il 118 in sicilia
In Sicilia il Servizio Urgenza Emergenza Sanitario "S.U.E.S. 118", attivato in maniera sperimentale e provvisoria l' 11 Agosto 1997, è dotato di quattro Centrali Operative interprovinciali presso le provincedi Palermo, Catania, Caltanissetta e Messina. Ogni C.O. è provvista di una rete telefonica sanitaria dedicata solo alla emergenza (118) e indipendente da quella ordinaria, con venti linee dhe afferiscono a cinque posti di operatori; dispone inoltre di una rete privata virtuale dedicata (RPV) che le collega fra loro, con tutti i pronto soccorso e con tutti i reparti dell'area critica degli ospedali dell'Isola (Rianimazioni, Unità coronariche, Neurochirurgie, etc.); ognuna di esse è fornita inoltre di un sistema di registrazione automatico di tutte le telefonate che vi afferiscono. Le Centrali Operative, ciascuna per il proprio bacino, sono raggiungibili dall'utenza componendo il numero telefonico unico e gratuito 1-1-8.
giovedì 4 marzo 2010
Lipari (Me): aaa 118 cercasi
La comunità di Stromboli nelle Eolie, chiede di ottenere un servizio e un trattamento sanitario di eguale qualità al resto del paese. E lo chiede oggi anche con una lettera inviata alla dottoressa Ciciulla,coordinatrice C.A di Stromboli; al capo della protezione civile nazionale, Guido Bertolaso; al prefetto di Messina, Francesco Alecci; al sindaco di Lipari, Mariano Bruno; alla direzione generale Asp di Messina e al distretto Asp di Lipari, nonchè ai carabinieri della stazione di Stromboli.
“Non si pretende un servizio d’avanguardia – si legge nella lettera scritta da Carlo Lanza, presidente della circoscrizione di Stromboli – ma quello garantito dalla Costituzione. Il che non è possibile al momento per vari aspetti. Come già riferito, si chiede che sia funzionante l’ambulanza, che ci sia un autista autorizzato e che la stessa ambulanza sia dotata di apparecchiature per il primo soccorso (soprattutto per la rianimazione cardio pomonare), che ci sia presente sul posto una equipe di 118 in grado di ottemperare ad emergenze da codice rosso. Siamo coscienti dell’impegno che fino ad ora voi medici del presidio offrite alla comunità soprattutto in virtù del fatto che nella stragrande maggioranza dei casi operate da soli e senza l’ausilio di strumentazione adeguata, senza ottenere nè la giusta ricompensa economica, nè quella morale. Non crede che nel 2010 in uno Stato civile, un medico non debba essere lasciato in balia di se stesso senza l’aiuto di personale medico e paramedico specializzato? Crede che basti lavorare con scienza e coscienza per colmare le gravi lacune generate da un sistema mal strutturato? Lei crede che su un’isola così distante dalla terraferma, dove il trasporto, in special modo d’inverno, diventa un terno al lotto, non sia auspicabile avere un presidio fisso di 118 che ottemperi alle emergenze per garantire, ai cittadini residenti e anche agli ignari stranieri che frequentano l’isola, il diritto alla salute? Non devo fare ne nomi ne cognomi. Non è mia competenza indagare su presunti fatti di mala sanità, il mio compito è quello di migliorare i servizi sull'isola, individuare problemi tentare di risolverli. Per il resto, credo che se qualcuno abbia da denunciare dei danni subiti, lo possa fare nelle sedi competenti. Non è meglio individuare quali sono i problemi di un sistema che non va senza aspettare che accada qualcosa di spiacevole? Voi medici m'insegnate che “prevenire è meglio che curare”.Lei ritiene sia meglio costruire le case secondo i canoni indicati dalle normative antisismiche o piangere i morti e individuare i colpevoli dopo? Piuttosto che soffermarsi su un termine che il sottoscritto ha scelto in maniera infelice, sarebbe il caso che Lei e i suoi colleghi, vi uniste alla popolazione, per risolvere i problemi evidenziati nella lettera a cui fa riferimento. Voi siete i tecnici!!! Aiutate la comunità di Stromboli ad esercitare un sacrosanto diritto: avere un servizio sanitario adeguato. Io non faccio parte del “partito dell’odio” ne quantomeno di quello dell’amore, queste cose lasciamole dire ai politici. Non fomento niente e nessuno, ma per scelta dei miei