il 118 in sicilia

il 118 in sicilia
In Sicilia il Servizio Urgenza Emergenza Sanitario "S.U.E.S. 118", attivato in maniera sperimentale e provvisoria l' 11 Agosto 1997, è dotato di quattro Centrali Operative interprovinciali presso le provincedi Palermo, Catania, Caltanissetta e Messina. Ogni C.O. è provvista di una rete telefonica sanitaria dedicata solo alla emergenza (118) e indipendente da quella ordinaria, con venti linee dhe afferiscono a cinque posti di operatori; dispone inoltre di una rete privata virtuale dedicata (RPV) che le collega fra loro, con tutti i pronto soccorso e con tutti i reparti dell'area critica degli ospedali dell'Isola (Rianimazioni, Unità coronariche, Neurochirurgie, etc.); ognuna di esse è fornita inoltre di un sistema di registrazione automatico di tutte le telefonate che vi afferiscono. Le Centrali Operative, ciascuna per il proprio bacino, sono raggiungibili dall'utenza componendo il numero telefonico unico e gratuito 1-1-8.

domenica 5 dicembre 2010

RANDAZZO: SVALIGIATO L’UFFICIO POSTALE: RUBATI 170MILA EURO

Bottino grosso per i ladri professionisti che ieri notte hanno portato via dalle casseforti dell’ufficio postale di Randazzo circa 170mila euro. I ladri hanno agito durante la notte, con maestria e destrezza, scassinando la porta che si trova sul retro dell’ufficio postale, solitamente utilizzata dai dipendenti. Poi, guadagnato l’interno dell’ufficio, hanno avuto tutto il tempo per bucare le 3 robuste casseforti, servendosi certamente di una fiamma ossidrica e di un martello pneumatico. Prima di entrare, però, sono riusciti a disattivare i sistemi di sicurezza. L’ufficio postale di Randazzo, infatti, è dotato di un sofisticato sistema di rilevazione delle presenze e di speciali sensori che segnalano le aperture delle porte. Questi e gli altri sistemi di allarme sono stati neutralizzati e i ladri sono stati capaci di disattivare anche il sistema di sicurezza della cassaforte del Postamat, che dovrebbe macchiare di inchiostro indelebile le banconote se asportate impropriamente. I ladri hanno avuto il tempo di scassinare anche il distributore delle bevande, qualche armadietto e aprire pure qualche pacco in partenza, tanto per non farsi mancare nulla.

Ospedale, mobilitazione contro i tagli Bronte.



Sabato 18 dicembre manifestazione con tutti i 18 Comuni serviti dal nosocomio

  • Sabato 04 Dicembre 2010
  • Catania (Provincia),
  • pagina 50
Le comunità servite dall'ospedale di Bronte, sabato 18 dicembre, manifesteranno contro il suo possibile ridimensionamento. Questo l'esito del vertice tenuto ieri mattina nel palazzo municipale di Bronte, dove il sindaco Pino Firrarello ed il presidente del Consiglio comunale Salvatore Gullotta hanno riunito i colleghi dei Comuni vicini. Così al vertice hanno partecipato Pippo de Luca e Giuseppe Spatafora di Maletto, Ernesto Del Campo e Lucio Rubbino di Randazzo, Salvatore Pinzone Vecchio e Rodolfo Arcodia di Maniace e gli assessori di San Teodoro Cettina Carameli e Valentina Costantino con il presidente dell'assemblea consiliare Salvatore Zingali. Con loro il consigliere comunale di Bronte, Nunzio Saitta, Pippo Capace e Francesco Rubbino.
«A Bronte temiamo seriamente che l'ospedale venga fortemente ridimensionato fino a penalizzare servizi essenziali. - ha affermato il sindaco Pino Firrarello - Da 5 anni non c'è più il primario di ginecologia. Un tempo i reparti di urologia e ortopedia rappresentavano l'eccellenza dei servizi, oggi il primario di urologia è stato trasferito altrove e da noi viene una volta la settimana; l'ortopedia rischia di essere soppressa».
«Manca un primario di anestesia - continua a ripetere - e la nostra richiesta di ottenere dei posti di rianimazione è stata totalmente disattesa. Il Pronto soccorso non ha più medici e i turni devono essere coperti dai pochi rimasti nei reparti. Sembra essere tornati indietro di 25 anni. Fino a 2 anni fa a Bronte c'erano 120 posti letto, oggi solo 69 e con gravi carenze di personale».
Alla fine si è deciso che sabato 18 tutti i sindaci e i cittadini dei Comuni del comprensorio si raduneranno alla villa comunale di Bronte, per poi muoversi in corteo fino a piazza Spedalieri per il comizio. Il sindaco poi ha incontrato i capigruppo consiliari e i rappresentanti della società civile. Tutti hanno accolto l'invito alla mobilitazione. «Quando si parla di ospedale - hanno ribadito i consiglieri Andrea Sgrò, Vincenzo Sanfilippo, Salvatore Proietto, Vittorio Triscari e Nunzio Saitta - non ci sono bandiere politiche».


