il 118 in sicilia

il 118 in sicilia
In Sicilia il Servizio Urgenza Emergenza Sanitario "S.U.E.S. 118", attivato in maniera sperimentale e provvisoria l' 11 Agosto 1997, è dotato di quattro Centrali Operative interprovinciali presso le provincedi Palermo, Catania, Caltanissetta e Messina. Ogni C.O. è provvista di una rete telefonica sanitaria dedicata solo alla emergenza (118) e indipendente da quella ordinaria, con venti linee dhe afferiscono a cinque posti di operatori; dispone inoltre di una rete privata virtuale dedicata (RPV) che le collega fra loro, con tutti i pronto soccorso e con tutti i reparti dell'area critica degli ospedali dell'Isola (Rianimazioni, Unità coronariche, Neurochirurgie, etc.); ognuna di esse è fornita inoltre di un sistema di registrazione automatico di tutte le telefonate che vi afferiscono. Le Centrali Operative, ciascuna per il proprio bacino, sono raggiungibili dall'utenza componendo il numero telefonico unico e gratuito 1-1-8.

domenica 8 luglio 2012

Basta doppioni 18 mila posti in meno. Primari ridotti


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Corriere della Sera
Ed. del 07.07.2012 - pag. 10
Margherita De Bac
Articolo letto 34 volte

Entro novembre il taglio da 4 a 3,7 letti ogni mille abitanti
ROMA - Salvi i piccoli ospedali. Ma la riduzione dei posti letto ci sarà. Le Regioni dovranno attuarla «esclusivamente attraverso la soppressione di unità operative complesse». Così si chiamano oggi i vecchi primariati. Il decreto introduce un nuovo criterio. Niente tagli a pioggia, sparpagliati. Si procede per blocchi. Via i doppioni, reparti troppo vicini creati in certi casi più per interesse politico che sanitario. Di conseguenza andranno riviste «le dotazioni organiche». In pratica meno primari e dirigenti medici. Fino a quando l’obiettivo non sarà raggiunto è inoltre «sospeso il conferimento o il rinnovo di incarichi». Massimo Cozza, segretario nazionale Cgil-Funzione pubblica prevede il sacrificio di 10 mila camici bianchi fra capi e collaboratori. L’articolo 15 del testo sulla spending revlew impone tempi brevi. Entro il 30 novembre bisogna adottare «provvedimenti di riduzione dello standard dei posti letto ospedalieri» a carico effettivo del servizio sanitario nazionale (esclusi quindi le strutture religiose e gli Istituti di ricerca): 3,7 ogni mille abitanti. Ora siamo sul quattro. Per riabilitazione e lungodegenza lo standard però non deve scendere sotto lo 0,7 per mille abitanti. La stima è l’abolizione-riconversione di 18-20 mila posti.
Non è semplice calcolare quale sarà il contributo di ogni singola amministrazione. Dipende anche dal fenomeno della cosiddetta mobilità. Più una Regione ha capacità attrattive, accoglie cioè malati provenienti da altre zone d’Italia, più posti potrebbero essere mantenuti. I piccoli ospedali sotto i 120 letti però non restano del tutto estranei alla riorganizzazione. «Una norma complessa. Le Regioni sono comunque tenute a una verifica stringente sulla loro funzionalità», chiarisce il ministro della Salute, Renato Balduzzi.
Cambia il percorso di alcune cure. La tendenza è di evitare il più possibile il ricovero a favore di day hospital e meglio, ambulatorio. Un risparmio. Per lo Stato, visto che un giorno in ospedale costa molto di più e richiede anche le spese del pasto. Esempio. Un intervento di cataratta o al tunnel carpale o un pacchetto di accertamenti diagnostici per la cefalea saranno spostati in ambulatorio con i rispettivi esami. Non si capisce ancora se il cittadino non esente che con l’attuale sistema viene curato gratuitamente, dovrà pagare un ticket. I medici annunciano una protesta forte. Cozza attacca: «Tagli insostenibili. L’affollamento ai pronto soccorso si aggraverà. Interi primariati soppressi».
Per l’Anaao, associazione dei medici dirigenti, «è un colpo di grazia alla sanità pubblica, l’ennesima manovra ingiusta ». Pessimista Giovanni Monchiero presidente Fiaso, la federazione delle aziende sanitarie: «Il parametro del 3,7 per mille ci colloca a un livello di presunta virtuosità in Europa, ma non appare indolore specie quando il sistema dei ricoveri è carente».

