il 118 in sicilia

il 118 in sicilia
In Sicilia il Servizio Urgenza Emergenza Sanitario "S.U.E.S. 118", attivato in maniera sperimentale e provvisoria l' 11 Agosto 1997, è dotato di quattro Centrali Operative interprovinciali presso le provincedi Palermo, Catania, Caltanissetta e Messina. Ogni C.O. è provvista di una rete telefonica sanitaria dedicata solo alla emergenza (118) e indipendente da quella ordinaria, con venti linee dhe afferiscono a cinque posti di operatori; dispone inoltre di una rete privata virtuale dedicata (RPV) che le collega fra loro, con tutti i pronto soccorso e con tutti i reparti dell'area critica degli ospedali dell'Isola (Rianimazioni, Unità coronariche, Neurochirurgie, etc.); ognuna di esse è fornita inoltre di un sistema di registrazione automatico di tutte le telefonate che vi afferiscono. Le Centrali Operative, ciascuna per il proprio bacino, sono raggiungibili dall'utenza componendo il numero telefonico unico e gratuito 1-1-8.

martedì 30 aprile 2013

NEWS: UBRIACO L’AUTISTA DELL’AUDI A6 DELL’INCIDENTE SULLA 284;


L’uomo di 43 anni di Randazzo che il 21 aprile scorso, a bordo di un’Audi A6 provocò un incidente sulla Ss 284 (3 i feriti) è stato denunciato dalla Polstrada di Randazzo per guida in stato di ebrezza. Le analisi cliniche richieste dagli agenti, coordinati dall’Ispettore capo Santino Mangiò che hanno rilevato l’incidente, hanno evidenziato come il livello di alcol nel sangue dell’uomo fosse quasi 5 volte superiore al consentito.  Fonte “La Sicilia” del 30-04-2013
MANIACE: RUBAVA CARBURANTE, DENUNCIATO
I carabinieri della Stazione di Maniace hanno denunciato un 20enne per furto aggravato. Il giovane è stato sorpreso in compagnia del fratello minore all’interno dei parcheggi di via Beato Guglielmo, mentre stava caricando sulla sua auto due taniche piene di 55 litri di carburante rubato poco prima da alcune autobus dell’Interbus in sosta. Fonte “La Sicilia” del 30-04-2013

sabato 27 aprile 2013

«Costa troppo, la piazzola del 118 rischia di chiudere»

SABATO 27 APRILE 2013

altIl caso - La struttura che permette l’atterraggio dell’elicottero richiede una manutenzione continua e decisamente dispendiosa per il piccolo municipio
Allarme del sindaco di Lanzo: «Spese tutte a carico del nostro Comune, così non ce la facciamo»

La piazzola che permette l’atterraggio anche notturno dell’elicottero del 118 a Lanzo Intelvi rischia di chiudere. A lanciare l’allarme è il sindaco del paese, Patrizia Zanotta. La quale denuncia spese troppo alte da sostenere per il mantenimento in efficienza della struttura, peraltro senza poter contare sul sostegno economico di altri soggetti.
«La piazzola per l’elisoccorso che si trova a Lanzo - afferma il primo cittadino - venne inaugurata nel 2008, e da allora è sempre spettato
al Comune occuparsi della sua manutenzione. Il problema - afferma la Zanotta - è che le spese sono interamente a carico nostro, e non sono poche». In assoluto, la cifra non è enorme - si aggira intorno ai 45-50mila euro annui - ma ovviamente in rapporto alle casse di un Comune di 1.300 abitanti, può diventare pesante.
«Ad aggravare la situazione - sottolinea il sindaco - c’è il fatto che nessuno ci aiuta. Abbiamo chiesto a tutti, dalla Provincia alla Comunità Montana, passando per i Comuni vicini a noi che logicamente usufruiscono del servizio. Ma nessuno, finora, ha contribuito, tranne il Cof (Clinica ortopedica e fisiatrica). E lo Stato, come noto, nel frattempo ha drasticamente ridotto i trasferimenti».
Patrizia Zanotta spiega anche perché i costi sono così alti. «La piazzola va sempre mantenuta in perfetta efficienza - dice il sindaco - Ma, per esempio, per sgomberare la neve servono lame particolari per evitare di danneggiare le luci per gli atterraggi notturni. Il sale va usato con attenzione estrema, perché procura danni al cemento e quest’anno siamo dovuti intervenire su circa 30 pozzetti che ci sono costati da soli circa 10mila euro. Inoltre, ogni giorno, un elettricista deve controllare che tutto funzioni perfettamente. Insomma, le operazioni da svolgere sono tante e comportano altrettante spese». Da qui, dunque, l’appello. «La nostra speranza - afferma il primo cittadino di Lanzo - è che gli enti pubblici del territorio o altri soggetti istituzionali possano aiutarci a risolvere questo problema. Non è necessario che vengano coperte tutte le spese che sosteniamo, ma almeno un 60-70%. Per esempio, credo sarebbe giusto che i Comuni vicini a noi collaborassero almeno in parte a coprire le spese di manutenzione della piazzola. D’altronde, il servizio del 118 è utile per tutti, e non ha senso che sia soltanto Lanzo a dover coprire i costi».
A fronte di tutti questi aspetti, arriva inevitabile la conclusione amara nel caso in cui la situazione non cambiasse. «Noi abbiamo fatto tanto in questi anni, garantendo sempre le migliori condizioni di sicurezza per il servizio dell’elisoccorso - conclude la Zanotta - Così però non possiamo andare avanti. E l’alternativa è la chiusura dell’area».
E.C.
Nella foto:
L’elicottero del 118 potrebbe essere costretto a non atterrare più a Lanzo Intelvi
http://www.corrierecomo.it/index.php?option=com_content&view=article&id=49648:lcosta-troppo-la-piazzola-del-118-rischia-di-chiuderer&catid=14:prima-pagina 

