il 118 in sicilia

il 118 in sicilia
In Sicilia il Servizio Urgenza Emergenza Sanitario "S.U.E.S. 118", attivato in maniera sperimentale e provvisoria l' 11 Agosto 1997, è dotato di quattro Centrali Operative interprovinciali presso le provincedi Palermo, Catania, Caltanissetta e Messina. Ogni C.O. è provvista di una rete telefonica sanitaria dedicata solo alla emergenza (118) e indipendente da quella ordinaria, con venti linee dhe afferiscono a cinque posti di operatori; dispone inoltre di una rete privata virtuale dedicata (RPV) che le collega fra loro, con tutti i pronto soccorso e con tutti i reparti dell'area critica degli ospedali dell'Isola (Rianimazioni, Unità coronariche, Neurochirurgie, etc.); ognuna di esse è fornita inoltre di un sistema di registrazione automatico di tutte le telefonate che vi afferiscono. Le Centrali Operative, ciascuna per il proprio bacino, sono raggiungibili dall'utenza componendo il numero telefonico unico e gratuito 1-1-8.

mercoledì 18 aprile 2012

Fondi europei impiegati in Sanità. Sicilia tra le 4 "buone prassi"


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Quotidiano di Sicilia
Ed. del 18.04.2012 - pag. 19
n.d.
Articolo letto 16 volte
In riferimento ad un progetto finanziato dall'Ue con il coinvolgimento dell'Università Bocconi

Questo risultato è stato reso noto ai 27 ministri europei riuniti a Godullo (Ungheria)
PALERMO - «La Sicilia è tra i quattro casi di buone prassi per l’impiego dei fondi europei in sanità che sono stati presentati ai 27 ministri europei a Godullo (Ungheria) in una riunione promossa dalla Presidenza Europea». Lo rivela Barrie Dowdeswell, esperto di Euregio III, nel corso di una docenza, intervenendo a Bruxelles alla prima giornata della settimana formativa organizzata nell’ambito del progetto “Health Govemance - Il governo della salute”.
«La metodologia seguita in Sicilia (infrastrutturazione, ricognizione dei bisogni e dell’offerta, pianificazione, integrazione dei fondi, sostenibilità, continuità politica) - ha aggiunto Jonathan Watson, di Healthclusteruet - è valutata come base dei fattori di successo da un gruppo di lavoro europeo che sta mettendo a punto una proposta per la programmazione 2020».
«Un’altra conferma - ha detto l’assessore regionale per la Salute Massimo Russo - della credibilità che la Sicilia sta acquisendo non soltanto in Italia ma anche in Europa. Da siciliano non posso che esserne orgoglioso». Il progetto, finanziato dall’Europa con 44 mila euro, è stato presentato su proposta del Collegio universitario Arces in collaborazione con l’assessorato della Salute (che ha partecipato al bando, ottenendo il finanziamento) e l’European Health Technology Institute (EHTJ), con il supporto dell’ufficio della presidenza della Regione di Bruxelles e con il coinvolgimento del Cergas dell’Università Bocconi.
Al progetto partecipano dalla Sicilia 30 persone, tra direttori sanitari, dirigenti delle aziende e dirigenti dell’assessorato con l’obiettivo di facilitare il passaggio di conoscenze e la condivisione di modelli sui temi di grande respiro europeo.
«E una straordinaria occasione – ha spiegato l’assessore Russo - per dare vita a nuovi e prestigiosi rapporti di collaborazione, per acquisire moderne competenze tecnico professionali, per promuovere nuovi modelli di gestione e soprattutto per accrescere la consapevolezza dei processi a cui anche la Sicilia sarà chiamata nella successiva fase di programmazione che vede la Salute e la Sanità tra i settori più importanti di investimento europeo. Considerato che le risorse nazionali sono in costante diminuzione, dobbiamo sfruttare tutte le opportunità che ci giungono dall’Europa e che dimostrano che siamo sulla giusta strada».
Nel corso delle cinque giornate di studio saranno toccati, tra gli altri, i temi relativi all’uso dei fondi strutturali europei in Sanità, alla centralizzazione degli acquisti in sanità, al “disease management”, e alla piena conoscenza delle istituzioni europee per la salute la ricerca. Sono previste docenze tenute da alti dirigenti della Commissione Europea, visite alle istituzioni europee, all’ospedale universitario St. Pierre di Bruxelles e ad associazioni europee di categoria.
Fra le iniziative più importanti dell’Health Governance in corso a Bruxelles c’è anche il “Presentation Book”, un documento descrittivo delle realtà aziendali sanitarie siciliane, redatto in inglese e italiano, che sarà inviato a tutti i docenti e agli ospiti della settimana di studio e attraverso il quale i responsabili della sanità siciliana potranno far conoscere all’estero l’attività sanitaria della Regione e gli sforzi fatti per allinearsi agli standard nazionali.

