il 118 in sicilia

il 118 in sicilia
In Sicilia il Servizio Urgenza Emergenza Sanitario "S.U.E.S. 118", attivato in maniera sperimentale e provvisoria l' 11 Agosto 1997, è dotato di quattro Centrali Operative interprovinciali presso le provincedi Palermo, Catania, Caltanissetta e Messina. Ogni C.O. è provvista di una rete telefonica sanitaria dedicata solo alla emergenza (118) e indipendente da quella ordinaria, con venti linee dhe afferiscono a cinque posti di operatori; dispone inoltre di una rete privata virtuale dedicata (RPV) che le collega fra loro, con tutti i pronto soccorso e con tutti i reparti dell'area critica degli ospedali dell'Isola (Rianimazioni, Unità coronariche, Neurochirurgie, etc.); ognuna di esse è fornita inoltre di un sistema di registrazione automatico di tutte le telefonate che vi afferiscono. Le Centrali Operative, ciascuna per il proprio bacino, sono raggiungibili dall'utenza componendo il numero telefonico unico e gratuito 1-1-8.

martedì 8 febbraio 2011

«Se va avanti così l'ospedale muore»

La Sicilia - 07.02.2011
Ed. del 07.02.2011 - Siracusa - pag. 48
Paolo Mangiafico

AUGUSTA. Domani è atteso all'Ars il sindaco Carrubba.

«Riferirò presto alla commissione Sanità - afferma il capo dell'Amministrazione comunale - sulla situazione che sta riguardando il Muscatello, da tempo in fase di declino»
AUGUSTA. Poteva diventare una struttura sanitaria d'eccellenza, ed invece è in atto una smobilitazione che lo sta portando a diventare un ospedale di secondo piano. Si tratta dell'ospedale Muscatello di Augusta che ormai sta diventando l'emblema di una sanità che ogni giorno che passa si contraddistingue sempre di più per diritti negati alla tutela della salute dei cittadini che, a questo punto, sono diventàte ormai una delle priorità per l'intera classe dirigente della provincia siracusana.
Per domani, il sindaco di Augusta Massimo Carrubba, insieme al suo collega di Priolo Antonello Rizza, sono stati convocati all'Ars (Assemblea regionale siciliana) per essere ascoltati dal presidente della commissione Sanità Giuseppe Laccato in merito alle criticità sanitarie dei territori, che sono ad alto rischio ambientale.
«Riferirò alla commissione Sanità - afferma Massimo Carrubba - la situazione che sta riguardando il nosocomio augustano, che, da tempo, è in fase di declino. Da anni si aspetta di sbloccare l'iter per il definitivo completamento dell'ospedale Muscatello, opera per la quale occorrono circa 11 milioni di euro. In più occasioni, interessando anche i prefetti che si sono succeduti in questi ultimi anni, è stato sollecitato il potenziamento del Muscatello. Ma finora ad ora tutti hanno fatto' orecchie da mercante. Non si comprendono né l'importanza, nè la complessità del territorio augustano che, oltre ad ospitare un'importante base militare, è sede del più importante distretto industriale, fra i più grandi d'Europa. E questo ha comportato danni ambientali e di conseguenza verso la salute dei cittadini».
Sabato scorso si è svolta un'assemblea cittadina organizzata dalle associazioni «Avis» e «Fratres» di Augusta per discutere delle prospettive dell'Ospedale di Augusta. Considerata anche l'assenza del sindaco Carrubba, per motivi di salute, l'assemblea è stata aggiornata a giovedì prossimo, quando si saprà anche quanto è stato deciso dalla commissione regionale Sanità. Nel caso in cui si confermasse l'orientamento di smobilitazione del Muscatello, non si esclude la messa in atto di proteste eclatanti, che potrebbero portare anche al blocco del porto. Infatti, per la situazione in cui versa il Muscatello c'è un crescente disagio denunziato dai cittadini, e dalle istituzioni locali, da comitati, dalle organizzazioni sindacali. Augusta per la posizione geografica, per essere nel cuore dell'area industriale, dovrebbe fornire servizi sanitari avanzati e di eccellenza e, invece, bisogna quotidianamente farsi i conti con i problemi delle liste di attesa, delle attrezzature mancanti, con l'assenza di personale e quant'altro viene denunziato dai cittadini. E' ora che, da Palermo a Siracusa, qualcuno debba rispondere di questi fatti, assumendosi la responsabìlìtà dei ritardi e, soprattutto, della immediata soluzione dei problemi. E i timori di declassamento del Muscatello scaturiscono, soprattutto dal decreto dell'assessorato rf!gionale alla Sanità. Infatti questo decreto prevede la trasformazione del Muscatello in Pta (Presidio territoriale di assistenza). Si tratterebbe di trasformare l'attuale nosocomio in un presidio di ambulatori che dovrebbero essere allocati nel nuovo padiglione dell'ospedale, con riduzione di posti letto che costringerà i cittadini a rivolgersi ad altre strutture.