04/12/2010

Sicilia. Bando pubblico per reclutare docenti e istruttori del 118


PALERMO - Pubblicato un bando pubblico per la costituzione di un albo aperto di "docenti-Istruttori 118" da adibire all'addestramento pratico del personale operante nel sistema di emergenza-urgenza della regione siciliana. La Regione siciliana nell'ambito del progetto integrato "La simulazione per il governo clinico, la Qualità e la sicurezza delle cure" ha affidato al CEFPAS - come si legge sul bando a firma del direttore generale dello stesso ente - l'obiettivo concernente la riqualificazione degli operatori del sistema emergenza - urgenza. Nel regolamento vengono elencati i requisiti necessari per poter concorrere. E tra questi, l'ultimo, recita "rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato presso una struttura sanitaria
pubblica con la qualifica di medico o infermiere".
«Si sono dimenticati di noi - ha dichiarato il segretario regionale di settore dello SMI siciliano, Vincenzo Picciolo -. Infatti i medici a rapporto di convenzione sono stati di fatto esclusi».
«Riteniamo - ha continuato Picciolo - che si sia trattato di un errore. L'accordo regionale per l'emergenza sanitaria territoriale prevede infatti il coinvolgimento del 20% del personale medico in attività formativa e di docenza».
«Abbiamo comunque - conclude Picciolo – avanzata la richiesta di audizione in Commissione sanità per trovare una soluzione e porre rimedio».
30.11.2010, MEDPress.it 
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Ragusa, 3 dicembre – Dalla maggioranza al Comune Distefano e Fazzino commentano l’emendamento PD per l’acquisto di Defribillatori.
Distefano: «Non basta solo acquistarli, ci sono tanti altri accorgimenti che vanno seguiti»
“L’emendamento presentato dal Pd sull’acquisto dei defibrillatori da installare nei luoghi più frequentati, che tanta polemica ha suscitato, merita di essere approfondito perché redatto con superficialità e, al di là della nobiltà dell’idea di fondo, non tiene in considerazione tutta una serie di applicazioni pratiche che vale la pena di analizzare”.
Così dice il consigliere comunale del Pdl, Emanuele Distefano, che interviene sulla delicata problematica anche dopo aver ottenuto il conforto, in tal senso, di medici ospedalieri operanti nel settore in questione. “La legge regionale 120 del 2001, infatti – sostiene Distefano – si sofferma proprio sull’utilizzo dei defibrillatori in ambito extraospedaliero.
L’articolo 1 della legge in questione recita che è consentito l’uso del defibrillatore semi automatico in sede intra ed extraospedaliera anche al personale sanitario non medico nonché al personale non sanitario che abbia ricevuto una formazione specifica nell’attività di rianimazione cardio polmonare.
Ma non solo.
I defibrillatori vanno piazzati in posti strategici concordati con la centrale operativa 118 di Catania.
E, ancora, è indispensabile formare quanta più gente possibile, assicurando, altresì, la manutenzione, il controllo, la scadenza delle batterie e quella delle placche. E questa normale manutenzione da chi dovrebbe essere pagata? Dal Comune, dall’Asp o dal Partito Democratico? Chi dovrebbe effettuare i controlli? Tecnicamente bisogna conoscere come si accende un defibrillatore, come funziona e altro ancora. L’autorizzazione all’utilizzo, inoltre, deve partire dalla centrale operativa del 118 a Catania.
Il Pd la fa semplice.
Non basterebbero soltanto 15.000 euro per l’acquisto.
Ci vuole tanto altro. Come si vede c’è tutto un iter articolato che occorre seguire. Il no all’emendamento è stato detto non per motivi politici ma con cognizione di causa. Anzi, invitiamo il Pd a confrontarsi con la maggioranza su questa tematica perché si trovino soluzioni condivise. E’ interesse di tutti dare risposte sulla salute. A patto che le idee abbiano le gambe per camminare”.