concittadini sono il loro portavoce ed è corretto che mi faccia sentire con le autorità competenti se sull’isola di Stromboli le cose non vanno come dovrebbero andare. Continuo a scrivere lettere all’ASP di competenza sui problemi che comporta il non avere un medico di base sull’isola, sulla mancanza di un servizio primario ed essenziale, ma ad oggi non ho avuto risposta. Perché i miei concittadini non hanno diritto ad una prescrizione medica per un esame come il resto dei cittadini italiani? A tal proposito la comunità, stanca di essere stata dimenticata, ha intenzione di organizzare delle manifestazioni di protesta al fine di ottenere dagli enti preposti risposte certe e non imbarazzanti silenzi. Visto che, come Lei evidenzia nella sua lettera, i medici di base sono strapagati, chiederemo di essere cancellati dalle loro liste in maniera tale da non gravare inutilmente sul servizio sanitario. Se il medico di base non può garantire la sua presenza sull’isola a causa delle condizioni meteorologiche avverse, allora, sempre che ciò sia possibile, chiederemo di affidare il servizio al vostro presidio con oneri ed onori annessi. Ma il problema va risolto definitivamente. Le pare possibile che ogni qualvolta si richieda l’intervento dell’ambulanza si debba fare ricorso ad autisti volontari, improvvisati e non autorizzati, ai volontari della Misericordia che, nonostante l’estrema generosità, non possono garantire una turnazione h24, specialmente nel periodo estivo? Stromboli è l’isola più a nord delle isoleEolie e non avendo un ospedale in loco necessità di un presidio medico ben organizzato, strutturato ed attrezzato. La gente è stanca di avere dei servizi da “causa di forza maggiore” nella normalità: e se scoppiasse una vera emergenza? Io sono convinto che ognuno di noi prima o poi si stanca di lottare contro i mulini a vento e credo altresì che potrebbe essere rischioso per la popolazione, se un medico, stanco della sordità delle Istituzioni, decidesse di ammainare bandiera attenendosi ai protocolli di base, al “minimo sindacale” e demandando ai presidi meglio organizzati compiti che dovrebbe svolgere. Noi tutti non vogliamo che ciò accada. Siamo fermamente convinti che sulle ali dell’entusiasmo si lavori meglio e con maggiori stimoli. Pertanto Le chiedo in qualità di coordinatore del presidio C.A. di coadiuvarmi per instaurare un tavolo di concertazione per la risoluzione dei problemi evidenziati, con la collaborazione delle Istituzioni in indirizzo, i dirigenti dell’ASP di Messina, del Distretto di Lipari e i responsabili del servizio 118. Tutto questo per poter garantire agli abitanti di Stromboli e ai suoi visitatori, il diritto alla salute e alla vita. Rimanendo a Sua disposizione per ulteriori chiarimenti e soprattutto per una fattiva collaborazione, porgo distinti saluti”.
04 / 03 / 2010
http://www.ecodisicilia.com/lipari-me-aaa-118-cercasi.htm
news locale
RANDAZZO STASERA CONVEGNO DEL PD
In questo momento è il centrosinistra a vivacizzare a Bronte il periodo di avvicinamento alla campagna elettorale. Un coordinamento di rappresentanti dell'area "Bersani" del circolo Pd rappresentato da Andrea Sgrò, Andrea Longhitano, Antonio Curaro, Simone Mirenda e Nunzio Pecorino, attraverso una nota, scrivono: «Preso atto della notizia della candidatura di Enza Meli quale candidato sindaco, confermano tutto il loro sostegno a quella del compagno Antonello Caruso, e sulla base del documento unitario del centrosinistra, si condivide con forza che si vada, quanto prima, allo svolgimento delle primarie per l'indicazione di un unico candidato. La presenza degli attuali tre candidati di centrosinistra: Enza Meli e Antonello Caruso del PD e Salvatore Leanza del PSI, e l'articolazione in atto del quadro politico brontese rendono necessario tenere unita e competitiva l'intera nostra compagine».
Sanità siciliana, i conti non tornano ancora a rischio commissariamento
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Sanità siciliana, i conti non tornano ancora a rischio commissariamento
Tra le mancanze, non valutati gli effetti della spesa per personale, beni e servizi e prodotti farmaceutici.