MANIACE: INCIDENTE SULLA SS 120, INTERVENTO DELL’ELISOCCORSO


Brutto incidente sulla SS 120 poco dopo il bivio con la Sp 159 che sale verso Maletto, stamane intorno alle ore 10,00. A rimanere coinvolte una Audi A6 che andava verso Maniace, con a bordo 3 giovani di Messina. ed una Suzuki Samurai, condotta da un 24enne di Maniace. Per cause sconosciute, l'Audi ha travolto la Jeep il cui conducente é stato sbalzato fuori dall'abitacolo,  riportando gravi ferite, tali da far intervenire l'eliambulanza del 118 del Cannizzaro. Il giovane, dopo i primi soccorsi, è stato portato al Cannizzaro di Catania, in elicottero,  dove i medici si sono riservata la prognosi, mentre dei 3 occupanti dell'Audi solo uno ha dovuto ricorrere alle cure mediche, ed è stato trasportato al pronto soccorso dell'ospedale di Bronte, dall' ambulanza del 118 di Maniace. Sul posto sono anche intervenuti l'ambulanza medicalizzata del 118 di Randazzo, i Vigili del Fuoco di Maletto, e i Carabinieri di Randazzo e Maniace. 
Sconosciute le cause dell'incidente. I Carabinieri, alla luce dei rilievi effettuati, stanno cercando di ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente, al momento ancora poco chiara. Ultimamente la SS 120, ha avuto diversi incidenti nel tratto che fa parte del nostro comprensorio, con alcuni, gravi. Ormai da anni si attende che anche questa venga ristrutturata e sistemata.
La. Re.

sabato 7 luglio 2012

Nota dello Studio Legale Fials per contestazioni di sinistri causati durante l'orario di lavoro



sabato 07 luglio 2012

Clicca qui per visualizzare il comunicato ufficiale.

La F.I.A.L.S./Conf. S.A.L. Segreteria Regionale ed il Coordinamento Regionale Fials 118 – mi danno incarico di contestare quanto da Voi disposto in relazione alla vostra volontà di ottenere i risarcimenti per i sinistri causati alle ambulanze dai Vostri autisti.

Tale Vostra pretesa è del tutto inammissibile in relazione a quei sinistri che vengono causati in ragione degli interventi di urgenza cui sono costretti gli autisti ed alla conseguente impossibilità, dinanzi all’esigenza di intervenire nel tempo più breve possibile, di tutelare il mezzo e, dunque, di evitare che esso sia in qualche modo danneggiato.

Si rammenta alla Società in indirizzo che, nella maggior parte dei casi, le ambulanze sono costrette ad attraversarestrade trafficate, in cui la sosta selvaggia è la regola. In alcuni casi gli autisti, pur di fare il loro dovere e dunque di effettuare il soccorso, sono costretti a tentare il passaggio da strade che sono delle vere e proprie strettoie, ed in condizioni assolutamente incompatibili con le esigenze di tutela del mezzo che voi vorreste loro imporre.

Per cui delle due l’una: o si impone all’autista di salvaguardare il mezzo ad ogni costo, anche non effettuando il soccorso laddove la situazione viaria o del traffico gli impedisce di camminare in piena ed assoluta conformità alle regole della circolazione stradale, o si adottano criteri volti a valutare caso per caso l’origine dei danni e, dunque, se questi siano stati causati in situazioni di emergenza o meno.

