Centrale unica del 118 a Palmanova. Le sedi operative di Trieste, Gorizia e Udine chiuderanno entro la fine del prossimo anno in nome dell’efficienza e, soprattutto, dei dettami del Piano sanitario regionale 2010-2012. La creazione di una centrale unica per la gestione delle emergenze rappresenta uno dei punti principali del documento appena approvato dalla giunta regionale.
Cosa succederà di fatto? Che le chiamate al 118 finiranno tutte al centralino di Palmanova, lì verrà valutata la gravità del paziente e da lì verranno date indicazioni su come intervenire sul territorio lanciando l’input per l’intervento del personale medico.
La manovra sta creando malumori tra il personale delle centrali ora distribuite sul territorio regionale tra le varie aziende sanitarie. Le critiche mosse alla scelta della giunta riguardano la limitata conoscenza del territorio su cui può contare una centrale unica e lo scarso collegamento con le realtà locali, in primis i medici di famiglia.
Il Piano regionale parla di “istituzione di un’unica centrale operativa regionale, con sede a Palmanova affiancata a quella della Protezione civile cui è assegnata la competenza relativa alle urgenze. Partendo da questa indicazione vincolante il piano operativo dovrà fornire le indicazioni per la revisione del soccorso territoriale, del sistema dell’emergenza ospedaliera e dei trasporti “secondari” al fine di organizzare una rete dell’emergenza che possa garantire: l’ equità nella risposta a tutti i cittadini, una qualità elevata ed il più omogenea possibile per tutti i cittadini, una gestione efficiente (economicità del rapporto costo beneficio)ed efficace”.
Ancora tutte da valutare, quindi, le ricadute sull’attività del Pronto soccorso e, soprattutto, dell’operatività delle ambulanze.
La manovra sta creando malumori tra il personale delle centrali ora distribuite sul territorio regionale tra le varie aziende sanitarie. Le critiche mosse alla scelta della giunta riguardano la limitata conoscenza del territorio su cui può contare una centrale unica e lo scarso collegamento con le realtà locali, in primis i medici di famiglia.
Il Piano regionale parla di “istituzione di un’unica centrale operativa regionale, con sede a Palmanova affiancata a quella della Protezione civile cui è assegnata la competenza relativa alle urgenze. Partendo da questa indicazione vincolante il piano operativo dovrà fornire le indicazioni per la revisione del soccorso territoriale, del sistema dell’emergenza ospedaliera e dei trasporti “secondari” al fine di organizzare una rete dell’emergenza che possa garantire: l’ equità nella risposta a tutti i cittadini, una qualità elevata ed il più omogenea possibile per tutti i cittadini, una gestione efficiente (economicità del rapporto costo beneficio)ed efficace”.
Ancora tutte da valutare, quindi, le ricadute sull’attività del Pronto soccorso e, soprattutto, dell’operatività delle ambulanze.
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