Infermieri. E un po' medici


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Italia Oggi
Ed. del 18.04.2012 - pag. 37
Benedetta Pacelli
Articolo letto 58 volte
Tavolo ministero della salute-regioni per ridisegnare i profili professionali

Verso una nuova definizione delle competenze
Arriva l’infermiere cucito a misura di medico. Con più competenze e maggiore autonomia. Ad aprirgli la strada è il tavolo Ministero della Salute-Regioni che sta lavorando alla ridefinizione dei profili delle professioni sanitarie per individuare quelle più strategiche per il Servizio sanitario nazionale ed intervenire su competenze e specializzazione degli addetti ai lavori. Insomma, dopo che oltre un anno fa l’ordine dei medici di Bologna aveva dichiarato guerra alla delibera della regione Toscana del «See and treat», un modello angloamericano di riorganizzazione sanitaria che abilitava gli infermieri a fare diagnosi per piccoli casi, ci pensa ora il ministero della salute, d’intesa con gli assessorati regionali della sanità, a stilare un nuovo documento per ridefinire le future competenze degli infermieri.
Il testo, inviato a tutti i rappresentanti delle professioni mediche e non (compresi biologi, chimici, psicologi, chimici e veterinari) e a quelli dell’area sanitaria chiamati a trasmettere i rispettivi pareri al ministero della salute entro il prossimo 23 aprile, punta «all’implementazione delle competenze della professione infermieristica» e, nello stesso tempo, a ridisegnare «il nuovo rapporto medico-chirurgo». n tutto, si legge nella relazione tecnica di accompagnamento, parte da alcuni principi generali: l’aumento dell’età media della popolazione, associata all’evoluzione scientifica e tecnologica, richiedono cambiamenti assistenziali, organizzativi e formativi. E quindi anche di rivedere ruoli e competenze di tutti i professionisti del settore.
Il tavolo Ministero-Regioni, dunque, ha scelto «come prima emergenza quella di adeguare le competenze della professione infermieristica», puntando in questa prima fase, in particolare, a ridefinire cinque aree: cure primarie, critica e dell’emergenza urgenza, chirurgica, pediatrica, salute mentale e dipendenze. Per raggiungere questi obiettivi, si legge ancora nella relazione, sarà necessario anche rivedere il percorso formativo degli infermieri. A partire da quello universitario, «dove ridefinire i piani di studio della laurea triennale e magistrale, nonché dei master condivisi in accordo tra ministeri e regioni per rispondere alle necessità di sviluppo della professione». Ma si dovrà puntare anche sulla formazione regionale attivando «una formazione modulare che risponda alla professionalizzazione degli infermieri in conformità agli obiettivi posti in programmazione».
Immediata la reazione delle categorie che vedono in questa nuova definizione dell’infermiere un’azione mirata a erodere competenze altrui e in particolare l’Associazione medici dirigenti, Anaao Assomed, che considera le competenze elencate nel documento «prerogative strettamente connesse alla diagnosi e cura proprie solo dell’atto medico». Secondo Angelo Mastrillo, esperto dell’Osservatorio professioni sanitarie del Miur, invece, «progettare un canale formativo regionale, alternativo e parallelo, a quello universitario con i master rischia di generare un inutile conflitto istituzionale su una materia già pienamente regolamentata».