PALERMO - Rischio commissariamento per la Regione siciliana. L'allarme viene lanciato dalla Corte dei conti nazionale, nell'indagine relazionata dai magistrati Aldo Carosi e Maria Teresa D'Urso, della Sezione centrale di controllo sulla gestione delle Amministrazioni dello Stato. L'indagine ha per oggetto le risorse da destinare alla riduzione strutturale del disavanzo del servizio sanitario nazionale, maturato tra il 2001 e il 2005. La relazione, approvata lo scorso 6 ottobre con delibera 22/2009, mette a fuoco gli effetti prodotti nei riguardi delle gestioni relative all'esercizio 2009, da cui sono emerse valutazioni negative sull'amministrazione della sanità siciliana. Un esito inaspettato, tanto più se emesso in seguito al Piano di rientro siglato con lo Stato nel luglio 2007, ed alla più recente riforma del sistema sanitario, targata 2009.
L'istruttoria condotta dalla magistratura contabile ha di fatto individuato diverse criticità ed inadempienze che riaprono il caso-sanità in Sicilia. L'indagine finalizzata alla verifica di gestione, è stata condotta con particolare attenzione al rispetto della tempistica prevista per la copertura del disavanzo, lo stato di attuazione del piano di rientro, l'accertamento di fondatezza delle pretese creditorie, o ancora, l'individuazione delle criticità che hanno determinato il disavanzo. Riferimento normativo dell'indagine: la legge 244/2007; il provvedimento consente alle regioni dissestate di accedere al credito statale, attraverso prestito, in misura non superiore a 9,077 mld di euro, destinato all'estinzione dei debiti contratti sui mercati commerciali e finanziari cumulati fino al dicembre 2005. La legge, contemplata in sussidio al Piano di Rientro, (Lg3 l 1/2004), ha legittimato il mutuo trentennale che la Sicilia ha contratto con lo Stato. Sono circa 2,640 mld di euro le risorse erogate alla Sicilia dal ministero dell'Economia, contro i 3,028 mld di euro di debito stimato. La Regione ha titolo di ricevere complessivamente 876 mln di euro, di cui 2 l 2 milioni sono già state assegnate con decreto 23/07. A fronte di questo disavanzo accumulato, la Sicilia ha disposto coperture pluriennali per complessivi 2,926 miliardi.
"Con l'impegno - si legge nella relazione - a procedere all'accertamento definitivo e completo della situazione debitoria entro il 20 settembre 2007, con la consulenza di un advisor contabile, e di attivare, a decorrere dalla data di sottoscrizione con lo Stato, le procedure per l'estinzione anticipata dei debiti finanziari". Propositi che, per quanto perseguibili, oggi più che mai sono schiacciati dal parere della Corte: "le quantificazioni dei deficit sanitari siano provvisori e suscettibili di continue rideterminazioni. Il mancato raggiungimento dell'obiettivo fissato nelle leggi di ripiano succedutesi nel tempo, rendono incerta ed inestricabile qualsiasi azione tesa a rendere trasparenti le situazioni attuali, a quantificare il deficit complessivo e ad assumere appropriati rimedi".
Le inadempienze a cui si fa riferimento sono diverse, tra cui la mancata relazione tecnica finalizzata alla valutazione degli effetti finanziari relativamente alla spesa del personale ed alla spesa su beni e servizi e sui prodotti farmaceutici, ritardi nella registrazione di fatture tale da generare la situazione di disordine contabile rilevata per il periodo 2001-2005. Permangono incertezze circa i crediti non transatti esistenti al 31/12/'05. Inoltre, stime informali emanate dal ministero del Welfare attribuiscono per l'esercizio 2008 alla Regione Sicilia un ulteriore disavanzo di 350 milioni di euro.
"La mancata rimozione delle disfunzioni gestionali che affliggono la maggior parte delle aziende sanitarie operanti nei contesti regionali interessati al dissesto genera un meccanismo perverso e vanificatore anche degli interventi statali e regionali, poiché continuano a prodursi effetti negativi aggiuntivi a quelli che il Legislatore avrebbe voluto circoscrivere ed isolare in un determinato arco temporale", conclude la relazione.
