il 118 in sicilia

il 118 in sicilia
In Sicilia il Servizio Urgenza Emergenza Sanitario "S.U.E.S. 118", attivato in maniera sperimentale e provvisoria l' 11 Agosto 1997, è dotato di quattro Centrali Operative interprovinciali presso le provincedi Palermo, Catania, Caltanissetta e Messina. Ogni C.O. è provvista di una rete telefonica sanitaria dedicata solo alla emergenza (118) e indipendente da quella ordinaria, con venti linee dhe afferiscono a cinque posti di operatori; dispone inoltre di una rete privata virtuale dedicata (RPV) che le collega fra loro, con tutti i pronto soccorso e con tutti i reparti dell'area critica degli ospedali dell'Isola (Rianimazioni, Unità coronariche, Neurochirurgie, etc.); ognuna di esse è fornita inoltre di un sistema di registrazione automatico di tutte le telefonate che vi afferiscono. Le Centrali Operative, ciascuna per il proprio bacino, sono raggiungibili dall'utenza componendo il numero telefonico unico e gratuito 1-1-8.

giovedì 17 luglio 2008

notizie 118 dall'italia

Ilva, aperta un’inchiesta. L’operaio lotta con la morte
lva, aperta un’inchiesta. L’operaio lotta con la morte16 luglio 2008
I notiziari in tivù che continuavano a parlare d’altro, raccontavano di due operai infortunati all’Ilva ma lontanissimo da qui, a Taranto: ustionati al volto da una vampata provocata da una perdita di gas. E il silenzio, invece, attorno a loro che da due giorni facevano la spola tra casa e il reparto di rianimazione dell’ospedale Villa Scassi di Sampierdarena. Il silenzio di una azienda che, per la famiglia Pastorino, è da sempre fonte di reddito per andare avanti, ma anche di paura.
Oggi, sulle possibili responsabilità di quell’azienda in riferimento all’incidente che sabato ha visto drammaticamente coinvolto Giuseppe Pastorino, 53 anni (investito sul piazzale degli imbarchi da un carrellone carico di bobine di lamierino) un magistrato ha aperto un’inchiesta, l’ipotesi di reato parla di “lesioni colpose”. E i bollettini medici non registrano miglioramenti nelle condizioni del ferito, attaccato alle flebo e del tutto incosciente.
«Papà me l’ha sempre detto, quando magari da piccolo scherzavo: verrò con te, farò il tuo stesso lavoro. E lui, rabbuiandosi: te lo proibisco... Si è sempre arrabbiato sul serio, su questo punto. E lo ripeteva quasi tutte le sere, finito il turno, che prima o poi sarebbe successo qualcosa di grave, a lui o a qualche suo amico...».


In via Calamandrei a Voltri 2, il tempo si è fermato al pomeriggio di sabato. Da allora, da quella telefonata che annunciava «un piccolo incidente», ogni squillo è un tuffo al cuore, Giuseppe Pastorino è sempre in un letto della rianimazione, sedato per sopportare i dolori che altrimenti sarebbero atroci. Il braccio sinistro quasi amputato, il corpo martoriato. Nessun segno di ripresa o barlumi di lucidità, nel torpore del sonno artificiale.
Dolore e rabbia, per ora, sono riservati a Lorella Bozzano, che è infermiera e nel suo lavoro ha visto tante persone soffrire, e ad Andrea, 24 anni. Lui, figlio unico, ha seguito i consigli del padre e l’impiego l’ha trovato alla Basko.
La rabbia serpeggia anche nel sindacato, che si è sentito chiamato in causa per quella che è stata la tragedia nascosta di sabato sera. Francesco Grondona, segretario generale Fiom Cgil Genova (il sindacato al quale è iscritto Giuseppe Pastorino) parla di un incidente che non è apparso subito in tutta la sua gravità e rifiuta anche il sospetto di un atteggiamento omertoso che, a suo dire, sarebbe stato attribuito anche alle rappresentanze dei lavoratori. «Noi abbiamo preso posizione già lunedì, due ore di sciopero in tutta l’azienda (tenute ieri, ndr), otto nel reparto “zincatura” dove prestava servizio il nostro collega ferito - dice - E uno sciopero si proclama contro qualcuno, contro un’azienda che si chiama Ilva e una persona che si chiama Riva. Noi siamo andati alla Asl e da un avvocato per decidere quali iniziative legali prendere. Il resto sono illazioni, nulla più».
La rabbia dei familiari si racchiude invece in due nodi irrisolti: il silenzio dell’azienda, prima di tutto, rotto solo ieri sera da una telefonata del medico aziendale («Si è disponibile a un consulto in caso di bisogno...»). E i soccorsi che sono avvenuti in modo irrituale, chiamando direttamente la Croce Bianca e saltando invece il “118”, il coordinamento delle pubbliche assistenze che avrebbe potuto, intuendo la gravità dell’accaduto, inviare sul posto un’automedica con personale qualificato e un medico. «Il fatto che, telefonandoci quella sera dall’Ilva, ci abbiano detto che papà aveva solo un braccio rotto, quello lo posso anche capire - dice Andrea Pastorino - ma se non è stato chiamato il “118” è più grave, significa che il soccorso non è stato prestato da un medico ma da ragazzi volontari, bravissimi senz’altro, per carità. A loro dobbiamo solo dire grazie. Ma perché si è fatta quella scelta? Forse perché si sa che il”118” è in contatto continuo con i giornali e quello che era successo sarebbe stato di dominio pubblico?».
Nella rabbia e nella ricerca disperata di chiarezza, la consolazione arriva dai colleghi di lavoro del padre e dalle loro attestazioni di amicizia e vicinanza. «Il telefono squilla di continuo, chiedono, vogliono sapere come sta. Molti sono venuti in ospedale, anche se non c’è altro da fare che attendere e sperare, lui non si può incontrare. E qualcuno mi ha anche invitato a passare all’Ilva. Mi aspetterebbero al termine del turno, hanno detto. Per poter parlare, sfogarci un po’...».

