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«Assistenti sociali e psicologi nei Pronto soccorso». «Turni gravosi e spesa non razionalizzata».
Confronto. Serrato faccia a faccia tra Cgil Medici e direttori generali di Asp, Cannizzaro, Garibaldi e Policlinico-Ove.
Da una parte ci sono le lunghe e snervanti attese nelle sale dei Pronto soccorso cittadini, che in alcuni casi potrebbero peraltro essere evitate, l'altra faccia delle dimissioni «veloci» dagli ospedali. Dall'altra i reparti che funzionano, le punte di eccellenza che pure ci sono nella sanità catanese, chiamata a confrontarsi con la riforma regionale. Estremi tra carenze e buona sanità, attese infinite per una visita specialistica e professionalità di altissimo livello, una realtà composita, scandagliata in un dibattito serrato su criticità e proposte, svoltosi nella sala convegni del Cannizzaro tra i rappresentanti sindacali della Cgil Medici e i direttori generali dell'Asp e delle Aziende ospedaliere Cannizzaro, Arnas Garibaldi e Policlinico; un confronto da punti di vista e ruoli differenti ma col comune obiettivo di misurarsi sul delicato bilanciamento tra posti letto, dotazioni organiche e spesa, da cui in tempi di rientro dipende poi la qualità dell'offerta sanitaria.
Diverse le criticità sollevate dagli esponenti della Cgil Medici, nel corso dell'incontro concluso da Fabrizio Rossetti, coordinatore nazionale Sanità della Fp Cgil. Gaetano Agliozzo (Fp Cgil) ha sottolineato la necessità che si intervenga sulla rete di emergenza, riformando il sistema del 118; di «difficile compatibilità tra Policlinico e Vittorio Emanuele, e sensibile abbattimento del numero dei posti letto» ha parlato il segretario aziendale Cgil del Policlinico Giorgio Nastasi. Sul cambiamento
di mission al Cannizzaro, che passa da emergenza a eccellenza oncologica, sul Pronto soccorso che diventerà MCAU (Medicina e chirurgia di accettazione e d'urgenza) e «sull'assenza di strutture di accoglienza e di supporto psicologico per l'emergenza e per le altre aree critiche» si è soffermato Umberto Privitera, mentre al “Garibaldi” c'è «necessità di armonizzazione logistica tra i diversi presidi ospedalieri, a fronte della moltiplicazione dei servizi con dotazione organica insufficiente», secondo il segretario aziendale Simonetta Timpanaro. Per Angelo Villari, «un punto critico continua ad essere quello della gestione del sistema d'emergenza».
A tutto campo le repliche dei direttori generali, da Giuseppe Calaciura, dell'Asp: «Se avessimo tre ospedali da 300 posti letto ad Adrano, Giarre e Caltagirone saremmo a posto, ma sette ospedali con
sette Pronto soccorso ci creano diverse difficoltà. Dobbiamo combattere la burocratizzazione dei medici, se un neurologo prescrive una sedia a rotelle perché serve la mia supervisione?». «Il bicchiere è mezzo pieno - ha detto il direttore generale del Cannizzaro Francesco Poli - i posti letto si devono ridurre razionalizzando l'offerta, non può esistere un punto nascite per 80 parti all'anno, ne servono almeno 1000, da parte nostra abbiamo avviato il Pronto soccorso col medico d'emergenza». «È essenziale l'aspetto sociale e di accoglienza del Pronto soccorso - ha detto il direttore generale dell'Amas Garibaldi Angelo Pellicanò - su queste aree farò partire una sperimentazione con assistenti sociali e psicologi. Uno dei problemi di base è l'informatizzazione per dare risposta unica al cittadino, e su questo dobbiamo lavorare». «L'Azienda Ove Policlinico
non è un ibrido», ha detto il direttore Generale Armando Giacalone. «C’e il problema di un Pronto soccorso con 65mila accessi all'anno, e stiamo lavorando per un front office che scarichi i picchi nei festivi e fine settimana - ha aggiunto - ma anche reparti con punte di eccellenza, vogliamo dare un “nome” ad ogni ammalato».