In caso contrario si determineranno aggravi, non solo economici ma anche ambientali, insostenibili ed ingiustificati sui dipendenti, solo perché questi tentano di adempiere al loro dovere (soccorrere chi si trova in difficoltà) nel modo più efficiente ed immediato possibile.

Vi invito pertanto a volere rettificare ed integrare la nota in oggetto, chiarendo sin d’ora che alcuna responsabilità sarà contestata a chi avrà causatoil danno in occasione od in ragione dell’effettuazione di interventi di urgenza.

Si significa che l’associazione sindacale che rappresento fornirà a tutti i dipendenti loro iscritti che dovessero essere destinatari di una Vostra richiesta di patrocinante in Cassazione e Giurisdizioni Superiori risarcimento deldanno piena e completa tutela legale al fine di affermare l’illegittimità della Vostra pretesa.

In merito a questoultimo aspetto della vicenda, e facendo riferimento alle numerose lettere di contestazione che stante inviando ai lavoratori al finedi ottenere il ristoro dei danni alle ambulanze che asserite essere stati causati dal loro comportamento, si fa presente che, ai sensi dell'art. 41 del CCNL AIOP, "... la contestazione disciplinare deve essere inviata al lavoratore non oltre il termine ditrenta giorni dal momento in cui gli organi direttivi sanitari ed amministrativi delle Strutture di cui all’art.1 del presente contratto hanno avuto effettiva conoscenza della mancanza commessa. ...". Percui tutte le contestazioni inviate dopo il terminestabilito dal summenzionato art. 41 Sono certamente nulle.

In attesa di un cortese riscontro, porgo cordiali saluti.

Avv. Fernando Lo Voi 

 
Nota SEUS per contestazioni di sinistri causati durante l'orario di lavoro
venerdì 06 luglio 2012

Clicca qui per visualizzare il comunicato ufficiale.

In merito alla presente nota comunicata dalla SEUS, lo Studio Legale della Fials sta predisponendo una nota di riscontro.

http://www.fials118.it/ 

Salta la chiusura dei piccoli ospedali


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Sole 24Ore
Ed. del 06.07.2012 - pag. 10
Roberto Turno
Articolo letto 26 volte
I risparmi arriveranno dalle imprese del farmaco e da tagli alla spesa per beni e servizi: 600 milioni le risorse recuperate nel 2012