Centonove precisa su polemica delle dichiarazioni


Polemica sulle dichiarazioni dell'addetto stampa nazionale dello SNAMI alla testata messinese di Centonove. Risponde Schinella con una email a MEDPress.it
Centonove precisa su polemica delle dichiarazioni
Non tarda la risposta del giornalista che ha raccolto le dichiarazioni rilasciate da Nino Grillo al giornalista di Centonove, Michele Schinella. Con una e-mail indirizzato a MEDPress.it il giornalista messinese precisa di essere in possesso della prova delle dichiarazioni rilasciate e della successiva loro pubblicazione. Come ricordere nell'ultimo numero di Centonove, ancora in edicola, venivano attribuite al Grillo alcune dichiarazioni che secondo quest'ultimo erano state fraintese laddove egli invece intendeva evidenziare la necessità di far fare ai medici dell'emergenza regolari corsi di formazione ed aggiornamento professionale. Corsi a cui, fra l'altro, nessun medico, dal primario specialista al convenzionato, possono sottrarsi. Queste le precisazioni di Centonove: «Nella logica dell'articolo - sostiene Schinella - i medici di guardia medica, che Grillo rappresenta, sono vittime di un sistema che non si è fatto carico di questa esigenza elementare per un paese civile. Il dottore Grillo, evidentemente persegue altri interessi. Di corporazione, mi pare di capire, dalla nota che ha fatto: deve firmare un contratto collettivo».
«Il dottore Grillo - continua Schinella - non dice che le dichiarazioni le ha rilasciato nella redazione di Centonove, dove è venuto in compagnia del dottore Costa, medico citato nella nota. Che può agevolmente confermare ciò di cui io ho comunque prova. Non dice il dottore Grillo che in redazione si è intrattenuto per due ore. Forse cercava solo un pò di pubblicità o di propaganda, per il suo sindacato. E pensava nella sua mente che quanto mi ha detto rimanesse tra di noi».
«Ma il giornalista, mi hanno insegnato, fa un altro mestiere - conclude Schinella -. Vero è che il dottore Grillo ha telefonato in redazione, mentre gente alle spalle gli urlava, e lui diceva che avrebbe perso alcuni associati. Nel corso della telefonata gli ho ribadito che mi ricordavo perfettamente quanto mi aveva detto. E questo corrispondeva a quanto scritto. Ferma restando la sua possibilità di inviare una nota di precisazione che sarebbe stata pubblicata sul prossimo numero di Centonove, in quanto suo diritto. Ciò che però l'avrebbe esposto a precisazioine da parte mia. Grillo così ha scelto altre vie: e forse preso dalla paura di perdere gli associati ha pensato di dare del bugiardo a chi cerca sempre di fare il proprio lavoro con correttezza ed onestà».
06.02.2011, MEDPress.it 
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Su Centonove dichirazioni travisate