Maestra d'asilo salvata a scuola dal defibrillatore del 118


La donna si è sentita male verso mezzogiorno


TERAMO. Una maestra della scuola materna è stata salvata questa mattina da un attacco cardiaco.
Fondamentale è stato l'intervento dei volontari della Croce Rossa e poi del medico del 118, che hanno utilizzato un defibrillatore. E' accaduto poco prima di mezzogiorno in una scuola del quartiere di Colleatterrato Basso. L’episodio, dal finale decisamente diverso e dalle cause probabilmente differenti, portano alla memoria il malore in campo dello sportivo Piermario Morosini, che ha perso la vita allo stadio di Pescara mentre stava giocando a calcio.
Ma quella di stammattina è tutta un’altra storia: M.D., teramana 54 anni, ha subito verosimilmente una fibrillazione ventricolare ed è andata in arresto cardiaco. Immediato l'allarme alla sala operativa del 118 di Teramo e l'invio di ambulanza Cri e l'automedica. Mentre un volontario ha cominciato le manovre con il massaggio cardiaco, il defibrillatore è entrato in azione: la scarica è stata utile e provvidenziale per rimettere in moto il muscolo cardiaco. Dall'intervento di emergenza all'intervento non invasivo in sala operatoria: la donna è stata stabilizzata sul posto, trasferita all'ospedale Mazzini direttamente nel polo cardiologico e qui l'equipe di emodinamica l'ha sottoposta ad intervento di angioplastica coronarica. Adesso la maestra è ricoverata in unità coronarica e non corre pericolo di vita. 

lunedì 16 aprile 2012

RANDAZZO: SI RIPAVIMENTA PIAZZA


La parte a est di piazza Loreto sarà presto ripavimentata. Lo annuncia il sindaco di Randazzo, Ernesto Del Campo, che con circa 40 mila euro di fondi comunali presto bandirà una gara d’appalto. “Ormai buona parte della pavimentazione di quella parte della piazza è quasi tutta divelta.  - Dice il primo cittadino – si doveva quindi porre rimedio. Così ho chiesto all’ufficio tecnico di redigere un progetto che preveda la ripavimentazione della Piazza”. Piazza Loreto è fra le più importanti piazze della cittadina ed è divisa in 2 parti dalla via Vittorio Veneto. Una parte della piazza ospita il monumento ai caduti, mentre è l’altra che sarà ripavimentata. Nuove mattonelle anche nel marciapiede della parte finale di via Duca degli Abruzzi, dominato dai resti delle antiche mura di cinta. Le grosse radici degli alberi che adombrano il marciapiede hanno finito per staccare le mattonelle del marciapiede che sarà sistemato grazie ad un finanziamento regionale di circa 20 mila euro.
Gaetano Guidotto fonte “La Sicilia” del 15-04-2012

La Sanità ha una buona pagella ma molti servizi devono migliorare


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La Sicilia
Ed. del 16.04.2012 - Ragusa - pag. 30
Michele Barbagallo
Articolo letto 3 volte
Il primo rapporto regionale di Audit Civico in Sicilia

RAGUSA - La sanità vista dai cittadini. E’ stato presentato venerdì scorso a Palermo il primo rapporto regionale di Audit Civico in Sicilia, realizzato da Cittadinanzattiva Sicilia in base a una convenzione con la Regione Siciliana - Assessorato della Salute.
Si tratta di un’indagine condotta nell’arco di un anno da circa 300 soggetti fra cittadini volontari e operatori dei servizi sanitari, per monitorare in modo sistematico la qualità delle prestazioni all’interno di tutte le 17 aziende sanitarie siciliane, Nel rapporto i risultati sono stati presentati sotto forma di benchmarking regionale, Per ogni fattore analizzato sono riportati in modo comparativo i punteggi ottenuti dalle nove Asp e dalle otto aziende ospedaliere siciliane, in modo da individuare le performance migliori e peggiori. I dati sono stati prodotti per rappresentare una base per i decisori regionali e le direzioni aziendali in vista di interventi di miglioramento dei servizi.
«Non vanno letti come una pagella dei servizi o come un giudizio sulla professionalità degli operatori che vi operano - ha spiegato Angelo Tanese, direttore dell’Agenzia di Valutazione Civica di Cittadinanzattiva - ma come un dato utile a individuare gli ambiti sui quali agire per migliorare l’assistenza dal punto di vista dei cittadini. Proprio in questo spirito - ha aggiunto Tanese - il rapporto presenta su ogni fattore di qualità il confronto tra strutture simili, consentendo a chi ha punteggi più bassi di individuare le proprie strategie di miglioramento».
L’Asp di Ragusa è in generale in una posizione di classifica, in base ai vari indicatori. che la vedono in un giudizio di merito prossimo al discreto, pur in alcuni casi si ferma alla sufficienza. In base al rapporto, relativamente all’accesso alle prestazioni sanitarie, l’Asp di Ragusa ha un punteggio di 80 su 100 dove la classe di merito “eccellente” rappresenta il punteggio 91. Dunque deve migliorare ma non ha nemmeno molto da recriminarsi, Interessante il dato relativo al livello di assistenza ospedaliera. Contiene indicatori come le procedure di accoglienza per coloro che si ricoverano, le prenotazioni tramite Cup aziendale, gli sportelli per le prenotazioni di visite ed esami diagnostici, l’agenda dei ricoveri programmati, il triage al pronto soccorso ma anche l’assenza di barriere architettoniche.
In questo caso il presidio ospedaliero di Ragusa ha un punteggio medio di 60,5, Modica 62,5 e Vittoria ben 76,5. In questo caso il valore medio tra tutte le Asp siciliane è di 69 che prevede l’ingresso nella classe di merito discreto. Nel caso del livello di assistenza specialistica territoriale (poliambulatorio) i punteggi si innalzano per l’area iblea visto che Comiso ha 78 punti, Modica 67, Ragusa 83 e Vittoria 83. In questa categoria il valore medio raggiunto in Sicilia è di 78 punti per la classe discreto, dunque, a parte la lieve distanza di Modica, per il resto la percezione del report di Cittadinanzattiva sembra essere positiva, Quasi al massimo livello le prestazioni dei centri di salute mentale, con punteggio di 97 per Modica e Ragusa, anche se si piange per il punteggio di 57 per Vittoria. Ci si attesta intorno al “discreto” per i servizi per la tossicodipendenza. Ci sono infine dati incoraggianti per l’assistenza sanitaria globale soprattutto nei reparti, con l’Asp iblea e gli ospedali di Ragusa, Comiso, Modica. Scicli e Vittoria che hanno un punteggio che oscilla tra 45 (Vittoria) e 65 (Ragusa) ma dove il massimo valore della graduatoria raggiunto dalle Asp siciliane è di 69 e l’area iblea si pone in netto vantaggio rispetto ad altre realtà.

