il 118 in sicilia

il 118 in sicilia
In Sicilia il Servizio Urgenza Emergenza Sanitario "S.U.E.S. 118", attivato in maniera sperimentale e provvisoria l' 11 Agosto 1997, è dotato di quattro Centrali Operative interprovinciali presso le provincedi Palermo, Catania, Caltanissetta e Messina. Ogni C.O. è provvista di una rete telefonica sanitaria dedicata solo alla emergenza (118) e indipendente da quella ordinaria, con venti linee dhe afferiscono a cinque posti di operatori; dispone inoltre di una rete privata virtuale dedicata (RPV) che le collega fra loro, con tutti i pronto soccorso e con tutti i reparti dell'area critica degli ospedali dell'Isola (Rianimazioni, Unità coronariche, Neurochirurgie, etc.); ognuna di esse è fornita inoltre di un sistema di registrazione automatico di tutte le telefonate che vi afferiscono. Le Centrali Operative, ciascuna per il proprio bacino, sono raggiungibili dall'utenza componendo il numero telefonico unico e gratuito 1-1-8.

domenica 3 giugno 2012

RANDAZZO: BAMBINO IN COMA, APERTO FASCICOLO D’INCHIESTA, “C’ERA UN'ALTRA EMERGENZA, PROTOCOLLI...


Rimangono stabili le condizioni del bambino di 9 anni di Randazzo che giocando nella sua cameretta si è strangolato con una sciarpa. Il bambino è sempre in coma, ricoverato in prognosi riservata nel reparto di rianimazione dell'Ospedale Garibaldi nuovo di Catania. Medici e genitori attendono qualche cenno di risveglio del cervello rimasto troppo tempo senza ossigeno. Intanto sull'accaduto la Procura della Repubblica ha aperto una inchiesta e ieri mattina carabinieri e ispettori dell'assessorato alla Sanità si sono recati nel Pte di Randazzo per prelevare documenti. Ufficialmente nessun reato è ipotizzato. Si vuole solo verificare se quel drammatico lunedì sera il servizio di emergenza urgenza ha rispettato i protocolli. E questa è una delle 2 risposte che tutta Randazzo pretende di sapere. L'altra è se una macchina di soccorso diversa, maggiormente organizzata, avrebbe potuto accorciare i tempi di intervento ed aiutare di più il piccolo. Lo zio del bambino, infatti, ha affermato che «la macchina sanitaria ha funzionato benissimo da Bronte in poi, però come primo soccorso, a Randazzo, abbiamo avuto un piccolo ritardo». Noi abbiamo posto questi interrogativi al dott. Benedetto Anfuso, che risponde alle nostre domande in qualità di consigliere provinciale. Il dott. Anfuso è medico del Pte di Randazzo dal 1998, è consulente dell'assessore Massimo Russo appositamente per l'emergenza, ma soprattutto, in qualità di referente, è l'interfaccia fra l'Asp 3 di Catania ed il 118.
«Intanto - spiega il dott. Anfuso - voglio sottolineare la bravura del medico del 118 di Randazzo intervenuto quella sera. Il ritardo nell'intervento è stato causato dal fatto che l'ambulanza stava già soccorrendo un paziente con problemi cardiaci. Il medico è stato bravo a non partire per Bronte, lasciare il paziente al Pte di Randazzo e correre per dare soccorso al bambino. Poi se mi chiedete quali sono le carenze del servizio di emergenza, da consigliere provinciale ve li elenco. A Randazzo mancano il secondo infermiere ed un secondo soccorritore indispensabili per 2 interventi in concomitanza. Più che la seconda ambulanza sarebbe utile un'auto medica che permetterebbe al medico di partire subito, stabilizzare il paziente ed attendere l'arrivo dell'ambulanza. In un ospedale come quello di Bronte poi è assurdo non avere la guardia attiva (ovvero un servizio h24) di anestesia e cardiologia. Per far arrivare l'elicottero di notte ci vuole una elipista illuminata. E Randazzo, per il numero di potenziali pazienti e per la sua posizione, merita un investimento simile da parte dell'assessorato per la Salute». Poi Anfuso va alle dolenti note. «Io sono un esperto - afferma - ma ho sempre prospettato queste soluzioni. Purtroppo però oggi la Regione siciliana è costretta ad effettuare dei tagli. E senza adeguate risorse nessuno è in grado di risolvere i problemi».

