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LEONFORTE - Potrebbero essere quattro le inchieste sulla morte della mamma di 34 anni, deceduta a seguito di complicanze durante un parto con taglio cesareo. Un'inchiesta interna potrebbe essere disposta nelle prossime ore dall'Asp di Enna,. l'altra, invece, dalla procura di Nicosia, a seguito della trasmissione di atti da parte del commissariato di polizia che ha acquisito nella mattinata di sabato le cartelle cliniche di Gabriella Gallo Messina.
Una terza inchiesta è stata sollecitata dal presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sugli errori sanitari e i disavanzi sanitari regionali, Leoluca Orlando, all'assessore regionale alla Sanità, Massimo Russo. L'ultima inchiesta viene annunciata dal senatore Pd Ignazio Marino, presidente della Commissione sull'efficacia e l'efficienza del servizio sanitario nazionale istituita a Palazzo Madama. Marino annuncia: «Avvierò, attraverso i Nas della Commissione, una istruttoria sulla vicenda che sottoporrò in settimana al prossimo ufficio di presidenza».
La donna, madre di due bambine di 10 e 8 anni, aspettava il terzo figlio ed era già stato programmato per il 18 marzo un parto cesareo all'ospedale Ferro Capra. Nella mattinata di venerdì 11 la Gallo si era recata in ospedale dove era stato deciso di anticipare l'intervento effettuato poi nel pomeriggio. Sembra che sia stata praticata una anestesia epidurale, già programmata e richiesta dalla partoriente, ma durante l'intervento, è accaduto qualcosa su cui vige un fitto riserbo e si sarebbe resa necessaria una anestesia totale tradizionale.
Il bambino è venuto alla luce e le sue condizioni sono buone, ma per la madre era stato deciso il trasferimento presso un altro ospedale più attrezzato. Non è chiaro se solo all'ospedale Ingrassia di Palermo è stato trovato un posto disponibile, ma la Gallo, in condizioni critiche è stata trasportata nel nosocomio palermitano in autoambulanza e non in elicottero perché manca a Leonforte una pista attrezzata per gli elicotteri del 118.
Questa mattina il procuratore capo di Nicosia Fabio Scavone deciderà se aprire formalmente il fascicolo di inchiesta, disporre l'autopsia e iscrivere nel registro degli indagati tutti gli operatori che si sono occupati della sfortunata mamma. I familiari della donna al momento non hanno presentato alcuna denuncia ed avrebbero spiegato di essere stati costantemente informati delle condizioni della congiunta.
Una terza inchiesta è stata sollecitata dal presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sugli errori sanitari e i disavanzi sanitari regionali, Leoluca Orlando, all'assessore regionale alla Sanità, Massimo Russo. L'ultima inchiesta viene annunciata dal senatore Pd Ignazio Marino, presidente della Commissione sull'efficacia e l'efficienza del servizio sanitario nazionale istituita a Palazzo Madama. Marino annuncia: «Avvierò, attraverso i Nas della Commissione, una istruttoria sulla vicenda che sottoporrò in settimana al prossimo ufficio di presidenza».
La donna, madre di due bambine di 10 e 8 anni, aspettava il terzo figlio ed era già stato programmato per il 18 marzo un parto cesareo all'ospedale Ferro Capra. Nella mattinata di venerdì 11 la Gallo si era recata in ospedale dove era stato deciso di anticipare l'intervento effettuato poi nel pomeriggio. Sembra che sia stata praticata una anestesia epidurale, già programmata e richiesta dalla partoriente, ma durante l'intervento, è accaduto qualcosa su cui vige un fitto riserbo e si sarebbe resa necessaria una anestesia totale tradizionale.
Il bambino è venuto alla luce e le sue condizioni sono buone, ma per la madre era stato deciso il trasferimento presso un altro ospedale più attrezzato. Non è chiaro se solo all'ospedale Ingrassia di Palermo è stato trovato un posto disponibile, ma la Gallo, in condizioni critiche è stata trasportata nel nosocomio palermitano in autoambulanza e non in elicottero perché manca a Leonforte una pista attrezzata per gli elicotteri del 118.
Questa mattina il procuratore capo di Nicosia Fabio Scavone deciderà se aprire formalmente il fascicolo di inchiesta, disporre l'autopsia e iscrivere nel registro degli indagati tutti gli operatori che si sono occupati della sfortunata mamma. I familiari della donna al momento non hanno presentato alcuna denuncia ed avrebbero spiegato di essere stati costantemente informati delle condizioni della congiunta.
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