il 118 in sicilia

il 118 in sicilia
In Sicilia il Servizio Urgenza Emergenza Sanitario "S.U.E.S. 118", attivato in maniera sperimentale e provvisoria l' 11 Agosto 1997, è dotato di quattro Centrali Operative interprovinciali presso le provincedi Palermo, Catania, Caltanissetta e Messina. Ogni C.O. è provvista di una rete telefonica sanitaria dedicata solo alla emergenza (118) e indipendente da quella ordinaria, con venti linee dhe afferiscono a cinque posti di operatori; dispone inoltre di una rete privata virtuale dedicata (RPV) che le collega fra loro, con tutti i pronto soccorso e con tutti i reparti dell'area critica degli ospedali dell'Isola (Rianimazioni, Unità coronariche, Neurochirurgie, etc.); ognuna di esse è fornita inoltre di un sistema di registrazione automatico di tutte le telefonate che vi afferiscono. Le Centrali Operative, ciascuna per il proprio bacino, sono raggiungibili dall'utenza componendo il numero telefonico unico e gratuito 1-1-8.

lunedì 4 luglio 2011

«In Lombardia la sanità costa 2 mln all'ora. Criteri qualunquistici della Corte dei conti»

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Gazzetta del Sud
Ed. del 02.07.2011 - pag. 24
Primo Romeo
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Le critiche di Russo alla relazione del procuratore Coppola

Castiglione (Pdl) sposa l'analisi del giudice contabile. Gli interrogativi dell'Aiop che chiede chiarezza
PALERMO - «Il folkloristico intervento del procuratore della Corte dei conti, Coppola, sulla sanità siciliana, peraltro smentito dal giudizio di parifica, ha prodotto l’effetto di una disastrosa disinformazione dei cittadini». L’assessore regionale per la Salute, Massimo Russo, commenta così le affermazioni del procuratore Coppola in occasione del giudizio di pari fica del rendiconto generale della Regione per il 2010.
«Seguendo il risibile e qualunquistico criterio del procuratore - prosegue - in Lombardia la sanità costa quasi 2 mln l’ora, nel Lazio oltre un mln, in Sicilia 965 mila euro e in Molise appena 63 mila euro: basta dividere l’ammontare del Fondo sanitario di ciascuna regione per il numero delle ore annue. Il procuratore avrebbe fatto meglio a dividere la quota del Fondo sanitario per il numero degli abitanti: avrebbe visto che la quota pro-capite della Sicilia è una delle più basse d’Italia con 1.678 euro a testa mentre il Piemonte, citato a sproposito dal procuratore, ha una quota pro-capite di 1.750 euro, spende 700 mln in meno, ma ha anche 600 mila abitanti in meno».
«Forse il procuratore non sa nemmeno che le Regioni devono spendere per intero la quota del Fondo sanitario per garantire i livelli essenziali di assistenza e devono avere l’accortezza amministrativa di non spendere né soldi in più né soldi in meno», sottolinea l’assessore regionale alla Sanità, Massimo Russo.
«I dati della Corte dei conti - prosegue - confermano che ormai la Sicilia è giunta all’equilibrio di bilancio, la nostra performance è stata una delle migliori d’Italia e grazie al riordino del sistema e della spesa sono migliorati tutti i parametri con cui è possibile misurare la qualità dell’offerta sanitaria. Sarebbe stato utile ricordare che, prima di questo governo, in Sicilia si è arrivato a spendere quasi un mld in più del Fondo sanitario facendo gravare la spesa sui contribuenti. In quanto alla qualità dell’assistenza sanitaria ritengo gravissimo che un magistrato, nell’ambito delle proprie funzioni, possa dire che per i siciliani è ancora l’aereo la migliore soluzione per le cure: certe frasi sprezzanti sono solamente offensive per i tanti professionisti che lavorano con impegno per migliorare la qualità dell’assistenza».
«Peraltro - conclude - la Corte ha evidenziato che il trend della mobilità passiva è in diminuzione. Mi schiero completamente dalla parte dei medici e degli operatori sanitari, so che c’è ancora tanta strada da fare per migliorare ma le riforme serie, quelle vere, non producono effetti immediati ma hanno bisogno dei giusti tempi».
Ma a Russo replica il coordinatore regionale del Pdl Giuseppe Castiglione: «Se c’è un qualcosa di folk1oristico in Sicilia, caro assessore Russo, è certamente il governo Lombardo che, con la propria incapacità di governare ogni giorno di più, trascina nel baratro la nostra Isola. Adesso vogliono intimidire pure la Corte dei conti che, con intenti chiaramente non politici, fotografa la drammatica realtà siciliana. Il disastro è sotto gli occhi di tutti e non faccia, quindi, assessore Russo, il calcolo del pollo di Trilussa. L’ultima sceneggiata folcloristica è quella del Centro cardiologico pediatrico di Taormina».
E sulla relazione della Corte dei conti interviene anche la presidente Aiop (Associazione che rappresenta le case di cura private) Barbara Cittadini per rilevare che «è incontrovertibile che il comparto dell’ospedalità privata ha contribuito con grossi sacrifici al risanamento del bilancio sanitario». Pur non volendo alimentare polemiche o contestazioni, Cittadini rivolge tuttavia alcuni interrogativi sui dati resi noti dal procuratore Coppola «che destano grande stupore». Cittadini osserva che nella requisitoria, la spesa per l’assistenza ospedaliera convenzionata nel 2010 è cresciuta attestandosi a circa 667milioni di euro con un aumento di 28 milioni di euro (+4,5%) rispetto all’anno precedente. «Sarebbe opportuno conoscere, pertanto - chiede - la destinazione, o quantomeno l’imputazione contabile dei circa 220 milioni di euro in più rispetto a quanto assegnato (450 mln di euro) al comparto dell’ospedalità privata accreditata nel 2010, con provvedimenti assessoriali repertoriati e pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale».
Il presidente dell’Aiop ritiene che «questa esigenza di chiarezza è quantomai indispensabile nella considerazione che il comparto delle case di cura nel triennio 2007-2009 ha partecipato in modo sostanziale alla manovra di riequilibrio del disavanzo sanitario prevista dal Piano di rientro e, rispetto al 2006, ha subito un decremento rispettivamente di euro 38.797.000,00 per il 2007 (-7,77%), di euro 57.598.796,28 per il 2008 (11 ,54%) e di euro 56.422.395,04 per il 2009 (11 ,30%), per una media annua del 10,20%. «Senza tralasciare - aggiunge - che, fin dal 2008, contrariamente a quanto avveniva in passato, l’assessorato della Salute non ha più riconosciuto extrabudget alle case di cura. I tetti di spesa, pertanto sono invalicabili, e
rendono certa la spesa della regione Sicilia per il comparto» . Il presidente regionale dell’Aiop chiede pertanto «che venga chiarito, in modo chiaro e incontestabile, quali spese, attribuite erroneamente all’ospedalità privata convenzionata, hanno fatto lievitare, in un periodo di ferreo contenimento e taglio dei costi, i conti della Regione».