Orari d'apertura liberi per le farmacie. Stop di Russo, infuria la polemica


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Giornale di Sicilia
Ed. del 15.04.2012 - pag. 5
Giacinto Pipitone
Articolo letto 36 volte
La decisione in attesa del parere dell'Avvocatura dello Stato sulle nuove norme. Esercenti divisi.

Oggi, in virtù di norme regionali, i farmacisti aprono dal lunedì al venerdì per otto ore al giorno (normalmente dalle 8,30 alle 13 e dalle 16 alle 19,30).
PALERMO - «La norma statale non fa venir meno le vigenti disposizioni regionali in ordine a turni, giorni festivi di chiusura, riposi settimanali e ferie»: sono le righe centrali di una circolare dell’assessore alla Sanità, Massimo Russo, che ha congelato in Sicilia la liberalizzazione degli orari delle farmacie introdotta a livello nazionale.
Un provvedimento che ha spaccato gli stessi farmacisti e che ha acceso l’ennesimo scontro politico sulla gestione della sanità. Ma, soprattutto, in attesa che arrivi la definitiva pronunzia dell’Avvocatura dello Stato sull’applicabilità in Sicilia della legge Monti, i farmacisti stanno interpretando in maniera diversa il groviglio di norme. E cosi la liberalizzazione è in atto a macchia di leopardo.
Vicenda complessa, quella degli orari delle farmacie. Oggi, in virtù di norme regionali, i farmacisti aprono dal lunedì al venerdì per otto ore al giorno (normalmente dalle 8,30 alle 13 c dalle 16 alle 19,30). Sono obbligatori il turno di riposo al sabato e la chiusura domenicale. Anche le ferie vanno concordate fra Ordine e Asp.
Nel «Cresci Italia» Monti ha invece previsto che «non è impedita l’apertura in orari diversi da quelli obbligatori». Per i più ciò vale come un rompete le righe. Ma il settore si è spaccato. E Russo ha deciso di chiedere all’Avvocatura dello Stato se e come applicare la riforma in Sicilia. Per Russo l’interpretazione corretta è questa: «permane l’obbligatorietà degli orari già previsti, ferma restando la possibilità di aprire in orari aggiuntivi». Tutto il resto non si tocca e resta regolato - per ora - dalla legge regionale. Nella circolare l’assessore annuncia che in ogni caso «l’introdotta liberalizzazione oltre gli orari obbligatori necessita di una ulteriore regolamentazione di dettaglio da parte della Regione per garantire uniformità nell’espletamento del servizio». Per Russo «bisogna anche garantire la corretta e puntuale informazione ai cittadini degli orari di apertura delle farmacie sul territorio».
Sull’interpretazione delle norme, i farmacisti sono spaccati. Per Nino D’Alessandro, presidente dell’Ordine di Palermo, la circolare di Russo è corretta: «La legge Monti non cita espressamente i turni e le ferie, dunque rimanda alle leggi regionali. E se queste ultime valgono, allora è chiaro i farmacisti non possono alzarsi un mattino e decidere se aprire il sabato e la domenica o se prolungare l’orario di lavoro. Al più potrebbero essere elastici nei giorni settimanali. Una regolamentazione è necessaria». Tuttavia lo stesso presidente dell’Ordine ammette che «è in atto un Far West. Mi lascia perplesso la decisione di alcuni colleghi che si sentono già liberi di aprire senza dare comunicazione a nessuno». La spaccatura è fotografata da Marina Lo Casto, presidente palermitana e vice presidente regionale di Federfarma (sindacato di categoria): «Giusto per fare un esempio, a Trapani l’Ordine ha interpretato la circolare in modo diverso è ha diramato una nota in cui dà libertà di apertura. Anche a Palermo c’è già chi apre liberamente. E a mio avviso fa bene. Di fronte a una norma innovativa che vale in tutta Italia, qui non si può restare agganciati a una legge regionale del ‘78. I paletti vanno intesi come limite minimo da garantire, andare oltre è un vantaggio per il cittadino. E infatti normalmente sono i cittadini che ci chiedono di aprire più a lungo e più spesso».