venerdì 26 aprile 2013

Scontro tra minicar e un'ambulanza L'auto si ribalta, un giovane ferito


Il ragazzo è stato trasportato in ospedale, ma le sue condizioni non sono preoccupanti. Uno scontro frontale avvenuto stanotte nei pressi di Vergine Maria ha invece provocato tre feriti: sono intervenuti i vigili del fuoco per estrarli dalle auto.
PALERMO - Scontro in piazza Leoni tra un'ambulanza del 118 ed una microcar guidata da un ragazzo di 16 anni, rimasto ferito e trasportato all'ospedale di Villa Sofia. In seguito alla violenza dell'impatto la minicar si è ribaltata terminando la sua corsa su alcune auto parcheggiate nei pressi dell'ingresso del Parco della Favorita.

Ferito anche uno dei soccorritori del 118 che si trovava a bordo del mezzo: le sue condizioni non sarebbero preoccupanti. Il traffico è andatao in tilt per diverse ore in tutta la zona, dove sono arrivati gli uomini della sezione Infortunistica della polizia municipale per effettuare i rilievi e risalire all'esatta dinamica dell'incidente.

L'ennesimo che coinvolge una microcar: pochi mesi fa, un'altra, guidata da un giovane di 15 anni, si è ribaltata in via Sciuti. Paura anche nella zona di Vergine Maria. Sul Lungomare Cristoforo Colombo, all'altezza di via del Timone, un incidente che ha coinvolto due auto ha provocato tre feriti. Le macchine, che si sono schiantate frontalmente, si sono trasformate in un groviglio di lamiere ed è stato necessario l'intervento dei vigili del fuoco per estrarre i feriti dai mezzi.

Tre le ambulanze del 118 arrivate sul posto, che hanno trasportato i conducenti delle macchine ed un passeggero in ospedale: restano sotto osservazione dei medici a Villa Sofia, ma le loro condizioni non sono gravi. Anche in questo caso, ad effettuare i rilievi, la polizia municipale.
Ultima modifica: 26 Aprile ore 11:20

