118, IMPORTANTE SENTENZA
| Vetrina |
Condannata a retribuire il lavoratore che si trova presso la sua abitazione, perchè impossibilitato a svolgere le proprie mansioni, in quanto non è stato reinserito al suo originario posto. La sentenza è stata emessa dal giudice del tribunale di Mistretta, Fiorella Scarpato, ai danni della Sise, la Siciliana Servizi di Emergenza spa; si tratta di un provvedimento che riconosce, per la seconda volta, le ragioni di due operatori del 118, trasferiti dal luogo in cui erano stati assunti. Il verdetto del giudice è l'ennesimo passaggio di una vertenza sorta nel 2008, quando ventiquattro operatori di Mistretta e Santo Stefano di Camastra furono trasferiti nelle isole Eolie ed in altre sedi lontane dal luogo in cui avevano sempre lavorato. Si contestava non solo lo spostamento, ma anche il pagamento dello straordinario, circa 7000 euro per ogni lavoratore. Fra gli altri, in due si rivolsero al tribunale di Mistretta ed il 27 ottobre scorso, ottennero il riconoscimento dei loro diritti; la Sise, però, non diede seguito alla sentenza e ora ne è stata disposta un'altra, che amplia le prerogative per i lavoratori. Si tratta di una sentenza storica, ha riferito Mimmo Ruffino, responsabile 118 della Fp Cgil di Messina, con la quale sono stati ottenuti due risultati: garantire il rispetto dei diritti dei lavoratori e indirettamente assicurare un efficace servizio d’emergenza sul territorio. Le decisioni della Sise, ha riferito ancora il sindacalista, non rispettando le procedure previste per legge e non essendo legate a palesi ragioni di servizio, apparivano ingiustificate. Ma c'è di più: i conducenti delle ambulanze, trovandosi in zone completamente nuove e con nuova viabilità, non avrebbero potuto essere di conseguenza tempestivi.
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