AMBULANZA CON MEDICO
In forza al Pte di Randazzo c'è un'ambulanza di soccorso avanzato, con medico a brodo in grado di effettuare tutti i tipi di assistenza compreso quelli di rianimazione. Il personale composto da 2 medici 24 ore su 24 di Pronto soccorso, un infermiere ed un autista soccorritore. Un tempo c'erano due infermieri, due soccorritori e un solo medico, ed è accaduto che l'unico medico tornando da un soccorso trovava in corsia un infartuato che rischiava di morire per non aver ricevuto adeguata assistenza. Oggi ci sono i medici ma senza aiuto e mezzi di trasporto.
Gaetano Guidotto fonte “La Sicilia” del 01-06-2012

venerdì 1 giugno 2012

Da costo ricette a uso improprio ambulanze, cittadini contro sprechi


La Rassegna Stampa di MEDPress.it... La rassegna stampa di MEDPress.it
ADNKronos Salute
Ed. del 31.05.2012
n.d.
Articolo letto 13 volte

ROMA - Dall'accorpamento delle Asl alle tessere sanitaria senza scadenza. Dai farmaci in monodose agli ospedali mai finiti. E ancora: Dal costo delle ricette mediche all'uso improprio delle ambulanze; dalla spesa per le super consulenze fino alla distribuzione delle bottigliette di acqua minerale in ospedale: questi alcuni temi contenuti nelle migliaia di segnalazioni sugli sprechi e le inefficienze in sanità - circa 2.800 in 30 giorni - inviate dai cittadini italiani al sito appositamente istituito dal governo sulla spending review, in possesso dell'Adnkronos Salute.
Da Belluno, ad esempio, c'è chi propone per motivi di risparmio di "unificare le Ulss 1 di Belluno e 2 di Feltre, in quanto una sola Asl permetterebbe economie di scala nei servizi tecnici e amministrativi". Da Piacenza c'è chi suggerisce di "non distribuire bottiglie di acqua minerale in ospedale, il particolare dove è disponibile l'acqua potabile". Da Marina di Ravenna segnalano che la costruzione dell'ospedale di Cona, in provincia di Ferrara, "è iniziata 25 anni fa e non è ancora ultimata. Con costi assurdi". Da Savona c'è chi segnala "lo spreco nella realizzazione della tessera sanitaria in quanto scaduta. La domanda è: come può scadere una tessera di plastica?".
E ancora. Da Fiuggi si segnala "la necessità di poter acquistare in farmacia le dosi strettamente necessarie per la terapia e di consentire la vendita di farmaci monodose". Da Macerata c'è chi tira in ballo il costo delle ricette mediche cartacee: "Ogni ricetta costa circa 50 centesimi". Da Irgoli, in provincia di Nuoro, si segnala "l'uso improprio delle ambulanze del 118, spesso usate senza giusti motivi di urgenza". Da Roma c'è chi invece suggerisce al governo di "non pagare incarichi e super consulenze sanitarie a pensionati dell'Istituto superiore di sanità".

ProCivis di Gela autorizzata a svolgere servizi con il 118


diGiuseppe D′Onchia - Pubblicato il 01 Giugno 2012 - 13:00
La Pubblica Assistenza Procivis di Gela, diretta da Luca Cattuti, è stata annoverata ed autorizzata dal Seus (Sicilia Emergenza Urgenza Sanitaria) a svolgere servizi di eccedenza del 118. L’attività di supporto, partita ufficialmente oggi, prevede la collaborazione con i volontari del 118, attraverso il supporto di due unità locali, coordinati dalla centrale operativa. L’unità di soccorso affiancherà le due ambulanze, svolgendo, tra l’altro,  attività di emergenza, quali eccedenze e trasporto dell’equipe sanitaria da e per il luogo di intervento, trasporto di persone o materiale in caso di maxi emergenze e trasporto sangue, farmaci ed organi.

giovedì 31 maggio 2012

siciliani bocciano la Sanità nell'Isola


La Rassegna Stampa di MEDPress.it... La rassegna stampa di MEDPress.it
Quotidiano di Sicilia
Ed. del 31.05.2012 - pag. 3
Liliana Rosano
Articolo letto 13 volte
Il Rapporto Istat 2012 ha preso in considerazione: tasso di ospedalizzazione, mobilità sanitaria e mortalità evitabile

