il 118 in sicilia

il 118 in sicilia
In Sicilia il Servizio Urgenza Emergenza Sanitario "S.U.E.S. 118", attivato in maniera sperimentale e provvisoria l' 11 Agosto 1997, è dotato di quattro Centrali Operative interprovinciali presso le provincedi Palermo, Catania, Caltanissetta e Messina. Ogni C.O. è provvista di una rete telefonica sanitaria dedicata solo alla emergenza (118) e indipendente da quella ordinaria, con venti linee dhe afferiscono a cinque posti di operatori; dispone inoltre di una rete privata virtuale dedicata (RPV) che le collega fra loro, con tutti i pronto soccorso e con tutti i reparti dell'area critica degli ospedali dell'Isola (Rianimazioni, Unità coronariche, Neurochirurgie, etc.); ognuna di esse è fornita inoltre di un sistema di registrazione automatico di tutte le telefonate che vi afferiscono. Le Centrali Operative, ciascuna per il proprio bacino, sono raggiungibili dall'utenza componendo il numero telefonico unico e gratuito 1-1-8.

martedì 22 maggio 2012


La Rassegna Stampa di MEDPress.it... La rassegna stampa di MEDPress.it
La Sicilia
Ed. del 21.05.2012 - pag. 9
An.To.
Articolo letto 13 volte
Intervista al direttore del centro dipartimentale di talassemia del Garibaldi di Catania
Caruso: «Più di 2.500 i siciliani malati di anemia mediterranea»
La talassemia conosciuta anche come anemia mediterranea - è una malattia genetica caratterizzata da uno o più difetti (mutazioni) dei geni (alfa e beta, principalmente) che sintetizzano la molecola dell’emoglobina con conseguenti anomalie dei globuli rossi e anemia. Da anni è stata identificata come una malattia di elevato interesse medico-sociale ed è per questo che si è provveduto alla costituzione, in tutta Italia, di una fitta rete diagnostico-assistenziale, di un sostegno economico ai pazienti e di un’attività di prevenzione impostata sulla ricerca di portatori sani per identificare le coppie a rischio(1 ogni 270) e quindi evitare di generare un figlio malato.
Per una maggiore efficacia degli interventi in materia di prevenzione, sin dal 1997 è stata anche sancita la gratuità degli esami di laboratorio necessari per la ricerca dei portatori sani di talassemia e emoglobinopatia in tutte le donne di età fertile.
«Nonostante tali interventi, però – sottolinea il dott. Vincenzo Caruso direttore del centro dipartimentale di Talassemia dell’Arnas Garibaldi di Catania - un certo numero di nuovi casi di emoglobinopatie continua a verificarsi annualmente in Sicilia, anche se il fenomeno è in netta diminuzione. E a fare la “fotografia” della patologia talassernica in Sicilia è il Rrest (Registro Siciliano di Talassemia e Emoglobinopatie), sorto nell’ambito dell’Osservatorio Epidemiologico Regionale nel 1984 con due obiettivi principali: fornire le informazioni necessarie alla pianificazione del settore; creare uno strumento in grado di valutare le azioni di ordine preventivo e assistenziale che il Servizio Sanitario adotta nel campo della talassemia. Il Registro si basa sulla comunicazione nominativa dei soggetti affetti da talassemia e emoglobinopatie diagnosticati presso i centri di talassemia di tutto il territorio regionale. Dall’ultimo report, i soggetti con tali patologie superano la quota di 2.500 con una sensibile differenza, relativamente ai tassi di prevalenza, fra le varie province (la talassemia major è più frequente a Siracusa e Caltanissetta e meno a Messina, la malattia drepanocitica ha un notevole picco a Caltanissetta, seguita da Ragusa)».
Qual è la forma dominante?
«La drepanocitosi (o anemia falciforme) è, in Sicilia. la forma più frequente di emoglobinopatia e spesso si associa alla talassemia; la prevalenza dei portatori sani di tale anemia, anch’essa ereditaria, è del 2% (mentre quella del portatore sano di talassemia è del 6%), e si è diffusa in tutta Italia a seguito dei flussi migratori prevalentemente dai paesi africani e dai paesi neocomunitari dell’Est Europa, con la conseguenza che un numero sempre maggiore di bambini e giovani adulti afferiscono ai nostri Centri di talassemia siciliani e italiani. Sempre secondo i dati del Reste, viene confermato che dal 1991 si è verificata una complessiva riduzione del numero di nuovi nati sull’intero territorio regionale rispetto al decennio precedente, ma la frequenza di tali eventi continua a mantenersi discreta; in particolare si osserva un lieve aumento dell’incidenza dopo il 2000. L’apparente tendenza all’aumento degli ultimi anni, da verificare comunque in un periodo di tempo più lungo, potrebbe essere in buona parte dovuta a una scelta dei genitori, in relazione anche alla migliorata qualità di vita del malato, anche se in qualche caso ha pesato la mancata opportunità di eseguire la diagnosi prenatale. Appare comunque necessario insistere nella promozione di campagne di informazione ed educazione sanitaria e nella ricerca dei portatori sani, al fine di limitare le nascite di nuovi casi solo a quelle derivanti da scelte consapevoli».
Fino a qual punto il merito dei farmaci al fine di una migliore qualità di vita del talassemico?
«In particolare, negli ultimi 15-20 anni il cambiamento della storia naturale della talassemia, con drastica riduzione della morbosità e della mortalità (molti pazienti hanno oggi più di 50 anni) e il netto miglioramento della qualità di vita pressoché sovrapponibile a quello della popolazione sana, è da attribuire oltre che all’adozione di programmi trasfusionali adeguati (ma regolari, se si vuole che siano veramente efficaci, per quantità di sangue e per intervalli di 15-20 giorni, tra una trasfusione e l’altra). all’introduzione di farmaci capaci di allontanare il ferro che si accumula con trasfusioni, cioè di nuovi chetanti orali del ferro (deferiprone e deferasirox) che si aggiungono alla tradizionale deferoxamina somministrabile unicamente per via sottocutanea o endovenosa, e alla possibilità mediante la Risonanza magnetica nucleare per Immagini, di quantificare precocemente gli accumuli di ferro in diversi organi (cuore e fegato principalmente) e di guidare efficacemente la terapia ferrochelante. In via di sperimentazione infine una terapia volta a curare l’epatite C che può colpire i malati».

