il 118 in sicilia

il 118 in sicilia
In Sicilia il Servizio Urgenza Emergenza Sanitario "S.U.E.S. 118", attivato in maniera sperimentale e provvisoria l' 11 Agosto 1997, è dotato di quattro Centrali Operative interprovinciali presso le provincedi Palermo, Catania, Caltanissetta e Messina. Ogni C.O. è provvista di una rete telefonica sanitaria dedicata solo alla emergenza (118) e indipendente da quella ordinaria, con venti linee dhe afferiscono a cinque posti di operatori; dispone inoltre di una rete privata virtuale dedicata (RPV) che le collega fra loro, con tutti i pronto soccorso e con tutti i reparti dell'area critica degli ospedali dell'Isola (Rianimazioni, Unità coronariche, Neurochirurgie, etc.); ognuna di esse è fornita inoltre di un sistema di registrazione automatico di tutte le telefonate che vi afferiscono. Le Centrali Operative, ciascuna per il proprio bacino, sono raggiungibili dall'utenza componendo il numero telefonico unico e gratuito 1-1-8.

martedì 7 febbraio 2012

L'ex vice sindaco dell'Mpa chiamato a guidare il 118

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La Repubblica
Ed. del 05.02.2012 - pag. III
A. Fras.
Articolo letto 139 volte
Mario Chisari è stato in giunta a Catania. È un fedelissimo di Lombardo

L’ex vicesindaco di Catania in quota Mpa alla guida del 118 siciliano. Il governatore Raffaele Lombardo piazza così un altro colpo affidando la guida della Seus, il servizio d’emergenza che ha a suo carico 3.200 autisti soccorritori, a Mario Chisari.
Chisari, 36 anni, laureato in Medicina e chirurgia con dottorato in Fisiopatologia, è stato consigliere comunale a Catania nelle file di Forza Italia e indicato nel 2009 vicesindaco dal partito di Lombardo. La sua nomina scadrà nel mese di maggio del 2014. Riceverà un compenso annuo lordo di 25 mila euro, «cioè la metà del tetto massimo fissato dalle norme in materia», sottolineano dalla Seus. Sempre nel Consiglio di gestione della Seus c’è stato poi un altro avvicendamento: a Salvatore Geraci è subentrato l’ingegnere palermitano Giorgio Di Marco, ex direttore della «Zona territoriale insulare di Rete Ferroviaria Italiana». Confermato il terzo componente del Consiglio, il commercialista palermitano Michele Battaglia.
L’opposizione va all’attacco: «Mi complimento con il governatore per aver scelto per la guida della Seus un medico di lungo corso, che ha militato in Forza Italia e poi è transitato nell’Mpa», dice ironicamente il coordinatore regionale del Pdl, Giuseppe Castiglione. In arrivo comunque altre nomine di fedelissimi del governatore in società partecipate. Per la direzione generale della nuova Irfis, l’istituto di mediocredito acquisito dalla Regione e trasformato in finanziaria, in pole Marco Romano, ex dirigente generale esterno e presidente della Parco scientifico e tecnologico.
Sul fronte nomine, la Regione è stata però condannata per comportamento antisindacale nei confronti del Cobas-Codir. L’amministrazione aveva illegittimamente trasferito Marcello Minio, uno dei due segretari generale del sindacato, dall’ufficio di Bruxelles a quello all’Energia.

Medici, tecnici, infermieri e dirigenti. Incarichi nelle aziende della sanità

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Giornale di Sicilia
Ed. del 07.02.2012 - pag. 6
Giacinto Pipitone
Articolo letto 10 volte
Pioggia di bandi per formare graduatorie da cui attingere per assegnare i contratti a tempo determinato