Sanità, il ministro Fazio: stanziati 20 milioni per aiuti alle isole minori

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Giornale di Sicilia
Ed. del 03.07.2011 - pag. 10
Salvatore Gabriele
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Per garantire l'assistenza

PANTELLERIA - «Sono pronti 20 milioni di euro per il progetto “Isole Minori”. C’è stato uno stanziamento per le isole italiane e i posti disagiati anche montani». Lo dice il ministro della Salute, Ferruccio Fazio che si concede un fine settimana nella «sua» isola, Pantelleria, dove è residente dal 1998. Tanto da commentare con grande entusiasmo il ritrovamento del carico di una nave punica affondata nel terzo secolo avanti Cristo nella baia.
«È una scoperta unica – dice con entusiasmo il ministro -. Sono già state ritrovate 1.500 monete puniche. Sono sicuro che questo rinvenimento archeologico subacqueo aiuterà a risollevare l’immagine turistica della “nostra” isola».
Sull’iniziativa per le isole minori, Fazio spiega che «sarà la Regione a dover presentare i progetti, noi dettiamo le linee generali. Lo stanziamento - aggiunge Fazio - parte dal presupposto che ci sono zone disagiate nelle quali occorre fare degli interventi straordinari, con criteri che potrebbero essere definiti inappropriati in altre zone. Per esempio, in zone disagiate di montagna dove si fa un’eccezione per il pronto soccorso. Ci sono alcuni posti in Piemonte che invece di 20 mila accessi all’anno, necessari per avere un pronto soccorso, ne hanno diecimila. Naturalmente il limite non è messo solo per ragioni economiche, ma anche per consentire una buona sanità. È dimostrato che in ospedali dove ci sono meno di 500 nascite all’anno, ci sono più probabilità di avere dei problemi per i bambini e anche per le madri».