Servizi igienidl professionalità medico-sanitarial strutturel liste d'attesa tutte con giudizio negativo
PALERMO - La Sicilia bocciata sul fronte dell’appropriatezza, efficacia ed efficienza dei servizi sanitari. Il dato, emerge dall’ultimo Rapporto Istat 2012, appena pubblicato. Gli indicatori utilizzati per soddisfare i tre parametri sono stati diversi, tra i quali, il tasso di ospedalizzazione, la mobilità sanitaria, la m0l1alità evitabile.
Quest’ultima, è stata definita dalla letteratura internazionale come l’insieme delle cause di morte per le quali sono riconosciute attività efficaci di prevenzione secondaria o interventi diagnostico-terapeutici, che riducono il rischio di morte se somministrati in maniera appropriata e tempestiva. Si tratta, quindi, della componente della mortalità che può essere ricondotta all’azione dei servizi sanitari, cioè i decessi prematuri (prima dei 75 anni) che non dovrebbero verificarsi in presenza di cure efficaci e tempestive. Anche in questo caso le regioni con i valori peggiori dell ‘indicatore sono quasi tutte situate nel Mezzogiorno: in particolare, per gli uomini il tasso di mortalità evitabile per cure sanitarie presenta valori superiori alla media nazionale in tutte le regioni meridionali eccetto la Puglia, mentre per le donne i valori più elevati si registrano in Campania, Puglia, Calabria e Sicilia.
Dall’indagine Istat, emerge che i cittadini siciliani sono insoddisfatti dei servizi sanitari sul piano dell’assistenza, della degenza e dei risultati. Un giudizio negativo che nel dettaglio riguarda i servizi igienici, la professionalità medico-sanitaria, le strutture, le liste d’attesa, il rapporto paziente-medico.
Per quanto riguarda le disuguaglianze nella qualità dei servizi sanitari, il Rapporto Istat evidenzia che nel 2010 il Servizio sanitario nazionale ha speso 111.168 milioni di euro, pari a 1.833 euro pro capite. A livello regionale, si osserva uno scarto di circa 500 euro pro capite tra la provincia autonoma di Bolzano, che spende mediamente 2.191 euro per ogni residente, e la Sicilia, che ne spende 1.690. Il “Patto della salute 2010-2012” aveva stabilito, come parametri di riferimento delle risorse complessive da destinare all’assistenza collettiva in ambiente di vita e di lavoro, una pari al 51 per cento all’assistenza distrettuale e il restante 44 per cento per l’assistenza ospedaliera. Rispetto a questa ripartizione delle risorse, solo Piemonte, Emilia-Romagna e Toscana presentano una disn1buzione della spesa sanitaria molto prossima ai parametri di rifèrimento, mentre per le altre regioni le risorse risultano ancora troppo spostate verso l’assistenza ospedaliera (soprattutto Lazio, Abruzzo e Sicilia) a discapito delle attività di promozione della salute e dell’assistenza distrettuale. I principali squilibri tra regioni si osservano, in particolare, per i servizi preposti alla presa in carico di pazienti cronici e alla gestione della post acuzie, in larga misura rivolti agli anziani ed ai disabili.

RANDAZZO, LO ZIO: "UN BIMBO NON PUO' PENSARE DI TOGLIERSI LA VITA SARA' STATO UN GIOCO"


Rimangono gravissime le condizioni del bambino di 9 anni di Randazzo ricoverata nel reparto di rianimazione dell'Ospedale Garibaldi nuovo di Catania. I medici stanno facendo il possibile per risvegliarlo dal coma in cui si trova dopo essere rimasto vittima forse di un tragico gioco nel corso del quale è rimasto strangolato. "Quella sera - spiega uno zio del bambino - mio nipote aveva avuto un battibecco con la sorella minore e il padre gli ha imposto di chiedere scusa. Lui ha obbedito e le ha dato un bacio. Poi è andato in camera sua. Subito dopo i genitori hanno sentito un rumore provenire dalla sua cameretta e quando sono entrati hanno trovato il figlio in ginocchio, svenuto, con la sciarpa al collo". Un racconto che sa di tragedia sulla quale stanno indagando i carabinieri che, fra le ipotesi investigative, non trascurano la possibilità che il bambino abbia tentato il suicidio: "Un bambino di 9 anni non può assolutamente pensare di uccidersi - ha replicato lo zio -. Non voglio che passi questo messaggio. L'avrà fatto forse per attirare l'attenzione o per gioco dato che la mattina era stato al circo". Intanto la famiglia in questo momento vive momenti di grande angoscia. Il padre del bambino è un bracciante agricolo di 36 anni, la madre una casalinga anche lei di 36 anni. Gente perbene, dedita alla famiglia, composta da altri 3 figli di 16, 11 e 3 anni, sempre circondati dall'affetto dei genitori.
Intanto a Randazzo continuano le polemiche sull'efficienza dei servizi di emergenza - urgenza. L'ufficio stampa dell'Asp ha ribadito che l'anestesista è arrivato "tempestivamente", comunicando che il commissario dell'Asp Catania, Gaetano Sirna, ha espresso solidarietà ai familiari. Per l'Asp non vi sarebbero state, però, lacune nei soccorsi: "L'intervento al pronto soccorso dell'ospedale di Bronte è stato rapido - afferma Sirna - ; sono state rispettate tutte le procedure previste. Il bimbo è stato rianimato tempestivamente. Il suo cuore ha ripreso a battere in ospedale". La centrale operativa del 118 ha fatto sapere che l'elicottero non vola di notte e quindi non era possibile intervenire. Anche i familiari del bambino ci hanno confermato l'efficienza dei medici, ma ci hanno anche detto che quando hanno chiamato il 118, l'ambulanza di Randazzo stava effettuando un altro intervento e quindi il suo arrivo non è stato immediato. "Non contesto l'impegno e l'efficienza dei medici di Randazzo e di Bronte che ringrazio - sottolinea il sindaco Ernesto Del Campo -, nè tanto meno credo sia colpa dell'anestesista. Sarà arrivato in ritardo non per colpa sua, ma perché in reperibilità e non in guardia attiva. Bisogna rivedere - conclude - il servizio di emergenza nel territorio come preannunciato in Consiglio comunale e chiederò un incontro con l'assessore regionale per la Salute, Massimo Russo". Intanto lo stesso assessore regionale ha disposto una indagine ispettiva per verificare, anche con il supporto delle registrazioni telefoniche, la conformità ai protocolli operativi, la tempestività e la corretta esecuzioni delle procedure adottate.
Gaetano Guidotto fonte "La Sicilia" del 31-05-2012