Vince la linea Balduzzi, ma le Regioni dovranno riorganizzare la rete tagliando 20mila posti
ROMA - Niente taglio d’imperio dei piccoli ospedali sotto i 120 posti letto, ma “semplice” raccomandazione alle Regioni di riorganizzare la rete ospedaliera e comunque intanto di avviare una riduzione di almeno 20mila posti letto. Dopo un lungo braccio di ferro il Governo ha scelto la linea “morbida” sul capitolo sanitario anche socialmente più spinoso che s’è trovato sul tavolo ieri sera, boicottato anzitutto dal ministro della Salute, Renato Balduzzi.
Mini ospedali quasi salvi, ma tagli confermati alla spesa di asl e ospedali che subirà una potatura di 1 miliardo quest’armo, poi di altri 2 sia nel 2013 e nel 2014. Cinque miliardi in tutto in due anni e mezzo. Col risultato di perdere di qui al 2014 13 miliardi, sommando gli 8 miliardi già decisi con la manovra di Tremonti dell’estate scorsa. Una scelta che ha scatenato le dure proteste delle Regioni che hanno minacciato di rompere i rapporti col Governo.
Il mancato intervento sui piccoli ospedali - che avrebbe dovuto comportare risparmi per 200 milioni dal 2013 ora compensati dall’abbassamento del tetto sui dispositivi medici - è stato aggirato per il momento con l’invito ai governatori, si vedrà quanto perentorio ed entro quanto tempo, a mettere mano comunque alla rete ospedaliera eliminando doppioni, presidi sotto utilizzati, forse anche reparti (e naturalmente strutture) poco produttivi.
Come dire che gli ospedaletti rischieranno comunque, tanto più in vista del prossimo «Patto per la salute». E anche perché intanto dovrà scattare il dimagrimento dei posti letto di almeno 20mila unità: lo standard nazionale scende a 3,7 ogni mille abitanti, con lo 0,7 da dedicare a riabilitazione e lungodegenza.
Se i piccoli ospedali si salvano, restano invece in pieno nel mirino della spending review industrie farmaceutiche, farmacie, beni e servizi, case di cura. I risparmi arriveranno da loro. Il tetto della spesa farmaceutica territoriale scende quest’anno dal 13,3 al 13,1%. Ma dal 2013 scenderà ancora all’11,5%, esclusi i costi a carico dei cittadini sui “prezzi di rimborso”: l’eventuale deficit sarà interamente a carico della filiera del farmaco. Aumenterà invece sempre dal 2013 il tetto della farmaceutica ospedaliera che registra uno sfondamento di oltre 1,2 miliardi l’anno: salirà dal 2,4 al 3,2% e le industrie farmaceutiche saranno chiamate a un pay back pari al 50% dello sfondamento, in aumento rispetto al 35% previsto dalla manovra ddl’anno scorso. Ancora una stangata è prevista per le industrie farmaceutiche e per le famacie: le industrie dovranno praticare da luglio a dicembre di quest’armo uno “sconto” in favore del Ssn pari al 6,5%, rispetto all’1,83 attuale. Raddoppia invece dall’1,83 a1 3,65% lo “sconto” a carico delle farmacie, che se lo troveranno sul groppone in modo permanente.
Ecco poi il delicato capitolo del taglio alla spesa per beni e servizi, per la quale si prevede quest’anno un risparmio di 600 milioni che salirebbero a 1,2 miliardi dal 2013. Sui contratti in vigore per appalti di servizi e forniture di beni e servizi (farmaci esclusi) di asl e ospedali, scatterà poi una riduzione al 4,8% per tutta la durata dei contratti. Se poi emergeranno «differenze significative dei prezzi unitari» (superiori al 20% dei prezzi di riferimento) le asl dovranno proporre una rinegoziazione dei contratti per spuntare listini più favorevoli: nel caso entro 30 giorni i fornitori non accettino l’accordo, gli enti sanitari avranno il diritto di recedere dal contralto senza alcun onere. Per i dispositivi medici, come detto, viene invece ridotto il tetto annuo di spesa dal 5,2 al 5%. Altro colpo d’accetta riguarda case di cura accreditate e assistenza specialistica: la spesa dovrà essere ridotta dell’1% nel 2012 e del 2% dal 2013, sulla base dei consuntivi 2011. Infine una sorpresa amara anche per il personale sanitario, col rafforzamento delle misure di contenimento dei costi (riduzione dell’1,4% rispetto al 2004) che coinvolgerà anche i medici convenzionati.

venerdì 6 luglio 2012

Monti chiede alla Sicilia tagli a sanità e personale


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La Repubblica
Ed. del 05.07.2012 - Palermo - pag. I
A. Fras.
Articolo letto 85 volte
Regione

PALERMO - Il governo Monti vuole applicare i tagli della spending review in Sicilia, rendendo obbligatorie le riduzioni dei costi anche nelle Regioni a Statuto Speciale. La scure potrebbe quindi calare sui dipendenti regionali e nel comparto della sanità, i settori sui quali punta in gran parte la manovra che oggi potrebbe varare Palazzo Chigi. E a Palazzo d’Orleans stanno facendo già i primi conteggi, scoprendo che se venissero applicati i parametri di Roma, la Regione avrebbe un esubero di circa 2 mila dipendenti.
Mentre nella Sanità il taglio sarebbe di circa 240 milioni di euro in due anni e si dovrebbero eliminare oltre 1.500 posti letto. Di certo c’è che ieri è stato convocato a Roma, all’incontro tra governo e Regioni, anche il dirigente generale della Funzione pubblica, Giovanni Bologna, al quale è stata consegnata una bozza di 34 cartelle fitte di tagli da prendere per ridurre la spesa del personale pubblico. Norme pesantissime, come quella della riduzione del 20 per cento dei dirigenti e del 10 per cento del comparto.
A Roma ieri c’era anche l’assessore alla Sanità, Massimo Russo: «Attendiamo di leggere una bozza ufficiale dei tagli - dice Russo - ma il governo Monti deve sapere che la Sicilia viene da un piano di rientro che, tra le al tre cose, ha eliminato 2.800 posti letto per acuti. Non ci possono chiedere altri sacrifici, si metterebbe a rischio la tenuta sociale della nostra Regione».