Stangata sanità 500 euro a famiglia tra tagli e ticket

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La Stampa
Ed. del 03.07.2011 - pag. 2
Paolo Barone e Paolo Russo
Articolo letto 45 volte

Stanziati 10 miliardi in meno: devono pagare gli assistiti
Dal prossimo anno si dovrà quasi sicuramente pagare un ticket di 10 euro su visite specialistiche ed analisi, una «novità» che andrà ad aggiungersi ai maxi-ticket già applicati su queste prestazioni da tutte le Regioni italiane (Molise escluso). Poi dal 2014 un’altra raffica di nuove tasse, che probabilmente non potranno risparmiare nemmeno i ricoveri ospedalieri, perché fra tre anni si dovranno compensare il tagli al Fondo sanitario nazionale. In base alle stime dell’economista del Ceis Tor Vergata, Federico Spandonaro, sulla sanità calerà infatti la scure: 10 miliardi in meno di stanziamenti nei prossimi tre anni, coi fondi totali che scenderanno dal 6,7% del Pil al 6,4%. Quanto costerà questa mossa agli italiani? Stando sempre alle stime del Ceis, ogni famiglia sarà chiamate a sostenere un aggravio diretto o indiretto di circa 500 euro all’anno. Un conto salato, insomma, quello che la manovra estiva presenta agli assistiti. Che non risparmia nemmeno gli industriali farmaceutici, chiamati a ripianare gli sfondamenti di spesa per pillole e sciroppi. Mentre il personale dipendente e convenzionato di Asl e ospedali sarà colpito come tutti i pubblici dipendenti dal blocco dei contratti e del turn-over.
Visite ed esami più cari
Salvo miracoli delle Regioni sui propri già malandati bilanci dal prossimo anno dovrebbe entrare in vigore il ticket di 10 euro su visite specialistiche, analisi ed accertamenti diagnostici, introdotto dal governo Prodi ma mai applicato a seguito del finanziamento statale accordato per scongiurare l’impopolare balzello. Ora la manovra rifinanzia le Regioni solo per i restanti mesi del 2011 con 486,5 milioni ma anche se all’ultimo istante dal decreto è stata cancellata la esplicita reintroduzione del ticket dal 2012 per il prossimo anno non è garantita alcuna copertura, quindi è più che probabile che la quota fissa di 10 euro vada ad aggiungersi ai 36,16 euro di franchigia (somma entro la quale paga il cittadino, oltre la Regione) già in vigore ovunque e che in alcune Regioni è fissata a un livello anche più alto (vedere grafico). In pratica la somma dei due ticket renderebbe per molte prestazioni meno complesse, come delle banali analisi delle urine o una radiografia al torace, più conveniente rivolgersi direttamente al privato, aggirando liste d’attesa e trafile burocratiche. Poi nel 2014 dovranno essere introdotti nuovi ticket, aggiuntivi rispetto a quelli esistenti, per conseguire risparmi pari al 47% del totale. Quanto possa valere questa percentuale è difficile dire oggi ma poiché il Fondo sanitario nazionale salirà solo dello 0,5% nel 2013 e e dell’1,4 nel 2014, contro il +2,8% sancito per il 2012 dall’ultimo Patto per la Salute sottoscritto da Governo e Regioni, all’appello mancheranno oltre 4 miliardi l’anno. Quindi i ticket dovranno portare in dote altri 2 miliardi. Tanti, al punto da rendere più che probabile l’arrivo del famigerato ticket sui ricoveri, anche perché su prestazioni di pronto soccorso non urgenti, specialistica, diagnostica e, in molti casi, farmaci, quasi ovunque si pagano già.
Allarme spesa farmaceutica
Per tamponare la falla della spesa per i farmaci ospedalieri, destinata quest’anno a sfondare il tetto di 2,4 miliardi, l’industria sarà chiamata dal 2013 ad accollarsi il 35% del ripiano in misura proporzionale ai fatturati con modalità che verranno stabilite da un apposito regolamento il prossimo anno. Ma se risultasse troppo difficile distribuire gli oneri tra gli industriali scatterebbe il taglio dal 13,3 al 12,5% sulla spesa sanitaria complessiva del tetto per la farmaceutica convenzionata, ossia per i medicinali dispensati nel canale farmacie. A completare il conto presentato dalla manovra agli industriali della pillola c’è la nuova tassa che le imprese dovranno pagare al momento di presentare la domanda di immissione in commercio dei nuovi farmaci. «Si colpisce un settore che è il motore dell’innovazione, sarà un boomerang», protesta il neopresidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi.
Protestano i medici
Lamentele alle quali si uniscono i sindacati medici, che protestano contro il blocco dei contratti e del turn-over, dal quale saranno esentati solo i primari delle Regioni alle prese con i piani di rientro dai deficit (quasi tutte quelle del centrosud, dal Lazio in giù). I medici di famiglia di Fimmg e Snami già minacciano scioperi, mentre per il segretario dell’Anaao, il sindacato dei camici bianchi ospedalieri, Costantino Troise, «è una bomba ad orologeria per la sanità che rischia di diventare un sistema povero per i poveri». Una bomba, come buona parte della manovra, destinata ad esplodere nelle mani del governo che verrà.