martedì 23 aprile 2013

RANDAZZO, AUTO SBANDA SCONTRANDOSI CON ALTRE 2 VETTURE: 4 FERITI


La velocità forse eccessiva, ma soprattutto l’asfalto bagnato sarebbero stati la causa di un brutto incidente stradale con 4 feriti fortunatamente lievi. Erano le 12 e 30 di ieri quando una Audi A6, condotta da randazzese di 43 anni, percorrendo la Ss 120 in direzione di Randazzo, ad appena qualche centinaio di metri dall’ingresso ovest della cittadina, in contrada Donna Bianca, ha perso il controllo della vettura andando a sbattere contro una Toyota Rav 4 guidata da un  35enne originario degli Stati Uniti, ma residente a Castiglione di Sicilia che viaggiava in direzione opposta in compagnia di un randazzese di 46 anni. L’urto è stato così forte che il fuoristrada si è ribaltato, con l’Audi che ha finito la sua corsa senza controllo contro una Renault Clio guidata da una randazzese di 31 anni che seguiva la Toyota. I Vigili del Fuoco di Randazzo hanno prestato i primi soccorsi. Ad eccezione del conducente dell’Audi, tutti sono usciti dalle vetture prima di essere soccorsi dai medici dell’118 che li hanno trasportati all’ospedale di Bronte.
Gaetano Guidotto Fonte “La Sicilia” del 23-04-2013

martedì 9 aprile 2013

RANDAZZO: BLITZ ANTIASSENTEISMO DELLA GDF AL COMUNE


Attività di ispezione e controllo da parte della Guardia di Finanza nel Comune di Randazzo. Le Fiamme gialle della Tenenza di Bronte, coordinate dal comandante Giuseppe D’Urso, senza per nulla intralciare le attività degli uffici, hanno contemporaneamente effettuato un blitz anti assenteismo degli impiegati e chiesto copia di alcuni atti del Comune. A sentire voci non confermate, infatti, a causa di un esposto anonimo, i finanzieri avrebbero controllato atti che riguarderebbero il personale contrattista del Comune. Atti che gli investigatori hanno potuto anche fotocopiare grazie alla collaborazione dei dirigenti del Comune. In particolare sarebbero state effettuate verifiche sull’inquadramento del personale contrattista ed il suo reale utilizzo. Sull’esito del blitz e dell’indagine ovviamente nessuna dichiarazione ufficiale da parte degli investigatori, anche se il sindaco, Ernesto Del Campo, ci conferma che tutti gli impiegati erano al loro posto al momento del blitz. “Innanzitutto – dice il primo cittadino – trovo giusto e corretto che le forze dell’ordine effettuino periodicamente verifiche come questa. Contemporaneamente esprimo tutta la mia soddisfazione nell’avere appreso che tutti i dipendenti del Comune erano al proprio posto a lavorare”.
Gaetano Guidotto Fonte “La Sicilia” del 06-04-2013

Regione, cala la scure sulle partecipate


Emergenza per i circa 6 mila dipendenti delle 30 aziende in via di accorpamento o liquidazione. Un piano, quello messo a punto dal vecchio governo Lombardo, che prevede di scendere da 30 a 12 società e che adesso la giunta Crocetta è costretta a rivedere in tutta fretta per via di una legge nazionale che rivoluziona il settore