Ospedali, 18 mila posti letto in meno. Le strutture più piccole saranno chiuse


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Giornale di Sicilia
Ed. del 05.07.2012 - pag. 6
R.G.C.
Articolo letto 51 volte
Il Ministero della Sanità pronto a ridurre il trasferimento delle somme destinate alle regioni

Nella Sanità si dovrebbero ottenere risparmi tra 3 e 5 miliardi, cui contribuirebbe anche il taglio di circa 15-18 mila posti letto negli ospedali. Per le aziende obbligo di sconti sui farmaci.
ROMA - «Nessuna chiusura automatica di ospedali verrà imposta da Roma». Lo ha assicurato ieri il ministro della Salute, Renato Balduzzi. che in serata ha incontrato le Regioni, e che provato a tranquillizzare circa le anticipazioni sul piano di Spending review per la parte che riguarda la Sanità, dalla quale si dovrebbero ottenere risparmi tra 3 e 5 miliardi. cui contribuirebbe anche il taglio di circa 15-18 mila posti letto negli ospedali.
D’altronde lo stesso Balduzzi ha ammesso che «una riorganizzazione della rete ospedaliera che porti a una riduzione di costi di gestione e ad una maggiore appropriatezza delle prestazioni, è necessaria».
Risparmi della sanità. Balduzzi avrebbe precisato ieri alle Regioni che i tagli alla Sanità entro il 2013 saranno di 3 miliardi, uno nel 2012 e due nel 2013. Potrebbe però arrivare un ulteriore taglio di 2 miliardi per il 2014. Per il 2012. in buona parte, potrebbe trattarsi di tagli lineari. Ad essere ridotti di tale cifra saranno i trasferimenti al Fondo sanitario, quello che finanzia la sanità delle Regioni per circa 110 miliardi l’anno. Diciottomila posti letto in meno negli ospedali. L’ipotesi è si passare ad una media di 3.7 posti letto per 1.000 abitanti contro gli attuali 4.2. Ciò comporterebbe a un taglio tra i 15 e i 18mila posti letto, intervenendo soprattutto sugli ospedali giudicati troppo piccoli. In prima fila potrebbe esserci la chiusura dei punti nascita con meno di 500 parti l’anno, già stata concordata in Conferenza Stato-Regioni ma ancora non attuata.
A rischio i mini-ospedali. L’obiettivo è quello di chiudere gli ospedali ritenuti troppo piccoli o inutili duplicati. Ci si starebbe concentrando su quelli che hanno meno di 120 posti letto o, in una versione più soft, meno di 80. Secondo i calcoli, su 638 strutture di ricovero pubbliche esistenti, quelle piccole, sotto i 120 posti letto, sono il 33% del totale. La tendenza comunque, confermata da Balduzzi, è di muoversi caso per caso, senza imposizioni automatiche. Balduzzi è contrario alla chiusura dei piccoli ospedali, ma nel governo vi sono opinioni diverse.
Spesa farmaceutica. La quota a carico delle aziende dell’eventuale sforamento del tetto della spesa farmaceutica nazionale, salirà dal 35% al 50%, a partire da gennaio 2013. L’altro 50% sarà invece a carico delle sole Regioni che hanno superato il tetto di spesa, in proporzione al rispettivo disavanzo. Il tetto alla spesa farmaceutica ospedaliera, sarà però alzato dal 2,4% al 3.2%, del totale della spesa sanitaria ma viene ridotto il tetto alla spesa territoriale (i farmaci a carico del Ssn forniti dalle farmacie) dall’attuale 13,3% 11,5% .
Sconti sui farmaci. Le industrie farmaceutiche dovranno praticare uno sconto obbligatorio sui farmaci al Ssn, del 6,4%, mentre le farmacie dovranno scontarli del 3,65. Per le prestazioni in convenzione, le spese delle Regioni per le prestazioni svolte dai privati dovranno essere ridotte dell’l % nel 2012 e del 2% dal 2013 rispetto al 2011.
Contratti per beni e servizi. La spesa per acquisti di beni e servizi non sanitari da parte delle Asl sarà ridotta del 5%, permettendo cosi di recuperare un miliardo di euro. Le Asl potranno anche rinegoziare i contratti già firmati, se hanno prezzi che superano del 20% il valore di riferimento, e saranno d’ora in poi obbligate ad ottenere le forniture attraverso la Consip, la centrale pubblica per gli acquisti centralizzati.