Da Palermo a Catania, si moltiplicano i bandi. Il primato è dell'Asp di Agrigento che cerca aspiranti precari in decine di categorie. Bandi anche per assegnare incarichi da dirigente.
PALERMO - Via libera ai bandi per formare nuove graduatorie da cui attingere per assegnare incarichi nella sanità pubblica. Da Palermo e Catania fino ad Agrigento piovono selezioni per creare long list di precari negli ospedali ma anche per assumere dirigenti medici. È un’altra tranche di quel percorso avviato dall’ assessore Massimo Russo per coprire i vuoti d’organico nella sanità.
Le prime due graduatorie le ha bandite il Policlinico di Palermo. avviando così le selezioni per titoli ed esami. Chi entrerà in graduatoria potrà poi sperare nella chiamata per un posto da dirigente di medicina interna e neurochirurgia: i contratti sono a tempo pieno e determinato. Domande entro il 27 febbraio.
Il Civico di Palermo ha invece annunciato l’avvio di una serie di selezioni per assegnare contratti a progetto presso il Centro regionale trapianti. Le varie figure professionali che verranno selezionate - secondo l’annuncio del dirigente Vito Sparacino – saranno ufficializzate nei prossimi giorni con appositi avvisi. Il Civico ha pubblicato anche i bandi per assegnare cinque posti, alcuni di primo piano. Si tratta degli incarichi di dirigente medico di neurologia e dirigente delle professioni infermieristiche ed ostetriche. E ancora: infermiere professionale, collaboratore amministrativo esperto in data-management, assistente amministrativo. Anche in questi casi le domande vanno inviate entro il 27 febbraio.
A Catania anche il Policlinico ha dato il via alla formulazione di una nuova graduatoria per «eventuali assunzioni a tempo determinato di dirigente medico di microbiologia e virologia». Domande entro il 27 febbraio.
Ma la selezione più importante, sempre per formare varie graduatorie. è stata avviata dall’Asp di Agrigento. Il bando è destinato a chi aspira a «eventuali supplenze o incarichi a tempo determinato». Per la dirigenza medica le aree in cui si formano le graduatorie sono: Anestesia e rianimazione, Cardiologia, Chirurgia generale. Chirurgia vascolare, Emodinamica. Endoscopia digestiva, Medicina e chirurgia d’accettazione e d’urgenza. Medicina interna. Medicina fisica e riabilitativa, Medicina nucleare, Medicina trasfusionale, Nefrologia, Neurologia. Neuropsichiatria
infantile, Oflalmologia. Oncologia, Ortopedia, Ostetricia e ginecologia. Otorinolaringoiatria, Patologia clinica, Pediatria, Psichiatria, Radiodiagnostica, SerT, Urologia, UTIN , Igiene e sanità pubblica, Medicina del lavoro, veterinaria.
Per la dirigenza sanitaria non medica, la Asp di Agrigento ha avvialo la formulazione di altre 12 graduatorie: biologo, farmacista, psicologo. pedagogista, dirigente delle professioni sanitarie, Fisico, chimico. sociologo, amministrativo, ingegnere, avvocato, analista. Infine, via alle selezioni per un’altra decina di profili professionali e tecnici: dietisti, fisioterapisti, infermieri, logopedisti, tecnici radiologi solo per citare alcuni esempi. Gli ultimi bandi sono della Asp di Catania che assegna incarichi quinquennali di dirigente medico di radiodiagnostica e farmacia ospedaliera, geriatria.

''Niente ticket per i giovani senza lavoro"

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La Repubblica
Ed. del 07.02.2012 - Palermo - pag. IV
G. Sp.
Articolo letto 3 volte
Russo prospetta modifiche

NIENTE ticket per chi non ha mai lavorato o è in cerca di prima occupazione. È questa l’ipotesi cui sta lavorando l’assessore alla Salute, Massimo Russo, per “correggere” la legge sulle esenzioni appena entrata in vigore. «L’obiettivo è equiparare i non occupati ai disoccupati, estendendo il diritto di non pagare a tutti coloro che sono iscritti nelle liste di collocamento», ha spiegato l’assessore intervenendo al convegno per i 25 anni della Samot, l’associazione di volontariato che assiste i malati terminali.
La normativa prevede l’esenzione solo per i bambini con meno di 6 anni e gli anziani con più di 65 anni il cui nucleo familiare abbia un reddito inferiore ai 36 mila euro. Tra i 6 e i 65 anni gli unici a non pagare sono i portatori di malattie gravi e «i soggetti in particolari situazioni di disagio economico». Si tratta di disoccupati, cassintegrati o pensionati con reddito inferiore a 8.200 euro, incrementato fino a 11 mila euro in presenza del coniuge e di altri 500 euro per ogni figlio a carico.

domenica 5 febbraio 2012

Esenzioni per i ticket sanitari, Russo pronto a nuove modifiche

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Giornale di Sicilia
Ed. del 04.02.2012 - pag. 10
Gia.Pi.
Articolo letto 24 volte
Dopo l'appello lanciato dai sindacati: «Ci sono gravi iniquità»

