il 118 in sicilia

il 118 in sicilia
In Sicilia il Servizio Urgenza Emergenza Sanitario "S.U.E.S. 118", attivato in maniera sperimentale e provvisoria l' 11 Agosto 1997, è dotato di quattro Centrali Operative interprovinciali presso le provincedi Palermo, Catania, Caltanissetta e Messina. Ogni C.O. è provvista di una rete telefonica sanitaria dedicata solo alla emergenza (118) e indipendente da quella ordinaria, con venti linee dhe afferiscono a cinque posti di operatori; dispone inoltre di una rete privata virtuale dedicata (RPV) che le collega fra loro, con tutti i pronto soccorso e con tutti i reparti dell'area critica degli ospedali dell'Isola (Rianimazioni, Unità coronariche, Neurochirurgie, etc.); ognuna di esse è fornita inoltre di un sistema di registrazione automatico di tutte le telefonate che vi afferiscono. Le Centrali Operative, ciascuna per il proprio bacino, sono raggiungibili dall'utenza componendo il numero telefonico unico e gratuito 1-1-8.

domenica 6 aprile 2014

EBOLA: L’ALLARME E’ ARRIVATO ALLE PORTE DEL MEDITERRANEO- MAROCCO: ALLERTA MASSIMA ALL’AEROPORTO DI CASABLANCA

Ebola: ora il virus fa paura anche in Occidente

L’epidemia che sta colpendo l’Africa spaventa tutto il mondo. In arrivo in Guinea esperti statunitensi. Medici senza Frontiere parla di “epidemia senza precedenti”

I primi esperti partiti da Atlanta sono già arrivati in Guinea, da dove è partito il contagio. Si tratta di medici e personale del Centers for Disease Control and Prevention che vuole ora verificare sul posto la reale gravità dell’epidemia e soprattutto cercare di fermarla. Di fronte alla diffusione dei casi anche al di fuori dei confini dello stato africano, infatti, alcuni paesi hanno deciso di chiudere le frontiere e rafforzare i controlli sanitari. È il caso del Senegal, confermato dalla Farnesina in un warning: “In ragione dell’epidemia di febbre emorragica da virus ebola in Guinea, le Autorità del Senegal hanno decretato la chiusura fino a nuovo ordine dei valichi di frontiera con la Guinea nelle regioni di Kolda e Ke’dougou, nel sud est del Paese”.
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Massima allerta anche all’aeroporto di Casablanca, in Marocco, mentre l’Arabia Saudita ha sospeso la concessione di visti ai pellegrini in arrivo dalla peaese africano del contagio (e dallaLiberia) per visitare la Mecca. Se L’organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) non ha ancora proibito i viaggi nei due Paesi e gli scambi commerciali, i numeri dell’epidemia fanno paura: 78 vittime ufficiali e 122 pazienti sospetti, oltre al rischio che il virus si diffonda anche alla vicina Sierra Leone. Medici senza Frontiere parla senza mezzi termini di “epidemia senza precedenti”. “Ci troviamo di fronte a un’epidemia di dimensioni mai viste in relazione alla distribuzione dei casi sul territorio con molte città colpite nel Sud e casi nella Capitale” ha spiegato Mariano Lugli, coordinatore locale dell’organizzazione.
Non si tratta della prima volta che si verifica un focolaio di virus dell’ebola, ma in passato le epidemie erano più circoscritte a livello territoriale e interessavano zone più isolate. L’estensione del contagio che sta interessando l’Africa occidentale, iniziato a gennaio, è tale da rendere difficile anche l’azione dei medici sul posto per cercare di bloccarlo. Anche il tipo di virus individuato in questo caso non facilita gli interventi: secondo il governo della Guinea si tratta del “tipo Zaire, la forma più aggressiva e più mortale delle cinque varianti della famiglia di filovirus che provocano l’ebola”. Si trasmette per contatto diretto con il sangue, i liquidi biologici e i tessuti infettati, sia di uomini che di animali, vivi o morti, dunque le possibilità di contagio sono elevatissime.
L’ebola è un virus particolarmente pericoloso per l’uomo, con un tasso di mortalità piuttosto elevato (dal 25 al 90% dei casi), secondo il Global Alert and Response (GAR) del World Health Organization. Il virus prende il nome dalla valle dell’Ebola nella Repubblica Democratica del Congo (ex Zaire) dove scoppiò la prima epidemia nel 1976, in un ospedale di suore olandesi. Si manifesta con una febbre emorragica e ha come sintomi classici febbre, vomito, diarrea, dolore diffuso e malessere, con alcuni casi di emorragie anche interne ed esterne. Data la sua pericolosità il virus dell’ebola è classificato come agente di bioterrorismo di categoria A e viene considerato una potenziale arma biologica.
http://bastacasta.altervista.org/p12425/