giovedì 5 luglio 2012

Sanità, scontro sul piano di rientro


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Giornale di Sicilia
Ed. del 04.07.2012 - pag. 4
n.d.
Articolo letto 46 volte
Udc-Assessorato.

PALERMO - «Gli obiettivi prefissati dal piano di rientro dal deficit sanitario non solo non sono stati tutti rispettati ma il governo regionale è reo di irresponsabili promesse e di gravi omissioni nella trasmissione al tavolo tecnico del ministero dei dati indispensabili per la verifica degli adempimenti relativi agli anni 2008, 2009 e 2010. Questo lo apprendiamo dagli ultimi due comunicati diramati proprio dagli uffici del Ministero della Salute. Una situazione su cui con urgenza deve riferire in Aula il presidente Lombardo e l’assessore Russo».
Lo afferma il capogruppo dell’Udc, Giulia Adamo, che insieme ai deputati del gruppo ha inviato ieri una lettera al presidente dell’Ars, Francesco Cascio. «Tra i rilievi mossi abbiamo notato una preoccupante lievitazione della spesa sanitaria regionale, passata da 8,3 miliardi del 2008 ad oltre 8,8 nel 2011 (+442 milioni pari ad un incremento del 5.3%), senza che sia visibilmente migliorata la qualità dei servizi».
Secondo i dirigenti dell’assessorato alla Salute le carte sono in regola: «I dati dell’Udc sono inesatti. Il deficit del 2001 è di 21 milioni mentre era di 617 quando ci siamo insediati».

martedì 3 luglio 2012

RANDAZZO: TRUFFA CON LA POSTA PAY


Hanno colpito pure a Randazzo alcuni dei componenti la banda specializzata nella truffa della carta Postpay, arrestati la settimana scorsa dalla Polizia. La vittima è stato un edicolante venditore di tabacchi del centro, al quale si è rivolto Pasquale Bellia, 51 anni, di Belpasso.L'uomo ha chiesto di effettuare una ricarica da 500 euro sulla sua carta postpay. Effettuata l'operazione, al momento di pagare però, pur sapendo che queste operazioni si possono pagare solo in contanti, ha estratto una carta bancomat. Di fronte al rifiuto dell'edicolante. L'uomo come stizzito ha chiesto dove si trovava il primo bancomat disponibile per prelevare il contante e saldare il suo debito. A questo punto l'edicolante che aveva già effettuato la transazione sulla sua postpay, lo ha fatto uscire dal negozio, ma come si poteva immaginare, l'uomo non è più tornato. All'edicolante non è rimasto che sporgere denuncia ai carabinieri che hanno avviato le indagini.
I militari hanno visionato i filmati dell'uomo e confrontato identikit, quando il nostro giornale ha dato notizia del suo arresto. Identica la truffa, identica la fisionomia dell'uomo, che l'edicolante ha anche riconosciuto dalle foto in possesso dei carabinieri. Dalle ulteriori indagini è, poi, emerso che l'uomo, uscito dalla tabaccheria è andato all'Ufficio postale di Santa Domenica Vittoria, piccolo centro della Provincia di Messina vicino a Randazzo, per prelevare i 500 euro ricevuti illecitamente. Adesso la posizione di Bellia si è aggravata, perchè si moltiplicano le denunce a suo carico.
Fonte “La Sicilia” del 28-06-2012

