il 118 in sicilia

il 118 in sicilia
In Sicilia il Servizio Urgenza Emergenza Sanitario "S.U.E.S. 118", attivato in maniera sperimentale e provvisoria l' 11 Agosto 1997, è dotato di quattro Centrali Operative interprovinciali presso le provincedi Palermo, Catania, Caltanissetta e Messina. Ogni C.O. è provvista di una rete telefonica sanitaria dedicata solo alla emergenza (118) e indipendente da quella ordinaria, con venti linee dhe afferiscono a cinque posti di operatori; dispone inoltre di una rete privata virtuale dedicata (RPV) che le collega fra loro, con tutti i pronto soccorso e con tutti i reparti dell'area critica degli ospedali dell'Isola (Rianimazioni, Unità coronariche, Neurochirurgie, etc.); ognuna di esse è fornita inoltre di un sistema di registrazione automatico di tutte le telefonate che vi afferiscono. Le Centrali Operative, ciascuna per il proprio bacino, sono raggiungibili dall'utenza componendo il numero telefonico unico e gratuito 1-1-8.

martedì 23 febbraio 2010

L'Oms «archivia» la pandemia. Meno morti della stagionale.


Corriere della Sera - 22.02.2010
Ed. del 22.02.2010 - Pag. 21
A. Baz.

Il bilancio. Domani riunione degli esperti mondiali. Il prossimo vaccino avrà il nuovo ceppo.
L'Oms «archivia» la pandemia. Meno morti della stagionale.
SAN DIEGO (Stati Uniti) - Il peggio è passato: la nuova influenza A sembra entrata nella fase post-pandemica e gliesperti dell'Oms si riuniranno il prossimo 23 febbraio per decidere il «cessato allarme» e per valutare l'opportunità di inserire, nel vaccino per la prossima stagione, anche il virus A.
La pandemia ha lasciato alle sue spalle quasi 16 mila morti, meno che una classica influenza di stagione (che di vittime ne fa dalle 250 mila alle 500 mila), quest'anno praticamente assente, soppiantata dalla nuova.
Ma ha anche lasciato un mare di polemiche sui rischi troppo enfatizzati, sui vaccini non utilizzati, sui soldi dei cittadini sprecati, sui guadagni stratosferici delle aziende, sulla poca trasparenza dei governi e di alcune organizzazioni internazionali che si dovrebbero occupare della salute del pianeta.
Figlia della globalizzazione, l'influenza pandemica è arrivata nell'aprile scorso, questa volta da Ovest, dal Messico, non da Est, cioè dalla Cina o dal Sudest asiatico,dove di solito nascono i virus influenzali: le situazioni, da cui hanno origine le nuove varianti, non sono più dettate, come in passato, dalla povertà contadina che costringe uomini e animali a vivere in promiscuità, ma dalle ragioni dell'economia che concentra giganteschi allevamenti di maiali in Paesi, come il Messico, dove non c'è l'obbligo di rispettare certe regole.
E arrivata come previsto, perché gli scienziati hanno sempre detto che i cicli dei virus influenzali, prima che ne nascano di completamente nuovi e sconosciuti al sistema immunitario dell'uomo, durano almeno 30-40 anni.
E, infatti, la spagnola è del 1918 (ma già negli Anni Ottanta dell'Ottocento si era segnalata un'epidemia di tipo influenzale), l'asiatica del 1958, la Hong Kong del 1969: attorno al 2000 doveva pur arrivare un'altra pandemia.
L'aviaria aveva fatto temere una ricombinazione letale fra virus umani e aviari, ma l'H5N1 non è stato capace di provocare contagio da uomo a uomo. Un nuovo pericolo si è, invece, concretizzato con un quadruplo riassorbimento: quello del virus A H1N1 che assembla, nel suo Rna, frammenti di materiale genetico di virus umani, suini e aviari insieme.
Se l'aviaria ha rappresentato un momento di prove generali per la sanità dei Paesi del mondo di fronte a un'ipotetica pandemia, la nuova influenza A ha costituito l'emergenza vera. Almeno all'inizio, quando aveva messo in ginocchio il Messico. Organizzazione Mondialedella Sanità enti di sorveglianza epidemiologica sopranazionali e nazionali, governi e autorità sanitarie, industria dei farmacie dei vaccini, sono subito scesi in campo.
Molti governi, come il nostro, secondo il ministro Fazio, hanno agito in base al principio di precauzione: nato come principio di protezione ambientale (per esempio nel caso degli Ogm, organismi geneticamente modifiati), è diventato adesso una regola di gestìone delle crisi sanitarie. Si immagina il peggio (o quasi) e si agisce di conseguenza. E in effetti se i governi non avessero preso provvedimenti (per esempio acquistare vaccini), come avrebbero risposto ai cittadini nel caso di reale emergenza? Solo la Polonia, unico esempio in Europa, non ha creduto nel rischio, non ha fatto nulla e adesso esulta per non avere speso soldi pubblici per vaccini che non considerava sicuri.
Ma non è questo che è passato attraverso i classici mezzi di informazione che si sono dibattuti fra superesperti che enfatizzavano il rischio, ministri che litigavano sull'ipotesi di chiusura delle scuole, medici che invitavano alla vaccinazione la popolazione, ma poi confessavano di non ricorrere al vaccino. E non è passato il messaggio che la vaccinazione (di cui però va sempre accertato il beneficio rispetto ai rischi) è l'unico strumento di prevenzione di un'infezione.
Così in Italia, e non solo, si è fatta strada un'informazione attraverso siti Internet, blog e social network, che ha fatto emergere parecchi dubbi sulla gestione di questa crisi sanitaria.
Non ci sarà stata troppa enfasi sui rischi da virus A? Il vaccino è stato ben sperimentato? Perché alcuni contratti (come quello italiano con la Novartis) sull'acquisto del vaccinonon sono stati trasparenti? Che fine fanno gli antivirali acquistati dai governi? Perché l'Oms si avvale della consulenza di esperti con confilitti di interesse (anche se dichiarati) con molte aziende farmaceutiche? Domande che per ora hanno trovato risposte parziali, ma che probabilmente da qui in avanti saranno poste con sempre maggiore forza dal pubblico in occasione di crisi, ma anche di generali scelte di politica sanitaria.
Verrebbe da dire: a buon intenditor...