PALERMO - La Regione sta studiando nuove modifiche ai ticket sanitari. La norma approvata poco più di un mese fa, con cui è stata tolta l’esenzione a circa mezzo milione di siciliani, potrebbe essere rivista per escludere dal pagamento nuove categorie.
L’assessore Massimo Russo ha raccolto così l’appello lanciato dai sindacati. Cgil, Cisl e Uil hanno scritto all’assessore per chiedere l’attivazione di un confronto «per rivedere e modificare la regolamentazione dei ticket sanitari». Elvira Morana (Cgil). Giuseppe Franchina (Cisl) e Daniela De Luca (Uil) segnalano che «da nuova disciplina delle esenzioni sta creando gravi situazioni di iniquità, preoccupazioni e pesanti disagi, soprattutto per le fasce più deboli e per le famiglie in difficoltà già a causa della crisi».
La rivoluzione introdotta a fine dicembre prevede un tetto di reddito - poco più di 36 mila euro annui - al di sotto del quale scatta l’esenzione ma solo se si ha meno di 6 anni o più di 65. Tutti gli altri pagano, a parte alcune eccezioni. La Sicilia si è adeguata al sistema nazionale. Ma nei giorni scorsi il ministro Renato Balduzzi ha ammesso che questo sistema «non è del tutto equo» e che «bisogna prendere in considerazione la composizione del nucleo familiare e il reddito». Da qui l’esigenza di «ristrutturare la modulazione dei ticket».
E Russo ha annunciato di essere pronto a muoversi su questa linea: «Condivido le perplessità che sono pervenute da più parti. Ho già dato la piena disponibilità in commissione all’Ars per discutere eventuali modifiche».

Ticket, il rebus delle esenzioni. "Esclusa con 400 euro al mese"

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La Repubblica
Ed. del 04.02.2012 - Palermo - pag. IX
Giusi Spica
Articolo letto 37 volte

I sindacati chiedono modifiche. Russo: "Disponibile"
PALERMO - Un operaio che ha uno stipendio di mille euro lordi al mese, con moglie e figli a carico, pagherà per farmaci, visite ed esami lo stesso ticket di un avvocato che guadagna più di 100 mila euro all’anno. Una donna delle pulizie con un contralto part-time di 400 euro al mese sborserà per le prestazioni sanitarie in una struttura pubblica quanto un imprenditore che ha un reddito di centinaia di migliaia di euro. Già, perché se col vecchio sistema di calcolo dell’esenzione bastato sull’Isee (ovvero
sulla combinazione di indicatori economici e sociali) queste categorie avevano diritto a non pagare, ora dovranno mettere mano al portafoglio. Sono solo alcuni dei paradossi scaturiti dall’applicazione della nuova legge che adegua l’Isola al resto d’Italia.
A perdere il diritto all’esenzione sono oltre 500 mila siciliani. Insorgono i sindacati: «Penalizzate le fasce più deboli e le famiglie in difficoltà», scrivono Cgil, Cisl e Uil chiedendo un incontro con l’assessore Massimo Russo. Che replica: «Non avevamo scelta». Ma apre a possibili ritocchi. Sono esenti i bambini con meno di 6 anni o gli anziani con più di 65 anni, appartenenti a un nucleo familiare con reddito inferiore ai 36 mila euro. Tra i 6 e i 65 anni gli unici a non pagare sono i portatori di malattie gravi e «i soggetti in particolari situazioni di disagio economico». Si tratta di disoccupati, cassintegrati o pensionati con reddito inferiore a 8.200 euro, incrementato fino a 11 mila euro in presenza del coniuge e di altri 500 euro per ogni figlio a carico.
Il nuovo sistema basato sulla dichiarazione dei redditi ha gettato nel caos gli uffici delle aziende sanitarie, presi d’assalto dai pazienti che reclamano il certificato di esenzione (320 mila a Palermo e provincia) . Per correre ai ripari, ieri l’Asp ha siglato le prime convenzioni con i Caf (centri di assistenza fiscale) dove ottenere assistenza gratuita. Sono lo sportello Adi in via Trapani, il Caf Cisl di piazza Castelnuovo, il Caf Acai in via Mariano Stabile, lo sportello della Cgil Sicilia in via Bernabei, il Centro servizi Uil in via Leonardo Xinlenes e Servizi fiscali in via Monteverdi. L’alternativa è autocertificare, barrandola casella Re fumando lo spazio apposito sulla ricetta. Una procedura valida per i prossimi due mesi, fino al rilascio del certificato definitivo.
Lo spaesamento colpisce anche gli operatori. «Ci sono ancora nodi da sciogliere - dice Titti Basso, responsabile amministrativo del Caf della Cgil Sicilia - soprattutto
in merito alla definizione della categoria dei disoccupati. Vengono considerati tali solo coloro che hanno perso il lavoro e iscritti negli elenchi del centro provinciale dell’impiego. Sono escluse le persone non occupate, che non hanno mai lavorato o in cerca della prima occupazione. Un altro problema è quello di chi ha contratti a tempo determinato o a progetto, che andrebbero considerati disoccupati se lavorano per meno di otto mesi all’anno, ma sui quali non abbiamo ricevuto chiarimenti». Nodi che saranno oggetto martelli di una riunione con l’Asp. I sindacati fanno risuonare tamburi di guerra. Elvira Morana (Cgil) , Giuseppe Franchina (Cisl) e Daniela De Luca (Uil) hanno chiesto un incontro urgente con l’assessore, denunciando il fatto
che la nuova disciplina «sta creando gravi situazioni di iniquità e pesanti disagi soprattutto per le fasce più deboli e per le famiglie in difficoltà già a causa della crisi». Appello raccolto dall’assessore: «Condivido le perplessità - dice Russo - ma bisognava recepire la norma nazionale, altrimenti la Sicilia avrebbe perso quasi 100 milioni di euro». Poi l’apertura: «Ho già dato piena disponibilità in commissione Sanità all’Ars per discutere eventuali modifiche e anche a livello nazionale, con il fondamentale apporto del ministro Balduzzi, si sta valutando di modificare alcuni punti».