L'istruttoria condotta dalla magistratura contabile ha di fatto individuato diverse criticità ed inadempienze che riaprono il caso-sanità in Sicilia. L'indagine finalizzata alla verifica di gestione, è stata condotta con particolare attenzione al rispetto della tempistica prevista per la copertura del disavanzo, lo stato di attuazione del piano di rientro, l'accertamento di fondatezza delle pretese creditorie, o ancora, l'individuazione delle criticità che hanno determinato il disavanzo. Riferimento normativo dell'indagine: la legge 244/2007; il provvedimento consente alle regioni dissestate di accedere al credito statale, attraverso prestito, in misura non superiore a 9,077 mld di euro, destinato all'estinzione dei debiti contratti sui mercati commerciali e finanziari cumulati fino al dicembre 2005. La legge, contemplata in sussidio al Piano di Rientro, (Lg3 l 1/2004), ha legittimato il mutuo trentennale che la Sicilia ha contratto con lo Stato. Sono circa 2,640 mld di euro le risorse erogate alla Sicilia dal ministero dell'Economia, contro i 3,028 mld di euro di debito stimato. La Regione ha titolo di ricevere complessivamente 876 mln di euro, di cui 2 l 2 milioni sono già state assegnate con decreto 23/07. A fronte di questo disavanzo accumulato, la Sicilia ha disposto coperture pluriennali per complessivi 2,926 miliardi.
"Con l'impegno - si legge nella relazione - a procedere all'accertamento definitivo e completo della situazione debitoria entro il 20 settembre 2007, con la consulenza di un advisor contabile, e di attivare, a decorrere dalla data di sottoscrizione con lo Stato, le procedure per l'estinzione anticipata dei debiti finanziari". Propositi che, per quanto perseguibili, oggi più che mai sono schiacciati dal parere della Corte: "le quantificazioni dei deficit sanitari siano provvisori e suscettibili di continue rideterminazioni. Il mancato raggiungimento dell'obiettivo fissato nelle leggi di ripiano succedutesi nel tempo, rendono incerta ed inestricabile qualsiasi azione tesa a rendere trasparenti le situazioni attuali, a quantificare il deficit complessivo e ad assumere appropriati rimedi".
Le inadempienze a cui si fa riferimento sono diverse, tra cui la mancata relazione tecnica finalizzata alla valutazione degli effetti finanziari relativamente alla spesa del personale ed alla spesa su beni e servizi e sui prodotti farmaceutici, ritardi nella registrazione di fatture tale da generare la situazione di disordine contabile rilevata per il periodo 2001-2005. Permangono incertezze circa i crediti non transatti esistenti al 31/12/'05. Inoltre, stime informali emanate dal ministero del Welfare attribuiscono per l'esercizio 2008 alla Regione Sicilia un ulteriore disavanzo di 350 milioni di euro.
"La mancata rimozione delle disfunzioni gestionali che affliggono la maggior parte delle aziende sanitarie operanti nei contesti regionali interessati al dissesto genera un meccanismo perverso e vanificatore anche degli interventi statali e regionali, poiché continuano a prodursi effetti negativi aggiuntivi a quelli che il Legislatore avrebbe voluto circoscrivere ed isolare in un determinato arco temporale", conclude la relazione.
| 03.03.2010 | Maria Rosaria Minà |
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RANDAZZO: “MIA FIGLIA CURATA SOLO A GENOVA”
«E' giusto che io debba farmi un prestito in banca, ammesso che me lo concedano, per curare mia figlia? E' normale che debba trasferirmi armi, bagagli e burattini al Gaslini di Genova tre o quattro volte l'anno per dare una speranza di miglioramento di vita alla mia bambina? E' da Paese evoluto e da Stato civile che mia figlia debba ricevere assistenza da parte di figure professionali specifiche saltuariamente e con il contagocce, come se ci stessero facendo un favore?» Sono le domande che si pone mamma Monica Scrivano, che da sei anni lotta per curare la figlia nata microcefala e costretta a una nutrizione artificiale, soffrendo della sindrome da regressione caudale e della rarissima sindrome del riarrangiamento del cromosoma sette.
mercoledì 3 marzo 2010
Caltagirone, un'ispezione Ars sui tagli dei posti letto
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OSPEDALE. Oggi al «Gravina» i componenti della commissione Sanità.
Caltagirone, un'ispezione Ars sui tagli dei posti letto
Per i ricorrenti meno 52 posti letto all'ospedale Santo Pietro: 32 nella riabilitazione (da 96 a 64) e altr l20 nella lungodegenza, oltre a quelli del Gravina: 8.