mercoledì 30 maggio 2012

RANDAZZO, NOVE ANNI, "RIMPALLATO" IN CORSIA: E' GRAVISSIMO


Un incidente, un gioco finito in tragedia o chissà che cosa: fatto sta che un bambino di 9 anni di Randazzo è finito in ospedale in fin di vita. Adesso lotta fra la vita e la morte nel reparto di rianimazione dell'ospedale Garibaldi di Catania. Tutta Randazzo ieri apprendendo le notizie era sgomenta. I genitori, infatti, lo avrebbero trovato in cameretta intorno le 22 di lunedì, quasi soffocato e comunque privo di sensi. Non è chiaro cosa sia realmente accaduto. Certo è che da quel momento è iniziata la corsa verso un ospedale in grado di dare assistenza efficace. E come spesso accade a Randazzo, questo che dovrebbe essere un diritto, non è semplice da esercitare.Il bambino è stato trasportato all'ospedale di Bronte e da lì al nuovo Garibaldi di Catania, dando inizio a una lunga scia di polemiche. Il primo a protestare vibratamente è il sindaco di Randazzo,  Ernesto Del Campo: " Si capiva benissimo - sostiene non celando la sua rabbia - che era necessario un trasporto urgente in un ospedale attrezzato. Tutti ci rendevamo conto che era necessario l'intervento dell'elicottero. Ma non c'è stato nulla da fare. Il medico di servizio dell'ospedale di Bronte mi ha riferito che la centrale operativa del 118, vista l'ora tarda, non ha potuto far decollare l'elicottero di Catania. Io gli ho chiesto se non era il caso di far intervenire l'elicottero di Messina che so essere in grado di volare nelle ore notturne. Lui mi ha risposto che non era possibile.
Niente quindi - continua il sindaco - niente soccorsi urgenti. Di notte per noi è come se gli ospedali dotati di tutti i servizi necessari si allontanano incredibilmente. La considero una disattenzione politica dei vertici regionali che si tramuta in una inefficienza della sanità siciliana che noi paghiamo con le vite umane". Del Campo si dice pronto a rivendicare con tutti i mezzi possibili il diritto alla salute dei propri cittadini, anche perchè l'ospedale di Bronte che è il più vicino a Randazzo a suo dire, oggi non sarebbe in condizione di garantire assistenza. "L'ospedale di Bronte, infatti, per i traumi complessi o per patologie serie rischia di essere per noi una perdita di tempo. Lo dichiaro ufficialmente assumendomi le responsabilità. Il bambino è stato trasportato a Bronte dove è stato chiesto l'intervento del medico anestesista reperibile che purtroppo è arrivato in ritardo. Adesso diciamo basta. Preghiamo tutti affinchè il bambino si salvi, ma i vertici della Sanità siciliana riflettano presto: sono tante le volte in pochi mesi che siamo costretti a prendere atto delle lacune del servizio di emergenza urgenza in questo territorio". Già perchè il pensiero ieri è subito andato all'incidente di domenica 26 febbraio quando persero la vita Federico astone di 20 anni e Samuele Bellocchi Parasiliti di 15 anni e poi a quasi un mese di distanza Michele Scuderi di 49 anni. Anche in quel caso l'elicottero non è potuto intervenire e le operazioni di soccorso scatenarono le proteste dei randazzesi, con il sindaco che ha inviato un esposto alla magistratura. Abbiamo contattato l'ufficio stampa dell'Asp 3 di Catania per avere la versione dei fatti da parte del vertice aziendale e soprattutto una replica alle accuse del sindaco. Risposte che l'Azienda sanitaria provinciale si è riservata di fornirci oggi.
Gaetano Guidotto fonte "La Sicilia" del 30-05-2012

