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SICILIA. Il servizio di emergenza.
Scade convenzione 118 via ai licenziamenti per 3.317 dipendenti
Futuro incerto. Verso un nuovo sistema. «La riassunzione non sarà automatica».
PALERMO. Il prossimo 31 dicembre scade, dopo una proroga di tre mesi, la convenzione tra la Regione e la Sise, la società che gestisce il «118».
La riorganizzazione del servizio di urgenza-emergenza è prevista dalla riforma sanitaria entrata in vigore lo scorso 1 settembre. Pertanto, il direttore generale della società, Marco Romano, nel corso di un incontro con le forze sindacali, ha comunicato l’avvio del procedimento collettivo di licenziamento dei 3.317 dipendenti della Sise. I segretari regionali di Fp Cgil, Michele Palazzotto; Cils Fps, Angelo Fullone; Uil Fpl, Enzo Tango; e Ugl Sanità, Vincenzo Ginnastica, hanno dichiarato lo stato di agitazione chiedendo all’assessore alla Sanità, Massimo Russo, garanzie per la salvaguardia dei posti di lavoro.
Secondo i programmi, dall’1 gennaio del 2010 il servizio di urgenzaemergenza dovrebbe essere svolto da una nuovo società consortile che dovrebbe essere costituita dalle 9 Asp siciliane e dalla Regione ed anche dalla Croce rossa. Per mercoledì prossimo è convocata la commissione Sanità dell’Ars che dovrà dare le indicazioni definitive sul nuovo assetto societario. La Sise, società in house della Croce rossa, dovrebbe uscire definitivamente di scena. Tecnicamente ci sarebbero i tempi per farlo, ma bisognerà fare i conti con la realtà.
«Il mio ruolo - ha sottolineato Marco Romano, che è docente di Economia gestionale all’Università di Catania - è quello di traghettatore. Cioè fare in modo che il passaggio dal vecchio al nuovo sistema avvenga nel modo migliore». Non si può escludere a priori una nuova proroga della convenzione della Sise, ma il cambiamento è ineluttabile. Per passare dalla vecchia alla nuova gestione si pensa di adottare il «modello Alitalia». Per i dipendenti della Sise, «l’atterraggio sarà mordibo, non resteranno al freddo e al gelo», ha aggiunto Romano. E, però, la riassunzione potrebbe non essere automatica o non potrebbe essere garantita nello stesso luogo in cui è stato svolto finora. Infatti, c’è uno squilibrio territoriale: 1.600 dipendenti sono concentrati nei bacini di Palermo e Agrigento. E, comunque, ci sarebbe una forte discrasia tra l’alto numero di ore di straordinario pagato e l’eccessivo assenteismo. Cifre contestate dall’assessorato alla Sanità al vecchio consiglio di amministrazione. Il nuovo Cda nel quale il professore Romano ha il ruolo di direttore generale, ha contestato ad alcuni dirigenti l’eccesso di calcolo di indennità che a volte triplicavano lo stipendio.
La riorganizzazione del servizio di urgenza-emergenza è prevista dalla riforma sanitaria entrata in vigore lo scorso 1 settembre. Pertanto, il direttore generale della società, Marco Romano, nel corso di un incontro con le forze sindacali, ha comunicato l’avvio del procedimento collettivo di licenziamento dei 3.317 dipendenti della Sise. I segretari regionali di Fp Cgil, Michele Palazzotto; Cils Fps, Angelo Fullone; Uil Fpl, Enzo Tango; e Ugl Sanità, Vincenzo Ginnastica, hanno dichiarato lo stato di agitazione chiedendo all’assessore alla Sanità, Massimo Russo, garanzie per la salvaguardia dei posti di lavoro.
Secondo i programmi, dall’1 gennaio del 2010 il servizio di urgenzaemergenza dovrebbe essere svolto da una nuovo società consortile che dovrebbe essere costituita dalle 9 Asp siciliane e dalla Regione ed anche dalla Croce rossa. Per mercoledì prossimo è convocata la commissione Sanità dell’Ars che dovrà dare le indicazioni definitive sul nuovo assetto societario. La Sise, società in house della Croce rossa, dovrebbe uscire definitivamente di scena. Tecnicamente ci sarebbero i tempi per farlo, ma bisognerà fare i conti con la realtà.
«Il mio ruolo - ha sottolineato Marco Romano, che è docente di Economia gestionale all’Università di Catania - è quello di traghettatore. Cioè fare in modo che il passaggio dal vecchio al nuovo sistema avvenga nel modo migliore». Non si può escludere a priori una nuova proroga della convenzione della Sise, ma il cambiamento è ineluttabile. Per passare dalla vecchia alla nuova gestione si pensa di adottare il «modello Alitalia». Per i dipendenti della Sise, «l’atterraggio sarà mordibo, non resteranno al freddo e al gelo», ha aggiunto Romano. E, però, la riassunzione potrebbe non essere automatica o non potrebbe essere garantita nello stesso luogo in cui è stato svolto finora. Infatti, c’è uno squilibrio territoriale: 1.600 dipendenti sono concentrati nei bacini di Palermo e Agrigento. E, comunque, ci sarebbe una forte discrasia tra l’alto numero di ore di straordinario pagato e l’eccessivo assenteismo. Cifre contestate dall’assessorato alla Sanità al vecchio consiglio di amministrazione. Il nuovo Cda nel quale il professore Romano ha il ruolo di direttore generale, ha contestato ad alcuni dirigenti l’eccesso di calcolo di indennità che a volte triplicavano lo stipendio.
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