«Smentisco ed adirò alle vie legali contro l'articolo di Centonove». E' la dichiarazione di Grillo al contestato articolo da ieri in edicola.
MESSINA - E' di ieri l'articolo apparso sul settimanale messinese "Centonove" con cui in un articolo ("118 lavorare stanca") a firma di Michele Schinella vengono riferite alcune dichiarazioni a medici del 118 circa l'organizzazione del servizio di emergenza nonché la preparazione professionale di questi. In particolare a Nino Grillo, responsabile regionale dello SNAMI Emergenza, nonchè addetto stampa nazionale dello stesso sindacato, vengono attribuite le seguenti dichiarazioni: «Salvo qualche eccezione, i medici arrivati sono del tutto impreparati ad intervenire per prestare soccorso a pazienti la cui vita à appesa ad un filo. Avrebbero dovuto essere formati e non mandati allo sbaraglio. Certo sono sempre degli autisti che per prestare soccorso sono inutili». E poi le dichiarazioni di un altro medico del 118, Giovanni Costa, nell'articolo giornalistico, a cui vengono attribuite le seguenti frasi: «Molti dei nuovi medici un defibrillatore non lo sanno neanche usare. Ammesso che ci sia».
E' ovvio che l'articolo ha seguito un proprio filo logico e queste dichiarazioni sono state utilizzate, piegandole - secondo i medici interpellati - a questa esigenza giornalistica. Ed in effetti queste dichiarazioni, così lette, appaiono alquanto strane per chi nei prossimi mesi dovrà sedersi per il rinnovo contrattuale in difesa di questa categoria. Intanto non corrisponde al vero che ci siano stati medici della guardia medica che sono stati trasferiti sulle ambulanze dopo che certe dichiarazioni erano state rilasciate dall'assessore Russo. Il trasferimento non può avvenire improvvisamente ma deve essere necessariamente preceduto da un corso di formazione, normato da leggi e disposizioni, al cui superamento si acquisisce la idoneità all'emergenza sanitaria territoriale. Questo corso, diversamente da quanto riferito da Centonove, è stato fatto dai medici che sono entrati in emergenza nella tornata del 2005 (corso del 2004) e dunque questi professionisti sono sulle ambulanze da oltre cinque anni e non certo da ieri.
In un comunicato stampa distribuito nella notte dallo Snami, Nino Grillo è andato giù pesante: «Non ho mai dichiarato che i Medici utilizzati nelle ambulanze del 118 Siciliano siano impreparati». «Io ho dichiarato - continua Grillo - la necessita di investire sulle figure professionali che operano nel 118 Siciliano, con una formazione costante necessaria per stare al passo con le nuove tecnologie. Ho sempre gridato a voce alta, alle sorde istituzioni, di investire nella formazione, sia dei Medici, che per i Soccorritori, impegnati nel servizio, e a loro va il mio elogio per gli interventi che giornalmente svolgono con impegno e preparazione».
«Erano altre le mie dichiarazioni - prosegue - che invece volevano sollevare, la carenza d'investimento e di risorse per migliorare un servizio che specialmente nella Provincia di Messina, ha portato il 118 Siciliano ad alti livelli Professionali, con un risparmio economico non indifferente». «Con questa mia missiva - conclude Grillo - ribadisco la validità e l'impegno che minuto per minuto viene speso dagli operatori del Servizio sia da parte dei Medici che degli Autisti e Soccorritori. Se qualcuno è alla ricerca dello scoop giornalistico che lo vada a cercare in altri lidi. Ho già contattato la redaziaone della testata giornalistica chiedendo una immediata rettifica alle mie dichiarazioni, ed è mia ferma intenzione adire alle vie legali in rivalsa di tutta la categoria che con orgoglio mi degno di rappresentare».
05.02.2011, MEDPress.it 
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Per il collega Sebastiano


Il Presidente,
il Direttore Generale,
il Direttore Amministrativo,
e i colleghi tutti della S.E.U.S. Scpa sono vicini alla famiglia Bonasoro per l'improvvisa e prematura perdita del caro Sebastiano

ANCHE NOI DI RANDAZZO118 CI UNIAMO AL DOLORE PER LA PREMATURA PERDITA
 DEL NOSTRO CARO COLLEGA SEBASTIANO BONASORO E CI STRINGIAMO AL 
CORDOGLIO DEI SUOI CARI.

domenica 6 febbraio 2011

Dà fuoco alla barella del 118 Poi ferisce due carabinieri


L'uomo ha dato in escandescenze dopo una lite con la moglie

Carrara, 5 febbraio 2011 - Discute con la moglie, incendia la barella dell'ambulanza 118, sfascia le suppellettili del pronto soccorso e ferisce due carabinieri ed un infermiere. Il protagonista, un uomo di Carrara di 36 anni, è stato arrestato per lesioni a pubblico ufficiale e danneggiamento aggravato.


L'uomo ieri sera era stato notato vicino alla sua abitazione, a Fossone, frazione di Carrara, in stato di alterazione, dopo una lite con la moglie. Sul posto è arrivata una ambulanza, ma alla vista dei sanitari l'uomo ha dato in
escandescenze e al momento di essere adagiato sulla barella le ha dato fuoco con un accendino.