Nessun commento:

Posta un commento

imposta qui i tuoi commenti

Newsletter da Pagine mediche.it

Image Hosted by ImageShack.us




MALATTIE E CONDIZIONI schede di approfondimento
Allergologia
Andrologia
Anestesiologia e Rianimazione
Angiologia
Cardiologia
Colonproctologia
Dermatologia
Dietologia
Ematologia
Endocrinologia
Epatologia
Gastroenterologia
Genetica
Ginecologia e ostetricia
Infettivologia
Logopedia
Medicina dello sport
Medicina Palliativa
Neonatologia
Neurologia
Oculistica
Odontoiatria e stomatologia
Oncologia
Ortopedia e traumatologia
Otorinolaringoiatria
Parassitologia
Pediatria
Pneumologia
Psicologia
Tricologia
Urologia



Newsletter Speciale di ven 29 mag 2009

Il fumo nella storia
Attivo o passivo, il fumo occupa un posto eminente nella storia della medicina. Da dove proviene il vizio del fumo? [...]
Fumo e fumo passivo
Uno studio, pubblicato sulla rivista Neuropsychopharmacology, ha dimostrato che a rimetterci sono sempre i bambini, anche se non sono ancora venuti alla luce. Con il commento del Dott. Paolo Noschese [...]
Il fumo danneggia seriamente la salute e smettere garantisce numerosi benefici
Il fumo fa male alla salute ed e' causa di danni che vanno dal problema estetico al tumore: e' scritto anche su ogni pacchetto di sigarette. Con il commento del Prof. Vincenzo Lazzaro [...]
Stop al fumo
Il nuovo punto di incontro per chi vuole smettere di fumare o per chi ha detto stop al fumo e vuole partecipare con la propria testimonianza. Un sostegno quotidiano alle crisi di astinenza e uno spazio di informazione sui metodi e le tecniche per dire basta al fumo parlando dei danni, dei numeri e delle statistiche del tabagismo. [...]
Test
Sei pronto a smettere di fumare?
Scopri con il nostro test se e' il momento giusto. [...]
DisclaimerLe informazioni ed i testi inseriti nella newsletter sono forniti esclusivamente a titolo indicativo e la Healthware S.p.A. e le societa' ad essa collegate non rispondono in alcun modo dell'uso che ne venga fatto dagli utenti.
Clicca qui se non vuoi piu' ricevere ulteriori comunicazioni