Da una parte ci sono le lunghe e snervanti attese nelle sale dei Pronto soccorso cittadini, che in alcuni casi potrebbero peraltro essere evitate, l'altra faccia delle dimissioni «veloci» dagli ospedali. Dall'altra i reparti che funzionano, le punte di eccellenza che pure ci sono nella sanità catanese, chiamata a confrontarsi con la riforma regionale. Estremi tra carenze e buona sanità, attese infinite per una visita specialistica e professionalità di altissimo livello, una realtà composita, scandagliata in un dibattito serrato su criticità e proposte, svoltosi nella sala convegni del Cannizzaro tra i rappresentanti sindacali della Cgil Medici e i direttori generali dell'Asp e delle Aziende ospedaliere Cannizzaro, Arnas Garibaldi e Policlinico; un confronto da punti di vista e ruoli differenti ma col comune obiettivo di misurarsi sul delicato bilanciamento tra posti letto, dotazioni organiche e spesa, da cui in tempi di rientro dipende poi la qualità dell'offerta sanitaria.
Diverse le criticità sollevate dagli esponenti della Cgil Medici, nel corso dell'incontro concluso da Fabrizio Rossetti, coordinatore nazionale Sanità della Fp Cgil. Gaetano Agliozzo (Fp Cgil) ha sottolineato la necessità che si intervenga sulla rete di emergenza, riformando il sistema del 118; di «difficile compatibilità tra Policlinico e Vittorio Emanuele, e sensibile abbattimento del numero dei posti letto» ha parlato il segretario aziendale Cgil del Policlinico Giorgio Nastasi. Sul cambiamento
di mission al Cannizzaro, che passa da emergenza a eccellenza oncologica, sul Pronto soccorso che diventerà MCAU (Medicina e chirurgia di accettazione e d'urgenza) e «sull'assenza di strutture di accoglienza e di supporto psicologico per l'emergenza e per le altre aree critiche» si è soffermato Umberto Privitera, mentre al “Garibaldi” c'è «necessità di armonizzazione logistica tra i diversi presidi ospedalieri, a fronte della moltiplicazione dei servizi con dotazione organica insufficiente», secondo il segretario aziendale Simonetta Timpanaro. Per Angelo Villari, «un punto critico continua ad essere quello della gestione del sistema d'emergenza».
A tutto campo le repliche dei direttori generali, da Giuseppe Calaciura, dell'Asp: «Se avessimo tre ospedali da 300 posti letto ad Adrano, Giarre e Caltagirone saremmo a posto, ma sette ospedali con
sette Pronto soccorso ci creano diverse difficoltà. Dobbiamo combattere la burocratizzazione dei medici, se un neurologo prescrive una sedia a rotelle perché serve la mia supervisione?». «Il bicchiere è mezzo pieno - ha detto il direttore generale del Cannizzaro Francesco Poli - i posti letto si devono ridurre razionalizzando l'offerta, non può esistere un punto nascite per 80 parti all'anno, ne servono almeno 1000, da parte nostra abbiamo avviato il Pronto soccorso col medico d'emergenza». «È essenziale l'aspetto sociale e di accoglienza del Pronto soccorso - ha detto il direttore generale dell'Amas Garibaldi Angelo Pellicanò - su queste aree farò partire una sperimentazione con assistenti sociali e psicologi. Uno dei problemi di base è l'informatizzazione per dare risposta unica al cittadino, e su questo dobbiamo lavorare». «L'Azienda Ove Policlinico
non è un ibrido», ha detto il direttore Generale Armando Giacalone. «C’e il problema di un Pronto soccorso con 65mila accessi all'anno, e stiamo lavorando per un front office che scarichi i picchi nei festivi e fine settimana - ha aggiunto - ma anche reparti con punte di eccellenza, vogliamo dare un “nome” ad ogni ammalato».
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