Da qui la chiamata ai carabinieri. I militari, a fatica, hanno caricato l' uomo sull' ambulanza, ma una volta arrivato in ospedale ha compiuto altre violenze finendo per ferire un infermiere e due carabinieri.

Dopo visita in pronto soccorso va a casa e muore


05 febbraio, 22:43
PALERMO - Era stata visitata nei giorni scorsi nel pronto soccorso dell'ospedale di Partinico. Poi la donna, di cui non sono state rese note le generalita', e' ritornata a casa a Terrasini nel Palermitano ed e' morta per un'aneurisma. A chiamare il 118 sono stati i familiari che hanno trovato la loro congiunta per terra senza vita. Sono state disposte indagini interne sia dall'assessorato alla Salute che dall'Asp di Palermo. ''Dai primi accertamenti immediatamente disposti dalla direzione aziendale, non si evidenzierebbero anomalie nelle procedure assistenziali adottate dai sanitari del pronto soccorso dell'Ospedale di Partinico'', afferma la direzione aziendale dell'Azienda sanitaria provinciale. ''Ulteriori e piu' approfonditi accertamenti - aggiunge una nota - saranno effettuati nei prossimi giorni da un'apposita commissione''. E anche l'assessore regionale per la Salute, Massimo Russo, ha disposto l'avvio di un'indagine interna.

La società che gestisce il servizio del 118 ‘ricicla’ le ambulanze guaste spostandole da un presidio all’altro: la denuncia della Fp Cgil


Il sindacato attacca: “Un azzardato risiko sulla salute dei cittadini”
Il segretario generale della Fp Cgil di Messina insieme a Carmelo Pagana, segretario provinciale sanità, e Mimmo Ruffino, responsabile
provinciale SEUS spa, denunciano la politica gestionale del 118 da parte della SEUS volta al risparmio e incurante della salute dei cittadini.
“Un anno fa – scrivono i tre dirigenti- abbiamo denunciato che i provvedimenti adottati dall’Assessore Massimo Russo in merito al funzionamento delle postazioni del 118 penalizzavano le aree montane di Santa Domenica Vittoria, Montalbano Elicona, Mistretta, Ucria. Dopo a chiusura delle guardie mediche e la limitazione del diritto al soccorso solo nella fascia oraria che va dalle ore 8,00 alle ore 20,00 adesso la già precaria situazione è aggravata dall’attuale gestione della SEUS, la società che dal mese di luglio del 2010 è subentrata alla SISE. La società , infatti, ha deciso in caso di guasti alle ambulanze di non ricorrere a mezzi sostitutivi, come
invece previsto dalla convenzione ma decide di volta in volta quale postazione chiudere per prestare il mezzo ad altra postazione”.

I rappresentai sindacali citano esempi concreti: “la postazione di Ucria nel mese di Gennaio è rimasta chiusa per fermo tecnico per più di 10 giorni mentre quella di Capo d’ Orlando per circa una settimana. In seguito alla protesta dei Sindaci , la SEUS ha iniziato il gioco del ‘leva e metti’ , togliendo così ambulanze a Santo Stefano di Camastra per cederla a Capo d’orlando mentre la postazione di Mistretta è stata costretta cedere il mezzo a beneficio al PTE di Santo Stefano.
Questo giro di valzer ha comportato che sabato scorso l’unico mezzo - che deve garantire il
soccorso ad una popolazione di circa 20.000 abitanti da Motta D’ affermo e Castel di Lucio da Tusa a Mistretta - fosse impegnato in unsoccorso a Caronia mentre a Mistretta si richiedeva un mezzo di soccorso per un paziente codice rosso. L’ambulanza per Mistretta è stata inviata da Sant’agata Militello. Subito dopo la guardia Medica di Castel di Lucio ha richiesto l’intervento del 118, per un paziente colpito da infarto. A questo punto la SEUS è stata costretta a mandare un’ambulanza dalla postazione di Capo D’Orlando, a circa 80 Km di distanza. Il soccorso è arrivato al paziente dopo un’ora.Se fin’ora la fortuna ha evitato il verificarsi di tragedie dovuto e questo sistema, atteso che la postazione di Capo d’Orlando compie più di 200 interventi al mese, non possiamo però non chiederci cosa sarebbe accaduto se il mezzo di Capo D’Orlando fosse stato impegnato in altrosoccorso?”