BRONTE: LA DISCARICA ABUSIVA... DELLE STRANEZZE


«Coi i tempi che corrono lauree e diplomi di scuola superiore valgono pochissimo. Il mio della scuola media quindi posso buttarlo fra i rifiuti». Deve essere stato il pensiero di un 34enne di Bronte che ha gettato la copia originale del suo diploma di scuola media inferiore nella spazzatura senza neanche fare la raccolta differenziata, ovvero scaricando tutto (rifiuti vari e diploma) abusivamente nei presso del centro comunale di raccolta di Bronte di contrada Ss Cristo. Siccome l'area nel frattempo si è trasformata in una discarica a cielo aperto la Joniambiente, guidata da un Cda presieduta da Francesco Rubbino e composto da Antonello Caruso e Giuseppe Cardillo, ha disposto l'immediata rimozione dei rifiuti e la pulizia dell'area. Prima però personale qualificato ha provveduto a cercare fra le buste lettere e documenti che potessero far risalire all'identità di chi, contravvenendo alle ordinanze, ha conferito abusivamente i rifiuti. Bene, fra lo stupore generale appena rimosso qualche sacchetto è affiorato in superficie il diploma che lo stesso Antonello Caruso ha notato e consegnato agli operatori. Ma le sorprese non erano finite. Nascosto fra i rifiuti c'era anche un contenitore per l'umido della raccolta differenziata abilmente dotato di altoparlanti e tramutato in cassa acustica. Una fantasiosa trasformazione possibilmente anche da premiare per estrosità, ma che dimostra il modo bizzarro come qualche utente ha utilizzato un contenitore che invece doveva servire a rispettare l'ambiente facendo la differenziata.
«Non credevamo ai nostri occhi - ha affermato il presidente Rubbino a nome dell'intero Cda - quando abbiamo visto il diploma. Lo abbiamo guardato ben bene non credendo possibile che si trattasse dell'originale. Ognuno è libero di gettare fra i rifiuti cosa vuole - continua Rubbino insieme con Caruso - ma è chiaro che deve farlo rispettando le ordinanze sulla raccolta differenziata. Fantasioso - continuano - l'utilizzo improprio del contenitore dell'umido, ma grave se si traduce in un rifiuto a fare la raccolta differenziata». Sia il diploma sia il contenitore sono stati mostrati da Caruso, per gli adempimenti del caso, al sindaco di Bronte, Pino Firrarello: «Certo - ha affermato - non si può dire che l'autore non abbia avuto fantasia, ma nonostante la stravaganza figlia di una vena artistica siamo costretti a sanzionarlo come vuole la legge. Il secondo caso - continua - è la dimostrazione dello scarso attaccamento che qualcuno ha verso le proprie cose. Vero è che il diploma di scuola media oggi vale poco, ma è sempre un documento personale, dimostrazione di un traguardo che non andrebbe gettato fra i rifiuti». Per l'identificazione del proprietario del diploma, infine, nessun problema; così come per quello del contenitore visto che è impresso un codice che corrisponde al proprietario. Entrambi rischiano una sanzione di 200 euro.
L. S. fonte "La Sicilia" del 29-05-2012