sabato 4 febbraio 2012

118 in Sicilia, la Regione nomina presidente Mario Chisari

Cambio al vertice della Seus, la società consortile che gestisce il servizio su terra del “118” in Sicilia. Il nuovo presidente è Mario Chisari, che subentra a Gaetano Bonfiglio. La nomina, ratificata dal consiglio di sorveglianza della partecipata regionale su indicazione della stessa Regione, scadrà nel mese di maggio del 2014 e prevede un compenso annuo lordo di 25 mila euro, cioè la metà del tetto massimo fissato dalle norme in materia.
Chisari, catanese e di professione medico, ha anche un passato in politica. Dal 2000 al 2008 è stato consigliere comunale della città etnea, ricoprendo anche il ruolo di vicepresidente dell’assemblea, mentre dal 2009 è entrato, in quota Mpa, nella giunta Stancanelli con la carica di vicesindaco.
Sempre nel Consiglio di gestione della Seus c’è stato un altro avvicendamento: a Salvatore Geraci è subentrato l’ingegnere palermitano Giorgio Di Marco, ex direttore tecnico ed ex direttore della zona Zona territoriale insulare di Rete Ferroviaria Italiana. Confermato il terzo componente del Consiglio, cioè il commercialista palermitano Michele Battaglia.

Nuove regole di esenzione ticket.

Le News di MEDPress.it... Le News di MEDPress.it
 Dubbi chiariti da due circolari dell'assessore Russo.
Diramate finore due circolari esplicative sul meccanismo della autocertificazione da parte degli assistiti non presenti nell'elenco degli esenti
MEDPress.it | Pubblicato il 02.02.2012 | Articolo letto 1265 volte      
PALERMO - In seguito alla introduzione in Sicilia delle nuove norme in materia di partecipazione al costo delle prestazioni sanitarie (Legge n. 6/2012) e alle difficoltà incontrate dai sanitari nella applicazione delle nuove regole, l'assessore alla salute, Massimo Russo, ha diramato una circolare di chiarimento (n. 5858 del 25.01.2012).
Il paziente potrà verificare se il suo nominativo è presente nell'elenco dei cittadini esenti e in caso contrario, qualora ritenga di esserlo, potra ricorrere all'istituto dell'autocertificazione. Secondo quanto chiarito nella circolare assessoriale l'utente può autocertificare il suo diritto all'esenzione apponendo la firma nell'apposito spazio presente nella parte anteriore della ricetta che sarà considerata valida ed esente anche qualora il medico abbia barrato la casella "N" (non esente). Non sono previste - specifica l'assessore - modalità particolari per l'apposizione della firma sulla ricetta, quindi questa non dovrà necessariamente essere apposta presso la farmacia o il laboratorio di analisi o presso altra struttura pubblica o privata in cui deve eseguire la prestazione.
Ovviamente la responsabilità della vericidità dell'autocertificazione ricade unicamente sull'utente il quale dovrà essere invitato a leggere attentamente la locandina informativa distribuita dall'assessorato e già affissa negli studi dei medici di assistenza primaria.
Nel frattempo é stata emessa una nuova circolare, la 8304, con cui vengono chiariti altri dubbi interpretativi (note tecniche) relative alla applicazione della già nota legge regionale n. 6/2012. In calce le due circolari