Rimuovere i graffi dai cd in cinque minuti


Eccovi alcuni metodi casalinghi, mediante i quali dovreste essere in grado di rimuovere i graffi dalla superficie dei cd.Le superfici dei cd o dei dvd sono molto delicate. Infatti, basta una scorretta conservazione, ed ecco che la superficie di esso si striscia. Se avete sperimentato tutto quanto era nelle vostre conoscenze, ma non avete ancora risolto il problema, vi indichiamo altri metodi, mediante cui dovreste essere in grado di rimettere in sesto i vostri cd o dvd. Tuttavia, sia bene chiaro, quelle sotto riportate devono essere intese come "ultime spiagge", ossia soluzioni utilme al problema, cui ricorrere soltanto quando non c'è proprio più niente da fare. Di conseguenza, non ci assumiamo nessuna responsabilità nel caso in cui non riusciste a pervenire al risultato sperato. In sostanza, non vi assicuriamo che i vari metodi proposti possano effettivamente funzionare. Primo metodo – Il dentifricio Cosa vi serve: Un cd da pulire Dentifricio (possibilmente a pasta bianca e non colorata, senza granuli) Acqua di rubinetto Un batuffolo di cotone Un panno morbido Dieci minuti di tempo Sul mercato esistono dei costosissimi kit di riparazione, ma con questo metodo non servono. Prendiamo il supporto da pulire e mettiamoci sopra del dentifricio. Con un batuffolo di cotone leggermente inumidito (o con le mani, se preferite) spalmiamo per bene il dentifricio lungo tutta la superficie del cd, anche se ne è strisciata solo una piccola parte. Lasciamo agire il dentifricio per cinque minuti. Quindi prendiamo il cd e, sotto l’acqua corrente, togliamo con le mani ogni residuo di dentifricio. Quando abbiamo rimosso tutto il dentifricio, asciughiamo il supporto con un panno morbido e, voilà, la superficie ora è ben levigata! Ovviamente, devo ricordarvi che se la superficie presenta graffi profondi, questi potrebbero non venir via, neppure se lasciaste agire il dentifricio per giorni e giorni. Secondo metodo – La banana E' possibile rimuovere i graffi dai cd anche con questo frutto esotico, ma la procedura è un po’ più lunga. Cosa vi serve: Un cd da pulire Un pezzo di banana (con la sua buccia, da utilizzare in seguito) Un panno morbido Acqua di rubinetto Quindici minuti del vostro tempo Prendiamo il supporto da pulire e strofiniamoci sopra la polpa della banana con movimenti circolari. E' necessario strofinare tutta la superficie del cd. Lasciamo agire la polpa sul support per 5 minuti. Ripuliamo la superficie con la parte interna della buccia . Laviamo il supporto con acqua e asciughiamolo con un panno morbido.Anche per quanto riguarda questo metodo, è nostro dovere segnalare che i graffi molto profondi potrebbero non sparire, anche dopo giorni e giorni di duro lavoro.

Lettori fissi

NOTE LEGALI

In ottemperanza alla Legge 7 marzo 2001, n. 62 Nuove norme sull'editoria e sui prodotti editoriali e modifiche alla legge 5 agosto 1981, n. 416 (G. U. N. 67, 21 marzo 2001, Serie generale) i contenuti del presente sito, ivi comprese tutte le informazioni, dati, comunicazioni, contenuti redazionali ed altro hanno scopo informativo in termini di comunicazione e promozione delle attivita' connesse, il presente sito non ha finalita' lucrative ed e' tutelato ai sensi di legge sul diritto di autore.

Il presente sito ed i dati ivi contenuti possono essere consultati solo per uso personale. Non e' consentito modificare, pubblicare, ritrasmettere, vendere, copiare, creare estratti, distribuire o mostrare alcuna parte del contenuto per fini commerciali. Infine, i loghi e il materiale grafico presente e' di proprieta' dei rispettivi intestatari, la responsabilita' dei contenuti degli utenti firmatari.

Contatti

Per contattare il webmaster scrivere una E-MAIL a: ciccito@alice.it


libro degli ospiti

Leggi e/o Firma il nostro Guestbook!