Influenza A, deciso il ritiro dei vaccini


Corriere della Sera - 22.02.2010
Ed. del 22.02.2010 - Pag. 21
Mario Pappagallo

Influenza A, deciso il ritiro dei vaccini
Circolare del ministero alle Regioni: raccogliete le dosi inutilizzate. «Procedure da definire».
MILANO - La pandemia da influenza A per l'Italia può considerarsi chiusa, anche se ancora non giungono segnali in tal senso dall'Organizzazione mondiale della Sanità (Oms). Con una circolare del 12 febbraio, la Direzione generale prevenzione e sanità del ministero della Salute invita le Regioni a ritirare le dosidi vaccino non utilizzate.
Destinazione? «Modalità ancora dastabilire», dice Fabrizio Oleari, direttore generale del ministero. Che aggiunge: «Siamo ancora in una fase di ricognizione e non è stata presa alcuna decisione definitiva»: Si parla di una scorta «centralizzata» da tenere in caso si verificassero nuove ondate di pandemia, di una parte da inviare all'Oms e di un'altra parte a disposizioe dei Paesi più poveri. Ma Oleari non si sbilancia: «Ancora nulla è stato deciso, la situazione sarà più chiara entro dieci giorni».
La richiesta di «richiamare» le dosi inutilizzate era stata avanzata in occasione di una riunione del coordinamento nazionale pandemia. E ieri la Toscana ha annunciato che è pronta a riconsegnare allo Stato le confezioni integre di vaccino recuperate da Asl e farmacie ospedaliere. Non saranno raccolte, invece, le confezioni messe a disposizione dei medici di famiglia o dei pediatri, per la difficoltà di accertarne la corretta conservazione. Alla Regione Toscana erano stati consegnati 623.000 dosi di vaccino. Ne sarebbe stato somministrato l'8,5%. Secondo i dati dell'Istituto superiore di sanità, fino al 7 febbraio erano state somministrate in Italia circa 900 mila dosi di vaccino a fronte di 10 milioni e 47 miladosi distribuite in otto fasi a partire dallo scorso ottobre. La fornitura totale ordinata dal governo alla Novartis era di 24 milioni di dosi, per un totale di 184,8 milioni di euro di spesa. I numeri italiani al momento: 4-505.000 gli infettati dal 19 ottobre; 455 i ricoverati per sindrome respiratoria acuta; 228 le vittime. Solo il 15% dei medici e degli operatori sanitari si è vaccinato.
Il virus però non è scomparso, anche se è in calo a livello mondiale. L'Oms, per ora, non dichiara terminato l'allerta. E «ordina» di inserire il ceppo pandemico AH1N1 tra i virus del vaccino anti influenzale per la stagione 2010-11. Così è stato per il trivalente preparato per l'emisfero settentrionale: contiene i ceppi A/California/7/2009 (H1N1), A/perth/16/2009 (H3N2) e BjBrisbane/60/2008.