***
Santina Fazzino: «Mossa demagogica e strumentale dell’opposizione»
“È lodevole l'idea di acquistare dei defibrillatori da installare nei luoghi più frequentati del centro storico di Ragusa, ma si è sbagliato nei tempi della proposta e nelle sue modalità, diventando purtroppo strumentale e demagogica”.
E' il parere del consigliere della Lista Dipasquale Sindaco, Santina Fazzino, in merito al voto contrario espresso dalla maggioranza consiliare su un subemendamento alle variazioni di bilancio presentato dal Partito Democratico. Il documento del Pd avrebbe impegnato l'amministrazione comunale a destinare la somma di 15 mila euro per l'acquisto di alcuni defibrillatori da distribuire nelle vie più affollate del centro.
“L'emendamento non è stato respinto per posizione politica di contrasto – spiega la Fazzino – né perché la maggioranza, come ha detto qualcuno, è “senza cuore”, ma perché non erano chiari diversi punti della proposta: quanti defibrillatori si sarebbero potuti acquistare con 15 mila euro? Quanto costerebbe la loro installazione all'aperto? Dove si dovrebbero mettere? Sarebbe necessaria una custodia? Se si, a chi e con quale criterio affidarla? Quante persone li saprebbero usare? Quali sono i costi di manutenzione? A quale ditta bisognerebbe rivolgersi per l'acquisto? Seguendo quali criteri? Queste sono solo alcune delle domande che, come maggioranza, ci siamo posti, rendendoci conto che le risposte sarebbero arrivate tardi rispetto ai tempi della burocrazia. Votare un emendamento simile il 2 dicembre avrebbe voluto dire attendere a lungo l'esame pratico della proposta, ottenendo un unico risultato: il blocco di 15 mila euro”.
“L'ultimo mese dell'anno – continua la Fazzino – non è il più adatto per affrontare queste tematiche. Le festività natalizie non faranno lavorare gli uffici per alcuni giorni e l'analisi della faccenda non sarebbe stata celere. Si sarebbe arrivati alla destinazione di fondi che mai si sarebbero potuti spendere e li avremmo ritrovati nel futuro bilancio come avanzi d'amministrazione dall'esercizio finanziario precedente”.
“E' chiaro che come maggioranza non avremmo potuto acconsentire ad una tale smaccata dimostrazione di scarsa programmazione – conclude il consigliere Fazzino – e per questa ragione, pur condividendo l'importanza dell'idea che ci ripromettiamo di prendere in considerazione successivamente, crediamo che la posizione del Pd sia stata consapevolmente pretestuosa e demagogica, poiché tenta di approfittare di un argomento nei confronti del quale molti cittadini sono estremamente sensibili”.

La Procura della Corte dei conti: Troppe spese per il 118, danno erariale di 37 milioni


