il 118 in sicilia

il 118 in sicilia
In Sicilia il Servizio Urgenza Emergenza Sanitario "S.U.E.S. 118", attivato in maniera sperimentale e provvisoria l' 11 Agosto 1997, è dotato di quattro Centrali Operative interprovinciali presso le provincedi Palermo, Catania, Caltanissetta e Messina. Ogni C.O. è provvista di una rete telefonica sanitaria dedicata solo alla emergenza (118) e indipendente da quella ordinaria, con venti linee dhe afferiscono a cinque posti di operatori; dispone inoltre di una rete privata virtuale dedicata (RPV) che le collega fra loro, con tutti i pronto soccorso e con tutti i reparti dell'area critica degli ospedali dell'Isola (Rianimazioni, Unità coronariche, Neurochirurgie, etc.); ognuna di esse è fornita inoltre di un sistema di registrazione automatico di tutte le telefonate che vi afferiscono. Le Centrali Operative, ciascuna per il proprio bacino, sono raggiungibili dall'utenza componendo il numero telefonico unico e gratuito 1-1-8.

sabato 19 marzo 2011

Sartità in pari con 300 euro a testa

Sole 24Ore - 17.03.2011
Ed. del 17.03.2011 - pag. 8
Saverio Fossati

Le dinamiche dell'imposta sono legate alla necessità di coprire i costi.

I nodi al pettine. Ecco il senso dell'andamento di questi cinque anni di addizionali Irpef gestite da regioni soffocate dalla spesa sanitaria. Proprio dove la gestione della salute dei cittadini ha causato maggiori problemi, là è stata registrata una crescita esponenziale del gettito.
Basta un'occhiata alla tabella per capire dove si annidano i problemi: Campania, Sicilia, Abruzzo e Lazio hanno dovuto fare i conti conia dura realtà degli sprechi e cercare di recuperare il deficit sanitario con aumenti dell'imposta pro capite che vanno dal 71.5 all'83,2%, riuscendo, nel caso di Lazio e Campania, a raddoppiare il gettito (anche grazie all'individuazione di molti nuovi contribuenti, tra cui evidentemente anche ex evasori). Certo la possibilità di aumentare l'aliquota, almeno per quest'anno, non inciderà più di tanto: in Piemonte, Liguria, Emilia-Romagna, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia il tetto dell'14° lo è già stato raggiunto e altri incrementi non sono possibili, per fortuna dei locali contribuenti, già abbastanza tartassati (si veda a pagina 7).
Va detto però che, in questi cinque anni, di fatto tutte le regioni si stanno allineando su un'imposta pro capite le cui differenze si sono assottigliate di molto. Si possono distinguere tre gruppi di regioni: il primo, con importi pro capite vicini ai 300 euro, è composto da tutte quelle che si sono dovute adeguare bruscamente alla durezza dei conti (Campania, Sicilia, Abruzzo e Lazio), da altre che erano comunque partite un po' meglio (Emilia Romagna, Molise e Calabria) più quelle che lo avevano già fatto sin dall'inizio: Piemonte e Lombardia.
Un altro gruppo oscilla intorno ai 200-250 euro (Puglia, Liguria, Umbria,Marche, Friuli Venezia Giulia, Toscana, Trentino Alto Adige, Veneto e Valle d'Aosta) e infine ci sono due regioni che resistono tenacemente con imposte pro capite decisamente basse: Basilicata e Sardegna.
In prospettiva, quindi, un aumento è più che probabile proprio in quelle regioni che sono più lontane dalla quota dei 300 euro pro capite, perché, se in Lombardia questo è un importo che garantisce un buon funzionamento, universalmente riconosciuto, della macchina sanitaria, ciò è dovuto al fatto che questa scelta più onerosa è stata fatta già nel 2005. Chi si è adeguato più tardi, come la Campania, deve ancora recuperare un gap terrificante, accumulato negli anni della cuccagna.
Ma chi è fermo a poco più di metà della cifra, come appunto in Basilicata e Sardegna, sarà presto chiamato al redde rationem. Lo stesso dicasi per il gruppo dimezzo, anche se forse l'impatto sarà meno violento. Oltretutto in Lombardia la spesa pro capite. va considerata anche in base ai redditi medi, sensibilmente più elevati che nelle regioni meno sviluppate: quindi le aliquote, per pareggiare i conti e raggiungere un benchrnark di 300 euro, dovranno alzarsi, in proporzione, di più.

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Rimuovere i graffi dai cd in cinque minuti


Eccovi alcuni metodi casalinghi, mediante i quali dovreste essere in grado di rimuovere i graffi dalla superficie dei cd.Le superfici dei cd o dei dvd sono molto delicate. Infatti, basta una scorretta conservazione, ed ecco che la superficie di esso si striscia. Se avete sperimentato tutto quanto era nelle vostre conoscenze, ma non avete ancora risolto il problema, vi indichiamo altri metodi, mediante cui dovreste essere in grado di rimettere in sesto i vostri cd o dvd. Tuttavia, sia bene chiaro, quelle sotto riportate devono essere intese come "ultime spiagge", ossia soluzioni utilme al problema, cui ricorrere soltanto quando non c'è proprio più niente da fare. Di conseguenza, non ci assumiamo nessuna responsabilità nel caso in cui non riusciste a pervenire al risultato sperato. In sostanza, non vi assicuriamo che i vari metodi proposti possano effettivamente funzionare. Primo metodo – Il dentifricio Cosa vi serve: Un cd da pulire Dentifricio (possibilmente a pasta bianca e non colorata, senza granuli) Acqua di rubinetto Un batuffolo di cotone Un panno morbido Dieci minuti di tempo Sul mercato esistono dei costosissimi kit di riparazione, ma con questo metodo non servono. Prendiamo il supporto da pulire e mettiamoci sopra del dentifricio. Con un batuffolo di cotone leggermente inumidito (o con le mani, se preferite) spalmiamo per bene il dentifricio lungo tutta la superficie del cd, anche se ne è strisciata solo una piccola parte. Lasciamo agire il dentifricio per cinque minuti. Quindi prendiamo il cd e, sotto l’acqua corrente, togliamo con le mani ogni residuo di dentifricio. Quando abbiamo rimosso tutto il dentifricio, asciughiamo il supporto con un panno morbido e, voilà, la superficie ora è ben levigata! Ovviamente, devo ricordarvi che se la superficie presenta graffi profondi, questi potrebbero non venir via, neppure se lasciaste agire il dentifricio per giorni e giorni. Secondo metodo – La banana E' possibile rimuovere i graffi dai cd anche con questo frutto esotico, ma la procedura è un po’ più lunga. Cosa vi serve: Un cd da pulire Un pezzo di banana (con la sua buccia, da utilizzare in seguito) Un panno morbido Acqua di rubinetto Quindici minuti del vostro tempo Prendiamo il supporto da pulire e strofiniamoci sopra la polpa della banana con movimenti circolari. E' necessario strofinare tutta la superficie del cd. Lasciamo agire la polpa sul support per 5 minuti. Ripuliamo la superficie con la parte interna della buccia . Laviamo il supporto con acqua e asciughiamolo con un panno morbido.Anche per quanto riguarda questo metodo, è nostro dovere segnalare che i graffi molto profondi potrebbero non sparire, anche dopo giorni e giorni di duro lavoro.

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