CALTAGIRONE. Gli amministratori locali pigiano sull'acceleratore della verifica sanitaria. Dopo le promesse e le assicurazioni oggi, i componetni della Quarta commissione dell'Assemblea regionale siciliana, che si occupa di Servizi sociali e sanitari sarà a Caltagirone per una constatare di persone quaale è lo stato della situazione dopo i ripetuti appelli del sindaco Francesco Pignataro e del presidente del Consiglio comunale Fortunato Parisi, allarmati per i tagli dei posti letto negli ospedali Gravina e Santo Pietro. L'arrivo della commissione regionale è previsto per le 11. Ad annunciare tale visita sono stati lo stesso sindaco Francesco Pignataro e al presidente del Consiglio comunale Fortunato Parisi, erano stati interpellati dal presidente della commissione regionale Giuseppe Laccoto. I riflettori saranno puntati sulla stigmatizzata penalizzazione del presidio di Santo Pietro.
Per un intervento della commissione sindaco e presidente del Consiglio comunale di Caltagirone si erano rivolti, raccogliendo la chiara volontà dell'assise cittadina, i cui componenti avevano chiesto di "verificare di persona la gravità della situazione conseguente all'annunciata riduzione dei posti letto nell'ospedale di Santo Pietro, che è un importante punto di riferimento per la riabilitazione e che, invece, rischia di essere penalizzata da decisioni che limitano ulteriormente il diritto alla salute degli abitanti di questo territorio".
Sul banco degli imputati, dopo il declassamento provocato dalla riforma regionale, la rimodulazione dell'Asp 3, che secondo i ricorrenti sottrae 52 posti letto all'ospedale di Santo Pietro: 32 nella riabilitazione (da 96 a 64) e altri 20 nella lungodegenza, a cui andrebbero sommati gli otto in meno al Gravina.
«La giustificazione dell'indice di occupazione basso non sta in piedi - dice il presidente Fortunato Parisi - perché questo dato è riconducibile alla rìsirutturazione dei locali che ha fortemente limitato le capacità della struttura».
«Ci opponiamo con forza e auspichiamo di trovare nei parlamentari regionali dei sensibili interlocutori - evidenzia il sindaco Francesco Pignataro - al disegno di spoliazione del nostro territorio di importanti servizi».
Per un intervento della commissione sindaco e presidente del Consiglio comunale di Caltagirone si erano rivolti, raccogliendo la chiara volontà dell'assise cittadina, i cui componenti avevano chiesto di "verificare di persona la gravità della situazione conseguente all'annunciata riduzione dei posti letto nell'ospedale di Santo Pietro, che è un importante punto di riferimento per la riabilitazione e che, invece, rischia di essere penalizzata da decisioni che limitano ulteriormente il diritto alla salute degli abitanti di questo territorio".
Sul banco degli imputati, dopo il declassamento provocato dalla riforma regionale, la rimodulazione dell'Asp 3, che secondo i ricorrenti sottrae 52 posti letto all'ospedale di Santo Pietro: 32 nella riabilitazione (da 96 a 64) e altri 20 nella lungodegenza, a cui andrebbero sommati gli otto in meno al Gravina.
«La giustificazione dell'indice di occupazione basso non sta in piedi - dice il presidente Fortunato Parisi - perché questo dato è riconducibile alla rìsirutturazione dei locali che ha fortemente limitato le capacità della struttura».
«Ci opponiamo con forza e auspichiamo di trovare nei parlamentari regionali dei sensibili interlocutori - evidenzia il sindaco Francesco Pignataro - al disegno di spoliazione del nostro territorio di importanti servizi».
da sise spa
News
03/03/2010 Ripristino servizio Mail
Il servizio di Mail Aziendale e' stato temporanemante ripristinato.
Responsabile Ufficio Tecnico Area Informatica
Ing. Mario Pidala'
Responsabile Ufficio Tecnico Area Informatica
Ing. Mario Pidala'
martedì 2 marzo 2010
esito incontro sindacale del 01/03/2010
STAFF FIALS 118
CIAO A TUTTI I COLLEGHI ED AMICI DEL 118 COME SEMPRE ANCHE SE
MOLTO STANCO,SONO APPENA ARRIVATO DA PALERMO,VI DELUCIDO SULLA
RIUNIONE CHE CI E' STATA NELLA SEDE DELL'UGL REGIONALE TRA
UGL,CGL,FIALS 118 ED UIL.