L’assunzione in massa avvenne in piena campagna elettorale, tra il 2005 e il 2006. La Sise, la società che gestiva il servizio di soccorso del 118, arruolò 1.200 persone, soprattutto barellieri e autisti. Di colpo, aumentarono le ambulanze: da 158 a 256. Per quell’operazione la Procura della Corte dei conti quantifica un danno all’erario di 37 milioni di euro, chiamando in causa l’allora governatore Totò Cuffaro, la sua giunta e i deputati regionali che facevano parte della commissione Sanità dell’Assemblea siciliana, che avallò le assunzioni.
Secondo i magistrati contabili l’aumento di mezzi e personale non sarebbe stato giustificato da esigenze funzionali di potenziamento del servizio di emergenza gestito dalla Sise, società interamente partecipata dalla Croce rossa italiana a cui la Regione si era affidato mediante convenzione. L’aumento delle ambulanze, sostengono i magistrati, consentì l’assunzione di precari della Sise e corsisti del Ciapi.
L’Assemblea siciliana aveva inizialmente negato la documentazione richiesta dalla Corte dei Conti, ritenendola una lesione delle proprie prerogative. Gli atti erano stati trasmessi solo dopo una sentenza pronunciata nel 2009 dalla Corte costituzionale, che ha ritenuto pienamente legittime le richieste istruttorie del procuratore regionale Guido Carlino e del pm Gianluca Albo, titolari dell’inchiesta.
Adesso sulla richiesta di risarcimento dovranno pronunciarsi, nell’udienza del 14 aprile 2011, i giudici della sezione giurisdizionale, presieduta da Luciano Pagliaro. La vicenda risale all’autunno di cinque anni fa. Il via liberà da parte della giunta al potenziamento del 118 arrivò il 20 settembre, due settimane dopo l’allora assessore alla Sanità Giovanni Pistorio firmò un atto permise l’immissione in servizio di 64 nuove ambulanze in più rispetto a quelle previste dalla convenzione con la Croce Rossa, incrementando da 10 a 12 il numero dei soccorritori per ogni mezzo.
Il provvedimento di Pistorio finì in VI Commissione all’Ars, dove il 19 ottobre sette deputati votarono altri due emendamenti che aumentarono il parco ambulanze di altri mezzi. Contro votò soltanto Antonello Cracolici dei Ds, mentre Giovanni Manzullo della Margherita si astenne. L’iter si chiuse con una delibera che determinò costi aggiuntivi per 43 milioni di euro all’anno.
Cracolici e Manzullo, con quella decisione, hanno evitato la contestazione di responsabilità inviata dalla Corte dei Conti invece agli altri 18 parlamentari, tra cui Cuffaro, dieci assessori, e sette componenti della commissione Sanità. Lo scorso giugno il procuratore generale della Corte dei conti, Giovanni Coppola, ha bacchettato la Regione per l’alto costo del servizio del 118: nel 2002 sono stati spesi circa 9 milioni di euro, nel 2009 la Regione ne ha sborsati 87,5 soltanto per il personale e i mezzi.
L’indagine, oltre Cuffaro, riguarda gli ex componenti della sua giunta Innocenzo Leontini, Carmelo Lo Monte, Antonio D’Aquino, Francesco Scoma, Francesco Cascio (attuale presidente dell’Ars), Fabio Granata, Michele Cimino, Mario Parlavecchio e Giovanni Pistorio, e gli ex componenti della Commissione Sanità Santi Formica, Nino Dina, Giuseppe Basile, David Costa, Giuseppe Arcidiacono e Giancarlo Confalone, Angelo Moschetto.
Questa sera Rai Tre, Report su Sicilia-118-Sise-Seus, danno erariale di circa 37 milioni di euro


Questa sera Rai Tre, Report su Sicilia-118-Sise-Seus, danno erariale di circa 37 milioni di euro
Da mesi le telecamere nascoste di Report si aggirano in Sicilia tra ambulanze, ospedali e sedi della Croce Rossa. Una parte dell'inchiesta LA CROCE IN ROSSO di Sabrina Giannini, giornalista di punta della trasmissione condotta da Milena Gabanelli, sarà dedicata all'annosa questione del 118 in Sicilia con risvolti inediti a cavallo tra la gestione della vecchia SISE e la SEUS. L'inchiesta videogiornalistica andrà in onda alle 21.30 su Rai Tre con la collaborazione dei giornalisti Luca Chianca e Antonio Condorelli.