di GIACINTO PIPITONE
PALERMO. L’ultimo campanello d’allarme ha suonato qualche giorno fa, quando Sviluppo Italia Sicilia ha risposto «no, grazie» alla nota con cui l’assessorato all’Economia invitava ad assumere subito 15 dipendenti del Ciem, società partecipata in liquidazione. E così quel personale, per dirla con le parole del presidente della commissione Bilancio dell’Ars Nino Dina «resta in attesa di collocamento». Cioè al Ciem senza incarichi.
Mentre Sviluppo Italia Sicilia, guidata da Cleo Li Calzi, si tiene stretti i suoi 82 dipendenti pur mettendo a verbale i timori «per l’incerto quadro che oggi registra il settore delle partecipate e l’assenza di una programmazione di lungo raggio che assicuri continuità alle commesse della Regione».
È il prologo di un’emergenza che sta per scattare coinvolgendo tutti i circa 6 mila dipendenti delle 30 società partecipate che la Regione sta accorpando o liquidando. Un piano, quello messo a punto dal vecchio governo Lombardo, che prevede di scendere da 30 a 12 società e che adesso la giunta Crocetta è costretta a rivedere in tutta fretta per via di una legge nazionale che rivoluziona il settore. «L’articolo 4 della legge 135/2012 - spiega Dina - impone entro fine anno la liquidazione di quasi tutte le partecipate. Anche le 12 che il vecchio governo prevedeva di tenere in vita sono per lo più spacciate perchè la norma permette di salvare solo quelle che ricavano almeno il 10% del volume d’affari da commesse private. Per tutte le altre, o si trova un socio privato o si chiude o si chiede una improbabile deroga all’Antitrust».
Dina ha convocato nei giorni scorsi in commissione Bilancio all’Ars tutti i vertici delle attuali partecipate e ha preparato una relazione da cui si evince che «a parte Irfis, Riscossione Sicilia e Sicilia&Servizi, nessuna delle attuali società della Regione ha i requisiti per salvarsi». Per questo motivo Dina ha convocato per mercoledì il governo in commissione: «Se pensiamo che la Sas, nata dalla fusione di Multiservizi e Beni culturali spa, ha 2 mila dipendenti, è facile capire l’emergenza che sta per scoppiare». In realtà la società con più personale è la Seus, che gestisce il 118: «Lì lavorano oltre tremila persone - prosegue Dina - e malgrado sia facile prevedere che possano essere assorbite da Asp e ospedali che sono i committenti del servizio, vorremmo capire come avverrà il salvataggio di queste persone».
L’urgenza è data dal fatto che, prosegue Dina, «se il governo decidesse di tentare la ricerca di un socio privato e dunque di aprire le società al mercato, dovrebbe attivare le procedure entro giugno. Altrimenti entro fine anno va ugualmente messa la società in liquidazione». Lo spirito della legge è quello di aprire i servizi pubblici al mercato, abbassando di conseguenza i costi per il settore pubblico: «I dubbi nascono proprio da questo principio - conclude Dina -. Visto che la Sas ha un costo del lavoro che difficilmente può essere accettato da un privato, ci chiediamo cosa sta progettando il governo».
L’assessore all’Economia, Luca Bianchi, porterà mercoledì in commissione un disegno di legge già approvato dalla giunta che ridisegna la geografia delle partecipate riducendole dalle 12 che stanno per nascere per effetto degli accorpamenti in corso fino a 6. Irfis, Riscossione Sicilia e Sicilia&Servizi resteranno autonome. Tutte le altre verranno accorpate in aree tematiche: la stessa Sas, spiegano dall’assessorato, malgrado sia appena nata verrà inglobata insieme a tutte le altre che si occupano di servizi pubblici (pulizie negli assessorati e negli ospedali, sorveglianza nei beni culturali). In assessorato si dicono certi che così verranno rispettati i paletti della legge nazionale, grazie anche a nuovi compiti che verranno garantiti a queste società. Bianchi illustrerà in commissione anche il piano che riguarda il personale: «La giunta - fa sapere l’assessore - ha già garantito che i livelli occupazionali non verranno ridotti. E questo grazie anche a delibere già in vigore che impediscono, per esempio, che personale delle partecipate guadagni più di un pari grado della Regione. Inoltre abbiamo imposto un taglio del 20% per i compensi dei dirigenti».
Di tutto ciò si inizierà a ragionare da oggi, perchè inizia il cammino all’Ars della Finanziaria in un clima di grande tensione. I 141 ex precari di Multiservizi che non sono stati assorbiti dalla Sas hanno annunciato nuove proteste dopo l’occupazione della sede della società, la scorsa settimana. Oggi e mercoledì scenderanno in strada invece i precari degli enti locali, 18.500 persone che per effetto di un’altra norma nazionale rischiano di non vedere rinnovato il loro contratto dopo luglio. 