IN SINTESI SI E' DECISO DI INVIARE ALL'ASSESSORATO UNA RICHIESTA
URGENTE PER UNA CONVOCAZIONE DI UN TAVOLO DI CONFRONTO SINDACALE
TRA LE OO.SS LA REGIONE E LA SISE\SEUS,ASPETTANDO LA CONVOCAZIONE
DI GIORNO 04\03\2010 ALL'UFFICIO REGIONALE DEL LAVORO.
TANTO VI DOVEVO DISTINTI SALUTI
ANTONIO DI DOMENICO FIALS 118
http://www.unione118.com/
CIAO A TUTTI I COLLEGHI ED AMICI DEL 118 COME SEMPRE ANCHE SE
MOLTO STANCO,SONO APPENA ARRIVATO DA PALERMO,VI DELUCIDO SULLA
RIUNIONE CHE CI E' STATA NELLA SEDE DELL'UGL REGIONALE TRA
UGL,CGL,FIALS 118 ED UIL.
IN SINTESI SI E' DECISO DI INVIARE ALL'ASSESSORATO UNA RICHIESTA
URGENTE PER UNA CONVOCAZIONE DI UN TAVOLO DI CONFRONTO SINDACALE
TRA LE OO.SS LA REGIONE E LA SISE\SEUS,ASPETTANDO LA CONVOCAZIONE
DI GIORNO 04\03\2010 ALL'UFFICIO REGIONALE DEL LAVORO.
TANTO VI DOVEVO DISTINTI SALUTI
ANTONIO DI DOMENICO FIALS 118
http://www.unione118.com/
BRONTE: DA OGGI IL PARCHEGGIO DENTRO L’OSPEDALE SI PAGA
Da oggi, per posteggiare l'auto all'interno dell'area ospedaliera del "Castiglione Prestianni" di Bronte bisognerà pagare. L'Asp ha completato i lavori per disegnare le strisce blu e porre la segnaletica verticale. Di conseguenza, nel rispetto del protocollo d'intesa con il Comune, siglato nel febbraio del 2009, la polizia municipale, coordinata dal maggiore Salvatore Tirendi, potrà effettuare i controlli e contrastare la sosta selvaggia che fino a ieri ha dominato l'intera area, impedendo ai diversamente abili di trovare posteggio negli stalli a loro riservati e spesso anche alle ambulanze di raggiungere il Pronto soccorso: «L'obiettivo - dice l'assessore Luigi Putrino, che in passato ha più volte sollecitato i vertici dell'ospedale affinché completassero la segnaletica - è di fare ordine all'interno dell'area ospedaliera».
lunedì 1 marzo 2010
Messina, chiuso reparto dell'ospedale
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RISCHIO SISMICO. Pazienti di psichiatria trasferiti al Policlinico e al Papardo.
Messina, chiuso reparto dell'ospedale
Rischio sismico, da lunedì il reparto di Psichiatria dell'ospedale Piemonte di Messina sarà chiuso e i pazienti verranno trasferiti in parte al Policlinico e in parte al Papardo. Lo annuncia il direttore dell'ospedale Piemonte-Papardo, Armando Caruso dopo le disposizioni della commissione parlamentare sulla Sanità guidata dal senatore Ignazio Marino che giovedì scorso a Messina, dopo un sopralluogo, ha disposto l'immediata chiusura del reparto di Psichiatria e la successiva chiusura delle altre Unità operative, tranne la «Piastra Chirurgica» e il pronto soccorso, entro il 30 giugno. Una relazione della Protezione Civile aveva già segnalato lo scorso aprile come pericolosi, perchè a rischio crollo la gran parte dei reparti del nosocomio peloritano.
Stromboli, appello ai medici in servizio
Oggetto: Isola di Stromboli. Ambulanza e personale del 118.
