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L'allarme. Il presidente della Croce Rossa attacca la Regione: «Ci prendono in giro, situazione intollerabile».
La convenzione, scaduta a maggio e la Cri non ha più i fondi per gestire l'emergenza.
Tempo scaduto. Il servizio 118 siciliano è di nuovo a rischio: non ci sono soldi, la convenzione con la regione è terminata il 31 maggio e la Croce Rossa italiana - che vanta crediti per decine di milioni di euro nei confronti della Regione - potrebbe sospenderlo da un giorno all'altro.
A LANCIARE l'allarme e denunciare le inadempienze della giunta Lombardo è direttamente il commissario nazionale della Cri, Francesco Rocca: «Siamo ostaggi della Regione siciliana - ha detto Rocca - per l'ennesima volta ci stanno prendendo in giro.
La seconda convenzione conbla Sise per il servizio 118 è scaduta a fine maggio. Ci avevano garantito che sarebbe stata una convenzione improrogabile e che sarebbero stati fatti tutti i passaggi alla nuova società regionale che si occupa del servizio 118, invece niente è stato fatto, non ci viene data alcuna certezza sui tempi e sui modi per uscire dal servizio». Una vicenda complessa quella delle Sise e del 118 in Sicilia. Sise che è stata messa in liquidazione dopo gli sprechi e le cattive gestioni degli ultimi anni e che l'assessore regionale alla sanità ha sostituito con la Sues. Ma tutti i debiti della ex società nei confronti della Croce Rossa non sarebbero stati saldati: «Ci ritroviamo - ha aggiunto il commissario Rocca - a gestire il servizio di fatto senza un segnale forte da parte della Regione e con la società Sise in liquidazione. Avevamo messo in condizione l'assessore Russo di fare tutto il necessario, ci eravamo presi la responsabilità di non lasciare la Sicilia e i siciliani senza il 118, ma ora il danno economico è diventato enorme». Quindi il rischio di non poter più andare avanti: «La Regione siciliana - ha concluso Rocca - ci deve decine e decine di milioni di euro. La situazione è intollerabile». Secca la replica di Russo: «Ostaggio della Regione? Violazione di accordi contrattuali? Le cose - ha spiegato l'assessore - stanno ben diversamente. Proprio la Croce Rossa ha dimostrato con i fatti di voler venire meno al principio di leale collaborazione che si impone agli enti pubblici nei reciproci rapporti. Non si spiegherebbe altrimenti la richiesta al Tribunale di Palermo, fatta alcune settimane fa, di un decreto ingiuntivo per un importo di circa 42 milioni al quale - così è stato scritto in una nota del 28 maggio - ne sarebbero seguite altre». I crediti vantati da Rocca, secondo Russo, sarebbero inesistenti. «In ogni caso - ha concluso l'assessore - c'è sempre un giudice che deciderà chi ha ragione e chi ha torto».
A LANCIARE l'allarme e denunciare le inadempienze della giunta Lombardo è direttamente il commissario nazionale della Cri, Francesco Rocca: «Siamo ostaggi della Regione siciliana - ha detto Rocca - per l'ennesima volta ci stanno prendendo in giro.
La seconda convenzione conbla Sise per il servizio 118 è scaduta a fine maggio. Ci avevano garantito che sarebbe stata una convenzione improrogabile e che sarebbero stati fatti tutti i passaggi alla nuova società regionale che si occupa del servizio 118, invece niente è stato fatto, non ci viene data alcuna certezza sui tempi e sui modi per uscire dal servizio». Una vicenda complessa quella delle Sise e del 118 in Sicilia. Sise che è stata messa in liquidazione dopo gli sprechi e le cattive gestioni degli ultimi anni e che l'assessore regionale alla sanità ha sostituito con la Sues. Ma tutti i debiti della ex società nei confronti della Croce Rossa non sarebbero stati saldati: «Ci ritroviamo - ha aggiunto il commissario Rocca - a gestire il servizio di fatto senza un segnale forte da parte della Regione e con la società Sise in liquidazione. Avevamo messo in condizione l'assessore Russo di fare tutto il necessario, ci eravamo presi la responsabilità di non lasciare la Sicilia e i siciliani senza il 118, ma ora il danno economico è diventato enorme». Quindi il rischio di non poter più andare avanti: «La Regione siciliana - ha concluso Rocca - ci deve decine e decine di milioni di euro. La situazione è intollerabile». Secca la replica di Russo: «Ostaggio della Regione? Violazione di accordi contrattuali? Le cose - ha spiegato l'assessore - stanno ben diversamente. Proprio la Croce Rossa ha dimostrato con i fatti di voler venire meno al principio di leale collaborazione che si impone agli enti pubblici nei reciproci rapporti. Non si spiegherebbe altrimenti la richiesta al Tribunale di Palermo, fatta alcune settimane fa, di un decreto ingiuntivo per un importo di circa 42 milioni al quale - così è stato scritto in una nota del 28 maggio - ne sarebbero seguite altre». I crediti vantati da Rocca, secondo Russo, sarebbero inesistenti. «In ogni caso - ha concluso l'assessore - c'è sempre un giudice che deciderà chi ha ragione e chi ha torto».
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