RANDAZZO: TRUCCO DELLO SPECCHIETTO, PRESO TRUFFATORE SERIALE


ra venuto a Randazzo per mettere in atto la classica truffa dello specchietto, ma non ha fatto i conti con un mirato servizio dei carabinieri del Comando stazione di Randazzo, che si sono accorti della truffa e hanno arrestato Francesco Fiaschè, 20 anni, un pregiudicato che risiede a Melilli, in provincia di Siracusa. Il giovane ieri mattina, a bordo di una Volkswagen Golf, arrivato in via Gaetano Basile a Randazzo, senza farsi notare ha urtato con la mano lo specchietto di una Panda guidata da signore di 65 anni, che sopraggiungeva in senso opposto. Quindi, ha rincorso e fermato il veicolo e, dopo aver mostrato lo specchietto retrovisore della sua auto rotto, ha accusato il conducente della Fiat Panda di averlo quasi tamponato. L'uomo all'inizio ha mostrato una certa titubanza, ma poi, di fronte all'insistenza del giovane, che continuava a chiedergli 50 euro per riparare lo specchietto, si è convinto a consegnargliene 20, anche per evitare di attivare pratiche assicurative che sarebbero state più costose.
Convinto di poter truffare altra gente, il giovane è rimasto in via Basile e ha continuato a simulare falsi incidenti, fino a quando non è stato notato da una pattuglia dei carabinieri della locale Stazione. Alla vista dei carabinieri, Fiaschè ha tentato di scappare, ma è stato bloccato e arrestato. Poi, su disposizione dell'autorità giudiziaria, è stato trattenuto in camera di sicurezza in attesa di essere giudicato con rito direttissimo. Immaginando che ieri mattina il giovane siracusano abbia messo in atto alcune truffe in serie con il sistema dello specchietto, i carabinieri invitano le eventuali vittime a recarsi in caserma e sporgere regolare denuncia nei confronti del ventenne.
L. S. Fonte “La Sicilia” del 29-06-2012

Valledolmo, niente ambulanza. Si cercano soluzioni alternative


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Giornale di Sicilia
Ed. del 30.06.2012 - Palermo - pag. 29
Antonello Zimbardo
Articolo letto 59 volte
Incontro all'Ars fra Comune, Misericordia, 118 e Regione. Lunedì un vertice all'assessorato

VALLEDOLMO - L’ambulanza del 1l8 è sempre lì, in sosta forzata, chiusa fra tre balle di fieno in attesa che la Regione dia una risposta alla proteste dei cittadini che si oppongono alla chiusura del servizio d’emergenza. In realtà le speranze che il decreto dell’assessore regionale alla Sanità Massimo Russo venga revocato sono quasi nulle. Ad averne consapevolezza è lo stesso sindaco Luigi Favari che, con la delegazione del consiglio comunale e col presidente della locale Fraternita Misericordia Concetta Calabrese, è stato ricevuto nei giorni scorsi all’Ars dal numero uno della commissione Sanità Pippo Laccoto, da un rappresentante dell’assessorato regionale e dal direttore generale della Seus, Giorgio Maria Vinciguerra.
Dall’incontro è scaturita la consapevolezza dell’impossibilità di revocare il decreto assessoriale, ma nel contempo della necessità di soluzioni urgenti ed alternative per assicurare ai cittadini un pronto intervento sanitario. Un incontro tecnico-operativo finalizzato a risolvere la vicenda é stato programmato per lunedì nella sede dell’assessorato regionale alla Sanità.