Egregia dott.ssa Ciciulla, in riferimento alla lettera di cui all’oggetto mi preme ribadire quanto segue:
La suddetta lettera nasce da un’esigenza prioritaria della comunità strombolana di riuscire ad ottenere finalmente
un servizio e un trattamento sanitario di eguale qualità al resto del paese. Come già detto, non si pretende un servizio d’avanguardia, ma quello garantito dalla Costituzione. Il che non è possibile al momento per vari aspetti. Come già riferito, si chiede che sia funzionante l’ambulanza, che ci sia un autista autorizzato, che la stessa sia dotata di apparecchiature per il primo soccorso (soprattutto per la rianimazione cardio-polmonare), che ci sia presente sul posto un equipe di 118 in grado di ottemperare, con l’ausilio degli strumenti adeguati, ad emergenze da codice rosso. La mia lettera non intendeva offendere ne tanto meno diffamare i medici del presidio di C.A., ma come detto in precedenza, evidenziare i problemi che caratterizzano la mancanza di un adeguato servizio sanitario per la nostra comunità. Sono, anzi, siamo coscienti dell’impegno che fino ad ora voi medici del presidio offrite alla comunità soprattutto
in virtù del fatto che nella stragrande maggioranza dei casi operate da soli e senza l’ausilio di strumentazione adeguata, senza ottenere ne la giusta ricompensa economica ne quella morale. Non crede che nel 2010 in uno Stato civile, un medico non debba essere lasciato in balia di se stesso senza l’aiuto
di personale medico e paramedico specializzato? Crede che basti lavorare con scienza e coscienza per colmare le gravi lacune generate da un sistema mal strutturato? Lei crede che su un’isola così distante dalla terraferma, dove il trasporto, in special modo d’inverno, diventa un terno al lotto, non sia auspicabile avere un presidio fisso di 118 che ottemperi alle emergenze per garantire, ai cittadini residenti e anche agli ignari stranieri che frequentano l’isola, il diritto alla salute? Non devo fare ne nomi ne cognomi. Non è mia competenza indagare su presunti fatti di mala sanità, il mio compito è quello di migliorare i servizi sull'isola, individuare problemi e tentare di risolverli. Per il resto, credo che se qualcuno abbia da denunciare dei danni subiti, lo possa fare nelle sedi competenti. Non è meglio individuare quali sono i problemi di un sistema che non va senza aspettare che accada qualcosa
di spiacevole? Voi medici m'insegnate che “prevenire è meglio che curare”. Lei ritiene sia meglio costruire le case secondo i canoni indicati dalle normative antisismiche o piangere i morti e
individuare i colpevoli dopo? Piuttosto che soffermarsi su un termine che il sottoscritto ha scelto in maniera infelice, sarebbe il caso che Lei e i suoi colleghi, vi uniste alla popolazione, per risolvere i problemi evidenziati nella lettera a cui fa riferimento.
Voi siete i tecnici!!! Aiutate la comunità di Stromboli ad esercitare un sacrosanto diritto: avere un servizio sanitario adeguato.
Io non faccio parte del “partito dell’odio” ne quantomeno di quello dell’amore, queste cose lasciamole dire ai politici. Non fomento niente e nessuno, ma per scelta dei miei concittadini sono il loro portavoce ed è corretto che mi faccia sentire con le autorità competenti se sull’isola di Stromboli le cose non vanno come
dovrebbero andare. Continuo a scrivere lettere all’ASP di competenza sui problemi che comporta il non avere un medico di base sull’isola, sulla mancanza di un servizio primario ed essenziale, ma ad oggi non ho avuto risposta. Perché i miei concittadini non hanno diritto ad una prescrizione medica per un esame come il resto dei cittadini italiani? A tal proposito la comunità, stanca di essere stata dimenticata, ha intenzione di organizzare delle manifestazioni di protesta al fine di ottenere dagli enti preposti risposte certe e non imbarazzanti silenzi.
Visto che, come Lei evidenzia nella sua lettera, i medici di base sono strapagati, chiederemo di essere cancellati dalle loro liste in maniera tale da non gravare inutilmente sul servizio sanitario.
Se il medico di base non può garantire la sua presenza sull’isola a causa delle condizioni meteorologiche avverse, allora, sempre che ciò sia possibile, chiederemo di affidare il servizio al vostro presidio con oneri ed onori annessi. Ma il problema va risolto definitivamente. Le pare possibile che ogni qualvolta si richieda l’intervento dell’ambulanza si debba fare ricorso ad autisti
volontari, improvvisati e non autorizzati, ai volontari della Misericordia che, nonostante l’estrema generosità, non possono garantire una turnazione h24, specialmente nel periodo estivo?