RANDAZZO: FALSE IMPIEGATE COMUNE RAGGIRANO 81ENNE E RUBANO 1350 EURO


ue donne hanno derubato un anziano con il classico raggiro di dover controllare il numero seriale delle sue banconote. Lo hanno fatto con la solita abilità in una casa dell'antico quartiere di San Martino. Vittima un anziano di 81 anni che uscendo di casa è stato bloccato dalle due donne che si sono spacciate dipendenti del Comune. Secondo quanto appreso sembrerebbe abbiano detto alla vittima che volevano informarlo su possibili sconti ed agevolazioni cui poteva usufruire nell'acquisto dei farmaci, ma poi avrebbero convinto l'anziano pensionato a prendere una banconota che teneva in casa, poichè era necessario controllare il numero di serie. Il pensionato è caduto nel tranello, ed è entrato in casa per prendere i soldi. Le due donne però invece di aspettare davanti l'uscio hanno furbamente seguito l'uomo sulle scale e si sono comodamente sedute in sala da pranzo, attendendo che l'uomo prendesse i soldi.
Quando il pensionato è tornato però al tavolo era seduta una sola delle due donne, l'altra di nascosto lo aveva seguito per vedere dove teneva il denaro. Il pensionato ha chiesto alla donna dove fosse la sua collega, ma alla risposta che era scesa per rispondere al cellulare, non ha sospettato nulla. La donna ha fatto finta di registrare il numero di serie della banconota mostrata dalla vittima e l'ha restituita. Poi ha salutato ed è andata via. Il pensionato, non avendo mai sospettato di essere stato ingannato, è uscito di casa come da programma. Al ritorno, guardando nel cassetto, non ha trovato i 1350 euro che teneva conservati.
Gaetano Guidotto fonte "La Sicilia" del 30-05-2012

La Rassegna Stampa di MEDPress.it... La rassegna stampa di MEDPress.it
Sole 24Ore
Ed. del 29.05.2012 - pag. 10
Roberto Turno
Articolo letto 22 volte
Il deficit 2011. Per coprirlo sono state necessarie per il 77% addizionali Irpef e Irap
Sanità, disavanzo a quota 2,19 miliardi
Le uscite sanitarie pubbliche hanno fatto segnare un calo dello 0,6% sul 2010. In rosso anche Emilia, Toscana e Liguria
ROMA - È stato di 2,19 miliardi nel 2011 il disavanzo di gestione delle asl e degli ospedali nelle 16 regioni a statuto ordinario. E per coprirlo sono state necessarie per il 77% le addizionali Irpef e Irap, soprattutto nelle regioni commissariate o sotto piano di rientro dai deficit. Ma neppure le maxi aliquote Irpef ( +0,30%) e Irap (+0,15%) oltre il tetto massimo pagate da cittadini e imprese sono bastate in Molise, Calabria e Campania a tamponare la falla del deficit sanitario nel 2011. E così in queste regioni non ci sarà scampo: le maxi addizionali resteranno in vigore. L’84,7% del disavanzo totale, tra l’altro, è concentrato nelle regioni con piano di rientro. Che dappertutto a partire dal Lazio e dalle regioni meridionali, restano in grave ritardo.
Arrivano i primi risultati dai tavoli di monitoraggio del Governo (Economia e salute) con le regioni al ti vati per tenere sotto controllo la spesa sanitaria, di questi tempi più che mai sotto la lente d’ingrandimento dei prossimi tagli del Governo in cantiere con la spending review. Risultati in chiaroscuro quelli dell’esercizio 2011, anticipati in un ampio servizio nel prossimo numero del settimanale Il Sole-24 Ore Sanità.
Da una parte confermano, come anticipato dal Def che la spesa sanitaria pubblica ha fatto segnare un calo dello 0,6% sul 2010: dall’altra, però, dimostrano che ormai l’affanno del contenimento dei conti si sta espandendo oltre il sud Italia, contagiando sempre di più anche regioni con i bilanci sanitari considerati da sempre (quasi) in regola.
Anche se è soprattutto tra Lazio (791 milioni di rosso prima delle super tasse), Campania (332milioni), Calabria (155 milioni) che si concentra oltre la metà dei disavanzi del 2011. Col piccolo Molise in grandissima e sempre più preoccupante difficoltà col suo deficit di 67 milioni che le maxi addizionali sono riuscite a coprire appena per il 30%. E con la Calabria sempre all’ “anno zero” e ben lontana dal risanamento strutturale, in cui sembra scricchiolare la poltrona di commissario assegnata al governatore Giuseppe Scopelliti.
Tra tutte le 16 regioni passate al setaccio del tavolo di monitoraggio, intanto, sono soltanto tre quelle che hanno raggiunto un attivo, anche se soltanto minimo, senza dover ricorrere alle risorse di bilancio locale: Lombardia (22,1 milioni), Lombardia (10,3 milioni) e Marche (1,5 milioni). Escluse le 8 regioni commissariate o sotto piano di rientro dal disavanzo, tutte le altre sono andate in rosso. Che hanno coperto principalmente con proprie risorse di bilancio: dall’Emilia Romagna (87.3 milioni) alla Toscana (62 milioni) alla Liguria (144 milioni) su cui pendeva una contestazione per aver fatto ricorso a una dismissione immobiliare per 76 milioni. Il bilancio complessivo già prospetta intanto la possibile soluzione della scelta delle tre regioni che dovranno fare da benchmark nel 2013: si dovrà scegliere una regione del nord, una del centro e una del sud, di cui una di piccole dimensioni.
Se al nord la candidata sembra essere automaticamente la Lombardia, per il sud si farebbe largo la Basilicata (anche di piccole dimensioni) che ha i conti migliori tra le regioni meridionali. Mentre al centro (se non si scegliessero Umbria e Marche perché "piccole") avanzerebbe la candidatura della toscana. La rosa per il benchmark, peraltro, dovrà anche essere sottoposta al vaglio politico con le regioni, e non necessariamente la scelta finale sarà di carattere squisitamente “tecnico”.
Davanti a un deficit d’esercizio di 2,19 miliardi, dopo le manovre locali di aggiustamento e le addizionali Irpef e Irap da 2,63 miliardi, il risultato finale porterebbe addirittura a un avanzo di430 milioni. Tutto teorico, naturalmente. E che in ogni caso lascerebbe ancora nell’inferno rosso del deficit la Campania (42 milioni), la Calabria (35,5 milioni) e il Molise (42 milioni). Sulle quali il tavolo di monitoraggio non transige: le super addizionali sono confermate. E così il blocco del turn over e il divieto di effettuare spese non obbligatorie. Una dieta che con la spending review sarà, se possibile, rafforzata.