sabato 2 luglio 2011

Precari Croce Rossa, chiuso l’accordo: ricollocati in otto. Cisl e Cgil: «Solo una soluzione tampone»


Alcuni ritornano con la Cri, altri con la «Italy Emergenza»


Precari Croce Rossa, chiuso laccordo: ricollocati in otto. Cisl e Cgil: «Solo una soluzione tampone»
Chiuso l'accordo per i 15 precari della Cri di Città di Castello (Foto U24)
di Barbara Maccari
Dopo settimane di protesta, occupazioni e trattative ad oltranza la situazione dei 15 precari della Cri di Città di Castello si è risolta positivamente anche se, come sottolineano i sindacati, alcuni problemi rimangono. In otto infatti (sette a Perugia e uno a Foligno), sono stati riassorbiti dai comitati territoriali della Croce Rossa, mentre gli altri sette sono stati assunti in parte dalla cooperativa sociale «Italy Emergenza», vincitrice dell’appalto per il trasporto sanitario tifernate, e in parte hanno accettato di rimanere in Croce Rossa accettando però incarichi fuori regione.
Scarpelli: perplessità restano «Siamo riusciti, dopo una lunga e difficile trattativa – spiega la segretaria generale della Fp-Cgil dell’Umbria Vanda Scarpelli – ad evitare che questi lavoratori, padri e madri di famiglia, venissero abbandonati a loro stessi, ma resta una perplessità di fondo sulle modalità con cui la Asl1 ha condotto la gara d’appalto. Il 118 non può essere un servizio affidato a chiunque, è un settore che necessita di esperienza e di requisiti minimi di professionalità, è un servizio molto delicato e chi vi opera ha a che fare con la vita e la morte delle persone».
Situazione tampone Chi è passato sotto le dipendenze della cooperativa, sottolineano i sindacati, ha avuto un notevole peggioramento del contratto di lavoro: «Alcuni lavoratori sono passati da un forte contratto pubblico, quello con la Cri, con 36 ore settimanali a circa 1.200 euro – sottolinea il segretario territoriale della Cisl di Perugia, Alberto Palazzetti – a quello con una cooperativa sociale, molto più debole, con meno diritti, e con un salario decurtato di circa 500 euro mensili. Per gli altri rientrati in Cri si tratta comunque di una situazione tampone, visto che a febbraio 2012 scadrà anche la convenzione con la Asl 2 e il rischio che si apra una vertenza simile a quella appena conclusa è molto alto, in questo caso si parla però di un numero di lavoratori molto più alto, una 50ina. La stessa cosa avverrà anche per la Asl3».
La Regione dia risposte I sindacati chiedono quindi in coro chiarezza e riposte concrete dalla Regione e omogeneità del servizio territoriale regionale. «Ultimamente va di moda fare tutte gare al ribasso – sottolinea Palazzetti – non considerando che possono andar bene per tante cose ma in questo caso, una specificità particolare come quella dell’emergenza e del trasporto ordinario, non va affatto bene, è un settore che necessità di personale specializzato e formato e non si può affidarlo a chiunque».
http://www.umbria24.it/precari-croce-rossa-chiuso-laccordo-ricollocati-in-otto-cisl-e-cgil-«solo-una-soluzione-tampone»/48612.html

Priolo, sopralluogo nei locali della guardia medica


Il Sindaco Antonello Rizza e il Presidente del Consiglio comunale Orazio Valenti hanno accompagnato ieri mattina il Direttore Generale della ASP di Siracusa nel sopralluogo presso i locali della Guardia medica e 118 di Priolo Gargallo.
Il direttore Maniscalco ha potuto verificare di persona lo stato dei locali, che necessitano di un immediato intervento di pulizia e ristrutturazione, sia per quanto riguarda quelli destinati all’utenza che gli uffici e gli ambulatori dove opera il personale medico ed infermieristico.
Nelle more che vengano reperiti locali più idonei, in particolare per il servizio 118, attraverso un bando che verrà emesso a breve, Maniscalco si è impegnato ad intervenire immediatamente per le azioni più urgenti.
Hanno avuto così riscontro le richieste del Presidente Valenti, che ha recepito immediatamente le segnalazioni dei cittadini, dimostrando di potere contare su un legame solido con la cittadinanza, in virtù del proprio rapporto di vicinanza con i problemi e le istanze dei priolesi.
“Ringrazio, anche a nome del movimento Progresso Priolese, che rappresento, il Sindaco Rizza e il direttore Maniscalco per la sensibilità dimostrata rispetto alle esigenze dell’utenza di Priolo Gargallo, che si avvicina ai servizi sanitari con sempre maggiore maturità, considerando positivamente gli sforzi della Amministrazione comunale, ma pretendendo servizi sempre più evoluti.
Un ringraziamento va anche alla folta rappresentanza di consiglieri e assessori comunali che si è dimostrata sensibile alla problematica, partecipando al sopralluogo di oggi.”
http://www.siracusanews.it/node/22878