Stromboli è l’isola più a nord delle isole Eolie e non avendo un ospedale in loco necessità di un presidio medico ben organizzato, strutturato ed attrezzato. La gente è stanca di avere dei servizi da “causa di forza maggiore” nella normalità: e se scoppiasse una vera emergenza? Io sono convinto che ognuno di noi prima o poi si stanca di lottare contro i mulini a vento e credo altresì
che potrebbe essere rischioso per la popolazione, se un medico, stanco della sordità delle Istituzioni, decidesse di ammainare bandiera attenendosi ai protocolli di base, al “minimo sindacale” e demandando ai presidi meglio organizzati compiti che dovrebbe svolgere. Noi tutti non vogliamo che ciò accada. Siamo fermamente convinti che sulle ali dell’entusiasmo si lavori
meglio e con maggiori stimoli. Pertanto Le chiedo in qualità di coordinatore del presidio C.A. di coadiuvarmi per instaurare un tavolo di concertazione per la risoluzione dei problemi evidenziati, con la collaborazione delle Istituzioni in
indirizzo, i dirigenti dell’ASP di Messina, del Distretto di Lipari e i responsabili del servizio 118. Tutto questo per poter garantire agli abitanti di Stromboli e ai suoi visitatori, il diritto alla salute e alla vita. Rimanendo a Sua disposizione per ulteriori chiarimenti e soprattutto per una fattiva collaborazione, porgo
distinti saluti.
Il Presidente della Circoscrizione di Stromboli
Carlo Lanza
http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=9003
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Rimuovere i graffi dai cd in cinque minuti
Eccovi alcuni metodi casalinghi, mediante i quali dovreste essere in grado di rimuovere i graffi dalla superficie dei cd.Le superfici dei cd o dei dvd sono molto delicate. Infatti, basta una scorretta conservazione, ed ecco che la superficie di esso si striscia. Se avete sperimentato tutto quanto era nelle vostre conoscenze, ma non avete ancora risolto il problema, vi indichiamo altri metodi, mediante cui dovreste essere in grado di rimettere in sesto i vostri cd o dvd. Tuttavia, sia bene chiaro, quelle sotto riportate devono essere intese come "ultime spiagge", ossia soluzioni utilme al problema, cui ricorrere soltanto quando non c'è proprio più niente da fare. Di conseguenza, non ci assumiamo nessuna responsabilità nel caso in cui non riusciste a pervenire al risultato sperato. In sostanza, non vi assicuriamo che i vari metodi proposti possano effettivamente funzionare. Primo metodo – Il dentifricio Cosa vi serve: Un cd da pulire Dentifricio (possibilmente a pasta bianca e non colorata, senza granuli) Acqua di rubinetto Un batuffolo di cotone Un panno morbido Dieci minuti di tempo Sul mercato esistono dei costosissimi kit di riparazione, ma con questo metodo non servono. Prendiamo il supporto da pulire e mettiamoci sopra del dentifricio. Con un batuffolo di cotone leggermente inumidito (o con le mani, se preferite) spalmiamo per bene il dentifricio lungo tutta la superficie del cd, anche se ne è strisciata solo una piccola parte. Lasciamo agire il dentifricio per cinque minuti. Quindi prendiamo il cd e, sotto l’acqua corrente, togliamo con le mani ogni residuo di dentifricio. Quando abbiamo rimosso tutto il dentifricio, asciughiamo il supporto con un panno morbido e, voilà, la superficie ora è ben levigata! Ovviamente, devo ricordarvi che se la superficie presenta graffi profondi, questi potrebbero non venir via, neppure se lasciaste agire il dentifricio per giorni e giorni. Secondo metodo – La banana E' possibile rimuovere i graffi dai cd anche con questo frutto esotico, ma la procedura è un po’ più lunga. Cosa vi serve: Un cd da pulire Un pezzo di banana (con la sua buccia, da utilizzare in seguito) Un panno morbido Acqua di rubinetto Quindici minuti del vostro tempo Prendiamo il supporto da pulire e strofiniamoci sopra la polpa della banana con movimenti circolari. E' necessario strofinare tutta la superficie del cd. Lasciamo agire la polpa sul support per 5 minuti. Ripuliamo la superficie con la parte interna della buccia . Laviamo il supporto con acqua e asciughiamolo con un panno morbido.Anche per quanto riguarda questo metodo, è nostro dovere segnalare che i graffi molto profondi potrebbero non sparire, anche dopo giorni e giorni di duro lavoro.
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