Intanto tra attuali ed ex parlamentari regionali, molti dei quali oggi ricoprono il ruolo di senatore o deputato a Montecitorio, sono 18 le persone per le quali la Procura della Corte dei Conti ha chiesto il giudizio per un presunto danno erariale di circa 37 milioni di euro per l'aumento della spesa del servizio del 118 tra il 2005 e il 2006, quando in campagna elettorale furono aumentate le ambulanze e assunti dalla Sise, la societa' che gestiva il soccorso, 1.200 tra autisti e barallieri. L'indagine riguarda l'ex presidente della Regione siciliana, Toto' Cuffaro, gli ex componenti della sua giunta Innocenzo Leontini, Carmelo Lo Monte, Antonio D'Aquino, Francesco Scoma, Francesco Cascio (attuale presidente dell'Ars), Fabio Granata, Michele Cimino, Mario Parlavecchio e Giovanni Pistorio, e gli ex componenti della Commissione Sanita' Santi Formica, Nino Dina, Giuseppe Basile, David Costa, Giuseppe Arcidiacono e Giancarlo Confalone, Angelo Moschetto.

IL 118 METTE NEI GUAI 18 PARLAMENTARI SICILIANI PER DANNO ALL’ERARIO


Palermo, 05/12/2010 - Cittadini 'fuori erario', potremmo chiamarli, anche se non sono dei semplici cittadini ma ex parlamentari regionali ed oggi - quasi tutti - senatori o deputati nazionali della Repubblica Italiana che in clima elettorale hanno ritenuto di ‘strafare’, portando alle stelle i costi del servizio 118.
Gli ex componenti della sua giunta Cuffaro alla Regione Siciliana sono stati così chiamati in giudizio dalla Procura della Corte dei Conti che denuncia un danno erariale presunto
dell’ammontare di circa 37 milioni di euro sui costi della gestione del servizio sanitario 118 in Sicilia. Sono 18 i personaggi della politica siciliana chiamati a rispondere del danno all’erario: Antonio D'Aquino, Giuseppe Basile, David Costa, Giuseppe Arcidiacono, Giancarlo Confalone, Angelo Moschetto, Innocenzo Leontini, Carmelo Lo Monte, Francesco Scoma, Francesco Cascio, Fabio Granata, Michele Cimino, Mario Parlavecchio, Giovanni Pistorio, Santi Formica e Nino Dina.

La lievitazione dei costi del servizio 118 tra il 2005 e il 2006 sarebbe dovuto all’aumento del numero delle ambulanze e a quello delle persone assunte dalla Sise, la società che gestiva il soccorso: 1.200 tra autisti e barellieri, nell'imminenza della campagna elettorale corrispondente.

Parecchi degli ex parlamentari alla Regione Siciliana oggi si trovano eletti al Senato o al Parlamento della Repubblica, Francesco Cascio è l’attuale presidente dell'Ars, Fabio Granata, transitato in Fli, Santi Formica, Nino Dina, Giuseppe Basile, David Costa, Giuseppe Arcidiacono e Giancarlo Confalone, Angelo Moschetto, Michele Cimino, Mario Parlavecchio e Giovanni Pistorio sono ex componenti della Commissione Sanità alla Regione Siciliana.