martedì 29 maggio 2012


La Rassegna Stampa di MEDPress.it... La rassegna stampa di MEDPress.it
Giornale di Sicilia
Ed. del 27.05.2012 - pag. 8
Riccardo Vescovo
Articolo letto 195 volte
Asp e ospedali sono a caccia di personale medico e dirigenti
Concorsi nella sanità. Oltre 100 posti liberi
A Messina, Ragusa e Siracusa spazio pure a tecnici e amministrativi
PALERMO - Un’ottantina di posti in ospedali e aziende sanitarie dell’Isola, una decina di assegni di ricerca e diversi bandi per creare della long list dalle quali attingere per affidare incarichi a tempo determinato. La nuova raffica di concorsi è frutto della riforma della sanità e della necessità di ridefinire le piante organiche delle strutture sanitarie siciliane.
Il piano varato all’inizio del 2011 prevedeva oltre tremila assunzioni, gran parte delle quali già effettuate. Adesso la Gazzetta ufficiale pubblicata venerdì scorso. porta in dote un centinaio di posti rivolti a personale interno ed esterno.
Ma c’è spazio pure al settore della ricerca, grazie a un bando pubblico dell’assessorato regionale alla Sanità che mette a disposizione otto assegni per uno studio sulla prevenzione e cura della Talassemia, quasi tutti della durata di un anno. Per partecipare alla selezione, che avverrà tramite per titoli ed esami, ci sono trenta giorni di tempo.
Gli ospedali riuniti Villa Sofia-Cervello faranno ricorso ad una graduatoria per contrattualizzare a tempo determinato le figure di infermiere e ostetrica. Sempre a Palermo, il Policlinico Paolo Giaccone è a caccia di un dirigente medico di endocrinologia e uno di medicina nucleare.
La stessa azienda ospedaliera ha riaperto i termini per la graduatoria di dirigente di medicina fisica e riabilitativa. Altra long list riguarda la figura di dirigente di cardiochirurgia. E ancora, il Policlinico di Palermo sta facendo ricorso a una selezione per individuare un dirigente di cardiochirurgia. All’ospedale civico Di Crista, invece, tramite mobilità regionale e interregionale saranno assegnati posti di dirigente in una decina di reparti.
Ad Agrigento, l’Azienda sanitaria provinciale è pronta ad affidare incarichi dirigenziali per le strutture ospedaliere di Canicattì, Sciacca, Licata e per la stessa Agrigento. Sempre nella città dei templi saranno affidati incarichi a progetto a due biologi e sei tecnici di laboratori.
Ma sono i dirigenti le figure più ricercate. È il caso del Cannizzaro di Catania che ne selezionerà cinque mentre il Garibaldi ne recluterà tre. Stesso discorso all’Asp di Caltanissetta che ha messo a bando otto posti direttivi, mentre l’Asp di Enna farà ricorso a una long list per incarichi in veterinaria. Il Buccheri la Ferla di Palermo, infine, cerca un direttore di anestesia e rianimazione, uno di oncologia e un altro di pediatria e neonatologia.
Ma le selezioni non riguardano solo operatori sanitari. Gli ospedali riuniti Papardo-Piemonte di Messina necessitano o di due dirigenti del servizio statistico, di sei dirigenti amministrativi, di un coadiutore amministrativo e di un dirigente amministrativo. E ancora, l’Asp di Ragusa cerca un operatore tecnico conduttore di caldaie mentre l’Asp di Siracusa è a caccia di cinque posti di dirigente amministrativo.
Nella serie concorsi dell’ultima Gazzetta ufficiale della Regione siciliana, che si può consultare su internet all’indirizzo www.gurs.regione.sicilia.it, c’è un’occasione lavorativa pure a Ragusa, dove il Comune cerca due assistenti sociali.