«Sanità, due punti critici nel piano di rientro in Sicilia»


La Sicilia - 21.02.2010
Ed. del 21.02.2010 - I Fatti - pag. 12
Angelo Torrisi

Il presidente della Commissione Affari Sociali della Camera, Giuseppe Palumbo.
«Sanità, due punti critici nel piano di rientro in Sicilia»
Con tutte le sue implicazioni di ordine pratico a livello di assistenza ospedaliera e territoriale, il piano di rientro della spesa sanitaria in Sicilia con la contestuale riforma di tutto l’assetto prosegue lentamente (e inesorabilmente) il suo corso in ottemperanza al severo diktat del governo. Ma va proprio tutto liscio un tale iter che è tutt’altro che indolore? E riceve il pieno "imprimatur " da parte del governo centrale che vigila con grande attenzione attraverso precise quanto minuziose verifiche trimestrali? Assolutamente no. E ce lo conferma un parlamentare - il catanese on. Giuseppe Palumbo - che nella veste di presidente della commissione Affari sociali della Camera segue passo passo gli sviluppi del piano attraverso i vari referti che vengono emessi dagli appositi organismi di vigilanza circa le varie fasi dell’operazione.
Quali dunque le ombre nel procedimento in atto?
«Stando agli ultimissimi rilievi - afferma Palumbo - persistono nell’attuazione del piano di rientro due punti critici. Il primo riguarda la riorganizzazione del servizio di emergenza-urgenza. Viene infatti evidenziato il ritardo attuativo dello stesso sia rispetto a quanto previsto dal piano di rientro sia in riferimento agli impegni presi dalla Regione nelle varie riunioni di verifica del piano di rientro. Nel corso dell’ultima riunione "Tavolo" e "Comitato" hanno fatto presente che è necessario un approfondimento sulla natura della nuova società che dovrà gestire il servizio di trasporto sanitario. Al fine della trattazione esaustiva della questione è stata richiesta alla Regione una puntuale relazione in ordine al nuovo soggetto giuridico con riferimento al numero delle unità di personale, alla provenienza di detto personale ovvero alle modalità di reclutamento dello stesso, ai servizi che tale società garantirà e alle pendenze con la precedente società».
Per il resto?
«La seconda criticità concerne il nuovo assetto dei servizi ospedalieri e territoriali. Si conferma cioè il ritardo con cui si sta procedendo alla riorganizzazione dei servizi ospedalieri e territoriali rispetto a quanto previsto dal piano di rientro e anche rispetto ai termini ultimi assegnati in sede di verifica. Si fa riferimento a esempio al ritardo con cui si procede alla redazione delle linee guida sulla riorganizzazione dell’attività territoriale che sono state prodotte soltanto in bozza alla fine del mese di dicembre 2009; alla mancata completa informazione sullo stato di disattivazione e riconversione dei posti letto; al ritardo con cui si porta avanti l’accordo integrativo regionale con i medici di medicina generale e pediatri di libera scelta che è ancora ferma a una bozza di preaccordo. Lentezze che potrebbero compromettere completamente la riorganizzazione ospedaliera e territoriale».
Ma ci sono anche degli aspetti positivi di cui ci ha detto l’on. Palumbo: e ne riferiremo a breve

sabato 20 febbraio 2010

Col codice bianco visite rapide. E i malati più gravi invece in coda.


Giornale di Sicilia - 19.02.2010
Ed. del 19.02.2010 - Palermo - pag. 24
Carla Fernandez

Le lamentele dei degenti. E il direttore sanitario: «Dobbiamo rivedere il sistema».
Col codice bianco visite rapide. E i malati più gravi invece in coda.
Il paradosso del Civico: poca folla nella struttura per i casi facili. Le altre stanze del pronto soccorso al collasso.
Nel nuovo pronto soccorso le attese sono al massimo di una ventina di minuti, dall'altro nell'area emergenze dell'ospedale Civico si aspetta anche per sette o otto ore.