“ Questa politica gestionale che stigmatizziamo duramente - concludono infine Crocé, Pagana e Ruffino-, sembra tanto un azzardato Risiko sulla salute dei cittadini”.

venerdì 4 febbraio 2011

la postazione 118 malettese di emergenza ieri sera ha riaperto i battenti


  • Giovedì 03 Febbraio 2011
  • Catania (Provincia),
  • pagina 40
Dopo le polemiche scaturite dalla protesta di alcuni amministratori, come già annunciato alla Seus (Sicilia Emergenza Urgenza Sanitaria) la società che gestisce il 118, la postazione malettese di emergenza ieri sera ha riaperto i battenti, tornando a essere operativa e al servizio dei possibili pazienti.
Tutta Maletto ha quindi potuto tirare un profondo respiro di sollievo, visto che la comunità più alta sul livello del mare della cintura dell'Etna, durante l'inverno si sveglia quasi sempre sotto il ghiaccio e teme ritardi quando l'ambulanza deve arrivare da fuori il paese a causa di una viabilità spesso difficile. Non a caso lo stesso sindaco di Maletto, Pippo De Luca, ieri ha scritto una lettera all'assessorato regionale alla Salute, alla Seus e al prefetto di Catania chiedendo di conoscere i motivi che hanno provocato la chiusura della postazione sanitaria. A noi la Seus, in una nota, ha affermato che l'ambulanza di Maletto era comunque ferma a causa di un guasto tecnico.
Gaetano Guidotto