sabato 14 aprile 2012

Russo convoca i dirigenti Asp "Servono voti"


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La Repubblica
Ed. del 14.04.2012 - Palermo - pag. IV
Giusi Spica
Articolo letto 78 volte
In campo l'assessore alla Sanità

PALERMO - Doveva essere una “colazione di benvenuto” per dieci nuovi direttori di distretto, tre responsabili di presidi territoriali di assistenza e cinque primari appena nominati. Ma - per molti – la visita dell’assessore alla Salute Massimo Russo negli uffici dell’Asp di via Cusmano è sembrata una vera e propria “chiamata alle armi” pre-elettorale. Parola d’ordine: «Tradurre i risultati in consenso». Un mantra che l’assessore, promotore insieme con il collega di giunta Gaetano Armao della lista “Palermo Avvenire” a sostegno del candidato sindaco del Terzo Polo Alessandro Aricò, ripete da mesi a tutti gli incontri e i dibattiti pubblici. A organizzare il breakfast con l’ assessore è stata la segreteria dell’Asp.
Ieri mattina, unacinquantina di dipendenti hanno affollato il salone della direzione generale. In prima fila il manager dell’Asp Salvatore Cirignotta, il direttore sanitario Anna Rita Mattaliano e il direttore amministrativo Antonino Candela. Tra i “convitati”, Francesco Monterosso, da poco nominato capostaff e fratello di Patrizia, capo di gabinetto del governatore Lombardo, e lo stato maggiore dell’azienda. Da Francesco Cerrito, confermato a capo del dipartimento Cure Primarie e candidato sindaco a Villabate per una lista civica sostenuta dal TerzoPolo, a Pippo Noto, da tre anni al fianco dell’assessore Massimo Russo in qualità di «comandato» e ora nominato direttore del distretto unico di Palermo. Poi gli altri neo-eletti alle poltrone di vertice dell’ Asp, cariche messe a concorso che, di fatto, hanno confermato al timone quasi tutti gli uomini scelti provvisoriamente nel novembre 2010.
Alla platea «l’appello all’unità» fatto da Russo è suonato più come un’arringa. Un discorso conciso ed efficace, in cui l’assessore ha invitato tutti a «fare squadra» in un «momento difficile». Ci tiene, l’assessore, a sottolineare «l’inversione di tendenza rispetto al passato» e «il nuovo corso» da lui inaugurato in campo sanitario e «sostenuto da Lombardo».
Poi passa all’incasso: «Adesso tutti voi dovete comunicare ai cittadini i risultati che abbiamo ottenuto in questi anni per tradurli in consenso sociale». Una parola – “il consenso” che è risuonata come un monito. Del resto, le amministrative del 6 e 7 maggio saranno il primo test elettorale per Russo, l’ex pm prestato al governo tecnico del governatore. E lui è sceso in campo con un “carnet” che conta ben 9 medici, oltre a farmacisti, veterinari e professionisti della società civile. Tra i camici bianchi che hanno scelto di correre con lui, tre sono proprio dipendenti dell’Asp: Silvana Camerino (ginecologa), Maria Angela De Luca (neuropsichiatra) e Patrizia Costa (ginecologa all’Ingrassia).