Tempi di attesa rapidi al pronto soccorso riservato ai «codici bianchi», ovvero ai casi senza urgenza, all'ospedale Civico di Palermo. Il servizio, inaugurato lunedì scorso, sembra dare le prime risposte positive. Ma bisogna ancora entrare a regime. Si, perché se da un lato nel nuovo pronto soccorso le attese sono al massimo di una ventina di minuti, dall'altro nell'area emergenze dell'ospedale Civico si aspetta anche per 7 o 8 ore. L'obiettivo dell'azienda ospedaliera adesso è quello di gestire meglio l'assegnazione dei codici e di fare affluire più pazienti nelle sale riservate ai codici bianchi.
Mercoledì pomeriggio al nuovo pronto soccorso ha fatto tappa il camper del Giornale di Sicilia. Alle 17 circa c'erano solo 4 pazienti in attesa di essere visitati. Nel giro di un'ora l'ambulatorio si è svuotato. Di contro, le sale accanto, quelle del pronto soccorso riservate ai codici rosso, giallo e verde, erano quasi al collasso. Ed è per questo motivo che va rivista l'assegnazione dei codici di accesso che viene effettuata al triage. Infatti, mercoledì pomeriggio, nonostante al pronto soccorso del codice bianco le attese fossero intorno ai 20 minuti, le proteste non sono mancate. Come quella di Salvatore Crivello, che si trovava al Civico dalle 10 del mattino, orarlo in cui al triage gli era stato assegnato un codice verde. Il paziente accusava dei problemi alla schiena. «Sono qui da stamattina - ha raccontato intorno alle 17,15, con al suo fianco i parenti infuriati - e ancora sono in attesa di essere visitato». Solo nel pomeriggio, infatti, gli è stato riconosciuto un codice bianco e così è stato poi visitato senza dovere ancora attendere. I medici gli hanno riscontrato uno strappo muscolare. Problemi alla schiena per Vincenza Barone che è uscita dalla sala visite soddisfatta per non avere aspettato a lungo. Un attesa più breve, invece, mercoledì è stata per un diciannovenne originario della Somalia che è ricorso alle cure dei medici per calcoli renali: solo cinque minuti e subito nella sala visite. Chi non ha dovuto aspettare neppure un attimo, trovando il pronto soccorso dei codici bianchi senza pazienti, è stato Nicolò Patti, 32 anni, arrivato lì per un problema alla mano.
Ma la «sala bianca» non dovrebbe mai essere vuota, soprattutto se al pronto soccorso le attese sono troppo lunghe. «Dobbiamo mandare a regime un sistema sbilanciato - ammette Renato Li Danni, direttore sanitario dell'azienda Civico -. In Sicilia si stima che l'accesso ai codici bianchi è intorno 5 per cento, mentre a livello nazionale siamo al 20 percento. Vuol dire che qui abbiamo una sopravvalutazione dei codici». E così chi potrebbe aspettare poco tempo con un codice bianco, si ritrova nella sala emergenze ad attendere prima rossi e gialli. «Il nostro obiettivo - ha aggiunto Li Danni - è quello di depotenziare i codici. Stiamo pensando, insieme all'Asp, di assegnare il codice bianco a tutti i casi che richiedono consulenze oculistiche, otorinolaringoiatriche e dermatologiche». Il nuovo servizio è affidato a due medici dell'Asp, l'azienda sanitaria provinciale, e agli infermieri del Civico.
È attivo dalle 9 alle 15 e dalle 16 alle 20. Il pronto soccorso per i "bianchi" è stato testata in via sperimentale per un mese, durante il quale sono stati registrati un centinaio di casi. Ma c'è una curiosità, raccontata dal direttore sanitario. «In queste settimane - ha detto - si è diffusa la voce della nascita della nuova sala e di conseguenza dell'impossibilità di effettuare esami diagnostici gratuitamente al pronto soccorso. Motivo per il quale, paradossalmente, sono anche diminuiti gli accessi di codici bianchi e verdi».

Elicottero in autostrada per soccorrere partoriente


La Sicilia - 20.02.2010
Ed. del 20.02.2010 - I Fatti - pag. 10
R. I.

