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Deficit delle Asl. Scatta la procedura per Lazio, Molise, Campania e Calabria.
La procedura è formalmente e automaticamente scattata. E per contribuenti e imprese di Lazio, Campania, Molise e Calabria, se il governo non farà presto un passo indietro, sarebbe la cattiva sorpresa dell'estate: il rendez vous col pagamento delle super addizionali Irpef (+0,30%) e Irap( +0,15%) oltre il tetto massimo per coprire gli extra-deficit accumulati da Asl e ospedali nel 2009.
Ma non prima di novembre per l'Irap e da gennaio 2011 per l'Irpef. Dopo lo stop all'uso di quasi 2 miliardi di Fas comunicato a metà maggio in consiglio dei ministri ai quattro governatori interessati senza credenziali di tenuta dei piani di rientro dal deficit sanitario, sono stati messi in moto tutti i meccanismi per l'applicazione delle super tasse. Da via XX settembre la comunicazione è stata inviata alle regioni nell'ultima decade di maggio. Le regioni coinvolte, una volta di fronte all'aumento automatico che impone la legge finanziaria, sono state chiamate a rendere operativi gli aggravi. Per l'Irpef il primo appuntamento in busta paga col prelievo sarà nel 2011. L'Irap maggiorata per imprese e lavoratori autonomi, se confermata, sarà dovuta invece solo col secondo acconto di novembre. Ciò significa che è già stato concesso una sorta di salvacondotto, evitando l'aggravio fiscale fin dai versamenti già effettuati o prossimi di giugno-luglio.
Tutto questo, naturalmente, se il governo non ci ripenserà: con atto amministrativo, più facilmente, o con una norma di legge ad hoc, chissà se proprio con la manovra correttiva 2011-2012 all' esame del Senato. L'eventuale decisione del governo, anche stavolta da prendere in consiglio dei ministri decreterebbe lo stop a una nuova stangata fiscale per i contribuenti e riaprirebbe i rubinetti alternativi dell'uso dei Fas.
La retromarcia dovrà però avvenire in tempi molto rapidi, si pensa intorno al prossimo 20 giugno, dopo che al tavolo con economia salute si completeranno tutte le verifiche sui piani di rientro dal disavanzo e di messa in sicurezza dei sistemi sanitari locali. La valutazione governativa naturalmente non potrà essere soltanto di tipo tecnico-finanziario. L'aspetto politico ed economico sociale sull'impatto delle super tasse avranno un peso specifico.
E non solo perché le quattro regioni, che hanno appena cambiato guida, sono ora tutte governate dal centro-destra e si proclamano "non responsabili" dei debiti ereditati. La delicatezza sta ad esempio nel fatto che nel Lazio, e nello specifico per contribuenti e imprese di Roma, scatterebbe una doppia stangata fiscale in accoppiata a quella in cantiere per l'Irpef da parte dell'amministrazione capitolina. Per il Molise che deve ripianare 69 milioni, l'aumento delle addizionali coprirebbe appena 12 milioni, lasciandone scoperti altri 57. Per non dire della Calabria, che anche dopo le super addizionali avrebbe un debito di 970 milioni.
Se all'ultima verifica i piani di rientro saranno ritenuti validi, il governo potrebbe sbloccare l'uso dei Fas. Con una situazione fmanziaria specifica in ciascuna regione, il Lazio, che ha un rosso di 421 milioni, con le maxi-addizionali coprirebbe fino a 359 milioni; la Campania, deficit 2009 di 497,7 milioni, incasserebbe 197 milioni, lasciandone però scoperti 300; per Calabria e Molise, come detto, la situazione sarebbe addirittura più drammatica. Col rischio aggiuntivo di sommare alla stangata fiscale ticket e altri tagli in realtà locali che già scontano una pessima gestione della sanità. Solo i Fas salverebbero tutto.
Ma non prima di novembre per l'Irap e da gennaio 2011 per l'Irpef. Dopo lo stop all'uso di quasi 2 miliardi di Fas comunicato a metà maggio in consiglio dei ministri ai quattro governatori interessati senza credenziali di tenuta dei piani di rientro dal deficit sanitario, sono stati messi in moto tutti i meccanismi per l'applicazione delle super tasse. Da via XX settembre la comunicazione è stata inviata alle regioni nell'ultima decade di maggio. Le regioni coinvolte, una volta di fronte all'aumento automatico che impone la legge finanziaria, sono state chiamate a rendere operativi gli aggravi. Per l'Irpef il primo appuntamento in busta paga col prelievo sarà nel 2011. L'Irap maggiorata per imprese e lavoratori autonomi, se confermata, sarà dovuta invece solo col secondo acconto di novembre. Ciò significa che è già stato concesso una sorta di salvacondotto, evitando l'aggravio fiscale fin dai versamenti già effettuati o prossimi di giugno-luglio.
Tutto questo, naturalmente, se il governo non ci ripenserà: con atto amministrativo, più facilmente, o con una norma di legge ad hoc, chissà se proprio con la manovra correttiva 2011-2012 all' esame del Senato. L'eventuale decisione del governo, anche stavolta da prendere in consiglio dei ministri decreterebbe lo stop a una nuova stangata fiscale per i contribuenti e riaprirebbe i rubinetti alternativi dell'uso dei Fas.
La retromarcia dovrà però avvenire in tempi molto rapidi, si pensa intorno al prossimo 20 giugno, dopo che al tavolo con economia salute si completeranno tutte le verifiche sui piani di rientro dal disavanzo e di messa in sicurezza dei sistemi sanitari locali. La valutazione governativa naturalmente non potrà essere soltanto di tipo tecnico-finanziario. L'aspetto politico ed economico sociale sull'impatto delle super tasse avranno un peso specifico.
E non solo perché le quattro regioni, che hanno appena cambiato guida, sono ora tutte governate dal centro-destra e si proclamano "non responsabili" dei debiti ereditati. La delicatezza sta ad esempio nel fatto che nel Lazio, e nello specifico per contribuenti e imprese di Roma, scatterebbe una doppia stangata fiscale in accoppiata a quella in cantiere per l'Irpef da parte dell'amministrazione capitolina. Per il Molise che deve ripianare 69 milioni, l'aumento delle addizionali coprirebbe appena 12 milioni, lasciandone scoperti altri 57. Per non dire della Calabria, che anche dopo le super addizionali avrebbe un debito di 970 milioni.
Se all'ultima verifica i piani di rientro saranno ritenuti validi, il governo potrebbe sbloccare l'uso dei Fas. Con una situazione fmanziaria specifica in ciascuna regione, il Lazio, che ha un rosso di 421 milioni, con le maxi-addizionali coprirebbe fino a 359 milioni; la Campania, deficit 2009 di 497,7 milioni, incasserebbe 197 milioni, lasciandone però scoperti 300; per Calabria e Molise, come detto, la situazione sarebbe addirittura più drammatica. Col rischio aggiuntivo di sommare alla stangata fiscale ticket e altri tagli in realtà locali che già scontano una pessima gestione della sanità. Solo i Fas salverebbero tutto.
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