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Newsletter Speciale di ven 29 mag 2009

Il fumo nella storia
Attivo o passivo, il fumo occupa un posto eminente nella storia della medicina. Da dove proviene il vizio del fumo? [...]
Fumo e fumo passivo
Uno studio, pubblicato sulla rivista Neuropsychopharmacology, ha dimostrato che a rimetterci sono sempre i bambini, anche se non sono ancora venuti alla luce. Con il commento del Dott. Paolo Noschese [...]
Il fumo danneggia seriamente la salute e smettere garantisce numerosi benefici
Il fumo fa male alla salute ed e' causa di danni che vanno dal problema estetico al tumore: e' scritto anche su ogni pacchetto di sigarette. Con il commento del Prof. Vincenzo Lazzaro [...]
Stop al fumo
Il nuovo punto di incontro per chi vuole smettere di fumare o per chi ha detto stop al fumo e vuole partecipare con la propria testimonianza. Un sostegno quotidiano alle crisi di astinenza e uno spazio di informazione sui metodi e le tecniche per dire basta al fumo parlando dei danni, dei numeri e delle statistiche del tabagismo. [...]
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Rimuovere i graffi dai cd in cinque minuti


Eccovi alcuni metodi casalinghi, mediante i quali dovreste essere in grado di rimuovere i graffi dalla superficie dei cd.Le superfici dei cd o dei dvd sono molto delicate. Infatti, basta una scorretta conservazione, ed ecco che la superficie di esso si striscia. Se avete sperimentato tutto quanto era nelle vostre conoscenze, ma non avete ancora risolto il problema, vi indichiamo altri metodi, mediante cui dovreste essere in grado di rimettere in sesto i vostri cd o dvd. Tuttavia, sia bene chiaro, quelle sotto riportate devono essere intese come "ultime spiagge", ossia soluzioni utilme al problema, cui ricorrere soltanto quando non c'è proprio più niente da fare. Di conseguenza, non ci assumiamo nessuna responsabilità nel caso in cui non riusciste a pervenire al risultato sperato. In sostanza, non vi assicuriamo che i vari metodi proposti possano effettivamente funzionare. Primo metodo – Il dentifricio Cosa vi serve: Un cd da pulire Dentifricio (possibilmente a pasta bianca e non colorata, senza granuli) Acqua di rubinetto Un batuffolo di cotone Un panno morbido Dieci minuti di tempo Sul mercato esistono dei costosissimi kit di riparazione, ma con questo metodo non servono. Prendiamo il supporto da pulire e mettiamoci sopra del dentifricio. Con un batuffolo di cotone leggermente inumidito (o con le mani, se preferite) spalmiamo per bene il dentifricio lungo tutta la superficie del cd, anche se ne è strisciata solo una piccola parte. Lasciamo agire il dentifricio per cinque minuti. Quindi prendiamo il cd e, sotto l’acqua corrente, togliamo con le mani ogni residuo di dentifricio. Quando abbiamo rimosso tutto il dentifricio, asciughiamo il supporto con un panno morbido e, voilà, la superficie ora è ben levigata! Ovviamente, devo ricordarvi che se la superficie presenta graffi profondi, questi potrebbero non venir via, neppure se lasciaste agire il dentifricio per giorni e giorni. Secondo metodo – La banana E' possibile rimuovere i graffi dai cd anche con questo frutto esotico, ma la procedura è un po’ più lunga. Cosa vi serve: Un cd da pulire Un pezzo di banana (con la sua buccia, da utilizzare in seguito) Un panno morbido Acqua di rubinetto Quindici minuti del vostro tempo Prendiamo il supporto da pulire e strofiniamoci sopra la polpa della banana con movimenti circolari. E' necessario strofinare tutta la superficie del cd. Lasciamo agire la polpa sul support per 5 minuti. Ripuliamo la superficie con la parte interna della buccia . Laviamo il supporto con acqua e asciughiamolo con un panno morbido.Anche per quanto riguarda questo metodo, è nostro dovere segnalare che i graffi molto profondi potrebbero non sparire, anche dopo giorni e giorni di duro lavoro.

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