EMERGENZA SULLA SR-CT.
Elicottero in autostrada per soccorrere partoriente
CATANIA. Con la moglie in procinto di partorire, era rimasto bloccato con la propria auto in panne lungo l’autostrada Siracusa-Catania. La coppia, originaria di Noto, era diretta all’Ospedale di Taormina dove la donna era in cura per alcuni problemi cardiaci al nascituro. Ma il marito, in preda al panico, non è stato in grado di fornire indicazioni precise sul punto dove è rimasto bloccato, precisando solo che, malgrado gli sforzi e le continue segnalazioni di aiuto, nessuno si fermava per offrirgli soccorso. È stato così che i carabinieri hanno fatto scattare l’allarme, facendo convergere lungo l’autostrada alcune pattuglie da Augusta e da Catania alla ricerca della coppia. Intanto, anche il 118 ha attivato l’allarme rosso, facendo decollare un elicottero mentre e si è messa in movimento un’ambulanza dell’Ospedale Cannizzaro. Ben presto, i militari in continuo contatto telefonico con il futuro papà, sono riusciti a localizzare l’esatta posizione della coppia. Marito e moglie sono stati avvistati e raggiunti dalle gazzelle: erano a bordo di una Fiat Punto, a circa 15 km da Catania, nei pressi dello svincolo di Lentini (Siracusa). I Carabinieri e la Polizia Stradale hanno quindi bloccato l’autostrada per consentire l’atterraggio dell’elicottero che ha così potuto prendere a bordo la signora che è stata trasportata all’ospedale di Taormina dove l’attendeva un parto d’urgenza a cui sarebbe seguito un check up cardiaco per il bimbo.

nuovo forum gestito da Fials 118

Da oggi è presente il nuovo forum gestito da Fials 118
Cliccando sul link Forum che trovate nella barra sopra al sito www.fials118.it potrete accedere al nuovo forum gestito dalla Fials 118; si invitano tutti i soccorritori, ma pure medici e infermieri del 118 e chiunque volesse, a registrarsi e lasciare commenti, consigli e pareri riguardanti tutto ciò che ruota intorno al mondo del 118. Gli utenti che si iscrivono riceveranno periodicamente delle email inviate dal Fials118 su tutte le novità riguardanti il mondo del 118. Questo è un servizio offerto dal sindacato FIALS118 e l' iscrizione al forum non implica l'iscrizione al sindacato. Si chiede a tutti gli utenti del forum di leggere attentamente il regolamento prima di iscriversi e di avere un senso di responsabilità e moderazione per dialoghi costruttivi e di non utilizzare il forum per offendere, in caso contrario l'utente potrà essere espulso a tempo indeterminato.
Per qualsiasi informazione potete inviare una email al seguente indirizzo info@fials118.itIndirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

Saluti,
Il Team di Fials118. ----- Non rispondere a questa email -----

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giovedì 18 febbraio 2010

notizie locali


RANDAZZO, TRUFFA DELLO SPECCHIETTO: DENUNCIATO ADRANITA
Inserito il 18 febbraio 2010 alle 09:29:00 da bronte1185. IT - Bronte 118

La polizia stradale di Randazzo ha denunciato a piede libero 
un “nomade” di 26 anni residente ad Adrano, per tentata truffa. 
L’uomo, che di professione fa l’arrotino, è accusato di aver
 messo in atto l’ormai vecchio trucchetto dello specchietto 
esterno dell’auto che si rompe in fase di sorpasso, per pretendere 
un immediato risarcimento del danno. Solitamente i
 truffatori chiedono e ottengono un risarcimento immediato, 
che evita l’aumento della polizza di assicurazione. 
E proprio questo stava per accadere a una signora di 43 anni di Bronte, che percorreva la Ss 284 Bronte-Adrano a bordo della sua Fiat Panda.
SEGUE NEI DETTAGLI

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MALETTO: PAURA PER LE FRANE STRADA “SPACCATA” IN VIA PUTRINO
Inserito il 17 febbraio 2010 alle 15:35:00 da bronte1185. IT - Bronte 118

Pericolo di frane anche a Maletto. Circa 25 metri di carreggiata sulla via prof.
 Putrino, consolidata e messa in sicurezza neanche un anno e mezzo fa, 
sono stati caratterizzati da uno smottamento che ha provocato spaccature nell'asfalto.
Un movimento del terreno, verificatosi neanche a 200 metri dalle prime case del paesino,
che ha costretto il sindaco Pippo De Luca a transennare l'area, limitare il traffico 
veicolare in una sola carreggiata e guardare con preoccupazione l'intero territorio
 urbano e non, caratterizzato da diverse zone classificate ad alto rischio idro geologico.
 «Via prof. Putrino sabato sera era ancora integra - dice il primo cittadino - 
domenica mattina ci siano accorti della frana. In questi 2 giorni 
abbiamo monitorato il movimento del terreno che sembra essersi fermato.
SEGUE NEI DETTAGLI CON LE FOTO

