliana dice Rocca - ci deve decine e decine di milioni di euro e la mancanza di liquidità ci porta a ritardi nei pagamenti all'erario e agli enti previdenziali e quindi a pagare ingenti multe».
Secca la replica in serata dell' assessore regionale alla Sanità Massimo Russo. «Se il credito cui fa riferimento Rocca è quello relativo agli straordinari dei dipendenti, è fin troppo ovvio che si tratta di pretese ormai inesistenti alla luce delle conciliazioni che la Sise ha già concluso con la quasi totalità dei dipendenti - afferma Russo -. In quanto ad altri presunti crediti vantati dalla Croce Rossa, il commissario Rocca sa benissimo che una consistente parte di essi non trova giustificazione nelle precedenti convenzioni o non è stato opportunamente documentato. E in ogni caso c'è sempre un giudice che potrà decidere chi ha ragione e chi ha torto».
Secca la replica in serata dell' assessore regionale alla Sanità Massimo Russo. «Se il credito cui fa riferimento Rocca è quello relativo agli straordinari dei dipendenti, è fin troppo ovvio che si tratta di pretese ormai inesistenti alla luce delle conciliazioni che la Sise ha già concluso con la quasi totalità dei dipendenti - afferma Russo -. In quanto ad altri presunti crediti vantati dalla Croce Rossa, il commissario Rocca sa benissimo che una consistente parte di essi non trova giustificazione nelle precedenti convenzioni o non è stato opportunamente documentato. E in ogni caso c'è sempre un giudice che potrà decidere chi ha ragione e chi ha torto».
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