Paventato rischio riduzione 118, CGIL : “Non si tocca”

AGRIGENTO – La CGIL Agrigento con una nota stampa interviene sul paventato rischio di una riduzione del personale in servizio sulle ambulanze del 118. “Lunedi prossimo a Palermo l’Assessore Russo spiegherà il piano di riordino sanitario elaborato dall’assessorato alla sanità – si legge nel comunicato – , ai Sindacati, piano che, prevede una riduzione di personale sulle ambulanze medicalizzate entro la fine del mese, il Coordinatore Provinciale della Sanità Antonio Cutugno in rappresentanza della segreteria regionale della FP CGIL contesterà tale scelta “ la scure dei tagli non si abbatta sul settore dell’Emergenza Urgenza” dichiara il rappresentante sindacale perchè “ciò rappresenta un serio pericolo per tutti i cittadini, in quanto la gestione del paziente in regime di emergenza-urgenza richiede una pronta assistenza e sostegno alle funzioni vitali”.
I cittadini, e noi con loro – conclude il rappresentante della FP CGIL “ rivendicano con forza un servizio di Emergenza Sanitaria che sia garanzia di efficienza ed efficacia”.

http://www.agrigentooggi.it/indexOriginale.php/paventato-rischio-riduzione-118-cgil-il-personale-non-si-tocca/

venerdì 1 luglio 2011

Riduzione del personale sulle ambulanze del 118. Tavolo tecnico richiesto anche dalla Fimmg. «Il provvedimento va sospeso!»

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«Più volte gli equipaggi interessati dalla riduzione di organico sono stati costretti a chiedere l’intervento di un’altra ABZ in supporto».
MEDPress.it | Pubblicato il 01.07.2011 | Articolo letto 73 volte      
Riduzione del personale sulle ambulanze del 118. Tavolo tecnico richiesto anche dalla Fimmg. «Il provvedimento va sospeso!»
MESSINA - Anche la Fimmg prende posizione nella polemica sorta intorno al provvedimento assessoriale con cui si è proceduto e si dovrà ulteriormente procedere alla riduzione del personale degli equipaggi nelle ambulanze del 118 siciliano.
«Aumenta la polemica in Sicilia - si legge in una nota firmata dal segretario regionale della Fimmg ES, Filippo Mangiapane - dopo la recente decisione della SEUS di ridurre ad una sola unità il personale soccorritore sulle ambulanze MSA con infermiere e medico a bordo. Tale provvedimento, già attuato in alcune provincie siciliane e di prossima realizzazione anche nel bacino di Messina, ha già avuto, come conseguenza, gravi disservizi».
«Più volte gli equipaggi interessati dalla riduzione di organico - continua Mangiapane - sono stati costretti a chiedere l’intervento di un’altra ABZ in supporto per portare a buon fine l’intervento assegnato, con conseguenti ritardi e pesanti disagi per l’utenza».
«Non vogliamo entrare nel merito del piano industriale della SEUS - continua la nota - che, si dice, sia all’origine della riduzione dell’organico degli autisti-soccorritori però, con pacatezza, vogliamo porre il problema della reale efficienza ed efficacia del sistema 118 siciliano, nel quale, giustamente, i cittadini ripongono grandi aspettative per la tutela e salvaguardia della loro salute in situazioni di emergenza».
«Richiamiamo tutti ad una più attenta riflessione - prosegue - sulla conseguenza di scelte, secondo noi, non adeguatamente valutate e messe in atto senza la necessaria condivisione di chi nel118 ci vive e lavoro ogni giorno, ne conosce le reali problematiche e può apportare un prezioso contributo di esperienza ed idee operative».
«Come Sindacato di rappresentanza dei medici di emergenza territoriale - conclude Mangiapane -, abbiamo pertanto chiesto, all’Assessore alla Sanità, di sospendere, con urgenza, la disposizione della SEUS e di attivare un tavolo tecnico».