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RANDAZZO: TRE METRI ( E MEZZO) DENTRO IL POZZO
Inserito il 16 febbraio 2010 alle 15:22:00 da bronte1185. IT - Bronte 118

Dimentica per un attimo che la botola della cisterna di casa 
era ancora aperta e precipita giù procurandosi diverse fratture. 
E' accaduto ad un cinquantenne di Randazzo residente in piazza Petrina, 
nel quartiere di San Nicolò. Nel centro storico, un tempo, spesso quando 
si costruivano le case si realizzavano all'interno delle cisterne dove 
si raccoglieva acqua piovana ad uso e servizio domestico.
 Oggi in tanti hanno trasformando queste cisterne in fresche cantine dove conservare di tutto.
 Per far ciò spesso hanno eliminato il muretto di protezione e 
realizzato una robusta botola calpestabile a livello
 del pavimento, proprio come nell'antica abitazione di piazza Petrina.
SEGUE NEI DETTAGLI CON LA FOTO

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Ambulanza guasta da oltre dieci giorni.


Gazzetta del Sud - 18.02.2010
Ed. del 18.02.2010 - Messina - pag. 38
S.Fr.

San Piero Patti. C'è preoccupazione.
SAN PIERO PATTI. L'ambulanza dell 118 è guasta, ma non ci sono soldi per ripararla. A sollevare il problema del mancato funzionamento dell'ambulanza per le emergenze sono stati iconsiglieri di minoranza del gruppo "Fontana di San Vito" di San Piero Patti che hanno inviato una nota circostanziata ai dirigenti dell'azienda sanitaria di Messina e al sindaco. I consiglieri segnalano che da circa 10 giorni il mezzo che dovrebbe garantire il soccorso per gli abitanti del luogo è guasto e che tale situazione rappresenta un grave pericolo per la comunità. Gli stessi evidenziano che a San Piero Patti vi sono una Residenza sanitaria assistita e una casa di riposo per gli anziani.
«Il personale medico e paramedico, pur essendo presente, non sono in condizioni di operare nella normalità determinando così un grave disservizio» scrivono i consiglieri Giuseppe Forzano, Armando Interdonato Francesco Pagana, Fabio Di Dio e Giovanni Cucè. Dalla società che gestisce il 118 fanno sapere che il mezzo non può essere riparato perché non vi sarebbero i fondi sufficienti e che non vi sono neanche mezzi sostitutivi. Una risposta disarmante che non lascia intravedere una veloce soluzione del problema e che fa scattare l'allarme nella comunità sanpietrina pronta a fare sentire la propria voce con eclatanti proteste e denunce.