118, lavorare stanca

Centonove - 04.02.2011
Ed. del 04.02.2011 - pag. 6-7
Michele Schinella

REGIONE. Servizio di emergenza fra sprechi e inefficienze

Ambulanze vecchie, medici senza preparazione, 400 persone assunte per non fare niente. Storia di uno scandalo nato con Cuffaro. E destinato a crescere con l'assessore Russo.
MESSINA. Tremila autisti soccorritori pagati regolarmente per lavorare 36 ore alla settimana (156 al mese), ma costretti dal luglio scorso a starsene con le mani in mano per otto ore, (32 al mese). Medici specialisti in Igiene o in Odontoiatria, che da anni erano impiegati nelle guardie mediche, messi a bordo delle ambulanze sulla base di un corso di formazione effettuato nel 2004 e chiamati ad intervenire là dove salvare vite umane è questione di attimi. Mezzi di soccorso vecchi, sguarniti di medici e senza la strumentazione di emergenza. Telefoni che non hanno i servizi che ha ciascun privato cittadino. Un software da 7 milioni di euro, necessario ad accorciare i tempi del soccorso, commissionato un anno e mezzo fa a Sicilia e-servizi Spa, che tarda ad arrivare. E costi cresciuti di 11 milioni di euro rispetto al 2009, come risulta dagli stessi dati pubblicati dall'assessorato sulla Gazzetta ufficiale. Gli sprechi e le inefficienze del 118 targato Croce rossa italiana dell'era del governatore Totò Cuffaro, hanno fatto il giro d'Italia e sono finiti all'attenzione della Corte dei conti. Ma a voltare pagina non è bastata la decisione assunta da Massimo Russo, assessore alla Sanità della Giunta del governatore Raffaele Lombardo, di affidare il 118 alla Seus Spa, la società pubblica che dal primo luglio 2010 è subentrata all'ente guidato in Sicilia da Guglielmo Stagno d'Alcontres, nel fornire 256 ambulanze e i 3mila e 100 autisti (oltre ai 200 amministrativi). «Gli sprechi hanno cambiato pelle, sono aumentati i costi, ma non la qualità dei servizi», afferma Michele Palazzotto, segretario regionale della Funzione pubblica della Cgil, sindacato diventato molto critico sull'operato dell'ex magistrato.
ESUBERI E INGANNI
«La sovrabbondanza di 400 unità di personale» l'ha rilevata anche la Corte dei conti. Che però, a leggere la relazione pubblicata il 31 gennaio, è stata tratta in inganno dal piano industriale della Seus spa. L'organo di controllo contabile ha ritenuto che «l'esubero sia determinato dal fatto che su 50 ambulanze si è deciso di passare da 2 autisti soccorritori ad un solo, aumentando invece il personale sanitario». E, invece, l'esubero c'è già adesso, che su ogni ambulanza continuano a esserci 2 autisti soccorritori. «La Seus spa è stata costretta ad istituire per ciascun lavoratore la banca ore negativa; che ogni giorno alimenta un debito orario di centinaia di ore: non potrà mai essere chiesto indietro, né in termini di lavoro aggiuntivo, né con il taglio dello stipendio. Ogni giorno si sta realizzando un danno erariale sotto gli occhi di tutti», conferma Carmelo Salamone, segretario regionale del sindacato autonomo Fials 118. I tremila autisti, cedendo a quello che il sindacalista Palazzotto ha giudicato in una denuncia alla Procura di Palermo «un'estorsione», hanno rinunciato a 44 milioni di euro di straordinario, che secondo un parere dell'avvocatura dello Stato di Palermo avrebbe dovuto pagare la regione Sicilia, pur di transitare senza un concorso pubblico dalla Croce rossa, in cui avevano un contratto part time, alla Seus Spa, guadagnando così pure un contratto a tempo pieno. «Se paghiamo 44 milioni veniamo commissariati», si è giustificato l'assessore Russo, qualche mese dopo che la Procura della Corte dei conti aveva messo sotto inchiesta i deputati dell'Ars che hanno autorizzato l'aumento del numero ambulanze del 118: secondo un decreto del 2001 dovevano essere 150 e tutte con il medico a bordo. Otto anni dopo erano diventate 260, la maggior parte solo con autisti soccorritori, diventati tremila, impreparati a prestare ogni tipo di soccorso. Tutti assunti, alla vigilia di ogni tornata elettorale dalla Croce rossa e tenuti part-time, «per aumentare la platea dei clienti», come rileva Roberto De Benedictis, deputato del Pd all'Ars, benché per tenere attive tutte le ambulanze per 24 ore al giorno, fosse necessario ricorrere sistematicamente allo straordinario, che costa quasi il doppio di quello ordinario. L'assessore Massimo Russo ha spiegato: «Questa inchiesta della Corte dei conti approderà a nulla. Non vedo dove sia il danno. L'aumentato numero delle ambulanze, che in Sicilia non è superiore a quello di altre regioni, ha migliorato il servizio». Ed infatti, l'assessore ha deciso di lasciare inalterato il numero delle ambulanze. E nella foga di non pagare 44 milioni di euro, «il vero danno erariale», come dice Carmelo Salamone, ha creato l'esubero. Dino Alagna, direttore del Servizio di emergenza della Sicilia ammette: «Era inevitabile l'eccesso di personale. E' per questo che à stato previsto che una parte degli