giovedì 12 aprile 2012

Studio, in ambulanza ad hoc ictus trattato prima che in ospedale


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ADNKronos Salute
Ed. del 11.04.2012
n.d.
Articolo letto 36 volte

ROMA - Trattare i casi di ictus non appena il paziente viene caricato in ambulanza, grazie all'aiuto di personale specializzato e della strumentazione adatta, può fare la differenza nel trattamento di questo grave disturbo. Lo dimostra uno studio pubblicato su “The Lancet Neurology” a firma di specialisti tedeschi.
Il trial ha coinvolto 110 pazienti, rilevando che i tempi necessari per passare all'azione e somministrare i farmaci anti-trombosi essenziali per il trattamento dell'ictus sono molto più brevi quando si equipaggia l'ambulanza di strumenti e personale ad hoc: in media, passano 35 minuti prima che il paziente venga trattato in queste 'stroke unit' mobili, rispetto ai 76 minuti necessari in ospedale. Gli esperti spiegano che si tratta di uno studio di piccole dimensioni che non ha preso in considerazione il periodo successivo alla terapia e quindi i risultati raggiunti, ma è utile come base di partenza per future sperimentzioni.

sise: 12/04/2012 CUD 2012



Dopo un mese dall'inzio della consegna dei CUD (ad oggi circa 1800 modelli sono stati già consegnati) e al fine di dare la possibilità ai soggetti che non hanno comunicato variazioni anagrafiche si comunica che è stata attivita la casella mail cud@sisespa.it a cui inoltrare la richiesta della solo copia del CUD 2012. Il CUD potrà essere richiesto e ricevuto solo a mezzo mail. La mail di richiesta dovrà contenere il documento di identità del richiedente. Tutte le mail che non rispettano questo requisito non saranno lavorate.

Il Direttore Amministrativo
Dr. Giuseppe Giordano

Ambulanze vecchie e malridotte. Scatta l'allarme nella sanità nissena


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Giornale di Sicilia
Ed. del 11.04.2012 - Caltanissetta - pag. 17
Lucilla Rovetto
Articolo letto 28 volte
Sono state fatte due gare di appalto per acquistarne di nuove ma, per cause diverse, sono finite con un nulla di fatto

I mezzi sono pochi: uno per il capoluogo, uno per Gela, e a Mussomeli il più giovane ha compiuto 12 anni; a Mazzarino e Niscemi si noleggiano.
CALTANISSETTA - Ambulanze ridotte al lumicino, vecchie e mal conciate in dotazione all’Asp nissena. I vettori che trasportano i malati da un ospedale a un altro (da non confondere con quelle del 118 per l’emergenza) sono davvero pochi: una per Caltanissetta, una per Gela, e poi c’è Mussomeli (dove l’ambulanza più giovane ha compiuto 12 anni); a Mazzarino e Niscemi si ricorre al nolo, cioè si affittano. Eppure nonostante il tentativo di comprarne delle nuove, assieme allo stanziamento delle somme in bilancio, le ultime due gare bandite dall’azienda sanitaria provinciale nissena non sono proprio andate come si sperava. La storia dell’acquisto dei mezzi inizia ben oltre un anno fa, quando è stata bandita una gara Consip, che avrebbe dovuto consentire di comprarne quattro. Per una serie di difficoltà, questa non è andata a buon fine (pare perché l’azienda non fosse nelle condizione di consegnarle).
La direzione generale ha quindi deciso - come previsto dalla legge - di indire una procedura negoziata, o meglio una trattativa con la quale si invitano le aziende a partecipare. E fin qui tutto bene. Se non che, al momento dell’aggiudicazione, all’Alea Italia di Moncalieri, che ha presentato un ribasso del 0.90 per cento su un importo a base d’asta di 368 mila euro, l’impresa torinese comunica che la consegna delle vetture “Ducato” dove slittare oltre il termine previsto in gara. L’ufficio gare è stato costretto a revocare l’aggiudicazione provvisoria, assegnandola alla Odone&Sloa, la seconda aggiudicataria con un ribasso dello 0,772. Quest’ultima, però si è impegnata a ritoccare l’importo, applicando un ulteriore sconto. Finalmente, le ambulanze sono state aggiudicate e dovrebbero essere consegnate. Ma rimane il problema del personale. Ecco perché in questi anni, le direzioni che si sono avvicendate hanno preferito ricorrere ai noli a caldo (cioè con conducente) con costi molto elevati per i bilanci aziendali. Per far “girare” il mezzo ci vogliono, infatti, circa 12 persone, poiché ci sono i turni ed almeno 2 a bordo per turno, senza considerare che se medicalizzate, necessiterebbero, per gli spostamenti anche di un medico.