mercoledì 17 febbraio 2010

118, le associazioni recedono la convenzione con l’Asl




Lecce (Salento) - Inoltrato preavviso di 30 giorni prima dell’interruzione. Allertati pure i sindaci. La delibera 323 dell’Azienda Sanitaria Locale firmata il 12 febbraio ha fatto saltare i nervi ai presidenti dei volontari che si sono rivolti allo studio legale Russo: “Non siamo solo oggetti da utilizzare e poi accantonare, a uso finito”.
(Pierpaolo Spada) - Tra 30 giorni le ambulanze del 118 del Salento si fermeranno. Lo comunicano le 7 associazioni del Seus 118 che hanno incaricato lo Studio Legale Russo di inoltrare all’Asl di Lecce la lettera - sottoscritta da tutte le associazioni - in cui si stabilisce la volontà di esercitare il diritto di recedere la convenzione con l’Azienda Sanitaria Locale appena prorogata. Il preavviso al direttore generale e le lettera informative ai sindaci, sono già inoltrati.
Sono 7, tutte dislocate nell’area nord Salento, e svolgono dal 2003 il servizio 118 grazie al contributo di circa 150 operatori “volontari”. Ma adesso, dopo 7 anni di impegno quotidiano, le associazioni operanti nel Seus 118, all’Asl di Lecce, dicono “basta”, rivendicando la dovuta considerazione e, soprattutto, il dovuto rispetto. Ala Azzurra, Soccorso e Protezione Civile Lecce, G.Rambo Calimera, Onlus P.A. SerVeglie, Uer Nardò, Vivi Bene Salice Salentino, Emergenza Salento. Si chiamano così, e la seguente è la motivazione della loro agitazione: se l’Asl Lecce ha davvero intenzione di internalizzare il 118, come previsto dalla Regione Puglia in tutte le Asl pugliesi, previa costituzione delle società in house, l’assorbimento deve riguardare tutti i volontari, nessuno escluso.
Pensiero più volte espresso. E, infatti, la goccia che ha fatto traboccare il vaso non è tanto l’approvazione dell’art 32 dell’Omnibus sanità, quanto la delibera di proroga della convenzione (n. 323) che l’Asl ha firmato il 12 febbraio, il giorno stesso in cui le associazioni hanno minacciato l’interruzione del servizio, lamentando, appunto, la mancata proroga della convenzione, scaduta il 31 dicembre 2009.
Ma questo non è l’unico elemento che sta innescando la dura contrapposizione. Come vi abbiamo, infatti, comunicato ieri, la convenzione in causa è stata prorogata solo per 6 mesi: dal 1 gennaio al 30 giugno 2010, “fatta salva la possibilità - come si legge sulla delibera 323 - di recedere anticipatamente in caso di internalizzazione del servizio stesso”. E questo le associazioni stanno cercando di fare, anticipando l’Asl. A questo l’Asl aggiunge: “Dare atto che la spesa di cui trattasi troverà riscontro negli atti di programmazione allegati al bilancio e la derivante spesa ammontante a 877.092,00 euro”. E’, in sostanza, la previsione che Scoditti ha avanzato che ha fatto saltare letteralmente i nervi ai presidenti delle associazioni, il cui delegato è Giovanni Tritto.
La decisione assunta allo Studio Legale Russo è successiva, infatti, alla determinata e tempestiva presa di posizione che i presidenti dei volontari avevano avanzato in mattinata : “Le associazioni operanti nel Seus 118 restano allibite sia da quanto dichiarato dal direttore generale della Asl circa la non veridicità del  contenuto del nostro comunicato stampa del 12 febbraio, sia per la stesura della nuova convenzione, con la clausola che la Asl si arroga il diritto di sospendere il servizio senza preavviso se e quando il processo di internalizzazione dovesse avere atto. Ma il dottor Scoditti o chi per lui l’estensore di tale convenzione e l’ideatore di tale clausola cosa crede che noi siamo?”, chiedevano amareggiati i presidenti, “se pensano che siamo solo degli oggetti da utilizzare e accantonare ad uso finito, sono in gravissimo errore”.
Poi alcune considerazioni: “A dicembre tutte le associazioni chiesero alla Asl di essere considerate  soprattutto sul piano umano, e il direttore generale, nell’ultima riunione, fece verbalizzare che ogni  movimento inerente il 118 non avrebbe sortito effetto alcuno senza il coinvolgimento di tutte le associazioni. Lo stesso direttore generale - aggiungevano i presidenti - dichiarò, in quella seduta, che questo era un impegno a nome dell’Istituzione oltre che suo personale”. Ciò non sarebbe avvenuto. Ma c’è di più: “Il direttore generale non ha ritenuto opportuno rispondere al telegramma inviatole da noi associazioni in data 10 febbraio 2010, evidenziando così, ancora una volta, scarsa sensibilità e rispetto nei nostri confronti. A questo proposito, si è dato mandato a uno studio legale - annunciavano - di esaminare tutta la questione ed, eventualmente, rifiutare tale nuovo atto deliberativo dando i termini legali per l’interruzione del servizio”.
Il concetto è chiaro: le associazioni non intendono essere strumentalizzate da nessuno. “Per cui - così  dichiaravano in conclusione - i tentativi di mettere contro volontari e associazioni cadranno nel vuoto perchè nessuno più dei presidenti delle associazioni vuole un'internalizzazione che non garantisca l’assorbimento di tutti i volontari, nessuno escluso”. Ora, però, la decisione è assunta: “Tra 30 giorni ci fermiamo, l’Asl si organizzi. Basta prese in giro”.