VIETATO TOCCARE il governatore

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L`Espresso
Ed. del 03.02.2012 - pag. 48
Riccardo Bocca
Articolo letto 201 volte

Rifiutò di firmare una diagnosi di grave patologia per Lombardo, allora nel mirino dei giudici. Ora il medico rischia il licenziamento.
Il documento che ha stravolto la vita di Alberto Lomeo, 61 anni, primario di chirurgia vascolare all’ospedale Cannizzaro di Catania, arriva sul suo tavolo la mattina del 20 maggio 2010. È quello che i medici chiamano "sdo", la scheda ospedaliera di dimissione dei pazienti. Un atto di assoluta delicatezza che viene prima compilato dal medico di reparto, e poi controfirmato dal suo superiore. «In quell’occasione», ricorda Lomeo, «l’attenzione era moltiplicata per mille». La scheda del paziente, infatti, non appartiene a un cittadino qualunque, bensì al governatore della Sicilia Raffaele Lombardo: «Si riferiva, per la precisione, a un ricovero in day hospital datato 17 maggio 2010, di cui peraltro nessuno in ospedale mi aveva informato». Strano, fa notare, data l’importanza del personaggio politico. «E altrettanto curiosa», aggiunge, «è la coincidenza con le notizie sul governatore che circolavano in quel periodo».
Il dottor Lomeo, che per la prima volta ripercorre qui i dettagli della sua tormentata vicenda, si riferisce allo scoop pubblicato cinque giorni prima del ricovero del governatore: “Mafia, chiesto l’arresto di Lombardo”, titola il 12 maggio 2010 “la Repubblica”. A seguire, un articolo riferisce che i magistrati ipotizzano legami tra il numero uno della Regione e Cosa nostra. «Si teorizzava il concorso esterno in associazione mafiosa», dice Lomeo. «E anche se il procuratore capo catanese, Vincenzo D’Agata, ha subito smentito la prospettiva delle manette, girava voce che Lombardo potesse finire in cella».
Ecco, dunque, la ragione per cui Lomeo controlla con cent’occhi quella cartella clinica. Ed ecco, pure, la sorpresa contro cui dice di avere sbattuto: «Nel fascicolo, il collega di reparto aveva certificato che il governatore era affetto da aneurisma all’aorta ascendente». Patologia grave, spiega Lomeo, «a volte fonte di danni che uccidono». Ma in quel momento, il problema più imbarazzante è un altro: «Dai controlli documentali, ho visto che l’aorta del governatore era in condizioni normali, senza tracce di aneurisma». E se non bastasse, «dalla cartella di Lombardo mancava un ecocardiogramma al quale il collega sosteneva di averlo sottoposto, e che invece avrei più avanti scoperto risalire al 23 gennaio 2010».
Questo, dice Lomeo, è il motivo per cui s’è deciso a tenere quasi due mesi quei documenti dentro un cassetto: «Non serviva un genio a intuire che, con quella diagnosi, Lombardo avrebbe eventualmente potuto evitare il carcere». Più complesso, invece, era scegliere cosa fare: «Se turarsi il naso e firmare la scheda di dimissione», o alzare la testa e segnalare i suoi dubbi. «Potendo », dichiara Lomeo, che non vuole atteggiarsi a eroe, «avrei subito strappato quelle carte. Ma non sarebbe servito, perché il reparto le aveva trasmesse ai vertici dell’ospedale» . Così, alla fine, il primario prende carta e penna, e scrive il13 luglio 2010 ai vertici del nosocomio.
«Dica se non sono stato chiaro...», sorride nervoso mentre estrae quel foglio da una borsa di documenti. E in effetti è inequivocabile, e grave, il messaggio rivolto ai suoi superiori: «Avendo esaminato con attenzione gli esami eseguiti», inizia, «non ho rinvenuto l’esame ecocardio del quale si fa menzione in cartella» e «ritengo che la diagnosi di aneurisma dell’aorta non corrisponda alle effettive condizioni del paziente». Dopodiché Lomeo precisa di avere «ritenuto giusto informare le Signorie Vostre con discrezione, perché possiate prendere i provvedimenti che ritenete opportuni».