sabato 4 dicembre 2010

Due ispettori al lavoro al Pta di Giarre per fare luce sull'appalto

La Sicilia - 03.12.2010
Ed. del 03.12.2010 - pag. 5
Andrea Lodato

L'assessore Russo avvia l'ispezione per i fondi concessi al marito della senatrice finocchiaro.
CATANIA - La vicenda è esplosa come una bomba scagliata nel bel mezzo della guerriglia politica in corso nel mondo politico regionale. Diremmo inevitabilmente, considerati i personaggi direttamente o indirettamente chiamati in causa, la delicata questione al centro del caso, appalti nel mondo della sanità, il gioco incrociato di alleanze politiche vecchie e nuove. La bomba è quella legata all'affidamento da parte dell'Asp di Catania alla società privata Solsamb di un appalto per circa 350 mila per la gestione della formazione del personale e dell'informatizzazione del Pta (Presidio territoriale di assistenza) di Giarre. L'affidamento, il cui iter era cominciato con due governi, quello nazionale e quello regionale, diversi dagli attuali, va in porto senza che l'Asp bandisca una gara. Errore, anche grave, perché esiste una direttiva regionale, che risale proprio al 2007, quando cominciò la storia del Pta giarrese, che impone sempre gare con evidenza pubblica quando si superano lavori per 125 mila euro. E se più appalti uguali interessano più Aziende, in quel caso c'era l'obbligo di consorziarsi per le Asl, per evitare di aggirare l'ostacolo della gara pubblica parcellizzando i lavori.
Con il Pta non succede, perché? La questione politica sorge inevitabile perché l'amministratore unico della Solsamb è il dottor Melchiorre Fidelbo, marito della capogruppo al Senato del Pd, Anna Finocchiaro. Quando il Pta viene inaugurato, poi, in prima fila a tagliare il nastro la Finocchiaro c'è, suo marito pure, c'è l'assessore alla Sanità, Massimo Russo e c'è persino l'ex ministro del governo Prodi, Livia Turco. Ce n'è abbastanza per aprire un caso (tanto più con il Pd che è il nuovo partner di governo di Lombardo) non c'è che dire. Ma che cosa è successo? Ci sono molte ombre su tutta la vicenda, qualcuno, con il passare dei giorni, parla di equivoci, sarebbe quasi una commedia però, non episodi che si possano isolare, qualcuno invece parla più apertamente della possibilità che ci possano essere state leggerezze, superficialità, qualche concessione quanto meno azzardata. Gli ispettori dell'assessore Russo lo devono accertare nel giro di qualche giorno, quel che fanno intendere a Palermo è che l'errore sarebbe partito dagli uffici della Regione proprio nel 2007, quando fu scritta una lettera al Ministero, al dott. Fidelbo e all'Asp in cui si comunicava che il progetto dell'Pta era approvato. Ma quale progetto? Quello del presidio o quello del lavoro che intendeva fare la società del dott. Fidelbo? Diciamo che l'equivoco nascerebbe da qui e si svilupperebbe così, con il punto nero cruciale che, in ogni caso, se davvero quel progetto fosse stato approvato, a validarlo avrebbe dovuto essere l'assessore dell'epoca. Di cui non c'era nessuna firma.
Per farla breve arriviamo al governo Lombardo, all'approvazione in fretta e furia di quattro progetti di Pta in Sicilia, per evitare di perdere i finanziamenti statali. C'è qualche progetto pronto? Come no, quello di Giarre. Arriva la firma, dunque, e il finanziamento di 506 mila euro, girati dalla Regione all'Asp. Che, senza approfondire e senza gara, ne destina la bellezza di 350 mila non all'intera struttura, ambulatorio, medici, infermieri, ma solo all'informatizzazione. E' tutto un colossale equivoco o qualcuno ha chiuso uno o un paio di occhi? L'assessore Russo ha chiesto agli ispettori, Paolo Barone e Duilia Martellucci, tempi rapidi ed esiti inequivocabili. Almeno qui e almeno stavolta.

Enna. 118: Sindacato medici su sostituzione medici rianimatori con i medici di emergenza territoriale

Da Internet... - 04.12.2010
Ed. onLine di ViviEnna,t del 22.11.2010
n.d.



Enna. 118: Sindacato medici su sostituzione medici rianimatori con i medici di emergenza territoriale
Enna. Il dr. Santo Angileri – Sindacato Medici Italiani – dice la sua in merito alla sostituzione dei medici rianimatori con i medici dell’emergenza territoriale nei mezzi del 118: “Sembra suscitare notevole disagio la notizia che i medici anestesisti in servizio presso l’ambulanza di 118 allocata all’Ospedale di Enna debbano essere sostituiti da Medici di Emergenza Sanitaria Territoriale.
Tale prassi, indicata dalle “Nuove linee sul funzionamento del servizio di urgenza-emergenza sanitaria regionale S.U.E.S.-118” di cui scrive il DA del 25.03.09 pubblicato in GURS n.18 del 24.04.09 esplicita che i medici addetti all ‘Emergenza Sanitaria Territoriale siano sia medici di Continuità Assistenziale che hanno conseguito l’attestato di medici dell’Emergenza Territoriale dopo aver seguito un corso di formazione ( nel nostro caso diretto dagli medici dalla Centrale Operativa del 118 di Caltanissetta ), sia medici anestesisti. Nello stesso Decreto Assessoriale viene eliminata la precedente distinzione fra le cosiddette ambulanze B ( medicalizzate con medici dell’Emergenza Territoriale) e le CMR (con anestesisti ), equiparandole.
Si consideri che le ambulanze medicalizzate previste attualmente per tutta la Sicilia sono 79 ( prima erano circa 150 ) e di queste le ex CMR erano 24, mentre le altre sono state da tempo fornite di medici dell’EST o sono in atto, ad Enna come nelle altre ASP siciliane, procedure concorsuali per l’assegnazione dei posti vacanti.
Quindi, proprio stavolta, nessun taglio a spese della nostra provincia . .. e nessuna ragioneristica , mentre rimane l’importante servizio assistenziale.
Non si può certo disconoscere la qualità delle prestazioni dei medici anestesisti, ma non possiamo ignorare che i medici dell’Emergenza Sanitaria Territoriale non sono certo degli sprovveduti, poiché, impiegati sul territorio da un ventennio, spesso sono intervenuti, misconosciuti, sulle altre 15 ambulanze dell’ennese senza medico e infermiere , quando hanno prestato la loro opera come medici di Guardia Medica, sulle ambulanze nelle emergenze soccorse, né possiamo ignorare che gli stessi, ormai da anni, sono impiegati nell’unica ambulanza medicalizzata, insieme a quella di Enna, che si trova a Pietraperzia.