Deficit in netto calo nella sanità «Ma si spende troppo per i privati»

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Giornale di Sicilia
Ed. del 01.07.2011 - pag. 7
Giuseppina Varsalona
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Perdite dimezzate. pesano però i costi per l'assistenza nelle strutture convenzionate e per il 118

Secondo il procuratore Coppola: «La sanità è costata ai contribuenti un milione di euro all'ora e in molti casi il migliore ospeclale è ancora l'aeroporto». Lombardo: «Non è così».
PALERMO - Segnali favorevoli per la sanità siciliana dalla Corte dei Conti. Diminuisce del 62% nel 2010 il deficit della spesa. Sono in flessione i costi per le consulenze esterne e ridotti i ricoveri. Tuttavia, permangono sacche di criticità come l’aumento dell’assistenza erogata dagli enti convenzionati e la crescita delncosto del personale del 118. Fotografia in bianco e nero, quindi, quella scattata dai magistrati contabili. «Dal confronto con le altre Regioni soggette al Piano di rientro, il risultato della Sicilia in termini di deficit è tra i migliori - spiega la presidente della sezione di controllo, Rita Arrigoni -. La gestìone nel 2010 presenta un avanzo di 157 milioni».
Arrigoni precisa che se da un lato la spesa sanitaria è cresciuta dell’0,83%, passando da 8.405 a 8.475 milioni, «nel complesso i costi risultano allineati rispetto alle previsione del Programma operativo regionale». Inoltre punta i riflettori sulla situazione patrimoniale delle Aziende, che se da un lato presentano un debito di 4.235 milioni, nei confronti della Regione vantano un credito di circa 3 milioni. Per l’assessore Russo: «Il decremento dell’ 1,2% della spesa è la conferma che il sistema delle gare centralizzate assicura trasparenza. Dai magistrati viene riconosciuta la contrazione dell’8,4% dei costi per le consulenze, la riduzione dei ricoveri ospedalieri in linea con la deospedalizzazione».
Più duro, rispetto alla presidente, il giudizio del procuratore d’appello, Giovanni Coppola, che fotografa la pianta organica del personale sanitario pari a 51.026 dipendenti. Coppola punta il dito sul servizio del 118. Svolto dalla Seus nei primi sei mesi e dalla Sise dal secondo semestre, il 118 è costato 97 milioni. Di questi 89 milioni e mezzo sono serviti per il personale. «Il paradosso - attacca Coppola - sta nel fatto che i dipendenti, 2.993 unità, in diminuzione rispetto alle 3.083, sono costati 7 milioni e 700 mila in più». Coppola mette la lente di ingrandimento sulla spesa per l’assistenza ospedali era convenzionata cresciuta di 28 milioni e aggiunge che è aumentata di 27 milioni quella peri ‘assistenza specialistica convenzionata». Diminuiti, invece, i convenzionamenti esterni (ambulatori, laboratori, case di cura e centri di emodialisi): da 1.731 sono passati a 1.646. Il procuratore non usa giri di parole e riferendosi alla «mobilità sanitaria» attacca: «La Sanità nel 2010 è costata ai contribuenti circa un milione di euro all’ora. Il miglior ospedale è l’aeroporto Falcone-Borsellino. Quando c’è qualcosa di serio, per i siciliani è meglio prendere l’aereo per andare a curarsi altrove». Parole alle quali replica seccamente il presidente Lombardo: «Sostenere che i siciliani ritengano ancora l’aeroporto la migliore soluzione per le cure è una frase che avrei accettato dall’uomo della strada, ma non da un procuratore. Coppola parla senza cognizione di causa: il numero dei ricoveri fuori Sicilia si è ridotto del 4% e nel giudizio di parifica si precisa che la mobilità passiva si è notevolmente rido

«Regionali, a ogni siciliano costano 204 euro l'anno»

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La Sicilia
Ed. del 01.07.2011 - pag. 7
Giovann Ciancimino
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La solita nota dolente. E' la sanità: nel 2010 è costata «circa un milione di euro all'ora». E in Sicilia «resta l'aereo la migliore terapia per la salute»