autisti venissero riqualificati ed impiegati in altri servizi. Sinora, perà, i corsi di riqualificazione non sono partiti. Mario La Rocca, direttore generale dell'azienda universitaria Policlinico "Giaccone" di Palermo, ci ha provato ad utilizzare i lavoratori della Seus: aveva bisogno del servizio di trasporto interno e prima di bandire la gara che sarebbe costata come in precedenza 900mila euro all'anno, ha chiesto un preventivo alla Seus Spa. «Mi è stato risposto che occorrono 2 milioni e settecentomila euro, tre volte il costo messo a base d'asta», ha spiegato il manager dinanzi agli sbalorditi deputati della commissione Sanità nella seduta del 12 gennaio. Giorgio Vinciguerra, il direttore generale della Seus Spa, si giustifica: «Non è facile, non produciamo noccioline. I ritardi ci sono ma la svolta rispetto al passato c'è stata».
MEDICI ALLO SBARAGUO
All'eccesso di autisti,che ogni mese costano 10 milioni di euro, fa da contraltare 200 ambulanze, che continuano ad operare senza medico a bordo. I medici li si trova solo su 50 mezzi di soccorso. E sono alle prime armi. Percepivano uno stipendio da mille e 500 euro al mese e il loro posto era messo a rischio dal taglio dai presidi di guardia medica, in Sicilia il doppio delle altre regioni. Quando l'assessore Russo, ha proposto loro di passare al 118 hanno esultato di gioia. Sono seicento medici di guardia medica: non rischiano più il posto di lavoro e il loro stipendio si è più che raddoppiato. Ma anche le responsabilità.
Antonino Grillo, segretario provinciale del Sindacato autonomo Medici di assistenza primaria, da anni in servizio al 118, spiega: «Salvo qualche eccezione, i medici arrivati sono del tutto impreparati ad intervenire per prestare soccorso a pazienti la cui vita à appesa ad un filo. Avrebbero dovuto essere formati e non mandati allo sbaraglio. Certo sono sempre degli autisti che per prestare soccorso sono inutili».
Nulla di strano allora se il medico del 118, specialista in odontoiatria, chiamato il 10 agosto del 2010 a soccorrere Grazia Marino, la donna di Falcone alle prese da un giorno con diarrea e vomito dopo aver mangiato le lasagne comprate in una locale rosticceria, non ha pensato di prescriverle una soluzione reidratante che, come ha messo in rilievo l'autopsia, le avrebbe salvato la vita. «Abbiamo dovuto affrettare i tempi. Non potevamo certo consentire che continuasse la bengodi di prima», si giustifica Alagna. E, già perchè fino alla scorsa estate, i medici per salire sulle ambulanze incassavano 60 euro all'ora: alcuni di loro in un mese arrivavano a guadagnare sino a 8mila euro, in aggiunta allo stipendio di dirigente medico. «Molti dei nuovi medici un defibrillatore non lo sanno neanche usare. Ammesso che ci sia», attacca Giovanni Costa, medico di Letojanni, collega del 118. Che denuncia: «Da mesi chiediamo che tutte le ambulanze siano dotate del "multiparametrico". Costa 8 mila euro. E' fondamentale. Ha una scatola nera che permette di ricostruire responsabilità mediche». Il responsabile dell'emergenza Dino Alagna, spiega: «Mi sto battendo perchè nel prossimi mesi si muniscano le ambulanze di tutte le dotazioni tecnologiche necessarie». Intanto, perà si devono fare i conti con ambulanze vecchie e contate.
AMBULANZE ALLE CORDE
Le ambulanze in circolazione sono le stesse che aveva la Sise spa. Per avere la garanzia che fossero sempre in piena efficienza non potessero operare più di 5 anni, termine che per quasi tutte era trascorso. Ecco allora l’idea: «Abbiamo allungato la vita fino a 7 anni», dice il presidente Vinciguerra. E se qualcuna si ferma? «Non ce ne sono di ricambio. Sono contate per 256 postazioni», ammette Alagna. «In caso di fermo tecnico, lasciamo postazioni prive ambulanza. Questa è una grave criticità». «Pronto? C'è un ferito. Correte». Chi chiama il 118 deve essere preciso: se riattacca anzitempo, l'operatore del 118 non lo potrà richiamare e il soccorso potrebbe non arrivare mai. Il 118 non ha il servizio di visualizzazione del numero chiamante; quel servizio che a qualunque cittadino privato ha per capire da quale utenza telefonica è arrivata la telefonata. Una carenza che à stata fatale al preside di Milazzo Antonino Cutrupla, rimasto per ore, nella serata del 6 marzo del 2007, in un prato dopo aver sbattuto con il capo su una pietra, benché chi l'aveva spinto aveva dato l'allarme con il cellulare senza però essere preciso. L'assessore Russo agli inizi di gennaio ha firmato un contratto da 3 milioni di euro con e-sicilia Servizi Spa; la società partecipata dalla Regione per la realizzazione del necessario per dotare le centrali operative di un sistema telefonico adatto all'emergenza. Due anni prima ne aveva firmato un altro da 7 milioni di euro con la stessa società per informatizzare le centrali operative e le ambulanze, passaggio necessario per velocizzare i soccorsi e evitare che il paziente arrivi nell'ospedale sbagliato: sinora è rimasto sulla carta.