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Rimuovere i graffi dai cd in cinque minuti


Eccovi alcuni metodi casalinghi, mediante i quali dovreste essere in grado di rimuovere i graffi dalla superficie dei cd.Le superfici dei cd o dei dvd sono molto delicate. Infatti, basta una scorretta conservazione, ed ecco che la superficie di esso si striscia. Se avete sperimentato tutto quanto era nelle vostre conoscenze, ma non avete ancora risolto il problema, vi indichiamo altri metodi, mediante cui dovreste essere in grado di rimettere in sesto i vostri cd o dvd. Tuttavia, sia bene chiaro, quelle sotto riportate devono essere intese come "ultime spiagge", ossia soluzioni utilme al problema, cui ricorrere soltanto quando non c'è proprio più niente da fare. Di conseguenza, non ci assumiamo nessuna responsabilità nel caso in cui non riusciste a pervenire al risultato sperato. In sostanza, non vi assicuriamo che i vari metodi proposti possano effettivamente funzionare. Primo metodo – Il dentifricio Cosa vi serve: Un cd da pulire Dentifricio (possibilmente a pasta bianca e non colorata, senza granuli) Acqua di rubinetto Un batuffolo di cotone Un panno morbido Dieci minuti di tempo Sul mercato esistono dei costosissimi kit di riparazione, ma con questo metodo non servono. Prendiamo il supporto da pulire e mettiamoci sopra del dentifricio. Con un batuffolo di cotone leggermente inumidito (o con le mani, se preferite) spalmiamo per bene il dentifricio lungo tutta la superficie del cd, anche se ne è strisciata solo una piccola parte. Lasciamo agire il dentifricio per cinque minuti. Quindi prendiamo il cd e, sotto l’acqua corrente, togliamo con le mani ogni residuo di dentifricio. Quando abbiamo rimosso tutto il dentifricio, asciughiamo il supporto con un panno morbido e, voilà, la superficie ora è ben levigata! Ovviamente, devo ricordarvi che se la superficie presenta graffi profondi, questi potrebbero non venir via, neppure se lasciaste agire il dentifricio per giorni e giorni. Secondo metodo – La banana E' possibile rimuovere i graffi dai cd anche con questo frutto esotico, ma la procedura è un po’ più lunga. Cosa vi serve: Un cd da pulire Un pezzo di banana (con la sua buccia, da utilizzare in seguito) Un panno morbido Acqua di rubinetto Quindici minuti del vostro tempo Prendiamo il supporto da pulire e strofiniamoci sopra la polpa della banana con movimenti circolari. E' necessario strofinare tutta la superficie del cd. Lasciamo agire la polpa sul support per 5 minuti. Ripuliamo la superficie con la parte interna della buccia . Laviamo il supporto con acqua e asciughiamolo con un panno morbido.Anche per quanto riguarda questo metodo, è nostro dovere segnalare che i graffi molto profondi potrebbero non sparire, anche dopo giorni e giorni di duro lavoro.

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