Coppola: oltre un mld la spesa per il personale, 127 mln in Lombardia
PALERMO - Chi volesse conosce la realtà della Regione, al di là dei giudizi difficilmente obbiettivi della classe politica, potrebbe farlo leggendo la requisitoria del procuratore generale d’Appello della Corte dei conti per la Regione Siciliana. Giovanni Coppola, in sede di giudizio di parificazione del rendiconto generale 2010. La denuncia non è spietata, è obbiettiva, e riguarda i settori più importanti della Regione, dalla Sanità ai Lavori Pubblici, dalla formazione professionale al personale di dipendente della Regione in esubero, eccetera.
SANITA’. Continua ad avere costi troppo elevati. Nel 2010 è costata «1 milione di euro all’ora». La spesa delle strutture convenzionate è ancora troppo alta: un miliardo e 96 milioni di euro. In crescita anche la spesa farmaceutica: ha inciso per un miliardo e 52 milioni di euro circa, con un aumento dell’1,19 per cento rispetto all’anno precedente. In deficit il saldo per la «mobilità sanitaria extraregionale», cioè la spesa che la Regione è costretta a sostenere per i siciliani che si recano fuori per curarsi: «Per i siciliani - ha detto il procuratore Coppola - resta l’aereo la migliore terapia per la salute». «Negativo come per gli anni precedenti - ha quindi aggiunto - è il risultato del saldo per la mobilità sanitaria extra regionale, cioè la differenza tra quanto spende la Regione per i siciliani che vanno a curarsi fuori e quanto incassa per ricoveri di non siciliani che si curano in Sicilia: per la mobilità attiva si sono incassati circa 51 milioni di euro, mentre per quella passiva si sono spesi quasi 238 milioni di euro».
LAVORI PUBBLICI. Per quelli con importo superiore a 150 mila euro, le aggiudicazioni nel 2007 erano state 1022, sono diminuite a 652 nel 2010. «Tra i dati con particolare significato ci sono diversi appalti che aggiudicati nel 2005 non risultano ancora terminati. Infatti, a distanza di sei anni il 46 per cento degli appalti aggiudicati in quell’anno risultano terminati e collaudati».
LA FORMAZIONE PROFESSIONALE. «Nella mia relazione quest’anno non mi sono soffermato sul settore della formazione, ma credo che le cose non siano poi cambiate più di tanto. Ho sentito parlare di una riforma della formazione, ma di concreto ho visto veramente poco fino a questo momento. Tutto sembra rimasto come era già in passato. Le parole in questo contesto contano poco, quello che conta veramente sono i fatti».
PERSONALE DIPENDENTE. «Alcune delle tematiche che ci hanno colpito sono ad esempio i costi sostenuti dalla Regione per l’elevatissimo organico dei dipendenti regionali che, al31 dicembre 2010, ha raggiunto il numero di 20.717 unità. Di essi, 1.963 sono dirigenti a tempo indeterminato, cui vanno ad aggiungersi altri 70 dirigenti esterni». Il costo è eccessivo: la spesa del personale regionale in servizio ammonta a 1 miliardo e 28 milioni di euro. «Rispetto alla Lombardia dove la spesa per i dipendenti regionali nel 2010 è stata di 127 milioni di euro, pari a 13 euro ad abitante, in Sicilia la spesa aumenta a 204 euro a testa. Un dato incontrovertibile».
Dalla requisitoria del procuratore generale d’Appello emerge anche qualche dato positivo: la riduzione del deficit complessivo della Regione. Nel 2010 sono stati risparmiati 98,6 milioni di euro con una riduzione della spesa del 62% rispetto al 2009. Giudica positiva, poi, la lotta alla disoccupazione: «Un fatto sicuramente positivo per la lotta alla disoccupazione è stato il finanziamento, da parte della Regione, di 1.738 cantieri di lavoro che hanno dato un salario modesto, ma spesso indispensabile a circa 28 mila disoccupati».

Sulla Torre Enel c’era un medico del 118 a salvare il giovane operaio [FOTO]


giugno 30, 2011 by Eugenio Cairone  
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A corredo dell’articolo sul malore avvertito da un giovane operaio mentre era intento a lavorare nella centrale Enel di Porto Empedocle, ci sembra doveroso aggiungere alcuni importanti particolari emersi solo ora non grazie a chi avrebbe dovuto renderli pubblici da subito ma grazie al medico del 118 intervenuto immediatamente sul posto.
Ma chi meglio dell’Enel avrebbe potuto relazionare sui fatti?
Stranamente, però, della presenza sul posto del medico e dell’infermiere del 118 non si è fatto cenno alcuno.
Ci saremmo tutti quanti accaniti contro il Servizio sanitario, riportando nomi e cognomi dei presunti responsabili, se malauguratamente a quel giovane fosse andata male per presunti “ritardi” nei soccorsi.
Si sarebbe gridato all’ennesimo caso di malasanità.
Grazie a Dio quel giovane è, però, salvo e deve tutto a un medico anestesista di Agrigento che si chiama Ninni Arena, (nella foto) che è anche il Direttore dell’ U.O. di Anestesia e Rianimazione del San Giovanni di Dio.