CASTIGLIONE DI SICILIA: SI IMPICCA VICINO ALLO STADIO, PARTITA SOSPESA, DONNA SALVATA


Tenta il suicidio impiccandosi a due passi dal campo di calcio già pieno di tifosi ed in attesa della partita. Un poliziotto della Stradale in borghese assieme ad una agente della Polizia municipale di Santa Domenica Vittoria accorrono e le salvano la vita. E’ accaduto ieri pomeriggio a Castiglione di Sicilia. Erano più o meno le 15. Allo stadio “Andrea Camarda” calciatori e tifosi si preparavano alla sfida di promozione Randazzo Belpasso. All’improvviso una signora di 78 anni è arrivata ll’incrocio con la strada di ingresso del campo di calcio, è salita su un muretto, ha legato l’estremità di una corda con un cappio alla parte sommitale del palo che sorregge lo specchio stradale e poi, dopo aver infilato il collo al cappio, si e gettata. Per il peso il palo si è incrinato fino a far toccare alla donna i piedi per terra. Ma nel frattempo la corda si era stretta cosi forte attorno al collo da provocare ugualmente lo strangolamento. Due ragazzini, che forse aspettavano il momento opportuno per entrare allo stadio, hanno visto la donna impiccata ed hanno lanciato l’allarme. All’ingresso dello stadio si trovano il poliziotto in borghese ed il vigile che naturalmente sono accorsi. Drammatico il racconto del poliziotto: “Abbiamo subito sollevato la donna da terra – ci dice – ma la corda era troppo stretta e siamo riusciti a liberarla dal cappio solo grazie ad un coltello. Il battito era assente ma ho provato ugualmente un massaggio cardiaco e la respirazione artificiale. All’improvviso il cuore ha ripreso a pulsare”. Nel frattempo era stata avvertita la guardia medica che ha fatto arrivare l’ambulanza del 118 di Francavilla di Sicilia. Le condizioni della donna erano però molto gravi ed allora i medici hanno chiesto l’intervento dell’elicottero del 118 che è atterrato sul green del campo di calcio e trasportato la donna all’ospedale Cannizzaro di Catania. Fino a qual momento partita sospesa. L’arbitro, fra lo sgomento dei presenti in tribuna, ha fischiato l’inizio della partita subito dopo il decollo dell’elicottero. Adesso la donna si trova ricoverata nel reparto di rianimazione in prognosi riservata.
Fonte “La Sicilia” del 08-04-2013

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Rimuovere i graffi dai cd in cinque minuti


Eccovi alcuni metodi casalinghi, mediante i quali dovreste essere in grado di rimuovere i graffi dalla superficie dei cd.Le superfici dei cd o dei dvd sono molto delicate. Infatti, basta una scorretta conservazione, ed ecco che la superficie di esso si striscia. Se avete sperimentato tutto quanto era nelle vostre conoscenze, ma non avete ancora risolto il problema, vi indichiamo altri metodi, mediante cui dovreste essere in grado di rimettere in sesto i vostri cd o dvd. Tuttavia, sia bene chiaro, quelle sotto riportate devono essere intese come "ultime spiagge", ossia soluzioni utilme al problema, cui ricorrere soltanto quando non c'è proprio più niente da fare. Di conseguenza, non ci assumiamo nessuna responsabilità nel caso in cui non riusciste a pervenire al risultato sperato. In sostanza, non vi assicuriamo che i vari metodi proposti possano effettivamente funzionare. Primo metodo – Il dentifricio Cosa vi serve: Un cd da pulire Dentifricio (possibilmente a pasta bianca e non colorata, senza granuli) Acqua di rubinetto Un batuffolo di cotone Un panno morbido Dieci minuti di tempo Sul mercato esistono dei costosissimi kit di riparazione, ma con questo metodo non servono. Prendiamo il supporto da pulire e mettiamoci sopra del dentifricio. Con un batuffolo di cotone leggermente inumidito (o con le mani, se preferite) spalmiamo per bene il dentifricio lungo tutta la superficie del cd, anche se ne è strisciata solo una piccola parte. Lasciamo agire il dentifricio per cinque minuti. Quindi prendiamo il cd e, sotto l’acqua corrente, togliamo con le mani ogni residuo di dentifricio. Quando abbiamo rimosso tutto il dentifricio, asciughiamo il supporto con un panno morbido e, voilà, la superficie ora è ben levigata! Ovviamente, devo ricordarvi che se la superficie presenta graffi profondi, questi potrebbero non venir via, neppure se lasciaste agire il dentifricio per giorni e giorni. Secondo metodo – La banana E' possibile rimuovere i graffi dai cd anche con questo frutto esotico, ma la procedura è un po’ più lunga. Cosa vi serve: Un cd da pulire Un pezzo di banana (con la sua buccia, da utilizzare in seguito) Un panno morbido Acqua di rubinetto Quindici minuti del vostro tempo Prendiamo il supporto da pulire e strofiniamoci sopra la polpa della banana con movimenti circolari. E' necessario strofinare tutta la superficie del cd. Lasciamo agire la polpa sul support per 5 minuti. Ripuliamo la superficie con la parte interna della buccia . Laviamo il supporto con acqua e asciughiamolo con un panno morbido.Anche per quanto riguarda questo metodo, è nostro dovere segnalare che i graffi molto profondi potrebbero non sparire, anche dopo giorni e giorni di duro lavoro.

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