In quanto alla sostituzione nelle ex CMR degli anestesisti, questa è dovuta al fatto che gli stessi lavorano sulle ambulanze in incentivazione (cioè in regime straordinario ) con un limite di 48 ore mensili, mentre lo spirito della riforma prevede che sulle ambulanze vi sia personale dedicato ( cioè con rapporto esclusivo ), siano essi anestesisti o medici dell’EST, e solo in carenza di personale ( quindi dopo aver espletato le dovute procedure concorsuali ) è permesso il rapporto di lavoro straordinario in incentivazione per non provocare l’interruzione di un servizio fondamentale. .
Infine si voglia considerare che il servizio di EST è normato, ormai da 10 anni, al Capo V dell’ Accordo Collettivo Nazionale di Medicina Generale, che comprende anche la Continuità Assistenziale ( ex Guardia Medica ) e l’Assistenza Primaria ( Medici di famiglia ).

Alla fine sembra pertanto strumentale e campanilistico che si procuri questo clima di allarme, dopo che il servizio di Emergenza Territoriale della nostra provincia è stato ignorato, dai non addetti ai lavori e anche dai politici di turno, per tanto tempo; come non considerare infatti che tutta la zona nord della nostra provincia non ha ambulanze medicalizzate ( e solo da un mese ne è stata attivata urgentemente una a Nicosia, sempre con anestesisti, in attesa di procedere al concorso per i medici di quella postazione) ; come non considerare che la difficoltà delle nostre vie di comunicazione e la lontananza dagli Ospedali non permette un’adeguata assistenza in tutto il territorio provinciale che vede si ben 17 ambulanze dislocate in esso, ma di queste ben 15 non hanno né medico né infermiere a bordo!”.

venerdì 3 dicembre 2010

Protesta de "La Destra I rianimatori scendono dalle ambulanze Da dicembre la nuova organizzazione 118

Siracusa – La riorganizzazione del servizio d’emergenza 118 approda anche a Siracusa. Da domani negli equipaggi delle ambulanze di soccorso non sarà presente la figura del rianimatore,  a sua volta sostituita dal medico dell’emergenza sanitaria territoriale. E' quanto stabilito dalle nuove linee  sul funzionamento del servizio urgenza-emergenza sanitaria regionale. Assurdo, secondo il coordinatore de “La Destra - Alleanza siciliana”, Alessandro Spadaro, la decisione dell’assessorato regionale alla salute che ha varato la disposizione con la quale vengono ridefiniti ruoli e competenze del personale dei mezzi di soccorso avanzato. Illogico e senza senso, secondo Spadaro, eliminare i rianimatori dalle ambulanze, un’iniziativa tutta a discapito della salute dei cittadini.

Nel rispetto della professionalità degli altri medici previsti, il cui impiego viene ritenuto utilissimo ai fini di un miglioramento dell’offerta sanitaria, “La Destra - Alleanza siciliana” ha rivolto un invito ai deputati regionali siracusani perchè intervengano per ottenere l'annullamento della disposizione e scongiurare così possibili effetti negativi sul soccorso pubblico d’emergenza.