Noto: Disservizi al 118, Valvo Scrive ai Gestori del Servizio


Il sindaco di Noto, Corrado Valvo, ha inviato una lettera di vibrante protesta indirizzata ai gestori del servizio 118, e per conoscenza all’ASP e al Prefetto di Siracusa, per evidenziare i disservizi ma soprattutto i pericoli per i cittadini derivanti dal fermo, per manutenzione, cui sono sottoposte le ambulanze, senza operare una valida e programmata sostituzione.
“In particolare – dice il sindaco – in un periodo come quello del carnevale nel quale è possibile, per la maggiore affluenza di persone in piazza, che aumenti la percentuale di richiesta di interventi di emergenza”.
“Sotto tale profilo – prosegue Valvo nella sua nota – occorre una maggiore coerenza nelle attività di impulso e di controllo in quanto non è possibile che si faccia di tutto, con grande dispendio anche economico, per attivare dopo diversi anni l’elisoccorso h 24 e nel contempo, per una errata programmazione del servizio centralizzato 118, non si assicuri il livello minimo essenziale di garanzia dell’intervento di emergenza sanitaria”.
“Si chiede, a tal fine – conclude il primo cittadino netino – un intervento, ciascuno per quanto di rispettiva spettanza e competenza, del direttore generale dell’ASP e di S.E. il Prefetto per sollecitare l’ufficio centrale del 118 e poter garantire il servizio con continuità e con mezzi efficienti, ricordando che il servizio nel presidio ospedaliero Trigona di Noto copre un’area con decine e decine di migliaia di utenti destinati a raddoppiare nel periodo estivo”.

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Newsletter Speciale di ven 29 mag 2009

Il fumo nella storia
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Rimuovere i graffi dai cd in cinque minuti


Eccovi alcuni metodi casalinghi, mediante i quali dovreste essere in grado di rimuovere i graffi dalla superficie dei cd.Le superfici dei cd o dei dvd sono molto delicate. Infatti, basta una scorretta conservazione, ed ecco che la superficie di esso si striscia. Se avete sperimentato tutto quanto era nelle vostre conoscenze, ma non avete ancora risolto il problema, vi indichiamo altri metodi, mediante cui dovreste essere in grado di rimettere in sesto i vostri cd o dvd. Tuttavia, sia bene chiaro, quelle sotto riportate devono essere intese come "ultime spiagge", ossia soluzioni utilme al problema, cui ricorrere soltanto quando non c'è proprio più niente da fare. Di conseguenza, non ci assumiamo nessuna responsabilità nel caso in cui non riusciste a pervenire al risultato sperato. In sostanza, non vi assicuriamo che i vari metodi proposti possano effettivamente funzionare. Primo metodo – Il dentifricio Cosa vi serve: Un cd da pulire Dentifricio (possibilmente a pasta bianca e non colorata, senza granuli) Acqua di rubinetto Un batuffolo di cotone Un panno morbido Dieci minuti di tempo Sul mercato esistono dei costosissimi kit di riparazione, ma con questo metodo non servono. Prendiamo il supporto da pulire e mettiamoci sopra del dentifricio. Con un batuffolo di cotone leggermente inumidito (o con le mani, se preferite) spalmiamo per bene il dentifricio lungo tutta la superficie del cd, anche se ne è strisciata solo una piccola parte. Lasciamo agire il dentifricio per cinque minuti. Quindi prendiamo il cd e, sotto l’acqua corrente, togliamo con le mani ogni residuo di dentifricio. Quando abbiamo rimosso tutto il dentifricio, asciughiamo il supporto con un panno morbido e, voilà, la superficie ora è ben levigata! Ovviamente, devo ricordarvi che se la superficie presenta graffi profondi, questi potrebbero non venir via, neppure se lasciaste agire il dentifricio per giorni e giorni. Secondo metodo – La banana E' possibile rimuovere i graffi dai cd anche con questo frutto esotico, ma la procedura è un po’ più lunga. Cosa vi serve: Un cd da pulire Un pezzo di banana (con la sua buccia, da utilizzare in seguito) Un panno morbido Acqua di rubinetto Quindici minuti del vostro tempo Prendiamo il supporto da pulire e strofiniamoci sopra la polpa della banana con movimenti circolari. E' necessario strofinare tutta la superficie del cd. Lasciamo agire la polpa sul support per 5 minuti. Ripuliamo la superficie con la parte interna della buccia . Laviamo il supporto con acqua e asciughiamolo con un panno morbido.Anche per quanto riguarda questo metodo, è nostro dovere segnalare che i graffi molto profondi potrebbero non sparire, anche dopo giorni e giorni di duro lavoro.

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