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Newsletter Speciale di ven 29 mag 2009

Il fumo nella storia
Attivo o passivo, il fumo occupa un posto eminente nella storia della medicina. Da dove proviene il vizio del fumo? [...]
Fumo e fumo passivo
Uno studio, pubblicato sulla rivista Neuropsychopharmacology, ha dimostrato che a rimetterci sono sempre i bambini, anche se non sono ancora venuti alla luce. Con il commento del Dott. Paolo Noschese [...]
Il fumo danneggia seriamente la salute e smettere garantisce numerosi benefici
Il fumo fa male alla salute ed e' causa di danni che vanno dal problema estetico al tumore: e' scritto anche su ogni pacchetto di sigarette. Con il commento del Prof. Vincenzo Lazzaro [...]
Stop al fumo
Il nuovo punto di incontro per chi vuole smettere di fumare o per chi ha detto stop al fumo e vuole partecipare con la propria testimonianza. Un sostegno quotidiano alle crisi di astinenza e uno spazio di informazione sui metodi e le tecniche per dire basta al fumo parlando dei danni, dei numeri e delle statistiche del tabagismo. [...]
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Rimuovere i graffi dai cd in cinque minuti


Eccovi alcuni metodi casalinghi, mediante i quali dovreste essere in grado di rimuovere i graffi dalla superficie dei cd.Le superfici dei cd o dei dvd sono molto delicate. Infatti, basta una scorretta conservazione, ed ecco che la superficie di esso si striscia. Se avete sperimentato tutto quanto era nelle vostre conoscenze, ma non avete ancora risolto il problema, vi indichiamo altri metodi, mediante cui dovreste essere in grado di rimettere in sesto i vostri cd o dvd. Tuttavia, sia bene chiaro, quelle sotto riportate devono essere intese come "ultime spiagge", ossia soluzioni utilme al problema, cui ricorrere soltanto quando non c'è proprio più niente da fare. Di conseguenza, non ci assumiamo nessuna responsabilità nel caso in cui non riusciste a pervenire al risultato sperato. In sostanza, non vi assicuriamo che i vari metodi proposti possano effettivamente funzionare. Primo metodo – Il dentifricio Cosa vi serve: Un cd da pulire Dentifricio (possibilmente a pasta bianca e non colorata, senza granuli) Acqua di rubinetto Un batuffolo di cotone Un panno morbido Dieci minuti di tempo Sul mercato esistono dei costosissimi kit di riparazione, ma con questo metodo non servono. Prendiamo il supporto da pulire e mettiamoci sopra del dentifricio. Con un batuffolo di cotone leggermente inumidito (o con le mani, se preferite) spalmiamo per bene il dentifricio lungo tutta la superficie del cd, anche se ne è strisciata solo una piccola parte. Lasciamo agire il dentifricio per cinque minuti. Quindi prendiamo il cd e, sotto l’acqua corrente, togliamo con le mani ogni residuo di dentifricio. Quando abbiamo rimosso tutto il dentifricio, asciughiamo il supporto con un panno morbido e, voilà, la superficie ora è ben levigata! Ovviamente, devo ricordarvi che se la superficie presenta graffi profondi, questi potrebbero non venir via, neppure se lasciaste agire il dentifricio per giorni e giorni. Secondo metodo – La banana E' possibile rimuovere i graffi dai cd anche con questo frutto esotico, ma la procedura è un po’ più lunga. Cosa vi serve: Un cd da pulire Un pezzo di banana (con la sua buccia, da utilizzare in seguito) Un panno morbido Acqua di rubinetto Quindici minuti del vostro tempo Prendiamo il supporto da pulire e strofiniamoci sopra la polpa della banana con movimenti circolari. E' necessario strofinare tutta la superficie del cd. Lasciamo agire la polpa sul support per 5 minuti. Ripuliamo la superficie con la parte interna della buccia . Laviamo il supporto con acqua e asciughiamolo con un panno morbido.Anche per quanto riguarda questo metodo, è nostro dovere segnalare che i graffi molto profondi potrebbero non sparire, anche dopo giorni e giorni di duro lavoro.

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