Servizio 118 in Sicilia per la Corte dei conti un pozzo senza fondo

La Sicilia - 03.02.2011
Ed. del 03.02.2011 - pag. 3
Antonio Di Giovanni

Russo. Riconosciuta la bontà del cambiamento.

PALERMO. Il servizio 118 come il pozzo di san Patrizio. E se il nuovo corso targato Sues sembra avviarsi verso una stagione di contenimento della spesa, le «pendenze» della vecchia gestione Croce rossa-Sise ammonterebbero a 65 milioni di euro, che si sommerebbero ai 326 milioni di euro già messi in conto per la nuova convenzione fino al giugno del 2013 e ai 10 milioni per la formazione e riqualificazione del personale. Senza contare altre due incognite, frutto sempre dell' eredità Sise: il contratto di leasing delle ambulanze e le transazioni stipulate con gli ex dipendenti. A tracciare un quadro a tinte fosche à una relazione della Corte dei conti, relatore Licia Centro. la nuova relazione sottolinea che «il sistema dei controlli regionali sul nuovo organismo societario, non essendo intermediato dalla Croce rossa, appare pià vasto rispetto al precedente». Ma awerte che, «al fine di rendere effettivo il controllo, à necessario che la Regione si doti di una struttura operativa in grado di elaborare in tempo reale le informazioni sulla gestione del 118 evitando ingiustificate lievitazioni dei costi». E come esempio di sprechi viene citato «il plus orario autorizzato dalla Sise ma non dalla Regione», ossia il lavoro straordinario: 42 milioni contestati dall'assessorato ma perii quale la Croce rossa avrebbe già un decreto ingiuntivo. Ma sul piatto ci sono anche 6 mln di «conguaglio del costo del personale» e 15 per «spese generali» e «adeguamento canoni ambulanze» (somma, quest'ultima, contestata dalla Regione). Un altro «aspetto di criticità» nelle convenzioni transitorie riguarda i 6 milioni di euro previsti quali «utili d'impresa» per la Sise. «Viene sostanzialmente riconosciuta la bontà - à il commento dell'assessore Russo - di un piano industriale della Seus che spiega tutti i passaggi organizzativi e gestionali e la fine di un lungo periodo in cui il servizio di emergenza urgenza ha prodotto sprechi e assunzioni facili. Sono certo che le raccomandazioni contenute nell'indagine troveranno ampia condivisione da parte del management della Seus che, pur avendo raccolto una pesantissima eredità, sta lavorando con passione e competenza».

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Rimuovere i graffi dai cd in cinque minuti


Eccovi alcuni metodi casalinghi, mediante i quali dovreste essere in grado di rimuovere i graffi dalla superficie dei cd.Le superfici dei cd o dei dvd sono molto delicate. Infatti, basta una scorretta conservazione, ed ecco che la superficie di esso si striscia. Se avete sperimentato tutto quanto era nelle vostre conoscenze, ma non avete ancora risolto il problema, vi indichiamo altri metodi, mediante cui dovreste essere in grado di rimettere in sesto i vostri cd o dvd. Tuttavia, sia bene chiaro, quelle sotto riportate devono essere intese come "ultime spiagge", ossia soluzioni utilme al problema, cui ricorrere soltanto quando non c'è proprio più niente da fare. Di conseguenza, non ci assumiamo nessuna responsabilità nel caso in cui non riusciste a pervenire al risultato sperato. In sostanza, non vi assicuriamo che i vari metodi proposti possano effettivamente funzionare. Primo metodo – Il dentifricio Cosa vi serve: Un cd da pulire Dentifricio (possibilmente a pasta bianca e non colorata, senza granuli) Acqua di rubinetto Un batuffolo di cotone Un panno morbido Dieci minuti di tempo Sul mercato esistono dei costosissimi kit di riparazione, ma con questo metodo non servono. Prendiamo il supporto da pulire e mettiamoci sopra del dentifricio. Con un batuffolo di cotone leggermente inumidito (o con le mani, se preferite) spalmiamo per bene il dentifricio lungo tutta la superficie del cd, anche se ne è strisciata solo una piccola parte. Lasciamo agire il dentifricio per cinque minuti. Quindi prendiamo il cd e, sotto l’acqua corrente, togliamo con le mani ogni residuo di dentifricio. Quando abbiamo rimosso tutto il dentifricio, asciughiamo il supporto con un panno morbido e, voilà, la superficie ora è ben levigata! Ovviamente, devo ricordarvi che se la superficie presenta graffi profondi, questi potrebbero non venir via, neppure se lasciaste agire il dentifricio per giorni e giorni. Secondo metodo – La banana E' possibile rimuovere i graffi dai cd anche con questo frutto esotico, ma la procedura è un po’ più lunga. Cosa vi serve: Un cd da pulire Un pezzo di banana (con la sua buccia, da utilizzare in seguito) Un panno morbido Acqua di rubinetto Quindici minuti del vostro tempo Prendiamo il supporto da pulire e strofiniamoci sopra la polpa della banana con movimenti circolari. E' necessario strofinare tutta la superficie del cd. Lasciamo agire la polpa sul support per 5 minuti. Ripuliamo la superficie con la parte interna della buccia . Laviamo il supporto con acqua e asciughiamolo con un panno morbido.Anche per quanto riguarda questo metodo, è nostro dovere segnalare che i graffi molto profondi potrebbero non sparire, anche dopo giorni e giorni di duro lavoro.

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