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Newsletter Speciale di ven 29 mag 2009

Il fumo nella storia
Attivo o passivo, il fumo occupa un posto eminente nella storia della medicina. Da dove proviene il vizio del fumo? [...]
Fumo e fumo passivo
Uno studio, pubblicato sulla rivista Neuropsychopharmacology, ha dimostrato che a rimetterci sono sempre i bambini, anche se non sono ancora venuti alla luce. Con il commento del Dott. Paolo Noschese [...]
Il fumo danneggia seriamente la salute e smettere garantisce numerosi benefici
Il fumo fa male alla salute ed e' causa di danni che vanno dal problema estetico al tumore: e' scritto anche su ogni pacchetto di sigarette. Con il commento del Prof. Vincenzo Lazzaro [...]
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Rimuovere i graffi dai cd in cinque minuti


Eccovi alcuni metodi casalinghi, mediante i quali dovreste essere in grado di rimuovere i graffi dalla superficie dei cd.Le superfici dei cd o dei dvd sono molto delicate. Infatti, basta una scorretta conservazione, ed ecco che la superficie di esso si striscia. Se avete sperimentato tutto quanto era nelle vostre conoscenze, ma non avete ancora risolto il problema, vi indichiamo altri metodi, mediante cui dovreste essere in grado di rimettere in sesto i vostri cd o dvd. Tuttavia, sia bene chiaro, quelle sotto riportate devono essere intese come "ultime spiagge", ossia soluzioni utilme al problema, cui ricorrere soltanto quando non c'è proprio più niente da fare. Di conseguenza, non ci assumiamo nessuna responsabilità nel caso in cui non riusciste a pervenire al risultato sperato. In sostanza, non vi assicuriamo che i vari metodi proposti possano effettivamente funzionare. Primo metodo – Il dentifricio Cosa vi serve: Un cd da pulire Dentifricio (possibilmente a pasta bianca e non colorata, senza granuli) Acqua di rubinetto Un batuffolo di cotone Un panno morbido Dieci minuti di tempo Sul mercato esistono dei costosissimi kit di riparazione, ma con questo metodo non servono. Prendiamo il supporto da pulire e mettiamoci sopra del dentifricio. Con un batuffolo di cotone leggermente inumidito (o con le mani, se preferite) spalmiamo per bene il dentifricio lungo tutta la superficie del cd, anche se ne è strisciata solo una piccola parte. Lasciamo agire il dentifricio per cinque minuti. Quindi prendiamo il cd e, sotto l’acqua corrente, togliamo con le mani ogni residuo di dentifricio. Quando abbiamo rimosso tutto il dentifricio, asciughiamo il supporto con un panno morbido e, voilà, la superficie ora è ben levigata! Ovviamente, devo ricordarvi che se la superficie presenta graffi profondi, questi potrebbero non venir via, neppure se lasciaste agire il dentifricio per giorni e giorni. Secondo metodo – La banana E' possibile rimuovere i graffi dai cd anche con questo frutto esotico, ma la procedura è un po’ più lunga. Cosa vi serve: Un cd da pulire Un pezzo di banana (con la sua buccia, da utilizzare in seguito) Un panno morbido Acqua di rubinetto Quindici minuti del vostro tempo Prendiamo il supporto da pulire e strofiniamoci sopra la polpa della banana con movimenti circolari. E' necessario strofinare tutta la superficie del cd. Lasciamo agire la polpa sul support per 5 minuti. Ripuliamo la superficie con la parte interna della buccia . Laviamo il supporto con acqua e asciughiamolo con un panno morbido.Anche per quanto riguarda questo metodo, è nostro dovere segnalare che i graffi molto profondi potrebbero non sparire, anche dopo giorni e giorni di duro lavoro.

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