Ma le comunicazioni non finiscono qui: Lomeo, in parallelo, informa i magistrati di Catania, riassumendo il caso e dichiarandosi disponibile per chiarimenti. «Sapevo», dice il primario, «che avrei scatenato un terremoto di polemiche. Ma non avevo previsto la violenza con cui mi avrebbe colpito». Una bufera, oggi al centro di indagini, che parte dal reparto di Chirurgia vascolare del Cannizzaro, sette medici e una ventina di letti, e tocca la cima della politica regionale. Anche perché Lomeo, a Catania, non è un primario di secondo piano. In curriculum vanta un periodo di attività al famoso Texas Heart Institute of Houston e una carriera in patria che lo ha portato a diventare coordinatore siciliano dei chirurghi vascolari. «Naturale», commentano gli infermieri del Cannizzaro, «che la sua ribellione abbia fatto scalpore» . Infatti le reazioni scattano immediate: «Il 28 luglio 2010», dice Lomeo, «mi ha scritto il direttore generale Francesco Poli: non per lodare il mio scrupolo, bensì per attaccarmi ad alzo zero».
In sintesi, Poli nega esistano anomalie nella pratica Lombardo: «Esaminata la cartella", garantisce, «il ricovero risulta conforme alle procedure, e contenente la documentazione sanitaria riferita». Di più: secondo Poli, la segnalazione di Lomeo è «speciosa, vacua e inutile». E allargando il discorso al comportamento del primario, il direttore lo cataloga «non confacente con il rapporto fiduciario tra l’azienda e un direttore di unità operativa». Al punto che gli annuncia «formale diffida da inserire nel fascicolo personale».
Ora, per inquadrare al meglio i caratteri in campo, va detto che Lomeo da ragazzo è stato un campione di sci nautico e rugby. Dunque ha familiarità con tensione e scontri. Eppure «il pasticciaccio Lombardo mi ha levato il sonno», dice, «perché è stato il punto più caldo della mia lotta contro la decadenza del Cannizzaro». Anni pesanti che documenta con abbondanza di carte: cronache che vanno dalla carenza di personale alle condizioni critiche dei ferri chirurgici. «Ogni giorno il reparto s’indeboliva», dice il primario, «e intanto Poli diventava un punto di riferimento del governatore».
Per questo la moglie di Lomeo, quando vede il marito contrastare Poli, e in parallelo Lombardo, si agita. «Una sera», ricorda il primario, «ha scandito queste parole: “Così ti farai sparare...”». Che non per forza, precisa lui stesso, significa ricevere pallottole in corpo, ma «entrare nel mirino di poteri che ti eliminano dal gioco». Una regola che il primario ben conosce, ma sceglie di ignorare: «Sull’aorta di Lombardo so di avere ragione», dice. Sia per i controlli svolti di persona, sia per due esami ai quali si è sottoposto: «L’ecocardiogramma sopra citato del 23 gennaio 2010, quattro mesi prima del famoso day hospital, mostrava che l’aorta era a posto».
E altrettanto tranquillizzante è una Tac del primo agosto 2011, allorché i medici riscontrano «una modesta ectasia (cioè dilatazione)», non paragonabile per gravità all’aneurisma. Da qui, pane quella che il primario definisce «una crociata morale». Ma anche un incubo che esplode il 17 ottobre 2011, quando Poli informa Lomeo che è partito l’iter del suo licenziamento: «Nove pagine», dice il primario, «dove mi accusava sia di “reiterata violazione di canoni deontologici, disciplinari e amministrativi”, sia di “inosservanza dei doveri di lealtà e buona fede”». Parole che lo offendono, a caldo: «Ma come, mi sono detto: io che ho svolto 3.500 interventi di chirurgia cardiaca e altri 2.500 di chirurgia vascolare, devo subire un simile trattamento?». No, si risponde Lomeo. E il 4 novembre 2011 presenta una vera denuncia - non più una semplice segnalazione - alla Procura di Catania, ripercorrendo «l’ultimo anno al Cannizzaro, compresa la questione Lombardo».
È scontato, dicono i colleghi di Lomeo, che questa sfida finisca male. «L’indagine promossa da Massimo Russo, assessore alla Sanità della giunta Lombardo, ha stabilito che la diagnosi di aneurisma del governatore è perfetta». E ora sta arrivando la sentenza di tre garanti, ai quali il Cannizzaro ha chiesto di stabilire se il primario debba essere licenziato. «L’errore» , sostiene lui, «è stato smettere di lavorare all’estero e tornare in Sicilia». Adesso, scuote la testa, «è tardi per recriminare».