Il medico assieme all’infermiere Luigi Butticè, era quel giorno in servizio al 118.
Il ragazzo di 26 anni – ci dice il dott. Arena – era a 80 metri di altezza.
Si è sentito male dopo avere ingerito una bibita fredda in fase di digestione e si è collassato. Sono salito assieme all’infermiere Butticè con un carrello dei vigili del fuoco”.
Da questo momento, ha avuto inizio l’opera di salvataggio vera e propria portata a termine con professionalità.
Ho trovato il ragazzo – aggiunge il dottore – in chiaro codice rosso.
Con la terapia del caso e l’ossigenoterapia, il ragazzo si è ripreso in modo soddisfacente nel giro di 20 minuti”.
Il medico dal canto suo, elogia il lavoro dei vigili del fuoco che definisce “stupendi” ed “eccezionali”.
Ero sicuro – conclude Arena – che la bravura dei vigili ai quali avevo consegnato il ragazzo non più in pericolo di vita, avrebbe assicurato la conclusione delle operazioni di salvataggio con successo”. E cosi è stato.
Fin qui il racconto su quello che realmente è accaduto quella mattina sulla torre dell’Enel a Porto Empedocle.
A noi è sembrato più che giusto, senza scomodare le regole del nostro mestiere che impongono rettifiche o precisazioni, dare il giusto merito a chi ha magari rischiato la propria per salvare una vita umana.
E bisognava partire proprio da qui.
Eugenio Cairone
FOTO di Calogero Conigliaro

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Rimuovere i graffi dai cd in cinque minuti


Eccovi alcuni metodi casalinghi, mediante i quali dovreste essere in grado di rimuovere i graffi dalla superficie dei cd.Le superfici dei cd o dei dvd sono molto delicate. Infatti, basta una scorretta conservazione, ed ecco che la superficie di esso si striscia. Se avete sperimentato tutto quanto era nelle vostre conoscenze, ma non avete ancora risolto il problema, vi indichiamo altri metodi, mediante cui dovreste essere in grado di rimettere in sesto i vostri cd o dvd. Tuttavia, sia bene chiaro, quelle sotto riportate devono essere intese come "ultime spiagge", ossia soluzioni utilme al problema, cui ricorrere soltanto quando non c'è proprio più niente da fare. Di conseguenza, non ci assumiamo nessuna responsabilità nel caso in cui non riusciste a pervenire al risultato sperato. In sostanza, non vi assicuriamo che i vari metodi proposti possano effettivamente funzionare. Primo metodo – Il dentifricio Cosa vi serve: Un cd da pulire Dentifricio (possibilmente a pasta bianca e non colorata, senza granuli) Acqua di rubinetto Un batuffolo di cotone Un panno morbido Dieci minuti di tempo Sul mercato esistono dei costosissimi kit di riparazione, ma con questo metodo non servono. Prendiamo il supporto da pulire e mettiamoci sopra del dentifricio. Con un batuffolo di cotone leggermente inumidito (o con le mani, se preferite) spalmiamo per bene il dentifricio lungo tutta la superficie del cd, anche se ne è strisciata solo una piccola parte. Lasciamo agire il dentifricio per cinque minuti. Quindi prendiamo il cd e, sotto l’acqua corrente, togliamo con le mani ogni residuo di dentifricio. Quando abbiamo rimosso tutto il dentifricio, asciughiamo il supporto con un panno morbido e, voilà, la superficie ora è ben levigata! Ovviamente, devo ricordarvi che se la superficie presenta graffi profondi, questi potrebbero non venir via, neppure se lasciaste agire il dentifricio per giorni e giorni. Secondo metodo – La banana E' possibile rimuovere i graffi dai cd anche con questo frutto esotico, ma la procedura è un po’ più lunga. Cosa vi serve: Un cd da pulire Un pezzo di banana (con la sua buccia, da utilizzare in seguito) Un panno morbido Acqua di rubinetto Quindici minuti del vostro tempo Prendiamo il supporto da pulire e strofiniamoci sopra la polpa della banana con movimenti circolari. E' necessario strofinare tutta la superficie del cd. Lasciamo agire la polpa sul support per 5 minuti. Ripuliamo la superficie con la parte interna della buccia . Laviamo il supporto con acqua e asciughiamolo con un panno morbido.Anche per quanto riguarda questo metodo, è nostro dovere segnalare che i graffi molto profondi potrebbero non sparire, anche dopo giorni e giorni di duro lavoro.

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