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Newsletter Speciale di ven 29 mag 2009

Il fumo nella storia
Attivo o passivo, il fumo occupa un posto eminente nella storia della medicina. Da dove proviene il vizio del fumo? [...]
Fumo e fumo passivo
Uno studio, pubblicato sulla rivista Neuropsychopharmacology, ha dimostrato che a rimetterci sono sempre i bambini, anche se non sono ancora venuti alla luce. Con il commento del Dott. Paolo Noschese [...]
Il fumo danneggia seriamente la salute e smettere garantisce numerosi benefici
Il fumo fa male alla salute ed e' causa di danni che vanno dal problema estetico al tumore: e' scritto anche su ogni pacchetto di sigarette. Con il commento del Prof. Vincenzo Lazzaro [...]
Stop al fumo
Il nuovo punto di incontro per chi vuole smettere di fumare o per chi ha detto stop al fumo e vuole partecipare con la propria testimonianza. Un sostegno quotidiano alle crisi di astinenza e uno spazio di informazione sui metodi e le tecniche per dire basta al fumo parlando dei danni, dei numeri e delle statistiche del tabagismo. [...]
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Rimuovere i graffi dai cd in cinque minuti


Eccovi alcuni metodi casalinghi, mediante i quali dovreste essere in grado di rimuovere i graffi dalla superficie dei cd.Le superfici dei cd o dei dvd sono molto delicate. Infatti, basta una scorretta conservazione, ed ecco che la superficie di esso si striscia. Se avete sperimentato tutto quanto era nelle vostre conoscenze, ma non avete ancora risolto il problema, vi indichiamo altri metodi, mediante cui dovreste essere in grado di rimettere in sesto i vostri cd o dvd. Tuttavia, sia bene chiaro, quelle sotto riportate devono essere intese come "ultime spiagge", ossia soluzioni utilme al problema, cui ricorrere soltanto quando non c'è proprio più niente da fare. Di conseguenza, non ci assumiamo nessuna responsabilità nel caso in cui non riusciste a pervenire al risultato sperato. In sostanza, non vi assicuriamo che i vari metodi proposti possano effettivamente funzionare. Primo metodo – Il dentifricio Cosa vi serve: Un cd da pulire Dentifricio (possibilmente a pasta bianca e non colorata, senza granuli) Acqua di rubinetto Un batuffolo di cotone Un panno morbido Dieci minuti di tempo Sul mercato esistono dei costosissimi kit di riparazione, ma con questo metodo non servono. Prendiamo il supporto da pulire e mettiamoci sopra del dentifricio. Con un batuffolo di cotone leggermente inumidito (o con le mani, se preferite) spalmiamo per bene il dentifricio lungo tutta la superficie del cd, anche se ne è strisciata solo una piccola parte. Lasciamo agire il dentifricio per cinque minuti. Quindi prendiamo il cd e, sotto l’acqua corrente, togliamo con le mani ogni residuo di dentifricio. Quando abbiamo rimosso tutto il dentifricio, asciughiamo il supporto con un panno morbido e, voilà, la superficie ora è ben levigata! Ovviamente, devo ricordarvi che se la superficie presenta graffi profondi, questi potrebbero non venir via, neppure se lasciaste agire il dentifricio per giorni e giorni. Secondo metodo – La banana E' possibile rimuovere i graffi dai cd anche con questo frutto esotico, ma la procedura è un po’ più lunga. Cosa vi serve: Un cd da pulire Un pezzo di banana (con la sua buccia, da utilizzare in seguito) Un panno morbido Acqua di rubinetto Quindici minuti del vostro tempo Prendiamo il supporto da pulire e strofiniamoci sopra la polpa della banana con movimenti circolari. E' necessario strofinare tutta la superficie del cd. Lasciamo agire la polpa sul support per 5 minuti. Ripuliamo la superficie con la parte interna della buccia . Laviamo il supporto con acqua e asciughiamolo con un panno morbido.Anche per quanto riguarda questo metodo, è nostro dovere segnalare che i graffi molto profondi potrebbero non sparire, anche dopo giorni e giorni di duro lavoro.

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