giovedì 2 febbraio 2012

Risposta Fials-Confsal alla nota S.E.U.S. per convocazione tavolo sindacale del 07/02/2012


mercoledì 01 febbraio 2012

Clicca qui per visualizzare il comunicato ufficiale.

Con la nota di cui all’oggetto codesta Amministrazione SEUS ancora una volta si da per inspiegabile qualcosa che avrebbe dovuto da tempo comprendere, poiché le nostre note nel tempo inviate, le abbiamo scritte in perfetto italiano e non in “aramaico”.

Spieghiamo i fatti per chi legge:

  1. Con nota prot. 7970/U-PR/11 dell’08/11/2011 codesta Amministrazione aveva convocato la scrivente O.S. a tavolo separato con i seguenti punti all’ordine del giorno:
    - Regolamento fruizione banca ore;
    - Sedi disagiate nell’allocazione geografica;
    - Registrazione contatti telefonici con il CRP;
    - Aggiornamenti graduatorie Autisti Soccorritori;
    - Adempimenti Legge n. 81/2008 art. 47 – Varie ed eventuali.

  2. Con successiva nota prot. N. 8189/U-PR/11 dell’01/12/2011 codesta Amministrazione rinviava, per ragioni tecniche la convocazione già fissata per il 06/12/2011 al successivo 20/12/2011 confermando l’ordine del giorno della stessa.

  3. La scrivente O.S. Fials-Confsal prontamente con la nota prot. N. 314/SR del 02/12/2011 (per errore di rifuso avevamo scritto 02/11/2011) riconfermava la richiesta già avanzata con prot. N. 303/SR del 21/11/2011, di aggiornare l’ordine del giorno con:
    - Contrattazione Integrativa Aziendale;
    - Verifica dell’attuazione del Piano Industriale SEUS 118.

Richiesta quest’ultima che codesta Direzione Generale continuava ad ignorare, malgrado il congruo tempo disponibile a che le richieste sindacali potessero essere esaudite, ponendo le relazioni sindacali su un rapporto paritario nella costituzione dell’ordine del giorno.

Ancora, la scrivente Fials-Confsal aveva già preannunciato che a far data dalla convocazione del 20 Dicembre successiva non avrebbe più partecipato ad alcuna convocazione di parte amministrativa se l’ordine del giorno non fosse stato integrato così come da noi richiesto, proclamando altresì lo stato di agitazione del personale ed avvertendo la promozione di azioni legali per ottenere pronunciamento ex art. 28 Legge 300/70 di comportamento antisindacale nei vostri confronti.

Appare superfluo sottolineare che codesta Amministrazione, ancora una volta, nel rendere inefficace la comunicazione della scrivente O.S., pretestuosamente con nota prot. N. 8304/U-PR/11 del 07/12/2011, non opponeva rifiuto alla nostra richiesta ma trincerandosi dietro una scala di priorità degli obiettivi delle relazioni sindacali, non provvedeva ad integrare l’ordine del giorno e provocatoriamente sollecitava le scriventi a non mancare alla convocazione.

Volutamente codesta Amministrazione effettuata la convocazione già indetta per il 19 Dicembre con le altre OO.SS. CGIL – CISL – UIL e UGL, nella consapevolezza che dette OO.SS. anche sottoscrivendo degli accordi, non rappresentano il 50,01% dei Lavoratori SEUS, ancora una volta la Direzione Generale di SEUS 118 con propria nota prot. N. 8774/U-PR/11 del 27/12/2011 forniva alle Autorità in indirizzo le proprie verità rispetto agli accadimenti reali che da parte  della scrivente  Fials, sono state ulteriormente chiarite con la nota prot. N. 339/SR del 28/12/2011, ribadendo ancora una volta laddove se ne rendesse utile il chiarimento, l’esigenza di riformulare la convocazione prevista per il 27/01/2012 alle ore 10.00 integrando i punti all’ordine del giorno con il Piano Industriale Aziendale e l’avvio della Contrattazione Integrativa Aziendale.

Appare quindi oltre modo chiaro, a chi legge, che la convocazione del 27 gennaio era assolutamente inutile anche in riferimento al fatto che alla precedente riunione del 5 Gennaio con le altre OO.SS. era stato stilato già un verbale di accordo (reso pubblico a tutti i Lavoratori)  su tutti gli argomenti posti all'ordine del giorno, così che quella del 27 si sarebbe sostanziata in una mera comunicazione.

La riprova di quanto affermiamo sta nella nota prot. N. 514/U-PR/2012 del 26/01/2012 a firma del Dr. Drago Mario, Responsabile Produzione e Logistica avente ad oggetto programmazione ferie 2012 così come da accordo sindacale sottoscritto in data 05/01/2012 (si allega in copia).

Quanto sopra premesso, conferma che codesta Amministrazione non intende mantenere corrette relazioni sindacali, poiché malgrado la nostra prot. N. 339/SR del 28/12/2011 esprime meraviglia alla “inspiegabile assenza di codeste spett.li OO.SS.” (intelligenti pauca).