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Rimuovere i graffi dai cd in cinque minuti


Eccovi alcuni metodi casalinghi, mediante i quali dovreste essere in grado di rimuovere i graffi dalla superficie dei cd.Le superfici dei cd o dei dvd sono molto delicate. Infatti, basta una scorretta conservazione, ed ecco che la superficie di esso si striscia. Se avete sperimentato tutto quanto era nelle vostre conoscenze, ma non avete ancora risolto il problema, vi indichiamo altri metodi, mediante cui dovreste essere in grado di rimettere in sesto i vostri cd o dvd. Tuttavia, sia bene chiaro, quelle sotto riportate devono essere intese come "ultime spiagge", ossia soluzioni utilme al problema, cui ricorrere soltanto quando non c'è proprio più niente da fare. Di conseguenza, non ci assumiamo nessuna responsabilità nel caso in cui non riusciste a pervenire al risultato sperato. In sostanza, non vi assicuriamo che i vari metodi proposti possano effettivamente funzionare. Primo metodo – Il dentifricio Cosa vi serve: Un cd da pulire Dentifricio (possibilmente a pasta bianca e non colorata, senza granuli) Acqua di rubinetto Un batuffolo di cotone Un panno morbido Dieci minuti di tempo Sul mercato esistono dei costosissimi kit di riparazione, ma con questo metodo non servono. Prendiamo il supporto da pulire e mettiamoci sopra del dentifricio. Con un batuffolo di cotone leggermente inumidito (o con le mani, se preferite) spalmiamo per bene il dentifricio lungo tutta la superficie del cd, anche se ne è strisciata solo una piccola parte. Lasciamo agire il dentifricio per cinque minuti. Quindi prendiamo il cd e, sotto l’acqua corrente, togliamo con le mani ogni residuo di dentifricio. Quando abbiamo rimosso tutto il dentifricio, asciughiamo il supporto con un panno morbido e, voilà, la superficie ora è ben levigata! Ovviamente, devo ricordarvi che se la superficie presenta graffi profondi, questi potrebbero non venir via, neppure se lasciaste agire il dentifricio per giorni e giorni. Secondo metodo – La banana E' possibile rimuovere i graffi dai cd anche con questo frutto esotico, ma la procedura è un po’ più lunga. Cosa vi serve: Un cd da pulire Un pezzo di banana (con la sua buccia, da utilizzare in seguito) Un panno morbido Acqua di rubinetto Quindici minuti del vostro tempo Prendiamo il supporto da pulire e strofiniamoci sopra la polpa della banana con movimenti circolari. E' necessario strofinare tutta la superficie del cd. Lasciamo agire la polpa sul support per 5 minuti. Ripuliamo la superficie con la parte interna della buccia . Laviamo il supporto con acqua e asciughiamolo con un panno morbido.Anche per quanto riguarda questo metodo, è nostro dovere segnalare che i graffi molto profondi potrebbero non sparire, anche dopo giorni e giorni di duro lavoro.

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