La scrivente O.S. Fials-Confsal fermo restando che giorno 8 Febbraio 2012, è già stata convocata dal Tribunale di Palermo per rappresentare al Giudice del Lavoro documentalmente, i fatti così come succedutisi, senza che codesta Amministrazione abbia mai tentato di aprire un vero dialogo di confronto, su temi quali il sovrannumero del personale Autista Soccorritore SEUS (circa 550 Unità) e la cui allocazione è prevista nell’applicazione del Piano Industriale, ad oggi inevasa, così come dopo circa 20 mesi i Lavoratori SEUS restano orfani di un Contratto Integrativo Aziendale  che li priva dell’applicazione di norme e diritti anche economici per responsabilità integrale di codesta Amministrazione, informa che la Fials Segreteria Regionale “non parteciperà ad alcun incontro che codesta Amministrazione provvederà a convocare, senza che l’ordine del giorno dell’incontro contenga al suo interno i due argomenti da noi richiesti ossia: Accordo Integrativo Aziendale e stato di attuazione del Piano Industriale SEUS”.

Nella speranza di essere stati chiari nell’esprimerci, vi ringraziamo per averci letti, fiduciosi nell’ottenimento di una comprensione indispensabile nelle relazioni sindacali.

Convocazione tavolo sindacale del 07/02/2012

mercoledì 01 febbraio 2012

Clicca qui per visualizzare la nota ricevuta dalla S.E.U.S. inerente il tavolo sindacale del 7 febbraio 2012.

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Rimuovere i graffi dai cd in cinque minuti


Eccovi alcuni metodi casalinghi, mediante i quali dovreste essere in grado di rimuovere i graffi dalla superficie dei cd.Le superfici dei cd o dei dvd sono molto delicate. Infatti, basta una scorretta conservazione, ed ecco che la superficie di esso si striscia. Se avete sperimentato tutto quanto era nelle vostre conoscenze, ma non avete ancora risolto il problema, vi indichiamo altri metodi, mediante cui dovreste essere in grado di rimettere in sesto i vostri cd o dvd. Tuttavia, sia bene chiaro, quelle sotto riportate devono essere intese come "ultime spiagge", ossia soluzioni utilme al problema, cui ricorrere soltanto quando non c'è proprio più niente da fare. Di conseguenza, non ci assumiamo nessuna responsabilità nel caso in cui non riusciste a pervenire al risultato sperato. In sostanza, non vi assicuriamo che i vari metodi proposti possano effettivamente funzionare. Primo metodo – Il dentifricio Cosa vi serve: Un cd da pulire Dentifricio (possibilmente a pasta bianca e non colorata, senza granuli) Acqua di rubinetto Un batuffolo di cotone Un panno morbido Dieci minuti di tempo Sul mercato esistono dei costosissimi kit di riparazione, ma con questo metodo non servono. Prendiamo il supporto da pulire e mettiamoci sopra del dentifricio. Con un batuffolo di cotone leggermente inumidito (o con le mani, se preferite) spalmiamo per bene il dentifricio lungo tutta la superficie del cd, anche se ne è strisciata solo una piccola parte. Lasciamo agire il dentifricio per cinque minuti. Quindi prendiamo il cd e, sotto l’acqua corrente, togliamo con le mani ogni residuo di dentifricio. Quando abbiamo rimosso tutto il dentifricio, asciughiamo il supporto con un panno morbido e, voilà, la superficie ora è ben levigata! Ovviamente, devo ricordarvi che se la superficie presenta graffi profondi, questi potrebbero non venir via, neppure se lasciaste agire il dentifricio per giorni e giorni. Secondo metodo – La banana E' possibile rimuovere i graffi dai cd anche con questo frutto esotico, ma la procedura è un po’ più lunga. Cosa vi serve: Un cd da pulire Un pezzo di banana (con la sua buccia, da utilizzare in seguito) Un panno morbido Acqua di rubinetto Quindici minuti del vostro tempo Prendiamo il supporto da pulire e strofiniamoci sopra la polpa della banana con movimenti circolari. E' necessario strofinare tutta la superficie del cd. Lasciamo agire la polpa sul support per 5 minuti. Ripuliamo la superficie con la parte interna della buccia . Laviamo il supporto con acqua e asciughiamolo con un panno morbido.Anche per quanto riguarda questo metodo, è nostro dovere segnalare che i graffi molto profondi potrebbero non sparire, anche dopo giorni e giorni di duro lavoro.

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